lunedì 23 dicembre 2013

Profumo di biscotti: la presentazione, i sapori, i racconti, i grazie

La prima ad entrare, oltre noi, quelli di casa, ovvero Aida che ha fatto i fuochi d'artificio tutti i giorni dal momento in cui abbiamo deciso "facciamolo" fino alla presentazione, Alessia e La Veranda intera che hanno messo a disposizione tutto (ma proprio tutto), Paola che si è resa disponibile a presentare (e a guidare, e a sollevare la Vaniglia quipresente per ogni minuto della presentazione-intervista), Claudio che ha cucinato con la sottoscritta ben 850 biscotti (forse pure qualcosina di più), Francesco e la troupe di Rai1 che era lì per un servizio sulle foodblogger (gulp!), la prima ad entrare, dicevo, è stata Priscilla. Che ha detto "io sono una lettrice silenziosa", e vi giuro a quel punto io ho capito. (E col cuore in gola) ho sentito. Mi sono resa conto di quello che stava accadendo e di ciò che era accaduto nei 5 anni appena trascorsi.
Era vero. Avevo scritto un libro. Pensato, scritto e fotografato.
E poi io lo avevo sempre saputo, che quei numerini in fondo al blog non erano solo statistiche, belle, entusiasmanti a volte, incoraggianti, ma persone vere, con un viso ed una voce, ed una storia da raccontare, e la prova era lì, avanti ai miei occhi.

I "lettori silenziosi" mi guardavano attraverso gli occhi di Priscilla ed io guardavo loro, ci stringevamo la mano, ci conoscevamo, parlavamo, finalmente.


Ecco come, quella frase, alle 18.00 ha aperto un varco, uno spazio arrivato come all'improvviso, fatto di sensazioni e di persone, di amici vecchi e nuovi, di lettori, delle mie amiche blogger, e mi ha sciolta e come svegliata dalla mia concentrazione di sempre, quella che vi giuro a volte mi fa temere di non sentire bene ciò che accade, che mi fa domandare se sono così perfezionista da preoccuparmi sempre un po' troppo del "poi" senza godere appieno del "mentre", e senza far sì, come dicevo, che io mi renda del tutto conto di quello che succede...

E poi, dopo Priscilla, e dopo la chiacchiera con Paola Cutini e la presentazione vera e propria, alla quale è intervenuto a dar manforte anche Claudio Favale, il bravissimo chef del Ristorante che ci stava ospitando tutti offrendo i Vaniglia-biscotti ed un buon tè caldo, dopo tutto quello che era più ufficiale e programmato, sono arrivate le persone, cioè, siete arrivati voi, col mio libro ormai vostro da firmare, ma soprattutto da chiacchierare.
E quindi lì è arrivato il bello, quello per cui non mi sentivo più "dall'altro lato" (anche se essere in qualsiasi dei lati in una cornice come quella de La Veranda - avete visto le foto? non sembrano quadri fiamminghi? - è sempre assolutamente meraviglioso), ma stavo proprio in mezzo, a fare quelle "chiacchiere" che tanto mi piacciono a quattr'occhi con le persone.



Vi racconto quindi tutto attraverso queste immagini, avute grazie alle amiche fotografe sensibili che la Vaniglia ha la fortuna di avere. Io ne ho scattate due in tutto (la prima, e quella dei libri), dopodiché, letteralmente, travolta dall'evento! ;-)Le foto di me che firmo e e del trio chef-Vaniglia-Paola Cutini sono della mia carissima amica e fotografa Anna Luzi, mentre le foto dei biscotti e di me e Paola nella prima parte dell'intervista sono dell'amica food blogger e fotografa Francesca Palmieri.(ho provato a mettere le didascalie e giuro blogger ha sbroccato...)Un grazie a loro per aver fotografato, a voi per essere intervenuti di persona ma anche, fortissimo e tantissimo, alla distanza, attraverso mail, commenti, biscotti, foto, su tutti i social possibili ed immaginabili... Ma un grazie davvero speciale va alle mie amiche Aida e Alessia, alla loro disponibilità e generosità, alla loro bravura e velocità, alla loro simpatia, a tutto quello che ha reso tutto, come chi c'è stato sa, così chic e tanto ma tanto accogliente al tempo stesso.



Ora non mi resta che augurarvi buon Natale.
Avrei voluto  raccontarvi prima e lasciarvi oggi con un dolcetto natalizio, sai, di quei post di cui hai in mente tutto, dai sapori alla foto alla presentazione?
Solo che il tempo sembra meno amico del solito, in questo periodo...
Non importa, viviamo con molta intensità in compenso (E siamo letteralmente invasi dal burro e dai panettoni!)
Vabè, se ce la faccio i prossimi giorni...
Intanto vi abbraccio tutti, e come disse il Piccolo Lord, "Un Buon Natale a tutti voi, e a tutti ovunque si trovino, a tutti Buon Natale!" ;)

lunedì 16 dicembre 2013

I libri, i biscotti, le storie, le cucine...

... Ci vediamo oggi dalle 18.00 in poi al ristorante La Veranda, Roma! ;)

Amici sono stanca morta.
Sono quasi le due di notte e sono tornata a casa solo da relativamente poco.
Non so ancora cosa mettermi per domani (cioè oggi per voi che leggete! ;)), ho l'impressione di dimenticare già preventivamente un sacco di cose e ho anche un po' di mal di testa.
Dopo quattro ore di cucina (qui, in teoria per il blog ma chissà davvero quando potrò scattare e scrivere qualcosa), un tre ore distribuite su circa sei mezzi pubblici, e cinque orette (abbondanti) passate nella cucina degli amici del ristorante La Veranda, a preparare i biscotti del libro con lo chef Claudio Favale, mi domando come sia possibile che nel mio forno in questo momento stia ancora cuocendo un pandoro lievitato con pasta madre, che ha impiegato per compiere il suo ciclo due giorni e che ora, se tutto va bene, dovrebbe essere arrivato ;-).
In compenso i biscotti sono pronti. E sono tanti.

 E non c'è niente da fare, io adoro starmene lì, in quel "casino" super ordinato e rigorosamente disciplinato che sono le cucine dei ristoranti, a fare come la turista quasi autorizzata (ma sempre super timida e circospetta), a cucinare e a fotografare, a "vedere che succede", a mettere le mani in pasta.
Solo che stavolta era la "mia pasta".
Voglio dire, quei biscotti, quella caterva di biscotti, venivano proprio da quel libro lì, quello che conoscete anche voi, che contiene (quasi ;)) tutta me e che contiene pure i biscotti che alcuni di voi (chi può, chi è di Roma o chi può esserlo in questi giorni assaggeranno domani insieme ad una tazza di tè fumante facendo qualche chiacchiera con la sottoscritta...

Quindi (come vedete, anzi, come già avete visto! ;)), oggi poche parole e tante foto, che sono già quasi le tre di notte e di questo passo io domani sarò un vero mostro (aggiungendo anche la mattinata in ufficio che già temo... :)).


 Vi ricordo che siete tutti invitati (anche le persone che fino ad oggi non hanno potuto confermare: di biscotti ne abbiamo fatti, non temete!)

L'appuntamento è:

Lunedì 16 dicembre 2013, dalle 18,00
presso il Ristorante La Veranda a Roma
Borgo S. Spirito, 73 (oppure ingresso da via della Conciliazione, 33), Roma

Io, per fortuna ho avuto persone speciali accanto negli ultimi (anche i primi, a dire il vero!) preparativi, perchè come vi dicevo, sono un filino stanca.
E, a giudicare dall'ultima foto, anche un tantinello preoccupata???? ;-P

Vi aspetto tutti, voglio vedervi ad uno ad uno, non mancate!!!!!
A oggi!

Rossella

sabato 14 dicembre 2013

Dip di nocciole, sesamo, cumino e coriandolo

Con il sale delle Saline di Trapani e Paceco.

Io non amo il sale.
"Io non amo il sale... io non amo lo zucchero..." quante volte avete sentito questo ritornello?
Che in realtà non è così esatto come sembra.
Io non amo il sale, a prescindere.
Io non amo lo zucchero, a prescindere.

Che ne so, io le patate (lesse, fritte o arrosto che siano) le voglio belle saporitelle, tanto per dire...
Il dulce de leche deve essere dolce, dolce da stordirti, per fare un altro esempio.
Insomma come al solito e come diciamo spesso da queste parti, la regoletta standard non esiste, ogni piatto chiama il suo sapore, ogni persona chiama il suo piatto ed ogni situazione chiama la sua persona...



Tutto questo per dire che io non amo il sale ma che adoro alcune preparazioni in cui il sale è fondamentale, come la tahina (non so se ricordate... non è che il tempo abbia affievolito la mia dipendenza da allora eh? ;)), e il conseguente hummus.
Amo da pazzi, in effetti, il sale con il sesamo, e con il sesamo preparo ogni tanto (e da taaaaanto tempo, molto prima di iniziare l'avventura del blog), una saletta, un dip, come si suol dire, salato (quanto basta), speziato (per quel quid), e soprattutto a base di nocciole (si parlava di dipendenze, no?).

E siccome oggi è finalmente venerdì ;), e la settimana degli ingredienti che vengono dalle Oasi WWF volge al finire, mi sono fatta ispirare chissà come verso una modalità.... come dire... più "da aperitivo", e quindi ad usare il loro meraviglioso sale integrale prodotto nella Riserva Naturale e Oasi WWF delle "Saline di Trapani e Paceco" per fare una cosa che mi proponevo da tempo ma che gira e rigira avevo sempre rimandato: fotografare l'amata salsetta, e postarla!

Dip di nocciole, sesamo, cumino e coriandolo
ingredienti
4 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiai di semi di coriandolo
1 cucchiaio di semi di cumino
1 cucchiaino scarso di sale marino integrale*
50 g di nocciole sgusciate e tostate
50 g di Olio Extravergine di Oliva

Tostare leggermente in una padella antiaderente il sesamo, il cumino e il coriandolo, poi aggiungerli, insieme al sale, all'olio alle nocciole tostate e tritare il tutto nel robot da cucina.
Sul pane, per un aperitivo perfetto....

(si mantiene un mesetto in frigo)

*io ho usato questo

giovedì 12 dicembre 2013

tagliatelle di farro alle castagne, rosmarino e funghi porcini

Mangiamo pane e castagne, come una poesia,
perduta nella memoria dai tempi di scuola.
Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
ce lo diranno domani, prima di andare via.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
se mi chiami amore mi chiamerai per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, ti riconoscerò. 

Pane e castagne - 1987, Francesco De Gregori


Ci sono alberi, e frutti, e luoghi, che mi ispirano fino a stancarmi, che mi rendono esausta nel guardare, quando anche lo sguardo si prolunga e si amplifica attraverso la macchina fotografica, che tutto sente, che tutto filtra e che tutto vuole, come uno stato d'animo essa stessa.






Sono i meli, i susini, i mandorli, i castagni, gli aranci e tutti gli alberi di agrumi, i rovi, i noci e i noccioli.
Sono gli alberi che si confondono nella mia percezione con i loro frutti, e con il sapore di questi, con le fioriture e gli odori, tanto che non riesco più a capire se sono nata architetto, o fotografa o gourmande.
Se cucino perchè mi piace osservare, o se scatto perchè mi piace cucinare.
Se il blog è nato perchè ho studiato il paesaggio o se i sapori sarebbero per me diversi se non amassi così tanto gli spazi aperti, e l'odore del bosco o la vista dei campi di grano.

Ma forse non ha senso nemmeno sapere, da dove nasce, dato che io sento che comunque tutto questo trova un suo spazio, qui.

Oggi quindi sono le castagne che mi parlano, e il nostro pane e castagne lo facciamo così, con le tagliatelle al farro dei miei amici del WWF, con i funghi porcini e il rosmarino.
Ricco ed umile, in un unico piatto ;).

tagliatelle di farro alle castagne, rosmarino e funghi porcini
ingredienti (per 4 persone)
300- 400 g di tagliatelle di farro*
2 scalogni
una noce di burro
3 rametti di rosmarino
300 g di marroni
10 g di funghi porcini secchi
1/2 lt circa di brodo vegetale caldo
olio, sale, pepe

Pulire le castagne incidendole prima a croce con un coltello e facendole scaldare per qualche minuto nel forno a 180 °C (fino a che l'incisione non si è "arricciata"), poi strofinandole bene con un canovaccio da cucina e liberandole dalla buccia e dalla pellicina.
Tagliarle grossolanamente a pezzetti con un coltello e mettere da parte.
Mettere in ammollo in una tazza di brodo vegetale i funghi porcini
Tritare sottilmente lo scalogno insieme agli aghi di rosmarino e far dorare il tutto in una padella in cui è stato fatto precedentemente fondere il burro.
Aggiungere dopo poco le castagne a pezzetti, far tostare leggermente e proseguire la cottura, a fuoco basso, aggiungendo ogni tanto poco brodo (in totale un paio di piccoli mestoli, massimo tre).
Nel frattempo cuocere le tagliatelle.
Quando le tagliatelle saranno quasi al dente, aggiungere alle castagne (sempre sul fuoco, se le avete spostate perché ormai abbastanza morbide e ben cotte rimettetele sulla fiamma) e i porcini con la loro acqua.
Scolare le tagliatelle al dente e versarle ancora grondanti nella padella contenente le castagne e i porcini, e mescolare amalgamando bene il tutto.
Aggiungere a piacere poco olio e pepe e servire.

*io ho usato quelle WWF, notizie approfondite se amate la natura anche a tavola, qui ;)





mercoledì 11 dicembre 2013

Fusilli di grano "Senatore Cappelli", Cavolini di bruxelles, pinoli e caciocavallo Podolico

Buongiorno a tutti!
Oggi sono in super ritardo, e (guarda caso) incasinatissima su mille fronti (ufficio, blog, presentazione del librooooo!!!)
Però, dato che lo avevo promesso (e dato che a cucinare abbiamo cucinato ;)), oggi mi ripresento con una delle ricette "Terre dell'Oasi WWF", ovvero una delle ricette della settimana tematica tutta dedicata (salvo urgenti vitali comunicazioni tipo quella di ieri ;)) al progetto di coltivazione bio in aree protette WWF portato avanti dai miei amici (nonché colleghi :)) di WWF Oasi.
Si tratta di una pasta assolutamente in linea con l'immediatezza di una cena (o un pranzo) di metà settimana, però realizzata con ingredienti molto sani, a partire dai fusilli che appunto vengono dalla produzione WWF, con il grano della cultivar "Senatore Cappelli", di cui ho sentito molto (bene) parlare e che ha catturato da subito la mia attenzione perchè un grano "alto" esattamente come me (ehm, vabè, professionalissima io...), e ottenuto da un genetista marchigiano (Strampelli, da Castelraimondo, insomma, così vicino a casa mia! ;)) grazie ai terreni-laboratorio a lui messi a disposizione, ormai un secolo fa, dal Senatore del Regno d'Italia Raffaele Cappelli, proprio in Puglia, a un passo dall'altra mia terra di provenienza!!!!



Quindi, mescolando un po', ed aggiungendo al grano "trovato" in Puglia e al caciocavallo podolico, i pinoli e i cavoletti "nordici" di Breuxelles, ho giocato al "Belga in Puglia" e ho cucinato questa pasta che è così semplice che scrivere la ricetta ci vuole sicurissimamente molto più che prepararla... e papparsela!

Fusilli di grano "Senatore Cappelli", con cavolini di Bruxelles, pinoli e caciocavallo Podolico
ingredienti (per 4 persone)
1 scalogno
olio extravergine d'oliva
3-4 etti di cavolini di Bruxelles
3-4 etti di fusilli
una manciata di pinoli tostati
caciocavallo podolico grattugiato q.b.

Lavare i cavolini di Bruxelles, poi mondarli dell'attaccatura, privarli delle foglie esterne e tagliarli in due perti se piccoli, o in quattro se più grandi. Tenere da parte
In una padella (io ho usato una padella di ghisa, ma può andare benissimo anche una classica antiaderente), far dorate in poco olio lo scalogno tagliato sottilmente, poi aggiungere i cavolini puliti e continuare la cottura a fuoco moderato rimestando, fino a che questi ultimi non si sono leggermente caramellati (5-10').
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, e scolarla al dente.
Versare a questo punto versare la pasta ancora grondante nella padella, aggiungere un poco di olio e mescolare ancora un minuto mantenendo la padella sul fuoco.
In ultimo aggiungere i pinoli tostati e spolverizzare con il caciocavallo*.
Gustare subito, e buon appetito a tutti!


*si può aggiungere ancora poco olio, e pepe a piacere in funzione della stagionatura del caciocavallo (regolatevi voi in funzione di quanto questo è saporito :))


martedì 10 dicembre 2013

Profumo di biscotti - La presentazione a Roma!!!

Cari amici, ci siamo.
Abbiamo la data per la prima presentazione del LIBRO, qui a Roma!!!

Vi va di venire a scambiare quattro chiacchiere con me davanti ad un tè fumante, e qualche biscottino tratto dal mio libro?

Perché i biscotti, si sa, servono proprio a questo, a chiacchiarare tra amici, e noi, amici, abbiamo la fortuna di essere ospiti di altri amici, in un luogo che io amo tanto qui a Roma, e che sembra perfetto per le nostre tazze fumanti e le nostre briciole e le nostre chiacchiere...
Si tratta del ristorante La Veranda, che lunedì prossimo, 16 dicembre, ci offrirà lo spazio, il tè, i biscotti e tutto quello che servirà per starcene un po' a nostro agio a chiacchierare.

Che dite, ci state?
Potremmo vederci dalle 18.00 in poi (senza formalizzarci se qualcuno non arriva proprio allo scoccar dell'ora, il tutto sarà davvero molto "fluido"! ;)), proprio lì, in Borgo Santo Spirito, 73, o, se preferite, passando dall'ingresso di via della Conciliazione, 33, ovvero dall'ingresso dell'Hotel Columbus (La Veranda è infatti il ristorante dell'hotel, e voi potete entrare da dove preferite, basta che arrivate! ;)).
Sarebbe meraviglioso poi avere fin da ora delle conferme, in modo che ci si possa organizzare con la cucina ;), quindi, tramite questo blog, o il mio indirizzo di posta elettronica, o quello della mia amica Aida che mi sta aiutando ad organizzare il tutto, se vi va, potete dirmi fin da ora se verrete.

Io, chevvelodicoaffà, ci terrei davvero tanto a conoscervi tutti, ma proprio tutti, e, per una cosa così importante ed emozionante per me, ad avervi il più vicino possibile...

Attendo vostre, fatemi sapere!


Profumo di biscotti - La presentazione del libro a Roma

Lunedì 16 dicembre 2013
Ristorante La Veranda
Borgo S. Spirito, 73 (oppure ingresso da via della Conciliazione, 33), Roma

è gradita la conferma via blog (rispondendo a questo post),
o via mail, agli indirizzi:
aidaantonelli@hotmail.com
vanigliacooking@gmail.com

(e speriamo di non aver dimenticato nulla! ;))




Per i non romani.

Non temete. Pian pianino cercherò di raggiungervi in varie altre parti d'Italia, e nel frattempo, se intanto volete accattarvi il libro ma vi capita di non trovarlo in qualche libreria, potete richiederlo presso le librerie stesse, oppure ordinarlo qui, oppure qui... :)


lunedì 9 dicembre 2013

scones con farina di farro per polenta e nettare di rosa canina

Lunedì mattina.
Inverno.
Roma.
Oggi metterò un golfino che mi ha regalato mia sorella.
Di quelli caldi e morbidi che solo una sorella lontana può e sa regalarti, per abbracciarti anche a distanza, e affinché il lunedì sia meno stancante e freddo.
Perchè gli inizio-settimana d'inverno sanno essere davvero rigidi, e a volte faticosetti da affrontare, senza una coccola che aiuti a rompere letteralmente il ghiaccio! ;-)
Quindi golfini e sorelle per partire, e poi, per aggiungere morbido al morbido, scones per la colazione, una di quelle preparazioni che "frequentiamo" ormai da 5 anni, variando senza batter ciglio tra dolce e salato, e che siamo ormai capaci di cucinare con tutti gli ingredienti che Natura crea.
E proprio di Natura sarebbe il caso di parlare, perchè oggi, sempre per partire col piede giusto, e per i prossimi giorni (ormai c'ho preso gusto a fare le settimane a tema! ;)), vorrei raccontarvi di amici che nel bel mezzo della natura protetta producono ingredienti biologici e nel rispetto dell'ambiente.



Si tratta dei miei amici del WWF Oasi, e siccome questi amici io li incontro ogni mattina entrando al lavoro, che devo dire per mia grande fortuna è un lavoro che ha a vedere con la tutela e la salvaguardia della natura, questo post (anzi, questa serie di post), io ce l'ho in mente non dico da quando è nato il blog, ma da qualche annetto questo sì! ;-P
I prodotti nelle Terre dell'Oasi WWF sono infatti coltivati nelle Oasi WWF che praticano agricoltura biologica e in cui si contribuisce concretamente e quotidianamente alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio agrario.

In settimana avremo modo di parlarne in modo più dettagliato, e per oggi, come dicevamo, per un inizio dolce, ho "acchiappato" la farina di farro per polenta (il primo ingrediente ad avermi incuriosita) ed ho provato a realizzare degli scones dalla consistenza sablée (ricordate il successo dell'amor polenta? in quel caso con una classica bramata) e dal sapore forte e dolce al tempo stesso come solo il farro sa ;)


E dato che, sì è vero, i lunedì di questi tempi sono un po' freddi, ma io sono anche una ragazza fortunata e molto coccolata, questi scones, dolci e ruvidi al palato nel modo più assoluto ma anche soffici appena caldi e dalla consistenza "frolla" una volta a temperatura ambiente, li ho potuti accompagnare con un nettare di rosa canina che mi è arrivato in dono la settimana scorsa da un'amica speciale.
Voi lo potete trovare nei negozi biologici, o a piacere sostituirlo con uno sciroppo d'acacia o d'agave, o, perché no, con della gelatina di mela cotogna.

Ecco la ricetta, per augurarvi un caldissimo, dolcissimo (anche se un po' ruvido ;)) inizio settimana.

Scones alla farina di farro per polenta e nettare di rosa canina. 
Ingredienti
180 g di farina di farro per polenta*
280 g di farina di frumento
1 pizzico di sale
1 cucchiaino abbondante di lievito
80 gr di zucchero di canna in cristalli + 1 paio di cucchiai
100 g di burro freddo a fiocchetti + q.b. per la teglia
2 uova
2 cucchiai di latte

Mescolate insieme le farine, il sale, il lievito e lo zucchero.
Aggiungere il burro a fiocchetti ed incorporarlo con la punta delle dita agli ingredienti secchi.
Aggiungere a questo punto le uova, mescolando velocemente con le mani o con un cucchieio di legno, poi il latte.
A questo punto trasferire l’impasto in una teglia del diametro di 22 cm circa imburrata e cosparsa di poca farina di farro per polenta e stenderlo aiutandosi con le mani, poi dividerlo in 8 spicchi aiutandosi con un coltello a lama tonda, poi cospargerlo con lo zucchero di canna ed infornarlo a 200 °C per 20 minuti.
A questo punto abbassare la temperatura a 180 °C e proseguire la cottura per altri 10 minuti o fino a doratura.

*io ho usato questa


giovedì 5 dicembre 2013

Vellutata di lenticchie con panna acida e salame

Bene, se entro stanotte (ieri notte per voi che leggete) non trovo la ricetta, oggi finisce che non posto.
E' un periodo della mia vita così incasinato che sfoglio e risfoglio le mie 3-4 agendine di cucina strasicura di averla trascritta fin nel minimo dettaglio (perchè sai quando metti su una vellutata di lenticchie, a priori, che cosa ti puoi aspettare? Una cosa buona, sì, ovviamente, una cosa "onesta", ma insomma nulla più di una che di caldo a base di lenticchie frullate, per dirla "bruta"... Poi avete presente quelle cose che immaginate a priori buone ed oneste ma che poi alla prima cucchiaiata pensate "mhh, bbbuono!", quelle che sì, sembra una banalità ma che per la seconda volta che vorreste cucinarla meglio sapere esattamente come avevate fatto la volta prima che poi non si sa bene come ma sennò non riviene mai uguale e quindi la scrivi subito e benebene?).
Beh, siamo in questa casistica qui.
Solo che in questo caso la ricetta tanto dettagliatamente trascritta sembra essere scomparsa (ditelo, che succede anche a voi ;)).
Insomma see la trovo domani magicamente compare il post (sembra una specie di caccia al tesoro questa...).

Bene (la foto sarebbe l'intermezzo tra lo scritto introvabile e quello trovato, che alla fine stava nella Moleskine ricette;)).

Quindi in pieno mood invernale (quello che stiamo perseguendo in questa settimana), e in pieno stile "fabrioparigino" (per delucidazioni leggere QUI), ecco a voi finalmente la ricetta! ;)

Vellutata di lenticchie con panna acida e salame
ingredienti (per 4 persone)
250 gr di lenticchie secche
1 litro abbondante di brodo*
2 scalogni
2-3 patate
2 carote
2 coste di sedano
1/2 bicchiere di vino rosso
4-6 fettine di salame
olio, sale, pepe q.b.
panna acida q.b.

Dopo aver tenuto a bagno le lenticchie il tempo indicato nella confezione, preparare un trito con le carote, le patate ed il sedano.
In una casseruola capiente far dorare in poco olio lo scalogno tagliato sottile e il salame affettato e tagliato in piccoli pezzi.
Dopo 5' togliere la metà del salame e mettere da parte, poi aggiungere gli odori e le patate, mescolare, e lasciar insaporire a fuoco lento per ulteriori5'.
Trascorso questo tempo aggiungere le lenticchie e mescolare.
Salare e pepare, poi aggiungere il vino e lasciar sfumare.
A questo punto aggiungere il brodo (lasciandone poco da parte) e lasciar cuocere una mezz'oretta.
Una volta cotte le lenticchie, frullare il tutto con il frullatore ad immersione, poi aggiungere poco brodo per regolarne la consistenza e lasciar cuocere ancora qualche minuto.
Aggiustare di sale e pepe, versare nei piatti ed in ciascuno aggiungere poca panna acida, un filo d'olio extravergine di oliva e qualche pezzetto di salame. Servire.

*io ho messo il vegetale ma di carne va benissimo lo stesso



Ah!!! Dimenticavo... Sta benissimo con la torta salata e supersoffice di formaggio... La ricetta la trovate qui.
Buon finesettimana, e buon inverno che si avvicina... Buoni i colori, i sapori gli odori e il bisogno di tenere il forno acceso.






lunedì 2 dicembre 2013

Marmellata di mandaranci

Beh, dopo tanta mela, e soprattutto dopo tanti post (nel senso di "fitti" ;)), questa settimana ci rilassiamo un po'...
Prima cosa, facciamo lavorare mamma. Seconda magari evitiamo di postare tutti i giorni (a voi non dispiace, no? ;-P).
Siccome però occuparsi di frutta è così bello, prima di passare "ad altro" ho pensato che la cosa migliore fosse postare una conserva, di quelle prettamente invernali, che bene bene possono cominciare a "mettere da parte" per i nostri cadeaux gourmands de Noel...
Quindi è qui che scatta il piano "far lavorare le mamme", perché nel mio caso è lei la regina delle marmellate di agrumi, che noi, la famiglia intera, ci limitiamo a consumare in grandi quantità, in purezza, oppure come ripieno di alcuni biscotti storici della famiglia (proprio questi qui, in foto), che guardacaso sono finiti di recente anche in un librodi cui abbiamo ormai straparlato, e che forse qualcuno di voi ormai conosce... ;-).
Insomma, la ricetta di oggi io l'ho solo mangiata, e, ah, sì, pure fotografata. Il resto, cioè le righe sotto le foto, sono state dettato al telefono <3





marmellata di mandaranci
ingredienti
1200 g circa di mandaranci non trattati (equivalgono a circa 900 g di spicchi puliti)
750 g zucchero semolato

Lavare e spazzolare accuratamente i mandaranci.
Sbucciarli tenendo le bucce da parte e tuffare queste ultime in una grande casseruola dove è stata portata ad ebollizione abbondante acqua.
Far bollire 5' mescolando, scolare, poi lasciar intiepidire, raschiare da ogni buccia la parte bianca e tagliare a listarelle sottili.
A parte dividere a spicchi i mandaranci eliminando tutti i filamenti bianchi, poi in una pentola disporre gli spicchi di mandaranci alternandoli a strati di zucchero.
Aggiungere un bicchiere d'acqua e cuocere a fuoco lento senza mescolare.
Portare ad ebollizione e dopo 10' circa togliere gli spicchi di mandarancio con la schiumarola e trasferire in una terrina coperto mantenendo lo sciroppo nel tegame.
Nello sciroppo rimasto versare le listarelle di scorza e lasciar biollire finchè il tutto non si sarà addensato.
A questo punto rimettere tutto nella pentola (sciroppo e spicchi messi da parte) e lasciar cuocere a fuoco moderato per circa 10'.
Trascorso questo tempo verificare con la "prova piattino (ovvero appoggiando poca marmellata su un piattino aiutandosi con un cucchiaino: inclinando il piattino dovrà scorrere lentamente) e mettere nei barattoli sterilizzati.

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