mercoledì 4 giugno 2014

les moules marinières, la mer, moi

Sento che sì, quest'anno sono pronta.
Non dovrò sforzami per cucinare il pesce.
Non sarà un compito a casa della foodblogger (come un paio di estati fa, che dovevo mettermi nello stato mentale adatto, rimboccare le maniche, pianificare, spremere le celluline grigie e applicarmi), ma qualcosa di più naturale.
Sarà facile uscire dall'ufficio e passare in pescheria, acquistare uno o due chili di cozze e mettersi a casa a pulirle sotto l'acqua corrente, canticchiando.
Il pesce potrà arrivare quasi senza pensare, come già facendo parte un po' del mio corredo genetico.
Cosa che non è affatto, in verità.
Perché io sono una di quelle che al mare ci fa e poi non fa il bagno, ma cammina cammina sul bagnasciuga, sta al solo e chiude gli occhi per quella carezza benefica e miracolosa, guarda, guarda in giro le persone ma soprattutto guarda quell'orizzonte finalmente aperto dopo tanti palazzi, e strade, e autobus e tram.
Io amo il mare, perché mi calma, perché mi fa bene e scardina con poco i miei rigorosi ritmi metropolitani. Perché ha un suono cadenzato ma mai noioso.
Un andamento di cui si percepisce la forza, e al tempo stesso la calma.


E questo mio amore singolare per il mare si riflette un po' nel mio modo di cucinare il pesce.
Vado ma non mi immergo. Amo mangiare pesce ma lo cucino poco.
Piano piano però, vedo, questo mare mi è entrato nelle ossa.
La settimana scorsa, come accennavo poco fa, con una disinvoltura che in questi frangenti non mi appartiene, ho comprato due chili di cozze e me le sono portate a casa.
Io, che fino a 15 minuti prima ero convinta che nemmeno mi piacessero, le cozze.
E invece loro erano lì pazienti che mi aspettavano da tempo. Che sapevano sarei arrivata, e che come prima volta le avrei cucinate alla maniera francofona, ovvero con generoso burro, scalogni, vino bianco e prezzemolo. Null'altro.
Il pepe, che ci sta benissimo sì, l'ho separato e concentrato nel pane.
Le ho servite infatti con un pane che sarebbe il corrispettivo dei taralli sugna e pepe, ma in forma di pagnotta, di cui, ehm, al momento non ho la ricetta che è a Roma mentre io un po' in giro...
Insomma cozze morbide e burrose, pane rustico alle mandorle molto pepato.
Semplicemente perfette. Davvero.
Se ne fa una pentola enorme e si mangiano tra amici, la sera, pescando dal pentolone al centro! ;)

MOULES MARINIÈRES
ingredienti per 4 persone
1 kg abbondante di cozze
1 scalogno grande
un mazzetto di prezzemolo
250 ml di vino bianco
30 g di burro

Primissima cosa pulire benissimo le cozze.
Scartare tutte quelle già aperte o rotte, e con l’aiuto di un coltellino staccare il bisso (che io nella mia infinita competenza in materia chiamo “codina di peluche”).
Poi pulire bene la superficie delle cozze con una paglietta (io ho usato quelle per pulire le pentole), e nel caso di incrostazioni marine più resistenti con un coltellino.
Lavare a questo punto benissimo le cozze sotto l’acqua corrente, scolare bene e tenere da parte.
Tritare una piccola parte del prezzemolo e tenere da parte.
In una capace casseruola, far fondere il burro e farvi dorare lo scalogno affettato sottile, farlo stufare a fiamma dolce, senza fargli prendere colore, mescolando.
Aggiungere a questo punto le cozze, il vino bianco, il mazzetto di prezzemolo rimasto intero.
Coprire e lasciar cuocere finché le cozze non saranno aperte (meno di cinque minuti! ;)).
Aggiungere a piacere il prezzemolo tritato (a me piacciono “nude” e burrose, uso in genere il prezzemolo intero solo in cottura e poi lo tolgo).


Servire subito con il pane pepe e mandorle, o con il vostro pane preferito, magari tostandolo!




22 commenti:

  1. ahahhahaha,
    ahahhahahhahah.
    Sì. Loro. :*

    RispondiElimina
  2. Anche per me il mare è un modo per cambiare ritmi e per rilassarmi. Ammetto però che mi piace moltissimo a settembre e a ottobre e meno durante la stagione estiva perché amo quando il sole batte più dolcemente e quando tira un'aria frizzantina che sa di salsedine. Cozze a parte, sono rimasta affascinata da quel pane :-)
    Buona giornata su e giù per il mondo!
    V

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Un post davvero poetico, mi ci sono ritrovata ^^
    queste cozze poi preparate così proprio non potevano non piacerti! Aspetto anche la ricetta del pane ;-)

    RispondiElimina
  5. Virginia e Arianna... Prometto presto pagnotta pepe e mandorle! ;)

    RispondiElimina
  6. Io le adoro da sempre le cozze, dopo la Bretagna ancor di più... e queste foto mi hanno ricordato il marrone del tavolo di un locale - delizioso, neanche a dirlo - di St Malo, indimenticabile, dove appunto abbiamo riso e mangiato con un pentolone in mezzo, tra dita unte e felicità... :-)

    RispondiElimina
  7. Allora dovrai "passarmelo", il nome di questo locale, perché io a St Malo devo assolutamente tornarci… ;)

    RispondiElimina
  8. che belle foto rossella:)
    mi ricordano le estati al mare da piccola, quell'ora della sera in cui le mamme andavano a casa per preparare la cena, le sdraio venivano piegate e gli ombrelloni chiusi dai bagnini e noi si restava in pochi, pochissimi amici, a godersi l'ultimo sole della giornata, per poi correre in bici a casa..

    RispondiElimina
  9. Valerita… E' il mio momento preferito… ;)

    RispondiElimina
  10. Ciao =)
    sono passato per un saluto!!
    Ti va di venire a legge il mio ultimo post, parlo di OrtinFestival: la fiera del buon cibo che c'è stata a Torino questo weekend!
    A presto
    un abbraccio

    RispondiElimina
  11. Che bello perdersi in questo blog...e quanta arte in questo piatto dall'apparente semplicità! adoriamo le cozze e con il pesce siamo proprio come te...ci avviciniamo ma sempre in punta di piedi,per quanto ne siamo innamorate!torneremo presto a trovarti, Sara e Laura

    RispondiElimina
  12. Cara la mia Rossella, ho lasciato questo post per oggi. Oggi che sono a Varigotti, con della musica che mi stringe il cuore, l'occhio incantato su un mare piatto e sul profilo della mia Liguria. Oggi, che vedo la luce in fondo al tunnel di una settimana intensa (dare il bianco è una impresa stancante, ma che mi ha regalato una immensa soddisfazione). Oggi, che in questa spiaggia mi ci vedrei bene con te a passeggiare fino al borgo saraceno chiacchierando e poi scattando qualche foto. Oggi, che avrei voglia di stritolarti più spesso. Un sorriso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *serena mia, confermo quanto scritto via sms... <3

      Elimina
  13. Cara, amo il pesce ma sono pigra e refrattaria nell'applicarmici. In più nel cervello ultimamente non ho le celluline, ma la cellulite grigia. Grazie dello stimolo marinaro...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *latte e fiele, ahahhh, quanto mi hai fatto ridere!
      Anche io pigra sai?
      Ma col pesce ho scoperto che è proprio uno stato mentale, dato che è facilissimo da cucinare... E detto da me, figlia dell'Appennino Centrale... ;)

      Elimina
  14. Come condivido il tuo amore per il mare! Mi dà vita e mi placa... E le cozze alla francese, ma sì, chiamamole così, ce le siamo mangiate poco tempo fa in Normandia e poi, nostalgici, anche al rientro in città. È Amore, insomma!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *thedaydreamer, sì. Una bella pentola di ghisa bianca al centro della tavola... ;)

      Elimina
  15. Ross, mi ero persa questo post! Nel rincorrere le mie giornate iper-frenetiche archeologiche, come ho potuto?1? Io le cozze le adoro, follemente, e il pepe è uno dei meravigliosi aromi (spezia)che porterei con me su eventuale isola deserta.
    Insomma, non conosco ancora quelli che verranno, ma per ora questo è il mio(tuo)post preferito del mese.
    Lo salvo, lo stampo e rileggo a ripetizione, ovvio che appena arriva il pane lo cucino. Lys
    ps. =)ti mando un link su fbk sulle giornate archeologiche.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lys mi correggo: che bello iniziare la settimana con un tuo doppio commento! ;)
      Manda manda che non vedo l'ora di vedere il locus amenus ;)
      Il pane presto arriva, anzi, grazie per avermelo ricordato!!!

      Elimina
  16. cara ross, finalmente sono di nuovo connessa e vengo a trovarti, per scoprire che viviamo in questi giorni di medesime immagini. è come trovare emozioni e pensieri che mi nuotano dentro, ma che non ho il tempo di visualizzare. qui è come completare un po' di me.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche lì mi sa che c'è un po' di me, perché ad ogni tuo commento io mi commuovo...
      Ti abbraccio tanto Vale cara...

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...