lunedì 25 luglio 2016

French Toast con gelato, mandorle e albicocche

Ok, buongiorno e buona settimana a tutti, piccolo cambio di programma rispetto a quanto promesso, ma tutto sommato manco tanto, dai :D...

Dicevamo infatti settimana scorsa che la prossima cose fresche e niente forno, vero?
Dai più o meno sì.
O meglio, la ricetta di oggi non riguarda esattamente la brioche che serve per farla, quanto il trattamento a cui viene sottoposta... ;-P

Sì perché il French Toast o Pain Perdu, nella loro versione dolce o salata che sia (fino ad arrivare al sudamericano Emparedado), è un modo di cucinare, immergendoli nel latte e/o uova, poi ripassandoli in padella in un "filino" di burro o olio, e servendo a piacere con miele, yogurt, frutta, ma anche verdura o cremine spalmabili varie, fette di brioche ma anche di pane, o pancarrè, o quello che preferite.

Quindi ecco, se non siete così fuori di testa da cucinarvi la solita brioche settimanale anche con 40 °C, usate pane, pancarrè o altri prodotti da forno che vi ispirano.
Se invece vi ve di farvi la brioche da voi, qui ne trovate una alla francese buona-buona (e con lievito di birra), e qui la versione integrale (e con lievito madre).

Io per la versione della foto ho invece usato la ricetta delle brioche al latte di mandorla di All'ombra dei mandorli in fiore (e adesso che ci penso, anche qui sul blog c'è una versione, magari meno evoluta ma buona uguale ;-P!), perché mi suonava davvero bene con le albicocche.
Queste ultime le ho macerate in un "sughino" si miele d'acacia , limone e vaniglia, e alla fine, tanto per starcene leggeri (ma rinfrescare, come promesso, l'insieme ;-)), ci ho schiaffato una pallina di gelato.
Poi niente, un richiamino di mandorle a lamelle, una spolverata di zucchero a velo a piacere, e andiamo, il French Toast è fatto!

Ecco a seguire la ricetta. Potete sostituire le albicocche con qualche fetta di pasca noce e la vaniglia del "sughino", con poco zenzero in polvere, per una versione più piccante e croccante..

French Toast alle mandorle, albicocche e vaniglia
ingredienti per 4 fette (4 persone, o abbondante per 2)
4 albicocche
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di miele d'acacia
i semini estratti da un baccello di vaniglia
1 uovo
40 ml di latte di mandorle (o altro latte a piacere)
4 fette di brioche alle mandorle (o altra brioche a piacere, o di pane)
burro q.b.
gelato al fiordilatte o alla panna q.b.
mandorle a lamelle q.b.

Mescolare il succo di limone, il miele, i semini della vaniglia. Tenere da parte.
Lavare, asciugare e tagliare a spicchi le albicocche, poi immergerle nello sciroppo di limone e miele.
Sbattere bene il latte con l'uovo.
Tostare leggermente le fette di brioche e poi immergerle nel composto di latte e uova, premendole bene da ambo i lati.
In una padella fondere il burro e cuocere le fette di brioche fino a che non diventano dorate da entrambi i lati.
Trasferirle ancora tiepide su un piatto, aggiungere le albicocche, il gelato, il restante sciroppo di miele limone e vaniglia.
Finire con le mandorle a lamelle e servire immediatamente.







giovedì 21 luglio 2016

insalata di bulgur al rosmarino, con ceci croccanti alla paprika e cipolle di Tropea

Oh, eccoci finalmente ai pranzetti estivi.
Quelli facili e comodi e che "quasi" non accendi il forno.
Mi sembra di giocare a mosca cieca, alla ricerca delle "poche cotture", cosa che proprio non è da me, ma quando ce vo', ce vo'.

Oggi stiamo ad una specie di "fuochino", dai. Nel senso che per questi ceci croccanti alla paprika il forno ci vuole, sì, un attimino, ma il risultato finale è oltremodo pratico e fresco e croccante, e soprattutto buono!
Mi sembra anche un'ottima soluzione per consumare legumi anche in periodo estivo (cosa che io tendo sempre a trascurare), e far fuori sacchetti e sacchettelli vari di grani e cereali che tanto fanno bene alla salute e che d'estate si prestano un sacco ad essere impiegati in enormi colorate insalate che si preparano in anticipo, prendono sapore in frigo o fuori, e al ritorno dal mare e dalla passeggiata in montagna salvano la vita a tutti!

Settimana prossima invece staremo al "fuoco" e fuocone" (occhei, la metafora della mosca cieca sa un po' di ossimoro se consideriamo il "fuoco" esattamente come un progressivo allontanamento dai fornelli, ma tant'è: in menù avremo una ricetta al fornello e una "al freezer"... visto quanto mi impegno???).

Ma non vi svelo altro, per ora vi tocca accontentarvi della ricettuzza di oggi. ;-P
Facile, colorata e con questa chicca dei ceci croccanti alla paprika (imparati dalla bravissima Heidi Swanson e scovati nel suo libro Super Natural Every Day: Well-loved Recipes from My Natural Foods Kitchen) che, con l'immancabile rosmarino, e uno o due cipollotti di Tropea affettati più o meno sottili, prende proprio vita nel suo vestitello oltremodo estivo! ;-P

ok, allora vado con la ricetta, che è di quelle "senza troppe dosi"

insalata di bulgur al rosmarino, con ceci croccanti alla paprika e cipolle di Tropea
ingredienti
250 g di bulgur
1 barattolo di ceci già lessati
1 o 2 cipollotti di Tropea
sale, paprika, rosmarino fresco quanto basta

Lessare il bulgur in acqua leggermente salata seguendo le istruzioni della confezione (io a volte, a seconda di come mi va, lo tosto anche leggermente, prima, in un filo 'olio extravergine d'oliva, come si fa con il risotto, per capirci, e poi verso l'acqua bollente tutta insieme e lascio cuocere), poi aggiungere un filo d'olio e sgranare con una forchetta.
Nel frattempo sistemare i ceci (ben scolati) in una teglia da forno e in un solo strato, e cuocere in forno a 220°C per 10 minuti, estrarre la teglia, mescolare i ceci, poi infornare per altri 10 minuti. Infine mescolare i ceci con un cucchiaio di olio d’oliva, e un cucchiaino di paprika (lei mette metà forte e metà affumicata, io metto quella che ho "a tiro") e una presa di sale.
Rimettere i ceci nella teglia da forno e infornare di nuovo per 5 minuti.
Nel frattempo affettare finemente i cipollotti e tritare il rosmarino.
Mescolare tutto insieme in una insalatiera, condire con un filo d'olio e aggiustare a piacere di sale e paprika. Servire subito, o, a piacere, dopo aver fatto insaporire un po' (io confesso che a me i ceci croccanti "caldi" piacciono di più... ma non faccio testo, no, dato che nello scorso post parlavo di tè bollente? ;))


martedì 19 luglio 2016

shortbread (vegani!!!) al burro di arachidi

Buongiornoooooo!!!!!

Eccomi, non mi sono persa.
Solo ho avuto un mezzo anticipo di vacanza, o meglio, un mezzo anticipo di "tipici spostamenti estivi", a cominciare dal Workshop di fotografia dalla mia Giulietta, e mi sono rimessa in carreggiata col solito trantran solo lo scorso finesettimana..

Scorso finesettimana in cui volevo ovviamente cucinare 'sto mondo e quell'altro, quando il mio sguardo si è posato su un barattolino di burro di arachidi e i programmi sono stati prontamente ribaltati.

Non è esattamente una crema di cui sono golosa, ma qualche volta si trova di passaggio dalle pari di casa mia, per una ricetta, un piccolo esperimento, un lavoro, e poi per finirla ci vogliono mesi.

Dunque dicevo che mi piace tantissimo in purezza, tipo spalmata sulle fette biscottate e compagnia bella, ma devo ammettere che "cucinata", o meglio introdotta negli impasti, quella sì, è una pratica che approvo.. ;-)

E allora vai di ciambellone, oppure semplicemente di biscotti, come quelli del libro Profumo di biscotti (se volete provarli, trovate la ricetta qui! ;)), oppure questi di oggi, per i quali ho pensato che forse potevo rischiarmela, e provare a sostituire completamente il burro (di panna) con quello di arachidi e, in aggiunta, poco poco olio, per tentarne una versione priva di lattosio oltre che priva di uova (come per i classici shortbread al burro).

Insomma ridendo e scherzando sono usciti fuori questi biscotti che, vi giuro, se vi piacciono le consistenza sabbiosette come alla sottoscritta, fate attenzione, perché creano davvero dipendenza!!!
Io in questi giorni li accompagno con una tazza di tè nero fumante, e sono la mia personale sferzata di energia per combattere la fiacca da caldo.

La crema di arachidi si può fare anche in casa, tostando al forno per qualche minuto le arachidi spellate e non salate, e tritandole ancora calde in un robot da cucina, con molta pazienza e a più riprese, fino ad ottenere una pasta.

L'accostamento del loro sapore con un pizzico di sale e lo zucchero di canna in cristalli è davvero una dddddroga, e ve lo consiglio caldamente. :)

shortbread senza uova né lattosio e con burro di arachidi
ingredienti per una dozzina di biscotti
125 g di burro di arachidi
50 g di zucchero di canna in cristalli + 1 o 2 cucchiai per la finitura
50 g di olio di mais
75 g di farina di riso integrale*
150 g di farina 00
1 presa di sale

Setacciare insieme e per due volte le farine.
Lavorare energicamente con le fruste il burro di arachidi con lo zucchero, aggiungere le farine e il sale e lavorare con la "foglia" dell'impastatrice (o con un forchettone) l'impasto, fino ad ottenere delle grosse briciole.
Aggiungere mancano l'olio a filo (potrebbe servirne leggermente di più o leggermente di meno a seconda del tipo di farina usato) fino ad ottenere un impasto che sta insieme.
Toccare il meno possibile l'impasto durante la lavorazione e stenderlo a 3-4 mm di spessore. Con l'aiuto di un tagliapasta ricavarne dei dischi di 6-8 cm di diametro da disporre leggermente distanziati,  e molto delicatamente, su una teglia rivestita di carta da forno.
Far riposare in frigo, direttamente in teglia, per un'oretta.
Preriscaldare il forno a 180 °C.
Spolverizzare i biscotti con lo zucchero di canna rimasto, poi cuocere per 30-40 minuti fino a che non sono belli dorati.
Attenzione, sono molto molto friabili (cosa che io adoro ;-)). Maneggiare (e gustare) con cura ;-P

*io ho usato quella, ma va bene anche la farina di riso non integrale


lunedì 4 luglio 2016

torta-mousse gelata ai lamponi

Buon giorno e buona settimana a tutti!
Non ci credo, posto una roba fredda e simil-gelatosa che non va in forno ma in freezer (è una specie di esercizio spirituale come cucinare il pesce, e tra l'altro amo mangiare entrambi, solo che prima di mettermi a cucinarli...).
Insomma come a volte vado chiacchierando su queste pagine, quando arriva l'estate io qui sul blog comincio a, come dire, agitarmi un po'.
Mi guardo intorno, mi assesto sulla sedia, fischietto.
So che devo controllarmi e darmi una calmata col forno (e pure coi fornelli!).
So che non è esattamente come l'autunno per cui vai di giuggiole, noci, nocelle, puree di zucca cotta al forno, poi impastata lievitata e ritornata in forno sotto forma di brioches.
So che devo adeguarmi e anche un po' impegnarmi.
Così cucino il pesce. Veloce, fresco, sano, che sa di mare e che tra l'altro adoro.
E mi sforzo di preparare dessert, ovvero quel dolce che non si inzuppa nel latte e caffè la mattina, che non è necessariamente rustico, ruvido e mollicoso, e che perlopiù si mangia con un cucchiaino e molto, molto spesso, non va in forno.
Siccome (e si è capito) io sono una che quando guarda la pubblicità di alcuni dolci (pronti, ma giuro, anche se io non uso farli, mi intrigano anche, purchè cotti) sponsorizzati al grido di battaglia "non va in forno" pensa sempre (sempre, anche quando fuori sono 40 °C), tutta delusa, "eh, ma che gusto c'è?", capirete che per me quello di oggi è proprio un bell'esercizio.



L'ispirazione viene di nuovo da Saveurs, stesso numero della torta miele e polline, e stavolta ho seguito le istruzioni pare-pare (oddìo, più o meno... Io l'ho solo un po' alleggerita di burro e zucchero.. ;-P).

Quello che mi ha folgorata di questa "torta-gelato", è che è composta come una classica cheesecake col fondo di biscotto, mentre la parte sopra non è a base di uova e formaggio, ma in sostanza una  mousse ottenuta frullando albumi, zucchero e lamponi. Freezer, e poi fette. Stop.
La SVOLTA. (fattibile anche per una come me che se non lievita ventotto ore una brioche e poi la schiaffa in forno anche ad agosto non è contenta!)
Una roba pazzesca  che mi ha stregata al primo colpo, e che si fa in un attimo.
Una di quelle robine minimo sforzo, massimo risultato.

Manco una pubblicità di quelle a cui alludevo sopra è così veloce.

Per i coraggiosi che con questo caldo mi hanno sopportata fin qui, ecco, questa ricetta buona buona ve la siete proprio meritata!

Buona settimana a tutti!

torta-mousse gelata ai lamponi
ingredienti per 6 persone*
100 gr di lamponi freschi + 25 per la finitura
70 gr di zucchero a velo
1 albume a temperatura ambiente
per la base
110 gr di frollini o Digestive**
60 gr di burro morbido (**se si usano biscotti molto burrosi come i Digestive anche 50 gr)

Il giorno prima o almeno 6 ore prima, preparare la base sbriciolando insieme i biscotti e mescolandoli con una forchetta insieme al burro (viene perfetto inserendo il tutto in un robot da cucina a lame e azionando fino ad ottenere briciole sottili), poi, aiutandosi col dorso di un cucchiaio, schiacciare il composto ottenuto sul fondo di uno stampo a cerniera (diametro intorno ai 15-18 cm) rivestito di carta da forno. Riporre in freezer per inumo 6 ore (secondo me ne bastano anche meno).
Trascorso questo tempo preparare la mousse mettendo in una ciotola gli ingredienti restanti (dei lamponi solo 100 grammi) e frullando il tutto con le fruste elettriche al massimo della velocità (in questo caso un robot da cucina è davvero comodo) per 8-10 minuti.
Versare la mousse così ottenuta sul fondo di biscotto e livellare con un cucchiaio o una spatola.
Conservare in freezer e servire aggiungendovi i restanti lamponi.

**per diametri tipo 22-24 cm raddoppiare le dosi: verranno circa 12 porzioni

nota:
La ricetta originale diceva di mettere subito un po' di lamponi sopra alla torta e di aggiungere gli ultimi al momento di servire (potete vedere dalla foto che alcuni sono surgelati ed altri no), ma secondo me è meglio metterli tutti alla fine, perché la mousse rimane bella morbida, ovvero non serve tirare fuori il gelato in anticipo, al limite un minutino per far ammorbidire la base, ma non di più, viste le temperature di questi giorni, tempo che non garantisce invece lo scongelamento dei lamponi che si sono congelati in freezer, che rimarrebbero come sassetti, a voler evitare di mangiare la mousse sciolta.. ;-)

nota bis: info utili sulla mousse di albumi
Se vi intriga la questione mousse agli albumi, giusto qualche giorno fa la mia amica Francesca di I paciocchi di Francy, ha postato una crema di albumi al cacao, con varie dritte e versioni e spunti interessanti in coda al post. Se vi va di sbirciare è qui. ;-P





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...