lunedì 20 aprile 2015

Il pane

Se io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.

Un pane così
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.

Sarà una data da studiare a memoria:
Un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.


IL PANE - Gianni Rodari

Preparo il pane con un atteggiamento primordiale, il più delle volte.
O universale.
L'ho scritto spesso anche qui, che fare il pane mi fa bene.
Mi libera la mente, mi occupa le mani, mi impegna, mi impiega.
Anche quando per lavoro son già più che impiegata a farne una marea, di lievitati, anche quando il forno è come in quest'ultimo periodo impegnato su un calendario dei lavori prestabilito e non libero come al solito di seguire i miei umori culinari da blogger, anche in mezzo ad altro pane, nulla è così liberatorio, per me, come farmi una pagnotta tutta mia.
Un pane a mia immagine e somiglianza e tutto per me.

Ho scoperto alcune cose, ultimamente, di questo cibo meraviglioso.
Di come voglio che sia il mio, di pane, quello di casa.
Ruvido e rustico, con una crosta croccante.
Con un sapore integrale di fondo, e con la frutta secca a fare da contrappunto.
Questo è il mio pane di oggi, il pane tutto per me e che potrebbe essere per tutti.
Quello sano ma anche nutriente che sceglierei per sfamare il mondo.



Pane integrale con fichi secchi, noci e miele di castagno

ingredienti
90-100 gr di lievito madre a temperatura ambiente
250 gr di farina integrale
100 gr di farina di forza
100 gr di farina 0
250 gr di acqua tiepida + 50 gr*
50 gr di gherigli di noce tritati grossolanamente
100 gr di fichi secchi tagliati grossolanamente
2 cucchiai di miele di castagno
1 cucchiaino di sale

Sciogliere il lievito madre nell'acqua (250 grammi) appena tiepida e poi usarlo per impastare le farine precedentemente miscelate.
Aggiungere impastando il miele di castagno, poi il sale, e tanta acqua quanta ancora ne raccoglie impastando bene e a lungo (nel mio caso ancora 50 grammi.
Verso la fine dell'impasto aggiungere la frutta secca tritata.
A questo punto far lievitare coperto in una ciotola in un luogo tiepido o comunque ben riparato dalle correnti per circa 6 ore o finché non ha raddoppiato di volume, poi rovesciare l'impasto su una spianatoia, appiattirlo leggermente con le mani, piegare il disco di pasta così ottenuto in due, e poi ancora in due, ad ottenere uno "spicchio" di pasta pari ad un quarto di un cerchio.
Far riposare una mezzoretta poi "incartare", ovvero girarlo un po' sulla spianatoia in modo da ottenere una forma bella tonda, e lasciar riposare ancora una o due ore, già sulla teglia del forno rivestita di carta da forno, in un luogo tiepido o ben riparato dalle correnti.

Cuocere a 240 °C per i primi 10'.
Poi per i restanti 20' abbassare il forno a 200 °C di cui ultimi 10' solo sotto.

*da aggiungere pian piano se la farina la assorbe bene





9 commenti:

  1. non c'entra nulla ma, ogni volta che tu posti questi pani, mi parte subito in testa "pane e castagne" di de gregori.

    :)

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  2. io non riesco a togliermi dalla testa il pane molto pepato alle mandorle che accompagnava la tua ricette de les moules marinières...è come se l'avessi sempre conosciuto, eppure non l'ho mai assaggiato. quel post ha lasciato in me qualcosa di indelebile.
    per il resto, sappi che venerdì ho fatto il tuoi panini al latte e burro d'arachidi, che i tuoi pani sono passati ormai quasi tutti dal tuo blog al mio forno, che quasi quasi con questo post mi fai pensare che stai per sfornare un altro libro e se così fosse io già non vedo l'ora.

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  3. Che m-e-r-a-v-i-g-l-i-a!!!!!!! Sono intollerante al glutine e il pane, quello che piace a me, spesso mi manca molto!!! Ho sempre adorato il pane con un certo carattere, pane integrale, pane di segale, pane nero e il pane bello croccante. Mi ricordo di una settimana trascorsa a Dublino, tra i mercati quotidiani c'erano interi banchi di pane dentro le ceste..da portare con sè. Per non parlare del profumo di pane del fornaio...ricordi infantili delle passeggiate con nonna. Brava!

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  4. Ecco, il pane è la cosa in assoluto che mi viene di meno. Insieme alla pizza. Per fortuna che c'è il mio ragazzo che mi completa, e è bravissimo in queste due cose! Quindi passerò la ricetta direttamente a lui gridandogli: "E adesso a lavoro! Impasta, uomo!"

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  5. Direi che abbiamo proprio gli stessi gusti, e lo stesso amore per il pane, farlo e poi mangiarlo. Una delle poche cose che mi rilassa veramente.

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  6. Impastare il pane è veramente il rimedio più efficace a tutto. Della serie, toglietemi tutto, ma non il pane. E i miei pani preferiti sono proprio come questo: frutta secca, farine scure e rustiche, il lievito madre, la tanto agognata crosticina croccante. E, grazie a te, da adesso anche il miele di castagno: quando mi sono decisa a fare il famoso "superbuono" con segale e mele essiccate, è stata una vera scoperta! Vabbè, dopo tutto questo sproloquio, non mi resta che lasciarti un abbraccio forte e ringraziarti, ancora, sempre, per tutto!! ;-)

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  7. Ehiii eccomi qua, un po' in ritardo... Ma che bello come sempre ricevere i vostri commenti..
    Io sono un po' cotta in questi giorni, ma ogni tanto passo qui e trovo un commentino e mi fa tanta compagnia!

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  8. ma quanto ti amo!!!! (posso dirlo? nel senso: voi che leggete non interpretate male!)
    vieni a cuocere un pochino di pane anche da me? organizziamo?

    [ps: ho appena discusso con il mio wp che ti mette ancora nello spam.... scusami, è involontario]

    baci grandi bellezza!

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  9. Se volessi prepararlo con lievito di birra?si può

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