lunedì 6 ottobre 2014

la non ricetta (delle vacanze?) del lunedì: il caffè leccese


Ohhhh, il titolo di oggi meriterebbe di essere postato senza post!
(e più o meno stiamo lì, stiamo... ;))
Meriterebbe di essere postato senza post perché è una summa del mio stato:

  1. è ottobre ancora parlo di vacanze perché evidentemente non sono stata in ferie (se non per 4 giorni che al netto dei viaggi contano 2,5);
  2. vivo delle vacanze altrui perché continuo a postare ricette con cadeaux gastronomici di amici e parenti (che non finirò mai di ringraziare perché assaggiare il cibo di alcuni luoghi è un po' come andarci;
  3. pubblico una non ricetta di lunedì d'autunno, ovvero momento dell'anno in cui dovrei essere al massimo della mia attività culinaria mentre invece sto proprio ai minimi termini ;-P
  4. continuo a pubblicare robe di mandorle!!!! Nonostante questa non sia una ricetta vera e propria, infatti, le mandorle ci stanno e pure in forma concentrata... :D


Rimanendo calmi, penso ad ogni modo che la situazione non sia così tragica, ovvero, sarà normale no, che io stia passando una fase in cui NON DEVO più cucinare mandorle e invece sembra che questa escano fuori sotto qualsiasi forma nella mia mente e nella mia cucina, VEEEEERO???

Vero che è normale?

Vero che nell'attesa che il libro esca (ehm cioè che io faccia in modo che esca, finendo di consegnare i testi :)), che le mie facoltà mentali tornino a me, che magari io riesca (un dì) a rosicchiare qualche giorno di riposo da qualche parte del mondo (anche vicino eh?, tipo fuggire dalle mie sorelle sarebbe magnifico ora, sì ok, non ora ma fra un po'), che la mia cucina ritorni "normale" o almeno non paia sempre un campo di battaglia, che abbia finalmente il dominio della dispensa, vero che nell'attesa di normalizzazione e anche nel desiderio di comunicare con voi NEL MENTRE, io posso, chessò, intrattenervi con un caffè alle mandorle????

Vi intrattengo anzi con un caffè di cui qualcuno di voi avrà pazientemente modo di dire a me più di quanto io possa al momento dire a voi, dato che a me è stato solo raccontato, mentre i pugliesi che sull'argomento se la comandano, sapranno dirci il come e il cosa in tutte le salse.

Si tratta infatti di un caffè che molti di voi avranno avuto modo di assaggiare in vacanza, nel salentino, e che si fa mescolando caffè bollente, ghiaccio e latte (o sciroppo) di mandorla.

Io diciamo che sul latte, ultimamente, ho sviluppato una certa dimestichezza e forse anche un po' di (meravigliosa) assuefazione, mentre con lo sciroppo ho avuto un incontro ravvicinato solo al ritorno dalle vacanze, che, da come diligentemente riportato per punti all'inizio dei questo post, sarebbe più corretto dire "al ritorno in ufficio", dove, però mi è arrivato da una collega e amica questo regalo meraviglioso che io ho immantinenti trasformato come da indicazioni della stessa (che è pugliese, e quindi io da brava scolara arraffavo bottiglia e appizzavo le recchie).

La ricetta mette insieme in me ricordi dei nonni, mescolando le Marche alla Basilicata: è stato mio nonno materno, Ruggero, il nonno di cui sarò sempre follemente innamorata nonostante lo abbia conosciuto per solo un quarto della mia vita) ad insegnarmi a fare la cremina al caffè, mentre la nonna ormai famosa, la nonna Pasqualina di Melfi, la nostra ormai istituzione culinaria per quello che attiene alle ricette del Sud Italia, usa congelare il caffè una volta (ben) zuccherato.

Ricordo questi miei due nonni, queste due regioni della mia vita, nella ricetta brevemente descritta a seguire, e che apparentemente (ma solo all'inizio) sembra non entrarci un granché.


Nella mia versione "senza sopralluogo", diciamo, io ho proceduto preparando un bel caffè con la mia adorata moka, usando le prime gocce, le più dense, come mi aveva insegnato nonno, per letteralmente "impastare" qualche cucchiaino di zucchero semolato (il composto deve assomigliare a quello che dalle parti si chiama "ovetto sbattuto", per capirci) ed ottenere così "la cremina".

Nel frattempo avevo preparato due bicchieri di vetro a fondo spesso e vi avevo disposto un bel po' di ghiaccio in ciascuno (con un cucchiaino di metallo vistomai vi faccio spaccare i bicchieri buoni va'), e uno strato di sciroppo di mandorle.

Appena pronto il caffè, vi si aggiunge al volo la cremina e si fa un po' "schiumare", poi si versa tutto nei bicchieri. Si mescola, si beve.



Uhmmamma, da come ho scritto questo post sembra che io me ne sia appena bevuta una tanica.

Ma giuro, solo tisana alla melissa, chevvoletefa'! ;)

Buona settimana a tutti, e a presto proprio su questi schermi.

Ah ma che volete, per la prossima, ancora mandorle o facciamo una pausa???

baci

r.

22 commenti:

  1. Adoro questo caffé, bevuto in loco, rifatto in altri lidi o semplicemente ammirato qui.
    Di mandorle mi sa tanto che non sarò mai sazia ma ... cosa che mi sono dimenticata di dirti ... il libro biscottoso ancora non è stato pervenuto (ma colpa mia che non sono andata a cercarlo, ancora!) ma la torta è stata fatta (usato fichi secchi e rum scuro al posto dell'uvetta perché in casa non avevo altro), all'unanimità amata e subito sparita!!! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Martina cara, io direi che fichi e rum, come se dice? "spacca" ;)
      E per il libro biscottoso, ebbene sì, ormai è davvero facile da cercare, si trova praticamente ovunque eInes ne sono molto ma molto felice... :D

      Elimina
  2. Ross, adoro questo tuo modo energico e concitato di raccontare...trasmette carica e voglia di vivere. E poi le mandorle, e il Sud, tutta poesia! Lo voglio assaggiare, lo voglio...ti abbraccio e ti ringrazio. Riposati un pochino scheggina, appena puoi.
    buon lunedí
    ps. se qui da te latte di mandorla, da me, stamattina, latte di nocciola! Siamo amiche...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lys... Siamo amiche sí! <3
      Sai che non l'ho ancora riletto salvo le modifiche fatte grazie a Tamara?
      Non l'ho riletto e non ne ho il coraggio... Eheheh, in realtà era una bozza, come si nota dal fatto che mancano ancora tutti i link e che èvpiena di refusi (anche il
      Mac comincia ad essere stanco..).. Una bozza che si è postata da sola!!!
      Sì, sì, devo riposarmi appena possibile... ;) :*

      Elimina
  3. Questo è uno dei migliori ricordi delle mie vacanze in Salento. Ne approfittavo appena potevo, un caffè innalzato allo status di dolcezza.
    Io di solito bevo il caffè nero e amaro, ma a Lecce ho fatto più di una eccezione. Meglio del caffè macchiato, meglio del marocchino, è perfetto in un bicchierino di verro così.
    Anche io spesso viaggio attraverso gli ingredienti, una forma sublimata del viaggio che per appassionati di cibo come noi a volte è proprio quello di cui abbiamo bisogno buon lunedì di ottobre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giulietta mia!!!
      Anche il bevo il caffè scuro e puro, come te, e anche io faccio eccezione solo per questo, per questo e per quello che tiene in freezer nonna Pasqualina. Freddissimo, dolcissimo. Sapore di casa a Sud...

      Elimina
  4. Ciao Rossella! è da un po' che ti seguo, ma non ho mai tempo per "palesarmi", oggi però non posso farne proprio a meno! sono cresciuta a pasticciotti, rustici e..... caffè in ghiaccio, o caffè leccese. Che a noi pare buffo chiamarlo così, salvo poi capire che è davvero leccese, e solo leccese, quando ci spostiamo anche solo di qualche centinaio di chilometri e soavemente, al banco del bar, chiedere "a me un caffè in ghiaccio, corretto al latte di mandorla, grazie", risposta più comune: strabuzzamento d'occhi :). ma come, non sai cos'è il caffè in ghiaccio?????? e no!!! allora i più volenterosi si mettono all'opera, pensando "ecchessarammài". e vedi di tutto, granite fatte sul momento, caffè travasato in un bicchiere e POI vi si è aggiunto il ghiaccio (orrore!!), caffè in ghiaccio servito nei bicchieri di plastica (orrorissimo!!), caffè fatto colare direttamente nel bicchiere, senza il passaggio nella tazzina...... nooooooooooo!!!!
    oddio....fammi leggere bene??? e tu che hai fatto??? dalla moka al bicchiere??? noooooooooooooo! nonono! non va bene :)))) prima il caffè lo versi nella tazzina, ci aggiungi la cremina (poca, giusto per fare la schiumetta) e poi versi nel bicchiere di vetro! in questo modo il caffè, sostato qualche secondo nella tazzina, perde qualche grado centigrado e non scioglie all'istante in ghiaccio quando lo versi. Veloce rimescolata col cucchiaino e poi si sorseggia a occhi chiusi, mi raccomando!
    Rossella, scherzo eh? mi ha fatto tanto piacere leggere, appena acceso il pc al lavoro, il tuo post....mi ha quasi riconciliata col mondo, che il lunedì mattina mi sta un po' sulle scatole :)
    Buonissima giornata e grazie!!!
    Tam

    ps.
    "Appena pronto il caffè, si versa nei bicchieri e vi si aggiunge al volo la cretina." ahahahahahahahah!!!

    pps. per la prossima, voto mandorle!!

    RispondiElimina
  5. Uhhh si parla di Lecce, ed io che sono leccese di nascita ( per la precisione magliese) e brindisina di adozione, sull'argomento sono un po' ferrata....
    Adoro letteralmente il latte di mandorle e le mandorle in generale, a cominciare dal colore ( verde mandorla ) , passando al sapore e al profumo. ...
    Quindi cara Rossella io delle mandorle non ne ho mai abbastanza. ..... dunque ....vai avanti. ...!!!!
    Un abbraccio forte forte. ..
    Carolina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Callilli, ma allora io non vedo l'ora che tu possa dirmi cosa ne pensi del libro nascituro!!!
      Mandorle. Sono una buona cura, sì..

      Elimina
  6. Al volo Tamara, poi tutte appena trovo un microsecondo!!!
    In effetti ho fatto proprio così, prima la "creTina" in tazza (corretto venti volte ma il pc non voleva saperne ed una è scappata! ;)) poi nel bicchiere... ma cosa ho scritto? ora vado a vedere...

    RispondiElimina
  7. …vi si aggiunge al volo la cretina… è un'idea meravigliosa!
    buona giornata rossella:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Valerita, eheheh, so' io, la cretina... :)

      Elimina
  8. bene, rettificato, perché in effetti fatto proprio così, sennò come si forma la schiumata?

    Altra cosa Tamara (già che ci siamo... ;)).

    I miei amici pugliesi mi hanno regalato uno sciroppo di latte di mandorla, ma online ho visto che si usa anche il latte di mandorla tout court?

    grazie di tutto, e grazie per il commento, è sempre bello quando "uscite allo scoperto"!

    RispondiElimina
  9. ps. schiumetta, non schiumata, e cremina, non cretina, e ovetto, non ovato... ma come scrivo stamattina-stanotte?? ;)

    RispondiElimina
  10. Sai che non ne avevo mai sentito parlare? Ma già mi piace da come lo racconti - sì, non da come ne parli...tu le ricette le racconti :) e lo trovo bellissimo!
    Tornando alle mandorle...beh, io non posso che essere una fan della tua ossessione per le mandorle :D adoro il latte, lo sciroppo invece non l'ho ancora provato.
    Buona serata cara! Marta

    RispondiElimina
  11. Il titolo è una favola che mi attirata come un'ape sul miele :-) E che bel miele questa ricettina ricca di ricordi, sapori e viaggi nella memoria e nei sogni - son pur sempre viaggi, no?

    RispondiElimina
  12. Marta grazie!!
    Che bello che tu mi dica che "racconto", mi gai sentire una "canta ricette" ;).
    E dire che il post di oggi è stato scritto in maniera davvero rocambolesca, in questi giorno difficili in cui io un libro intero sulle ricette alle mandorle lo sto proprio finendo di scrivere!!

    The Daydreamer, sì, per quelle come noi che basta un sapore o un odore a catapultarci altrove... :*

    RispondiElimina
  13. Me lo ricordo questo caffè!!!!!! Che buonoooo!! Io comunque di mandorle non sono mai sazia ^_^ Continuaaa :)

    RispondiElimina
  14. Eccomi Rossella, scusa il ritardo ma come ti dicevo, è un periodo che riesco a star qui molto poco.
    Allora, noi per "latte di mandorla" intendiamo giusto lo sciroppo, ché il latte di mandorle in senso stretto è difficilissimo da trovare. Ed in ogni caso ha un gusto così delicato, il latte di mandorle, che non riuscirebbe a caratterizzare né a dolcificare il caffé. Difatti lo sciroppo si usa proprio in vece dello zucchero. Quindi, in sintesi, ci va lo sciroppo :)

    ahahahahah rido ancora per la cretina!!! e mi consola anche, perché io faccio refusi a gogo!

    Grazie a te, ancora!!


    RispondiElimina
  15. Grazie Rossella...Ti dico "grazie" e scusa il ritardo...Grazie per la tua risposta al mio commento sul tuo precedente post....purtroppo non ho potuto leggerTi prima e ritorno stasera trovando qualcosa che mi è di casa... pur non essendo leccese di nascita sono leccese di adozione , ormai da tanti anni, orgogliosamente, anche se metà del mio cuore sarà sempre legato alla mia amata Roma, città dove sono nata ....ma stasera mi hai regalato un altro sorriso e se un giorno dovessi trovarti a Lecce sarei felice e onorata di offrirti questa delizia ... Grazie ancora ,
    Gilda

    RispondiElimina
  16. Wow!!!!!!!!!!!!

    Posso dire una cosa???
    Ho sempre preso un caffè leccese, senza mai saperlo!!!!

    Soprattutto d'estate, quando il caffè freddo è più gradito, lo chiedo sempre e puntualmente vengo guardata dall'alto in basso come una sorta di marziano...
    Tutti provano a dirmi: "ma guardi, abbiamo il nostro caffè freddo..." e io puntualmente: " no grazie, un caffè bollente con 2 cubetti di ghiaccio!"
    Che poi io lo prendo amaro e quindi quello già preparato non mi piace :)

    La prossima volta che lo berrò dunque, lo farò con un po' di mandorla e soprattutto con una consapevolezza diversa, anche perché una parte del mio cuore sta proprio lì nel meraviglioso salento..., vero Tam?????

    Grazie per questa non ricetta che mi è piaciuta tantissimo!!!
    Buona settimana;)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...