lunedì 24 novembre 2014

Autunno, bruma, Toscana, e le cene semplici che sembrano cucinate con nulla: la vellutata di borlotti ai crostini di pane nero e rosmarino.

È un discorso che facevo una settimana fa in Toscana con e da mia sorella, quello dei pasti che sembrano venuti “dal nulla”.
Quelli che di fatto non hai niente in casa, o così ti sembra, ma alla fine riesci a preparare una cena per tutta la famiglia.

Un discorso che spesso, nell’arco degli anni, soprattutto in questi ultimi anni in cui il blog mi ha permesso di riflettere sulla cucina, è capitato di fare anche con voi, su queste pagine e tra queste foto.

Dev’essere il retaggio della casalinga che è in ognuna di noi, quello che ci porta ad essere così soddisfatte, oserei dire “felici”, per i piatti che riusciamo a realizzare “con quello che offre la dispensa”.

Inoltre il mio minimalismo culinario che a volte fa capolino, unito a questo modo frugale di intendere il cibo che mi prende ogni tanto, mi spinge a volte a preparare cibi super-essenziali.

L’autunno è decisamente un momento favorevole all’essenzialità o all’attenzione ad uno o due ingredienti base (per volta) che offre la terra: i cachi, i melograni, la zucca, uva, noci, nocciole, le mele e le pere, etc.; oppure l’estate, dove, a casa mia, la cucina “monoingrediente” e di improvvisazioni dal frigo è quella forse più praticata…

Questa volta è toccato ad un semplice, umile e ricco al tempo stesso, sacchetto di fagioli borlotti.

Ero per l'appunto in Toscana lo scorso fine settimana, a casa di mia sorella, e come a volte capita in questa mia vita in cui il lavoro di architetto deve spartirsi il tempo con quello della fotografa e della food stylist (detto così sembra chissà che, ma voi avete capito di cosa parlo ;-P), avevo del lavoro (di cucina e fotografia, appunto) da fare, e da consegnare.

Il tema delle ricette erano i legumi, ed è capitato che nel corso del fine settimana una o due volte che la famiglia benevola mi lasciasse sola a casa qualche ora perché avessi “campo libero”, dato che su me e la nipotina duenne col mio stesso identico carattere e capacità di invadere lo spazio, insieme e co un set fotografico su e giù per le scale tra la cucina fumante e le camere “con la luce giusta”, ancora dobbiamo lavorarci… ;-P 


Quando tutti rientravano poteva capitare qualche surplus di ingredienti preparati in doppia dose “nel caso qualcosa andasse storto”, tra cui una ciotola abbondante di fagioli borlotti lessati.

Escluso il cibo oggetto di consegna quindi (che non è che si mangia subito lì per lì, meglio aspettare un attimo e almeno vedere se le foto scattate sono decorose), la cucina offriva: del brodo di verdura, i suddetti fagioli già lessati, qualche scalogno, un tozzo di pane nero un po’ indurito, qualche rametto di rosmarino colto appena fuori casa…

Questi ingredienti sono diventati esattamente quello che vedete nella foto qua sopra quindi, ovvero la vellutata di borlotti ai crostini di pane e rosmarino), solo giusto un attimo combinati tra loro, in un sapore (saranno state la bruma dell’autunno toscano fuori, sarà stata la qualità dei fagioli, sarà stata la magia di una cosa calda e fumante a ristorarci dai primi freddi, e la croccantezza dei crostini di pane), un sapore davvero speciale, abbiamo decretato io e mia sorella.

Per la ricetta, se volete farla anche voi un giorno che come me avete lessato più fagioli di quelli che vi servivano, ecco a seguire le “istruzioni”, più qualche foto scattata qua e là nei miei "momenti d'aria" avanti casa...

Buon lunedì e buona settimana di autunno a tutti!



Vellutata di borlotti ai crostini di pane nero e rosmarino
ingredienti (per 4 persone)
2 o 3 scalogni
250 gr di fagioli borlotti (a mollo dalla sera prima)
500 ml di brodo vegetale caldo
qualche fetta di pane nero (va bene anche raffermo)
1 o 2 rametti di rosmarino
olio extravergine d’oliva
sale, pepe

Lavare e mettere a mollo i fagioli almeno 12-15 ore prima (o come indicato dalla confezione: io li tengo sempre un po’ più di quanto indicato), poi  sciacquarli e cuocerli in abbondante acqua bollente per un’ora e mezza o più, aggiungendo poco sale solo verso la fine (anche qui secondo quanto indicato dalla confezione o dall’ammollo e anche qui io mi regolo molto a occhio: quando sono morbidi ma non sfatti li tolgo e li scolo, mantenendone l’acqua).
Tritare finemente gli scalogni e farli imbiondire con poco olio in una capace casseruola.
A questo punto aggiungere i fagioli lessati e un pizzico di sale, lasciar insaporire qualche minuto mescolando con un cucchiaio di legno, ed infine aggiungere poca della loro acqua di cottura e parte del brodo, in modo che i fagioli rimangano coperti dal liquido.
Cuocere ancora una quindicina di minuti o poco più, aggiungendo brodo se occorre.
Nel frattempo tagliare le fette di pane a cubetti, e tritare al coltello gli aghi ricavati dai rametti di rosmarino e lavati.
Irrorare con poco olio i cubetti di pane, condire con il sale e il rosmarino tritato, poi massaggiare il tutto direttamente con le mani in modo che il pane assorba bene ed omogeneamente l’olio e il resto del condimento.
Rosolare a questo punto i cubetti di pane un una padella antiaderente o una padella di ghisa, fino a che non saranno belli croccanti.
Nel frattempo i fagioli saranno pronti.
Fuori dal fuoco frullare con frullatore ad immersione, regolando di brodo o di acqua di cottura dei fagioli tenuta da parte, rimettere ancora un minuto o due sul fuoco se occorre, infine servire calda con i crostini, un filo d’olio, pepe di mulinello se piace (a me tanto J).

Si può usare anche il rosmarino nella vellutata stessa, magari all’inizio facendo un soffritto con l’aglio invece che con lo scalogno, anche se mia sorella osservava quanto fossero buoni i crostini al rosmarino, e come si distinguessero bene proprio grazie al fatto che la vellutata fosse semplicemente una vellutata di soli borlotti…
Io, confesso, sono pienamente d’accordo con lei.








13 commenti:

  1. Mi sono innamorata di quella gallina. Le hai fatto una fotografia stupenda. Vorrei addirittura accarezzarla, anche più del gatto.
    Hai la poesia in un click.

    RispondiElimina
  2. Che incanto, le tue foto parlano da sole, sai?!
    Un post poetico e bellissimo...e che voglia di intingere un crostino in quella crema...

    RispondiElimina
  3. Buongiorno a tutti e grazie Rossella e Simo!

    Rossella, la foto della gallina è la mia preferita, e il tuo complimento credo sua quanto di più bello mi sua stato detto sull'argomento.. Mi sa che la carezza l'hai fatta a me!!

    Simo, a volte sarei tentata.. Di fare post solo e tante foto! ;-)
    Buon lunedì mia cara (e speriamo che la settimana sua quella buona, per la consegna di tusaicosa! ;-))

    RispondiElimina
  4. Sai cosa noto, Ross? Che le tue foto sono tue... cioè si riconoscono, le sai "firmare"... è normale a volte trovare somiglianze tra le foto dei blog, perchè credo fortemente che lo stile debba essere personale e non "imitato", perchè ogni scatto deve avere le nostre iniziali, come quelle delle camicie di una volta, ricordi?
    Ecco, te lo volevo dire subito, senza aspettare di incontrarti sull'autobus o davanti alla Madia! :D

    RispondiElimina
  5. Francesca, c'è qualcosa di più bello di quello che hai appena scritto, per me?
    (hai fatto bene, che poi alla fine noi che tanto chiacchieriamo, quando ci troviamo davanti alla Madia siamo pure un po' timidine... ;-P )

    RispondiElimina
  6. Io invece mi sono innamoata del gattone, quando vedo un felino mi sciolgo e questo è davvero stupendo. E poi sei riuscita a coglierlo in uno degli atteggiamenti dei gatti che preferisco, quando si stirano. Insonnoliti ma vigili, appagati dal pisolino e pronti per una nuova avventura di caccia.
    Quando passo di qua finisco sempre per perdermi in foto, sogni e ricordi...pericolosissimo quando sono in ufficio ;-)

    RispondiElimina
  7. Splendido abbinamento di colori e sapori autunnali, un vero viaggio nel cuore della stagione. Aspetta che torno ad impregnarmi dei colori dell'ultima foto...

    RispondiElimina
  8. ho appena finito di mangiare ma dopo aver visto questa ricetta ed avermi colpito al cuore.. mi è tornata la fame. Inutile dire che quoto Francesca, le foto come le tue beh.. fanno la differenza. :)

    RispondiElimina
  9. Forse non dovrei dirlo proprio io ma...quanto è bella la Toscana?! E quanto sono buoni questi sapori semplici, genuini, che sanno di casa? Certo che le tue foto aiutano a rendere il tutto più bello... ;-)
    Buonissima questa vellutata, io l'ho appena fatta di cannellini e cavolo nero...l'essenza della toscanità! :-)

    RispondiElimina
  10. devo dirti che la foto del gatto mi ha colpita moltissimo, oltre tute le altre ma è uno scatto stupendo.poi mi immagino le scene tra cucina e set nelel camere...ah siam matte noi!ottima la vellutata che dire, le ho riscoperte passando gli anni

    RispondiElimina
  11. .. pochi ingredienti.. piatti poveri della tradizione..
    la meravigliosa ricchezza della semplicità, una bontà incredibile, un potere appagante insuperabile..
    una zuppa che definirla "confort" è poco...brava.. bel post, grande ricetta e stupende foto!

    RispondiElimina
  12. Le tue foto sono poesia. Emozionano... :)

    RispondiElimina
  13. Ciao... Grazie!
    Grazie a tutti ragazzi!
    Scusate se non ho risposto subito a questi vostri bellissimi commenti.
    Ma li leggo eh? Eccome se li leggo... Eccome se mi fanno bene.. :)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...