venerdì 24 marzo 2017

Il primo venerdì di primavera! Crostoni con hummus di fagiolini, menta e stracciatella di bufala.

Ah come mi piacciono i post del venerdì, quelli in cui si tirano i remi in barca e si dice "uhhh che bello che aperitivo facciamo stasera per festeggiare il uìchendino?"

Siccome è il primo venerdì della primavera, quindi siamo molto autorizzati (meteo permettendo) a pensare a location verdi e ariose, venticelli sferzanti e "bollicine rustiche" (cioè birrette fredde e amici), io, come annunciato lunedì scorso, vi propino questo crostone super, che è fratello, ma ancora più semplice, di quelli con ricotta e avocado pubblicati un anno fa.

Si tratta di un hummus di fagiolini.
Io amo taaaantissimo l'hummus classico di ceci, forse per l'abbinamento limone aglio e ceci, ma giusto un annetto fa ho scoperto che unire limone aglio e fagiolini funziona altrettanto bene!
Aggiungere poi un elemento fresco "verde" come la menta, ed uno altrettanto fresco e "chiaro" al palato come la stracciatella di bufala ci sta proprio un sacco bene :).

Insomma, 'sti crostoni ormai compaiono sulla mia tavola estiva e primaverile ormai come tappa fissa, e quindi niente, li consiglio in questa versioncina pure a voi, così come, questo mese, agli amici di Fiorfiore in Cucina COOP.

Ecco dunque che con questa ricetta finiscono le anteprime "verdi" di cui vi avevo parlato lunedì.

Oh. Io già non vedo l'ora di venirvi a chiacchierare settimana prossima!

Intanto buon week end a tutti!!!! :)

CROSTONI CON HUMMUS DI FAGIOLINI E MENTA
ingredienti per 4 persone
1/2 spicchio d’aglio
150 g di fagiolini
1 limone non trattato
2 rametti di menta
pane di
segale e cereali
100 g di stracciatella di bufala
olio d’oliva extravergine
sale

Con un rigalimoni, prelevare la scorza del limone, spremerne il succo e tenere da parte.
Lavare e mondare i fagiolini, poi lessarli per 10-12 minuti in abbondante acqua salata, scolarli
e farli intiepidire.
In un mixer tritare i fagiolini con l’aglio, il sale, il succo del limone, la menta e 1 cucchiaio d’olio.
Affettare il pane e tostarlo, poi spalmarvi la crema ottenuta, e aggiungere su ciascun crostino un cucchiaio di stracciatella, la scorzetta del limone, qualche foglia di menta e pepe a piacere.

mercoledì 22 marzo 2017

la vellutata detox di metà settimana (e inizio primavera ;)): piselli, scarola e germogli


"Verde, anche la bella ci perde", dicono mia mamma la mamma di Laura, tutte donne che vi assicuro di cucina ci capiscono eh, anche se la frase in origine riguarda puramente il colore "addosso", le stoffe, l'abbigliamento...

In effetti, a parte qualche verde bottiglia e desideri reconditi di velluti invernali, o delle botte di vita e di coraggio relative a qualche verde mela estivo, io addosso non me lo metto poi così facilmente 'sto colore...
E questo retaggio deve uscire quando mi metto a fotografare dei piatti che contengono cibi verdi: a mio agio non mi sento mai tutta-tutta :)

Che poi il verde di per sé è proprio un colore che appartiene alla cucina che amo, che mi piace.
Energizzante, sano, fresco, VEGETALE.

E nonostante questo colore vegetale e sano fosse associato ad una preparazione che pure amo tanto (ovvero la vellutata), quando ho scattato questa foto per il menù di marzo di Fiorfiore in Cucina, di cui vi avevo parlato lo scorso post, il giorno che ho fotografato queste coppette qua sotto avevo un diavolo (e forse anche un germoglio) per capello.

Poi niente, l'ho mangiata e mi è passato tutto :)




















































Si tratta di una vellutata verde di scarola e piselli, con l'aggiunta di germogli.
Non so voi ma in questo periodo dell'anno, più di tutti, io ho una voglia di stare bene e prendermi cura di me, quindi i germogli nelle insalate o le vellutate "ci cantano". ;)

VELLUTATA DI PISELLI, SCAROLA E GERMOGLI
ingredienti per 4 persone
450 g pisellini freschi già lessati
450 g di insalata scarola
2-3 cipollotti
2 cucchiai di olio d’oliva extravergine
1 l di brodo vegetale
12 foglie di basilico
60 g di germogli di ravanello noce moscata
sale

Pulire la scarola e passarne le foglie in acqua bollente per 1-2 minuti, poi scolarle e trasferirle
in una ciotola con acqua e ghiaccio. Strizzare bene e tagliatrle grossolanamente al coltello.
In una casseruola far dorare i cipollotti tritati con un filo d’olio, aggiunger e i pisellini, un pizzico
di sale, uno di noce moscata grattugiata, mescolare con un cucchiaio di legno e lasciar insaporire.
Versare a filo il brodo e cuocete per 10 minuti.
Aggiustare di sale, togliete dal fuoco, unite la scarola, il basilico e frullare con frullatore a immersione.
Servire la vellutata calda o fredda, con germogli di ravanello.



Se nonostante "la bella ci perda", amate le vellutate verdi, un anno fa avevo postato una vichyssoise verde (e senza lattosio) fatta sempre con i piselli.

Poi, forse un po' più estiva ma buona da morire, abbiamo anche una versione verde e bianca con zucchine basilico e feta.

Decisamente più invernale quella invece con broccoli e Reblochon.

Mentre decisamente antispreco quella di gambi di cime di rapa e mandorle..

Insomma ridendo e scherzando, di "zappette verdi" ne abbiamo, quindi se anche voi siete amanti di questo colore, a voi la scelta! ;) :)


lunedì 20 marzo 2017

Tarte di farro con lime curd al matcha e basilico, e un menù tutto verde!!!!

Il menù di marzo è verde. Anzi, è greenery!
Posso partire dal fondo, cioè dal dolce?

Sì perché del menù tutto verde della rivista di cucina COOP di questo mese (ovvero Fiorfiore in Cucina di Marzo, su cui sto arrivando un poco lunga, in effetti... ;)) ho pensato che oggi mi ci stava più di tutti un dolcino (lunedì dolce, e riparti di slancio! ;))...

Poi mercoledì ci spariamo una vellutata detox, e infine venerdì un crostone che fa tanto preludio di week-end e aperitivi rustici all'aperto, ora che siamo ufficialmente entrati nella primavera!

Ma aspetta, procediamo con ordine.
Il menù di questo mese ha anche una pastasciutta integrale, le mitiche puntarelle con le alici (e la giuncata!) delle "palline" di formaggio ed erbe, uno smoothie di kiwi mela verde banana e cocco, e una padellata di rombo, cipollotti e semi.

Ma la "mattata" di questo menù è il "lime curd", che sarebbe un lemon curd fatto col lime ma che io volevo verde a tutti i costi, e quindi ha visto protagonisti anche altri due sapori: il basilico, e il tè matcha in polvere.

Vi confesso che sono strafelice di quello che ne è uscito: una tarte decisamente singolare e dal sapore fresco e "verde"!!

Quindi niente, anche se la settimana e ancora solo agli inizi, e prima di un po' di sano "svacco" (= "faccio cose, vedo gente", o "cucino e mi rilasso", o ancora "preparo una bella torta per un tè con le amiche o una cena tra amici") ce ne vuole, di tempo, diciamo che a me oggi va strabene sognare.. ;)

Dunque, ecco la ricetta!!!

Tarte di farro con lime curd al matcha e basilico
Ingredienti 
Per la pasta
150 g di burro
150 g di zucchero semolato
280 g di farina di farro integrale
1 uovo
sale
Per il ripieno al lime curd
4 lime
12 foglie grandi di
basilico + qualche fogliolina per la decorazione
100 g di zucchero semolato
80 g di burro
3 uova
1 punta di cucchiaino di tè Matcha in polvere più una punta di cucchiaino per la finitura
meringhette per decorare

Mescolare farina, sale, zucchero e burro freddo a pezzetti con una forchetta. Unire l’uovo e amalgamare rapidamente fino a ottenere un composto che sta insieme.
Con le mani, formare una palla, schiacciarla e farla riposare in frigorifero per 30 minuti.
Spremete i lime. Frullare in un robot da cucina le foglie di basilico spezzettate con lo zucchero, il succo di lime e una punta di tè Matcha.
Versare il composto in un pentolino dal fondo spesso con il burro e far sciogliere quest’ultimo a fuoco dolce.
A questo punto aggiungere le uova sbattute senza toglierlo dal fuoco, e mescolare continuamente  finché la crema velerà il cucchiaio.
Stendere la pasta con il mattarello tra due fogli di carta da forno e sistemarla in una teglia a fondo mobile del diametro di 28 cm, imburrata e infarinata.
Bucherellare la superficie con una forchetta e cuocere in bianco per circa 15 minuti a 170°C, poi togliere la carta con i legumi e proseguire per altri 10 minuti.
Sformare e lasciar raffreddare, quindi farcire con il lime curd al basilico, e decorare con poca polvere di tè, foglioline di basilico e piccole meringhe a piacere.

Il resto del menù che ho proposto per questo mese, come farfugliato a inizio post e magari è meglio metterlo giù con un po' più di ordine, è:

antipasti
Crostoni con hummus di fagiolini e menta 
Palline di formaggio fresco con semi ed erbe

primi piatti
Vellutata di piselli, scarola e germogli
Spaghetti integrali con avocado, asparagi, agretti e pistacchi

secondi e contorni
Rombo con semi, cipollotti e spinacini 
Puntarelle con giuncata e alici

dessert
Tarte di farro con lime curd
Smoothie bowl agli spinaci con banana, mela verde, cocco e kiwi


Allora a mercoledì, e intanto, di soppiatto, invito tutti a sbirciare il verde che finalmente è fuori dalle nostre finestre: buona primavera!


venerdì 17 marzo 2017

English muffin. Cose a cui io non posso resistere...

Sentite, facciamo così.

Io non avevo esattamente programmato di postare oggi.

O meglio sì, sono giorni che penso di farlo e vorrei farlo, ma mi sto "intruppicando" tra le cose da fare, e quindi la settimana stava già passando (anche con un po' di "sofferenza da solitudine" da parte mia) silenziosetta...

Poco fa però che ti succede?
Vedo che i miei amici della farine Pivetti hanno pubblicato sul loro sito una delle mie ricette realizzate in collaborazione con loro (nel post lincato trovate anche i passaggi fotografati step by step! ,-)), e siccome questa ricetta io la amo in particolar modo, ho pensato fosse un buon modo per augurarvi sane golose e pigre colazioni finesettimanali... ;)

Allora io, "ampress'ampress", adesso ve li posto al volo... <3

Perchè questi english muffin sono venuti esattamente come volevo.
Li ho sempre amati, questi paninetti dolci lievitati e cotti in padella, tipici dell'ora del tè inglese, ma questa versione con pasta madre mia ha proprio "stesa".

Li consiglio a tutti, e tutta contenta di aver trovato una scusa per sentirvi oggi, vi auguro un bellissimo weekend di marzo e prima-primavera!



English Muffin
ingredienti
380 gr di farina di grano tenero
150 gr di lievito madre a temperatura ambiente
1 presa di sale
20 gr di zucchero
40 gr di burro a temperatura ambiente
1 uovo
200 gr di latte
semola per la spianatoia

Sciogliere il lievito madre nel latte appena tiepido mescolando bene con una forchetta.
Aggiungere il lievito sciolto alla farina e iniziare ad impastare.
A questo punto aggiungere, mescolando, lo zucchero, l’uovo e il sale e, quando il composto comincia diventare elastico ed omogeneo, il burro morbido a fiocchetti.
Lavorare l’impasto fino a completo assorbimento del burro e finchè la massa non diventa morbida, liscia ed elastica.
Ungere leggermente una ciotola e disporvi l’impasto, poi far lievitare coperto per 3-4 ore o fino al raddoppio.
Spolverare il piano di lavoro con la semola e stendervi l’impasto allo spessore di 2,5 cm, poi tagliare con un coppapasta di 8 o 10 cm tanti dischetti.
A questo punto disporre gli english muffin sul piano di lavoro nuovamente spolverato con la semola, spolverare anche i muffin e lasciate lievitare coperti con pellicola alimentare per 1-2 ore.
Cuocere gli english muffin per 5-6 minuti in una padella pesante già calda, poi capovolgerli e cuocete dall’altro lato per altri 5-6 minuti.




giovedì 9 marzo 2017

Bigoli in salsa, Venezia, e gli infiniti toni del marrone...


I primi Bigoli in salsa della mia vita li ho assaggiati all'osteria Alla Vedova/ Cà d’Oro, a Cannaregio, una zona di Venezia bellissima, prevalentemente residenziale, e che si trova tra la stazione ferroviaria e l'ospedale, perfetta per camminare un po' fuori dai flussi iperturistici, "aperta", tranquilla.

Questa pasta lunga ed un po' grossa, bucata (diciamo, un po' irrispettosamente, un po' come i bucatini) mi è piaciuta fin da subito: facile, assoluta, saporita.

La cucina tradizionale veneziana mi ha incantata anche per questo: per le sue ricette "povere", che ti fanno essere subito "dentro" ai luoghi, accoglienti come un cicchetto accompagnato da un'ombra di vino camminando per le strade di questa bellissima città...

Dinner set Materia in vendita su Dishes Only

E'stato proprio a Venezia, giusto un anno fa, che ho realizzato che nella mia collezioni di libri di cucina, accanto agli amati illustrati, e ai moderni patinati, quelli con le fotone a tutta pagina che adoro, volevo dei libri "vecchi", o meglio dei libri di cucina tradizionale non "edulcorati", scritti magari in dialetto, senza troppi riguardi e magari anche senza dosi. De libri difficili insomma, ma che consultati insieme ad altri, e mescolati ad ulteriori ricerche via web, avrebbero sicuramente potuto arricchire il mio modo di cucinare (e capire l'origine di alcune ricette!).

Ma andiamo per ordine: come accennato qualche giorno fa, ho trovato questo escamotage per condividere qui sul sito alcune delle millemila foto che ho scattato ad una delle città che più amo al mondo e che si chiama come me ;-P

Lo scorso post su Venezia parlava di Favette Veneziane (frittelle di Carnevale), e del colore rosa (diciamo rosa antico) e di tutte le sue infinite declinazioni grazie (o a causa ;)) dell'acqua...

Oggi coi bigoli arrivano le foto marroni, o giù di lì! ;)





Per la ricetta invece, vi tramando subito a seguire il resto originale di un libro che mi piace tanto, edito da Franco Angeli, e che ho acquistato proprio a Venezia l'anno scorso in occasione di questa mia "epifania del libro di cucina tradizionale": si chiama A tola co i nostri veci. La cucina veneziana, di Mariù Salvatori De Zuliani,  poi sotto come l''ho fatta io a casa per la foto che vedete in questo post.


10. Bigoli in salsa (casa Fiorini - Venessia)

Tuti sà che i "bigoli" i xe quella pasta longa, co'l buso, no tanto grossa, da far sta. Ocio che desso, anca a Venessia, quando che se domanda a un osto de darne "bigoli in salsa" pol capitar che i ne presenta un piato de pastasuta conzà co'l pomidoro... fassendone restar co'l cuor in seca! Par rimediar a sta ignoranza moderna ve dago subito la resseta vera de i nostri veci tempi de na volta:

Far desfritar in te'l odio, a fogo quasi destuà, tanta segola a fetine. Ocio che sta segola la dovrai restar bianca e par otigner questo, zontarghe ogni tanto, se ocore, qualche cuciaro de acqua, cussì xe sicuro che no la rivarà a colorirse. Pena che la se sarà infiapia, unirghe quante che se vol de sardele salae a tochetini; po lassar tuto su'l fogo ancora per un atimo. Conzar co sto bon toceto i bigoli zà lessai in acqua de bogio salada.

(tratto da A tola co i nostri veci. La cucina veneziana, Mariù Salvatori De Zuliani)

Bigoli in salsa
ingredienti per 4 persone
360 di bigoli
10 acciughe sotto sale
3 cipolle bianche
180 ml di vino bianco
olio extravergine d'oliva
pepe

Dissalare bene le acciughe le acciughe, passandole ripetutamente e delicatamente sotto un filo d'acqua, poi privarle della lisca ed eliminare le squame.
Pelate le cipolle e affettarle molto sottilmente, poi farle stufare in olio extravergine di oliva in un tegame antiaderente, per qualche minuto, incoperchiato, aggiungendo poca acqua se occorre.
A questo punto aggiungere le acciughe tagliate a pezzetti e farle rosolare dolcemente (sui 3-5 minuti).
Aggiungere il vino bianco e incoperchiare, abbassare la fiamma e fate cuocere lentamente mescolando spesso, fino ad ottenere una salsa cremosa ed omogenea.
Nel frattempo lessare i bigoli in abbondante acqua non troppo salata e scolarli al dente.
Trasferirli nel tegame con la salsa di acciughe calda.
Mantecare bene e servire subito.


E' buonissima, anche se la fretta di mangiarla calda mi hanno fatto scattare un po' troppo di corsa, voi fidatevi, davvero! ;)





Le foto ve le ho messe giù un po' sparse, come al mio solito, andando per colori e per sensazioni, facendo una piccola fuga da Carlo Scarpa, esattamente come la vivo io e mi piace ricordarla, Venezia. La città in cui non mi perdo se cammino guardando il cielo...









martedì 7 marzo 2017

Cucinare, semplicemente assorta: torta con latte di mandorle e farina d'orzo


Ci sono delle cose che come poche riescono a ristabilire un contatto assoluto, per me, con la cucina.
Non che di tali contatti da queste parti manchino eh? ;)
Solo che un conto è cucinare concentrata (che è bellissimo anche quello), e un conto è poterlo fare assorta.
Ci sono delle ricette, e, al limite, dei gesti, che possiamo permetterci di eseguire senza badare realmente a cosa stiamo facendo, e accorgendocene del tutto solo al primo reale contatto di uno dei sensi (in genere l'olfatto!) con quello che si sta facendo.
Cucinare distrattamente, assorti, pensando ad altro, o facendo altro, e allo stesso tempo godersi la cucina.
Farlo rilassatamente, distrattamente, e "risvegliarsi" magari alla prima grattugiata di limone, o al primo sentore di profumo di cannella che viene dal forno.



La ricetta che per eccellenza mi permette di fare questo è quella della torta semplice da colazione, e l'ingrediente, ca va sans dire, è la mandorla <3

E così oggi arriva una ricetta che è una rivisitazione (in chiave ancora più semplice!) della Ciambella di vaniglia e latte di mandorle con ciliegie e sciroppo di vino di visciole del mio libro All'ombra dei mandorli in fiore.

Avevo in frigo latte di mandorla, e in dispensa farina di orzo.
Non ho resistito e li ho messi insieme, mescolando, pensando ad altro.

Del risultato non ci possiamo lamentare. ;)

Avrei voluto postarvela ieri perché è proprio una di quelle tortine da lunedì mattina.
Ma possiamo sempre fingere che la settimana cominci ora... ;)

Torta semplice con latte di mandorle e farina d'orzo
ingredienti per uno stampo da 20-22 cm di diamtero
3 uova
150 g di zucchero di canna chiaro
100 g di olio di semi di girasole
180 ml di latte di mandorle
250 g di farina di orzo integrale
1 baccello di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
uno o due cucchiai di mandorle a lamelle e zucchero a velo a piacere per la finitura

Imburrare  e infarinare uno stampo da 20-22 cm.
Montare le uova insieme allo zucchero fino ad ottenere un composto soffice e spumoso.
Continuare a montare e aggiungere a filo l’olio, i semi della vaniglia e poi il latte di mandorle, poi la farina setacciata insieme al lievito.
Mescolare l’impasto fino a renderlo omogeneo poi trasferirlo nello stampo, aggiungere le mandorle a lamelle, e cuocere in forno già caldo a 180° per 40-45 minuti.
Sfornare, lasciare intiepidire per 10 minuti e poi sformare e far raffreddare su una gratella.
Finire con lo zucchero a velo.


E buona settimana a tutti! :)

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