giovedì 23 ottobre 2014

Milano profuma di biscotti?

(i racconti, le chiacchiere, le foto degli amici...)

Milano sabato scorso è stata buona con me.

Mi ha accolta con quell’aria che a volte hanno le grandi città nei sabati pomeriggio, quasi dei grossi paesi, quando c’è il sole basso e dorato dei primi pomeriggi di autunno, meno traffico del resto della settimana, poco garbato disordine di quando si sbaracca il mercato ortofrutticolo della mattina, un silenzio a cui non ero abituata e che faceva sì che potessi sentire il rumore dei miei passi…

In questo periodo sono stanca, piena di cose da fare e a cui pensare (cose belle, per fortuna! cose di lavoro e cose belle..), un libro da chiudere, trasmissioni radio a cui partecipare e live-cooking mai fatti in vita mia…
Sabato scorso alla Coin di piazza Cinque Giornate proprio questo è avvenuto, il mio primo show-cooking.



Io, sicura nella mia cucina e lontana dagli sguardi degli altri, timidissima in pubblico anche se nessuno lo sa a causa della mia estenuante chiacchiera, ero nel corner Eat’s in occasione dell’evento milanese di Food Joy, e cucinavo i biscotti di copertina del mio primo libro Profumo di biscotti.
Ero agitata.

Inutile negarlo.

Una che cucina i biscotti integrali ripieni DI PERA che ha fatto e rifatto, cucinato, fotografato, scelto insieme all’editore per la copertina, una che per sicurezza li ha pure riprovati che non si sa mai, e che conosce comunque come le proprie tasche, che attacca e dice “ora cucineremo queste letterine ALLA MELA” è agitata, non c’è che dire.

Sono scesa alla Stazione Centrale che non riuscivo poi così bene ad orientarmi eh?
E non è che ultimamente non mi capiti di andare a Milano…
Ad ogni modo ero abbastanza agitata, sì.



Così ho deciso di fare quello che il mio istinto mi dice di fare, sempre, ogni volta che ho bisogno di avere chiari riferimenti: camminare.
E insieme a questo ho deciso di fare ciò che il mio istinto mi dice di fare, sempre, ogni volta che ho bisogno di stabilire un contatto diretto con la realtà, di riappropriarmi di me stessa: fotografare.

Cammino e mi metto la macchina fotografica al collo.
Fare quel gesto di sfilare dall’obiettivo il paraluce e rimontarlo “al dritto”, provoca in me una cosa molto simile a quando Silvester Stallone in “Over the top” cambia la presa e diventa “forte” nelle sue sfide a braccio di ferro.
Non che io al momento mi sia sentita una specie di muscoloso guidatore di tir, ma, passatemi l’esempio un po’ Pop, quella cosa che pare che un gesto possa provocare in te una specie di “passaggio di stato”, un cambio di natura, a me in un certo qual modo succede, ogni volta che “indosso” una macchina fotografica.

Quindi insomma metto la macchina fotografica e comincio a camminare.
Strada dritta, sole in faccia, rumore dell’otturatore che si apre e si chiude, che mi fa compagnia, che mi dice “io ci sono, siici anche tu”.
Sto bene.








Arrivo allo store Coin e mi fermo fuori, guardando l’insegna di Eat’s e pensando “vabè, mo’ vado e cucino e via, che ci vuole”, allora mi faccio forza ed entro.
Parte un antifurto a palla e un tizio della sicurezza mi si pone molto elegantemente alle calcagna mentre scendo al piano -1.
Appena scesa cerco Arianna, che ha organizzato il mio ma anche gli altri eventi di presentazione di libri, donne e cibo di cui vi avevo accennato allo scorso post.
La trovo e parlo con lei.
Decido di andare in bagno a darmi una pittatina.
Vedo che il tizio della sicurezza è ancora in zona e mi monitora ad una distanza di sicurezza.



Vado in bagno e mentre mi metto il rimmel e rifletto sull’opportunità di autodenunciare alla sicurezza la MIA spatola di 40 cm che ha fatto il viaggio con me, che ho in borsa e che probabilmente ha fatto scattare l’allarme, non mi accorgo che la lastra di granito o chi per lui su cui è appoggiato il lavello è fradicia e grondante d’acqua.

Esco leggiadra dalle toilettes verso la sicurezza e mi rendo conto che ho una macchia sulla maglia almeno 20 x 15 cm, fradicia all’altezza della pancia, forse un po’ più bassa. Pare che abbia fatto addosso pipì, ma a pruzzo.

Torno indietro e genialmente penso di utilizzare quelle lame di calore che si usano molto ora per asciugare le mani (le avrete viste appunto nei grandi magazzini, negli aeroporti, etc…) anche per la mia maglietta, che è una t-shirt ampia e lunga e che passo ripetutamente su suddetta lama di calore per rimediare al danno.

Il risultato finale è che la trama in quel punto è diventata grossa il doppio di quella non bagnata, quindi la mia t-shirt è tutta deformata a forma di mongolfiera sulla pancia.

E vabè.





Nel frattempo quello della sicurezza è sparito, mi avranno passata dal settore cleptomane a quello psicopatici, mi dico, e mi staranno seguendo dai monitor.

A questo punto la psyco-Vaniglia torna al suo posto e cerca di ripassare mentalmente la ricetta.
Parla con una signora gentile che la tiene in chiacchiera forse un po’ oltre il dovuto e lei, affetta da ipereducazione (colpa dei genitori, questo, ricordarsi di far presente ;-)), continua a conversare e intanto cerca di pensare alla ricetta ottenendo come unico risultato di agitarsi ancora un po’.

Poi cominciano ad arrivare gli amici.
Cosa saremmo senza amici.

Arriva Francesca che c’è da sempre, qui su questo blog, per e-mail, via Instagram, via lettere e pacchi di riviste di cucina versus pallette di pasta madre, via lavori di maglia tramite Etsy, lei c’è sempre e da sempre. E c’è anche ora che io devo cucinare, ed è la prima volta che ci vediamo di persona. E mi salva.

Come mi salva Sandra Longinotti, che è una giornalista vera e lei ha un aplomb che io avrei voluto osmoticamente assorbire non solo al momento, ma anche per serbarne memoria all’infinito!
Calma, pacata, professionale, altro che “i fagottini alla MELA” ;-P

Come mi salva Marcello. Il mio amico di sempre Marcello. A cui affido la macchina fotografica e che ha scattato le foto che vedete in bianco e nero in questo post, e l'ultima a colori che vedete qua sopra (come da me indegnamente postprodotte) e che era lì. Per me.













Io parlavo e ogni tanto magari scivolavo, mi perdevo, ma giusto poco. Sandra ricuciva tutto bene, Francesca mi guardava dal pubblico e assentiva (allora io pensavo sì, che potevo andare avanti), e Marcello era lì, proprio lì accanto a me, io lo vedevo appena, con la coda dell’occhio, ma sentivo quel rumore, di nuovo l’aprirsi e il chiudersi dell’otturatore, costante, accanto, con gli occhi de mio amico e fotografo acuto geniale e sensibile dietro. Sentivo Marcello che mi dava il ritmo con la macchina fotografica e che tutto andava bene, tutto filava più o meno liscio,e che forse alla fine ero stata anche troppo veloce? ;-)

Tutte le facce strane che ho fatto, il saltello all’indietro a braccia conserte prima dell’inizio, l’errore nientepopodimenoche sul titolo della ricetta, i visi degli astanti, potete vederli in questo video, mentre per il resto, per qualsiasi istante che per me è stato davvero di rilievo, come lo avesse saputo, c’è stato lui con le sue foto attraverso la mia macchina.

Grazie amici,

A presto, giuro torno presto!







21 commenti:

  1. Sei proprio forte Ross. Piccolina ma forte ed elegante come una mandorla ;-) Siamo tutti con te, un po' come l'otturatore, e facciamo il tifo :-)
    V

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Virginia!!!
      Sei proprio cara tu..

      Elimina
  2. oh ma tesoro.... hai reso bella la mia città (più bella direi) e avrai avuto un grandissimo successo, lo so.
    mi spiace solo di essere stata altrove su altri set.
    ma ci rifaremo.

    ps: leggi la mail!

    b

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara, possibile non sia arrivato nulla??? :-/

      Elimina
    2. Cara, possibile non sia arrivato nulla??? :-/

      Elimina
  3. vabbe. fammi piangere allora. E sei grandissima sempre
    Franci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se solo sapessi cosa sei stata tu <3 ;-)

      Elimina
  4. cara Vaniglia,
    tu sei bellissima e Marcello è stato semplicemente "divino"!!!

    RispondiElimina
  5. Grazie! :)
    E sì, lui lo è sempre. È proprio speciale.

    RispondiElimina
  6. Fantastico tutto, fantastica tu!!! <3 :)

    RispondiElimina
  7. che bella la milano che passa per l'obiettivo della vaniglia :)

    RispondiElimina
  8. l'agitazione la capisco ;-ma sicuramente sei stta bravissima, Belissime le foto, Milano mi manca, amo camminare per la città.

    RispondiElimina
  9. Brava Vaniglina mia! (mi permetto di allargarmi un po'!) ... mi spiace tanto non averti potuto vedere live! :)

    RispondiElimina
  10. tu sei semplicemente stupenda e bravissima <3

    RispondiElimina
  11. Sara ma TU sei semplicemente stupenda!
    Grazie!!

    Grazie a tutti, e Elisa, sì, macché allargarsi, anzi se vi mettete tutti comodi qui, è anche meglio, perché più siete e meglio è, e in questi giorni di giri e stanchezza avere il vostro supporto è impagabile!

    Acquilina, grazie! Grazie.. <3 ;-)

    RispondiElimina
  12. Mai vista Milano bella così! Complimenti! E leggerti mi riccorda tantissimo me stessa :) sei bravissima!

    RispondiElimina
  13. Complimenti per le foto bellissime della mia Milano.
    Grazie!

    RispondiElimina
  14. The Daydreamer9 novembre 2014 21:56

    Ecco, mi sono commossa: il libro, le foto, sentire la tua voce e vederti in azione, è stata un'esperienza. Grazie di cuore Rossella, grazie di condividere il tuo talento ed il tuo "esprit", vivace e sempre intatto! Un abbraccio :-)

    RispondiElimina
  15. Gelmina, grazie!! (sono rimasta un po' indietro questi giorni con le risposte ai commenti :)) e grazie anche a Disloghiincucina, bella una Milano così, a me è piaciuta tanto..

    TheDaydreamer: non sai quanto mi fanno piacere, ogni volta, i tuoi commenti, e i tuoi tweet... Mi fanno piacere e compagnia. Ecco! :)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...