venerdì 13 novembre 2015

un autore con tè

(e suona ancora così strano quando sei TE...)

Pensavo lavando i piatti, qualche giorno fa (sì, io non ho la lavatrice e questo secondo me contestualizza anche un po' di più le ultime fatiche letterarie-culinarie-fotografiche, o contribuisce a rendere l'idea di una me non esattamente sana di mente) che ho un atteggiamento un po' secchione nel confronti delle cose.
Più di quanto non lo fossi quando andavo a scuola.

"Secchione" nel senso che mi concentro tanto nella cosa che faccio (e questo è bellissimo), ma spesso lei (la cosa) prende più importanza di quanta io non ne dia a me stessa: la cosa insomma dà i ritmi. E non solo! La cosa è per me molto importante finché non l'ho fatta. E' importante quando deve essere affrontata, mentre una volta realizzata diventa "normale". E' fatta, insomma. E diventano importanti tutte quelle a seguire...

Questo mio modo di fare (che va migliorato, ok) fa sì che io mi goda in effetti un po' poco quelli che con un termine che non mi piace tantissimo vengono definiti "traguardi" (io non mi pongo traguardi, solo mi innamoro di alcune idee e ci butto tutta me stessa e anche un pezzetto di più per realizzarle): me le godo, sì, ma con una specie di sguardo benevolo a ritroso con cui mi do una pacchetta sulle spalle e mi dico "dài, brava Rosse'" (che suona più come un "e anche questa volta l'abbiamo scampata").

Quello che ho capito in questi ultimi due anni, invece, quello che sto capendo sia anche una specie di cura al mio essere schiva di me stessa una volta finita la fatica (e con la testa già nella prossima che il fuuro generosamente ci riserva), è che ci sono le persone, la gente.
Le persone reali che leggono e cucinano il blog e leggono e cucinano i libri.
Una volta finito il libro (la pianificazione, la spesa, la cucina, la fatica, i treni, le ricerche, le idee, le foto, i colori, il computer, le parole), o meglio una volta che io credo che losca, "finito", allora è lì che comincia. Che cammina con le sue gambette e che, lui, porta me.

Mi porta e mi fa incontrare le persone reali in modi reali.
Dalle foto su instagram, twitter e facebook delle copertine dei libri sui divani di casa vostra, in cucina, sulla libreria, sulla mensola del caminetto, alle mail. Lunghe, corte, a tema o fuori tema, appassionate o di delucidazione, di accompagnamento o di racconto o di resoconto. Dalle immagini che arrivano di teglie di biscotti fatti e rifatti ("perché a mio figlio piaccino tanto..", "perché mio marito ne va metto...", di pagnotte appena uscite dal forno, di risotti, pizze, paste, plum cake, fino ai messaggi sulla pagina fb di Vaniglia e alla presenza in persona nei posti.



Parlo delle presentazioni.
Io pensavo, all'inizio, di dover andare e raccontare di.
E un po' è anche così.
Ma soprattutto, quello che ho scoperto "presentando", è che per me andare a parlare di libri è anche e soprattutto andare a conoscere, capire, incontrare.
E di volta in volta (e di presentazione in presentazione (che assorbono via via sempre più tempo ed energia) torno a casa con un bagaglio in più.

Con qualcosa da dire ai miei editori, e a me stasa.
Con qualcosa da scrivere in più e meglio la volta dopo.
E mi accorgo, via via, di cominciare a dire in giro, anche nell'intercalare, parlando di cucina "ai miei lettori piacerebbe...", "una lettrice mi ha chiesto...", "a una persona che mi segue interesserebbe sapere come si fa...".

Insomma, mi accorgo che dai libri nascono e sono nate cose, dalle cose nascono gli incontri con le persone, e che senza di questi, i libri, le cose, le persone, allora io ora sarei diversa da come sono e forse anche quello che faccio lo sarebbe.

E quindi ecco, tutte queste parole solo per dire che da un libro (il ricettario dolce e salato sulle mandorle), e da una delle presentazioni di questo (quella alla libreria sogni e bisogni di Gabicce Mare quest'estate), sono nate delle amicizie e da queste amicizie una seconda presentazione invernale, questa volta dedicata al libro sui biscotti e alle sezioni "dolci" delle mie pubblicazioni, fino a parlare degli ultimi due nati con Food Editore!


Metella (Libreria Sogni e Bisogni), infatti (che tra l'altro mi aveva conosciuta proprio ad una degustazione di mandorle a Pesaro! ;-)), e Federica (Ferretti Hotels), mi hanno invitata e mi ospiteranno al primo di un ciclo di incontri che si chiama



UN AUTORE CON TE'


domenica 15 novembre, ore 16,30
via Matteotti, 37

ingresso libero


Ovvero un tè con l'autore (nel mio caso si parlerà di storie di cucina, ma i temi saranno viavia vari e molto ben rappresentati), in cui chiacchiereremo un po' di me (o meglio con me), di regali da fare a mano (e che si possono mangiare!) per il natale che si avvicina, di mandorle, di cosa c'è dietro e dentro a un libro...

Per l'occasione, Carmine Panetta, lo chef dell'Hotel Cristallo di Cattolica (il luogo che ci ospiterà) preparerà alcuni dei biscotti del mio libro "Profumo di biscotti", che verranno offerti insieme ad una tazza di tè fumante a tutti gli ospiti.

A presentare con me ci sarà Giorgia Del Bianco, editor, agente letterario e consulente editoriale per Around Books*, una persona speciale, già moderatrice dell'incontro di quest'estate a Gabicce, ma che a volte mi pare di conoscere da una vita, per quante cose in men che non si dica abbiamo scoperto di avere in comune...

Io non vi nascondo di essere molto molto onorata e molto molto emozionata, e spero di vedere tutti quelli che di voi potranno fare un salto domenica in Riviera per questo appuntamento bello ed interessante.

Anzi, siccome oggi è già venerdì ed io arrivo sempre un po' lunga con le comunicazioni, se vi va, mi aiutate a passare voce???

Vi aspetto.

Un abbraccio e buon finesettimana!



_________________________________
*Giorgia Del Bianco, nata a Riccione nel 1977, è editor, agente letterario e consulente editoriale per Around Books. Organizza corsi di letteratura americana, Creative Writing e reading. Con il gruppo I Fuorilegge, di cui è tra i fondatori, ha curato il Robert Ward Italian Tour. Collabora con Libreria Fahrenheit di Roma, Libreria Trittico di Milano, Libreria Trebisonda, Augeo e molti altri spazi ed eventi culturali fra i più vivaci in circolazione. Le sue passioni sono la letteratura americana, il jazz e i libri che parlano di libri.

2 commenti:

  1. io ho ancora il profumo della mia AMICA ROSSELLA sulla sciarpa e nel naso...
    l'emozione che è stata nell'abbracciarti e nel sentire le tue parole così uguali a quello che sento io...
    annuivo ad ogni tua parola Rossi e a quelle della ragazza ansiosa al tuo fianco...
    E' stata una domenica bellissima.... ho fatto 45 minuti di strada tra curve e nebbia e tu sei stata il mio raggio di sole pomeridiano amica mia.... posso considerarti tale, vero Rossy? non vedo l'ora di preparare i biscotti... il libro sul pane era terminato... mannaggia sennò facevo la scorta completa.... :)
    e soprattutto non vedo l'ora di incontrarti di nuovo...
    tra l'altro mi sono completamente dimenticata di dirti una cosa (guarda ti parlo già come se ci conoscessimo da una vita).. che è a livello lavorativo... infatti vorrei contattarti in un altro modo....
    ma quanto è stato bello ieriiiiii!!!!!!
    sei troppo alla mano, sei reale, sei umana, sei fantasticamente Rossella mia sorella gemella nei pensieri e nella cucina, nelle cose che ti piacciono e in come pensi le ricette... ero li che a mia mamma le spiegavo tutte le robe... i gamberi nella pasta al nero di seppia .. che ridere... senti ma son venuti prima i "biscotti orzo e mandorle" o prima i cake? :) ;)
    nooooo scriverei qui le oreeeeee...
    aspetto un tuo super post su ieri... nel frattempo smarmello, sbiscotto e cucino dolci dal tuo libro!!!!! in attesa dell'altro ovviamente...
    manuuuuu!

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  2. Bella mia eccomi qui!
    Eheh ti ho vista che annuivi ed era molto rassicurante davvero!
    L'accostamento orzo e mandorle viene prima nel cake.
    Poi ho fatto quei biscotti lì con lanciata madre con il latte, poi ho pensato di mischiare e fare quei buscotti con orzo e mandorle!!! :)

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