giovedì 9 giugno 2016

Era di sabato mattina (il mio primo corso di food fotografia)...

Era un sabato mattina quel giorno che sono "salita sul cavallo dei miei pantaloni" e superando il mio senso di inadeguatezza, il mio perfezionismo sempre inappagato, e la mia profonda timidezza, sono andata a conoscere Giulia, una persona per cui ho sempre avuto una immensa stima e che il web mi ha fatto questo enorme regalo di darmi come amica anche reale, e a partecipare al mio primo workshop di fotografia tenuto da Dario Milano a Casole d'Elsa.
E' stato un primo piccolo grande passo.
Lì ho conosciuto di persona, oltre a Giulietta, anche Elisa Ceccuzzi, Valeria Necchio e Benedetta Jasmine Guetta, blogger che nel frattempo sono cresciute come me nella nostra passione, e che sono diventate vere e proprie amiche e colleghe.
Io sono una crede nei passetti cocciuti e solidi verso le proprie passioni.
Silenziosi, faticosi, entusiasti, caparbi e costruttivi.
I passetti così li fai che nemmeno ti accorgi a volte, metti un piede, poi un altro, a testa bassa, quasi cercando di non dare nell'occhio, nemmeno a te stessa.
Altre volte ti sembrano invece difficili, e poi, appena superati, neanche li senti più, e sei già lì che ne vuoi fare un altro, che vuoi mettere avanti un altro piede, per fame, curiosità, per voglia di scoprire, di conoscere, di imparare qualcosa di nuovo o magari anche solo confrontarti con chi è come te (o diverso da te!), portandoti di volta in volta addosso gli effetti, la memoria, un ricordo, una competenza, un modo altro di vedere e fare.
Poi ad un certo punto, facili o difficili, piccoli o meno, ti giri e capisci che erano reali, e che è vero che un pezzetto per volta succedono delle cose...

Tra queste il blog, le storie, la cucina, e anzi a volte anche sopra a tutte queste, c'è la fotografia. Già, la fotografia.
Io e la fotografia abbiamo una storia d'amore che dura da anni.
Sono una di quelle storie d'amore e di sfinimento che sembrano non dover finire mai anche se ti spossano, ti stancano, oppure ti portano alle stelle e ti rendono felice e poi triste per un nonnulla, ma non molli perché senti che sei tu dentro alla foto o a volte la foto è dentro di te e devi solo farla uscire.

Le foto, io lo dico sempre, sono lì, sono lì che aspettano i nostri occhi e il nostro cuore (in ultimo la nostra macchina fotografica, qualunque essa sia). Aspettano di essere colte, prese, afferrate, consumate, e a volte coglierle e afferrarle forte non è così facile.
Io mi ricordo benissimo come mi sentivo all'inizio della mia storia d'amore con le foto. Sapevo esattamente cosa volevo, ma non sapevo come fare. Le vedevo nella mia testa ma non riuscivo a restituirle, a "liberarle", e allora è lì che è nato quello che per anni è stato una sorta di corteggiamento serrato, tra me e loro. Ed è da lì che è nata la mia abitudine a scattare tanto.



La luce. Cogliere la luce. Poi metterci il piatto, il cibo. I props le carabattole e compagnia bella. Ma la luce era la mia bestia nera, perché non c'era a casa mia, il posto dove scattavo (e scatto ancora), o almeno io "credevo" che non ci fosse, ad occhio nudo "non si vedeva".
La luce e poi lo spazio. Rendere lo spazio.
A pensarci ora sono le mie due fisse di architetto, che cercavo in quelle foto.
La luce come la volevo io e lo spazio come lo volevo per chi guardava. Come volevo che la foto portasse chi guardava in uno spazio, o in uno stato d'animo.

E allora lì partiva il "corteggiamento", una sorta di danza intorno a un totem, scatto dopo scatto, millimetro dopo millimetro, briciola su briciola e foglie e stoffe e legni e odori e sapori. Volevo che ci fosse tutto, e spesso pensavo di volere troppo.
Alla fine di questa danza estenuante io ci arrivavo distrutta, sfinita, arresa. Ma felice. Perché la foto, le foto, diventavano piano piano sempre più "mie", o forse io sempre più "loro", ed ero contenta così.
Non sempre del risultato, ma del percorso, ovvero quel percorso che cominciava a mescolare il corteggiamento, la testardaggine del mulo, i libri che leggevo, le foto che studiavo, le infinite critiche alle mie, e i corsi che seguivo, come quello di Dario da Juls o di Ellen Silverman a Londra.

Alla fine non lo so cos'è successo, e come è successo.
Ma fotografare è diventato come più naturale che guardare, anzi, Monsieur Patou per prendermi in giro mi dice che ora per vedere davvero qualcosa, per capirla, ho bisogno di una macchina fotografica attaccata alla faccia.
E' vero, è così. La macchina fotografica sono i miei occhiali. Ma degli occhiali speciali, perché hanno anche testa e cuore.

Adesso, dopo tanto tempo, so cosa succede attraverso i miei occhi e nella mia testa quando scatto una foto. E sono in grado di dirlo anche a voi.
Occhi e testa, e ognuno poi ci mette il suo cuore.

Adesso, e sarà di nuovo un sabato, me ne andrò in Toscana da Giulia "sul cavallo dei miei pantaloni".
Dovrò ancora una volta vincere la mia timidezza, il senso di inadeguatezza e il perfezionismo, o al limite li nasconderò come meglio so fare, ovvero con la chiacchiera, ma finalmente potrò raccontare anche a voi tutto quello che per me c'è dietro ad una foto di cibo (e di paesaggio), da dove e come nascono le mie foto, e dove e come possono nascerne di vostre.
Il 9 luglio, esattamente tra un mese, terrò insieme a Giulia Scarpaleggia e nel suo nuovo spazio JK Studio il mio primo corso di food fotografia.

Io parlerò della storia che sta dietro a una foto, di come nasce una foto (lo scatto, la composizione, l'inquadratura), e Giulietta di come le foto possono raccontare una storia.

E poi ovviamente impiatteremo fotograferemo e mangeremo insieme, e ci sarà da fare e da parlare, ohssì se ci sarà da parlare.

Sono molto contenta dell'impostazione cha abbiamo dato alla giornata, perché potranno parteciparvi sia i neofiti che coloro che sono già "navigati": il racconto e la composizione sono infatti estremamente trasversali rispetto al livello che ognuno di noi ha già conseguito, e la composizione fotografica cammina a mio parere sempre in parallelo alla perizia tecnica specifica della ripresa.

Ovviamente si parlerà anche delle basi della fotografia, di come allestire un set fotografico, delle diverse esigenze fotografiche (mood, stili, props), e di food styling.

Sono emozionantissima e già penso che 8 ore non basteranno per tutte le cose che vorrei (che vorremmo!) dirvi, che ho scoperto di avere da dirvi.

Allora, siete pronti????
Per qualsiasi informazione o per iscrivervi potete compilare il form QUI, o mandare una mail a juls@julskitchen.com, o anche scrivere a me a vanigliacooking@gmail.com, o anche commentare, fare domande di ogni genere (tipo "io ho solo ila macchina fotografica compatta, posso partecipare lo stesso???" - domanda tipica che facevo io stessa all'inizio ;)) direttamente qua sotto...


Allora eccoci. Partiamo.
Io vi mando un abbraccio e non vedo l'ora di conoscervi di persona, macchina fotografica attaccata alla faccia ;-)



19 commenti:

  1. ma buon giornoooooooo..
    ero qui in giro che devo vedere il dolce giallo farina di mais e limone e la torta vintage alle mele...
    siiiiiiiiiiiii! super vaniglia eccoti quaaaaaa!!!
    eeeehhhh tipo se la mia domanda è .. "io la macchina fotografica non ce l'ho proprio..ne compatta, nè scompatta... posso partecipare uguale?" ahahahaaaa
    che ridere!
    vabbé a parte le sscemenze del giovedì mattina... è davvero una figata quetsa cosa... e poi la smetti di sminuirti ROsss! cacchio sei brava, fai foto fantastiche e sproloqui da Dio (sappi che sei una delle poche che mi tiene davanti ai suoi sproloqui dall'inizio alla fine! senza farmi direttamente saltare alla ricetta!) quindi smettiiii! TE LO MERITI STO WHORK-COSO! TE LO MERITI DI FARE PER UN GIORNO LA AMESTRINA! CAPITOOOOO!
    vedi io oggi ho scritto poco poco..
    fammi andare a vedere ste ud ricettine va! ;)
    Manu

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    1. Manu... se sei tu.. ti presto la mia, quella che ho avuto fino a natale... non la professional della mestrina ;) :-* <3

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    2. certo che sono io... sono la Manu sproloquiatrice.. sono la manu che oggi la sorella ha incastrato col pane che "manu ma tu che pane compri...-ed io: ma ti serve? - e lei: eh ...-ed io: ma dillo scusa!" quindi oggi gli tocca.. si, sono la manu degli speculooooosssss, dell'amico che non ama il dolce, ma che si è praticamente innamorato di tutti i miei, ehm cioè tuoi, dolci.. visto che glieli prendo tutti da qui... sono io, la manu di.. come si chiamava il tipo figo di Holly e Banji? .. sono la manu delle mele cotte al forno per la mamma e della marmellata! ;) della cicerchia e della griglia della crostata..
      sono io Ross!
      Manu Manu ...baci baci!

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    3. ahahha, no, volevo dire "solo perchè sei tu <3"...
      (mark lenders ;))

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  2. Deve essere interessante! Complimenti!
    Ci penserò : )

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    1. uhhhhh!!!! <3 (madò ma io so' troppo agitata!!! ;-P)

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  3. Se non fosse così costoso ci farei un pensierino :(

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    1. Dici?
      A me non sembra...
      E' negli standard.. 8 ore di corso con all'interno pranzo e coffee break, 2 insegnanti per un massimo 8 iscritti.. è tutto hands-on, perché le persone possono fotografare e fare set, oltre alle lezioni frontali...
      Nei casi in cui ho seguito corsi anche io, anche anni fa, i costi erano simili e forse anche un po' più alti in proporzione... Diciamo allora mi sono fatta un piccolo regalo (perché nessuno in genere naviga nell'oro, presumo :)), che nel tempo però ha dato i suoi frutti... :)

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    2. Secondo me si, ma non è mio compito entrare nel merito dei vostri costi. Con quella cifra comprerei un obiettivo nuovo o "parte" di esso, certamente molto utile nella mia situazione :)

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    3. Io infatti, negli anni, ho fatto così: un po' studiavo e facevo corsi, un po' accattavo lenti, ma devo dire che prima del primo corso non avrei saputo nemmeno che obiettivo comprare! Anzi, Mi ricordo come fosse ieri che Benedetta di Labna, nell'occasione del corso di Dario Milano, mi ha fatto provare due suoi obiettivi (io avevo montato un immondo 18-55 che se ci penso...): è stata un'epifania. Ho capito che non ero io il mio problema di foto, o meglio che la luce può anche essere, come dire, si può andare a cercare, ho capito che si possono vedere infinite cose attraverso una macchina fotografica, e mi sono innamorata del 100mm.
      Ma era troppo presto, non era quello il mio momento per il 100 (che ci vogliono 3-4 corsi per quello, tra l'altro.. ;-P): allora ho iniziato col 50, anche lì, c'è voluto un po', ma pian pianino me lo sono accattato, ma tutto è iniziato con quel corso. Al di là, anzi oltre le nozioni (anche quelle hanno fatto il loro), aveva funzionato la parte "pratica", quella in cui ho capito cosa potevo fare, anzi cosa potevo iniziare a fare...
      Poi piano piano ho cominciato a prendere e prendermi le misure. Mica tutto insieme eh? Una botta al cerchio e una alla botte.. Nel tempo...

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  4. Rossella, Rossella...non me lo dire. Io ci sarei venuta volentieri. Capirai...beccare te e Giulia in una volta sola sarebbe fantastico, oltre che ovviamente imparare tante cose utili sulla fotografia. Purtroppo però quel giorno non sono nelle Marche e comunque arrivare da Giulia coi mezzi sarebbe un po' complicato per me. Mi dispiace davvero tantissimo. Sono davvero triste. Spero che facciate altre edizioni così magari riesco ad organizzarmi e vengo proprio a fare una gita col mio compagno.Così veniamo in macchina. Comunque ti abbraccio fortissimo e ti faccio un affettuosissimo in bocca al lupo.Anche a Giulietta.
    A presto
    Chiara

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    1. Chiaraaaaaa!
      Eh, sì, ti piacerebbe assai, io me lo immagino.
      Ma oltre che piacerebbe servirebbe. E non lo dico perchè sono io eh?
      Facciamo che parlo solo di Giulia. ;-P
      Ma io a volte penso, cacchio ci ho messo 3 anni a capi' sta cosa (magari sono di coccio io eh?), pensa che svolta se uno te la dicesse in una frase! E non parlo (solo) di ISO o esposizione, alla fine quelle sono cose che ognuno si calza addosso a sua immagine e somiglianza e impiega anche relativamente poco.. parlo di approccio alla foto, di come inquadrare, di come raccontare.
      Poi ognuno costruisce il modo suo... ma sapere che esistono dei capisaldi, e da quelli farne ulteriori propri... beh, sì, una svolta, o almeno per me :)

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  5. Ad essere sincera, fra tutte le super-mega-foodaddicted della rete (quelle che fin quando non pubblichi un libro manco ti filano di striscio, manco un buongiorno se le saluti, quelle che si sentono il Padre eterno dei foodies sceso in terra, quelle con la puzza sotto il naso nei confronti delle piccole foodaddicted che hanno deciso di mantenersi con il lavoro d'edicola come me, che se anche ogni mese sgobbi come un mulo per produrre 80 ricette per l'edicola "chi se ne frega tanto Io faccio libri e mi posso permettere pure il lusso di guardarti dall'alto verso il basso e di non salutarti se tu mi dici buongiorno perché io sono serie A e Tu serie B") [detto tutto d'un fiato lo sfogo!] - Tu sei la persona che più ammiro, stimo e rispetto. Hai sempre una parola gentile per tutti, con cordialità e gentilezza rispondi ai commenti senza darti delle arie, anzi, dai la sensazione di essere l'Amica della porta accanto sempre pronta a darti una pacca sulla spalla o un abbraccio se ne hai bisogno; per questo Tuo atteggiamento ben lontano dalle signorine con la puzza sotto il naso, Io TI ADORO. E Ti dirò di più, Ti meriti di tenere questo ed altri 1000 corsi, perché sei rimasta Te stessa, Rossella, nonostante i libri...il modo in cui scrivi, il modo in cui esprimi i Tuoi sentimenti attraverso i Tuoi post denotano una sensibilità degna di nota e non una sfrenata corsa al webmarketing...ed Io che come Te, sono timida e riservata, un giorno a cavallo dei miei pantaloni verrò a conoscerTi, sarà dura mettere da parte la timidezza, ma lo farò, non ripeterò l'esperienza del 23 Aprile scorso al festival del libro del libro a Piacenza, non mi sono avvicinata per timidezza (forse ad inibirmi ancor di più sarà stato tutto il rosso luccicante della cucina e della planetaria!)
    Un abbraccio,
    A.
    P.S: Ho pensato spesso di scriverTi in pvt, a volte confrontarsi con chi vive le stesse passioni fa bene, Ti aiuta a crescere.
    Purtroppo però non ne ho mai avuto il coraggio...forse perché leggendo involontariamente "ci si affeziona" nonostante questa non sia la vita reale, forse per paura che mi cadesse "un mito" (Ti prego passami il termine) ho sempre procrastinato...è stato difficile scrivere questo commento, se prendo il coraggio a 4 mani forse finisce che riesco a scriverti anche in privato!

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    1. Antonella, questo tuo commento ieri è arrivato come un regalo...
      A volte anzi penso che il blog abbia una vera è propria anima. Arrivano da alcune persone risposte a domande che ci teniamo dentro, o incoraggiamenti che proprio in quel momento servono tanto.
      Insomma, ecco, ieri è stata una giornata davvero pesante, "mediaticamente" parlando, e questo tuo commento-messaggio-missiva, un vero balsamo per l'anima...
      Quindi che dire?
      Prima di tutto grazie!!! E poi... Sì, scrivimi dove vuoi, commenta se vuoi (puoi), e forse, dico forse ma ci spero davvero tanto, io a Piacenza torno presto... Data ancora da fissare ma potrebbe essere in autunno.. Che dici, magari ci vediamo???
      Un abbraccio immenso, ancora grazie per ogni tua singola parola, pure per le virgole!! :-*

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    2. ...ma grazie a Te che mi hai risposto con le parole che speravo in cuor mio di leggere...ecco vedi, "il mito" non mi è caduto nonostante lo sfogo e ne sono felice, non potevo essermi sbagliata su di Te.
      E allora, Ti scriverò e verrò a Piacenza in Autunno e magari ci faremo quattro-otto-docici chiacchiere sedute ad tavolo mentre ci gustiamo un tè con biscotti (e Tu di biscotti te ne intendi!)...promesso allora! Ti scrivo presto.
      Un abbraccio immenso anche a Te Cara.
      A.

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    3. Antonella ma sei troppo carinaaaa!!!
      Allora sì, ci vediamo presto, e ci sentiamo qui o via missiva ancora prima!!! :-*
      (Io sono timida ma pure chiacchierona, quindi il programma mi pare perfetto ;))

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  6. No non ci posso credere....!!! Che voglia matta di esserci mi fai venire!!! Io ci penso....ma si può partecipare anche con una macchinetta scacia scacia????? :P (bellissimo questo post)
    Simona

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    Risposte
    1. Simona Sììì che si può!!!!
      Anzi, stavo pensando, anche parlando con un'amica e lettrice che purtroppo non può partecipare, che io potrei venire con entrambe le mie macchine fotografiche, e lasciare la 60D a disposizione.. Così, per tutta la parte compositiva e di inquadratura, o per quello che ti serve essere a tuo agio con la tua, usi quella, e poi, se vuoi cominciare a familiarizzare con la reflex, possiamo provare un attimo anche a "inforcare quegli occhiali lì" e vedere come ti trovi.
      Perché è proprio questo il valore aggiunto di questi corsi secondo me: mettere le mani in pasta, cominciare a entrarci dentro, e "vedere di nascosto l'effetto che fa"! ;-P

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    2. Ps. Simona, mi dice Giuliettina che allo scorso corso una ragazza è andata con l'Ipad, perché la macchina all'ultimo non l'aveva a disposizione... Insomma, le possibilità sono molteplici!

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