venerdì 29 novembre 2013

torta di rose alla Mela Rosa dei Monti Sibillini


La settimana della Mela Rosa dei Monti Sibillini #5

Bene bene bene.
In questa settimana l'adorata mela l'abbiamo cucinata in tutti i modi possibili ed immaginabili, no?
Essiccata, intrinsecamente unita ad una torta, nei risotti e nei piatti di carne...
Che, non volevamo come minimo anche impastarla?
Non volevamo abbandonarci ad una lunga, lenta lievitazione finesettimanale, fatta (anche) di coperte e calzettoni e tisane e sbirciatine per vedere se in forno tutto procede?
Quindi eccoci, siamo alla fine della nostra rassegna (era ora, anche perchè io ho fatto le due di notte tutte le notti per scrivere questi post ;)), e quindi mi andava di utilizzare come ingrediente sia le mele essiccate di cui avevamo parlato lunedì, in apertura e la composta di cui avevamo già parlato qui, il giorno successivo, mettendola oggi in una di quelle torte lievitate storiche, che guarda caso si chiama proprio "torta di rose", per la sua forma, e che in questo caso, ovvero in questa mia versione, si potrebbe ribattezzare "torta di rosa-mela", non solo per la forma, ma anche per la sostanza! ;)


Io ne ho preparate due, una solo con composta di Mela Rosa dei Monti Sibillini nell'impasto (foto qua sopra), ed una con anche la mela essiccata arrotolata all'interno delle rose (foto infondo, con "rose più basse che formano quasi più delle "girelle" e che a mio parere possono anche essere cotte separatamente e diventare delle vere e proprie merendine singole... :)

Per l'impasto ho usato (anche) una delle farine acquistate nell'azienda agricola Sana Frux, di cui vi avevo accennato nel post di ieri e che abbiamo potuto visitare (con mio immenso entusiasmo) durante il nostro tour.







Ecco la ricetta, nella versione "solo composta" e anche in quella "composta più mele essiccate":


Torta di rose alle Mele Rosa dei Monti Sibillini essiccate con Composta di Mela e mosto d'uva "Nova Rosa"

Ingredienti 
Per l’impasto:
400 g di farina di forza
180 g di farina 0
200 g di pasta madre
100 g di latte
120 g di burro morbido
i semini estratti da 1/2 baccello di vaniglia (o un cucchiaino di cannella in polvere)
60 g di zucchero di canna
200 g di composta di Mela Rosa dei Monti Sibillini e mosto d’uva*
2 uova
1 pizzico di sale
Per la crema al burro:
100 g di burro morbido
100 g di zucchero a velo
i semini estratti da 1/2 baccello di vaniglia (o un cucchiaino di cannella)
40 g di mela essiccata

 Mescolare la composta di mela con lo zucchero e la vaniglia (o la cannella) e tenere da parte.
Sciogliere il lievito madre nel latte tiepido, poi aggiungere la farina di forza ed iniziare a impastare aggiungendo al composto di lievito la restante farina, manmano, e il composto di purea di mela e zucchero.
A il burro morbido a fiocchetti ed il sale, impastando manmano fino ad ottenere un insieme omogeneo, molto morbido ed elastico: “aggiustare” aggiungendo poca farina nel caso l’impasto risulti troppo appiccicoso (il risultato può dipendere molto dal tipo di farina che si sta usando).
Lasciar lievitare circa 4 ore (o finché l'impasto non ha raddoppiato il suo volume) al coperto, in un luogo tiepido o la riparo da correnti, tipo il forno spento con la lucina accesa.

Preparare intanto la crema sbattendo in una ciotola con un cucchiaio il burro con lo zucchero a velo e la vaniglia (o la cannella) fino ad ottenere una crema bianca.

Una volta che l’impasto ha raddoppiato il suo volume, stenderlo ad uno spessore di 2,5 mm, formando un quadrato di circa 60x60 cm di lato.
Con l'aiuto di una spatola o di u cucchiaio spalmarvi sopra la crema di burro e zucchero  e cospargere di mele essiccate tritate grossolanamente (se state optando per la versione “doppia mela” ;)), ottenendo un cilindro e rimettere in frigo per un'ora.
Trascorso questo tempo, tagliare il cilindro in rondelle di 3 cm di spessore (io ho usato due teglie di circa circa 18, e fatto due torte di cui una con le rose  tagliate a 3 cm e una seconda (quella delle “girelle) con le rose tagliate a meno di 2 cm.
Disporre a questo punto le rondelle a formare una rosa nelle due teglie e lasciar lievitare fino al raddoppio del volume, nel forno spento, con lucina accesa.
Infornare a 180°C in forno statico già preriscaldato per 20-25 minuti.
Sfornare e lasciar raffreddare.

*se (come è possibile), non avete la composta di Mele Rosa dei Sibillini, potete usare un'altra composta di mele (si trovano facilmente nei negozi bio).

Eccoci dunque alla conclusione della deliziosa (è proprio il caso di dirlo) conclusione (ma chissà, magari anche no ;)) settimana delle Mela Rosa dei Monti Sibillini.

Io ringrazio i miei compagni di viaggio sul posto, gli organizzatori e gli ospiti del Comune di Montedinove, ma soprattutto i miei compagni di viaggio qui, ovvero voi, che mi leggete e mi sostenete con entusiasmo ogni giorno...

PS. Pare che Amazon abbia fatto pace col cervello: finalmente risultano disponibili "in chiaro" tante ma TANTE copia del libro. Per chi questi giorni faticava a trovarlo... ;)








giovedì 28 novembre 2013

Anatra glassata al mosto cotto con Mele Rosa dei Monti Sibillini


La settimana della Mela Rosa dei Monti Sibillini #4 

Ecco, è da lunedì che vi parlo della Mela Rosa dei Monti Sibillini, ma mica vi ho ancora detto (bene) come ho avuto la fortuna di conoscerla così da vicino!
Ho partecipato alla Festa della Mela Rosa dei Monti Sibillini a Montedinove.
Si tratta di un'evento che quest'anno è giunto alla sua IV Edizione e al quale sono stata invitata insieme agli amici food blogger Enrico, Sabrina, Tamara, Carla, Laura.
Armati di macchine fotografiche e di curiosità, ed ospiti del Comune di Montedinove che organizza ogni anno l'evento in collaborazione con il locale presidio slow food, la Regione Marche e l'associazione di produttori delle Mele Rosa, abbiamo potuto partecipare alla festa, al Convegno con Laboratorio di degustazione della Mela, ad una cena tipica con tutte ricette a base di Mela Rosa, e a visitare l'azianda agricola Sana Frux, che si trova in un posto meraviglioso di cui mi sono perdutamente innamorata al primo sguardo.

L'esperienza è stata bellissima, di quelle che ti permettono di comprendere un cibo nel proprio intorno e fin dentro la sua vera essenza: di terra di acqua, di linfa e di sole.
Vedere le persone, i produttori locali, parlare con loro, capire, osservare gli alberi, i frutti, ma anche le singole pietre dei singoli vialetti fra i campi... 
Mi piacciono le mie Marche, mi ispirano. Mi fanno bene.
A volte una mela, il suo albero, il suo campo, ti aiuta a farti capire bene come sei. Ti apre lo sguardo, ti fa respirare meglio. A pieni polmoni quando ne hai bisogno.
Metto due foto, ho troppa voglia di condividerle con voi.
E pure una ricettina, per prestare fede alla mia promessa di postare una ricetta al giorno per questa Settimana della Mela Rosa dei Monti Sibillini (da me medesima istituita su questo blog! ;)).
Si tratta di un secondo piatto a base di carne, di un petto d'anatra al forno, glassato con Sapa, ovvero mosto di uva cotto, e servito con la mela caramellata (sì, sto un po' in fissa con queste mele caramellate, ultimamente.. ;)).


Anatra glassata al mosto cotto con Mele Rosa dei Monti Sibillini
ingredienti (per 2-3 persone)
un petto d'anatra
1-2 cucchiai di sapa (mosto cotto)
2-3 Mele Rosa dei Monti Sibillini
una noce di burro
1 cucchiaino di zucchero di canna in cristalli
Olio extravergine d'oliva, sale, pepe

Salare e pepare il petto d'anatra, inciderlo sulla superficie "superiore" (quella dove si trova il grasso per capirci) con un coltello affilato formando come un disegno di un graticcio, poi farlo rosolare bene in una casseruola in cui è stato fatto scaldare poco olio d'oliva.
Posare il petto d'anatra sulla placca del forno rivestita di carta da forno e versarvi un cucchiaio abbondante di mosto cotto, distribuendolo bene con il dorso del cucchiaio o con un pennello.
Cuocere in forno a 220°C per 7-8' (anche qualcosa di meno se il petto d'anatra è molto piccolo o molto sottile).
Mentre l'anatra cuoce, tagliare la mela a cubetti (dopo averla lavata e spazzolata, io lascio la buccia), e farla saltare in padella con poco burro e aggiungendo lo zucchero solo quando le mele sono un po' dorate. Mettere le mele da parte.
Una volta cotta l'anatra, estrarla dal forno, farla riposare su un tagliare qualche minuto in modo che i succhi si ridistribuiscano ben bene e sia più facile tagliarla, poi staccare la pelle (quella incisa precedentemente - verrà via molto facilmente) e affettare l'anatra.
Disporre nei piatti insieme alle mele e al suo sughetto, se piace! ;) 
Servire calda e mangiare subito!

Un grazie davvero speciale per tutto questo, per averci ospitati e guidati, per aver organizzato tutto e per averci dato la possibilità di sentire questi sapori e vedere questi colori, a Luca Marcelli.
















mercoledì 27 novembre 2013

Risotto Taleggio e noci, con Mela Rosa dei Monti Sibillini caramellata

La settimana della Mela Rosa dei Monti Sibillini #3

Ecco.
Lunedì siamo basiche.
Martedì siamo dolci (e pure un po' romantiche).
Mercoledì acquistiamo un po' in concretezza e andiamo di piatti salati. E a questo punto, cosa c'è di più concreto di un primo? ;)

Così continuiamo a parlare di mele, di Mela Rosa dei Monti Sibillini per la precisione, di cui vi avevo già un po' raccontato ieri e l'altroieri e a cui tutta la settimana di post sarà dedicata... :)
Quindi oggi risotto.
E' un piatto che mi rilassa. Lento quanto basta ma non lungo, come procedimento, con le preparazioni che si incastrano bene una accanto all'altra in cucina, vicino ai fornelli.




Questa che vedete qua in foto e che state per leggere è una mia personale rivisitazione (forse troppo? ;-)) dell'ormai celebre, in quel di Montedinove, risotto alla Mela Rosa dei Monti Sibillini, che io e miei amici foodblogger che abbiamo avuto il piacere e l'onore di partecipare al Sibillini in Rosa Tour di quest'anno, abbiamo potuto assaggiare proprio in occasione del nostro interessantissimo viaggio gastronomico, avvenuto il 2 e il 3 Novembre scorsi proprio a Montedinove ed in occasione della IV Edizione della Festa della Mela Rosa dei Monti Sibillini.
In quel caso la mela veniva proprio mantecata all'interno del risotto, ma che volete fa', alla Vaniglia che alberga in me (lo sapete) je piacciono i "sapori separati", o meglio, in alcuni casi, le piace distinguere ben bene tutti i sapori.
Questo è uno di quei casi.
Quindi, dato che questo frutto mi piace troppo in purezza, non ce la facevo proprio a mescolarle "troppo" al resto, ed ho voluto caramellarle a parte e metterle sopra al risotto alla fine.
Insieme alle mele, d'obbligo, le noci e (mi sono permessa di spostarmi un po' più a nord delle Marche per il formaggio), l'amatissimo (da me) Taleggio.

Il risultato è quello che vedete.
Buono-issimo, devo dirlo? ;)

La mela, come nel caso della torta di ieri, l'ho usata con la buccia e tutto. E chi spreca nulla di questo frutto meraviglioso? ;)























Risotto Taleggio e noci con Mela Rosa dei Monti Sibillini caramellata 
ingredienti (per 4 persone)
brodo vegetale q.b. (io ne preparo un litro)
300 g riso Carnaroli
1 o 2 scalogni
burro q.b.
1 cucchiaino di zucchero di canna in cristalli
4 Mele Rosa dei Monti Sibillini
vino bianco (un mezzo bicchiere)
12 noci (i gherigli leggermente spezzati con le mani)
150 g di taleggio

A Lavare e spazzolare bene le mele, tagliarle in quarti e affettare ogni quarto sottilmente, poi caramellare le fettine così ottenute in padella con una noce di burro (far scaldare il burro e poi versarvi le mele rimestandole continuamente, quando iniziano a dorare aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna in cristalli e proseguire finché non sono belle lucide).
A questo punto trasferire le mele in un piatto e i gherigli di noce nella padella in cui sono state caramellate le mele, facendole solo leggermente brunire per qualche secondo, sempre rimestando continuamente.
Scaldare il burro rimasto in una casseruola e farci soffriggere lo scalogno tritato finemente.
Aggiungere il riso e tostarlo fino a quando diventa quasi trasparente, poi aggiungere il vino bianco, alzare la fiamma e lasciar sfumare.
Continuare la cottura aggiungendo brodo bollente poco alla volta e mescolando di volta in volta.
A fine cottura spegnere il fuoco e aggiungere il taleggio tagliato a cubetti piccoli e le noci, mescolare velocemente, chiudere la casseruola con il coperchio (meglio ancora coprire con un canovaccio pulito per evitare la formazione della condensa) e lasciare riposare qualche minuto.
Mescolare nuovamente e servire, aggiungendo in ultimo, su ogni piatto, le mele caramellate.


(ma quanto, quanto sono belle le mie Marche??? ;))



martedì 26 novembre 2013

Torta di farro e mele con composta di Mela Rosa dei Monti Sibillini e mosto d'uva

La settimana della Mela Rosa dei Monti Sibillini #2

Ve l'avevo detto no, che partivamo piano e poi ci scaldavamo?
Che avevo tante cose e tante foto da dirvi e da darvi?
Ecco. Ieri era lunedì, ed avevamo bisogno di rodarci un po'.
Abbiamo iniziato con una preparazione basica.
Con le mele.
Ma non con delle mele qualsiasi. Con le Mele Rosa dei Monti Sibillini, ovvero con delle mele che sono le mele perfette, secondo me. Sono piccole, croccanti, succose. Sono asimmetriche, perché le infiorescenze di questi ecotipi sono costipate ed i frutti si formano molto vicini ai rami e tra loro.
Il peduncolo è inoltre corto, e questo contribuisce alla vicinanza del frutto al ramo, tanto che a volte si possono riconoscere nel colore, che oscilla tra il verde, il giallo aranciato, il rosso vinoso e il rosa, il segno (l'ombra!) del ramo a cui la mela era attaccata.
La loro caratteristica principale, o meglio la prima che mi ha colpita, sentendone parlare, è la serbevolezza: vengono infatti raccolte ad ottobre e rimangono buone (naturalmente e senza interventi umani di sorta) fino ad aprile. Storicamente si conservavano sotto la paglia.
Sono piccole, come dicevo. Piccole ed asimmetriche. Questo le rende ai miei occhi meravigliose e giuro, le guarderei e fotograferei per ore (ma forse l'ho già fatto? ;)).
Sono tutte, ma tutte, assolutamente diverse l'una dall'altra. Questo aspetto me ne ha proprio fatto innamorare.
Crescono nelle aree pedecollinari fino alle valli appenniniche e ai versanti dei Monti Sibillini, tra i 450 e i 900 metri di altitudine: le peculiari condizioni climatiche, in particolare l’escursione termica giornaliera e stagionale, interferiscono positivamente sulle caratteristiche organolettiche di questo frutto straordinario.

Sono compatte. Ed hanno una buccia abbastanza spessa. Al morso così danno subito l'idea di qualcosa di rustico, e poi arriva il sapore, che è netto e zuccherino ma al tempo stesso acidulo. Sono succose. E' bella quest'idea di mela che sa difendersi da sé, rustica fuori e dolce dentro, che resiste naturalmente agli attacchi dei parassiti e che è quindi "buona" in molti sensi.

E quando io penso mela, alla mela in cucina intendo, ovvero non solo quella fragrante da tenere nelle tasche del cappotto e da sgranocchiare in un picnic nel bosco, qual'è la primissima cosa che mi viene in mente se non la torta di mele?
LA torta di mele, quella che profuma casa.

LA Torta di mele, per come la vedo io, deve essere soffice, ma anche sufficientemente compatta, morbida ma non alveolata insomma. Ed è importante che il suo odore sia anche dolce. Di quella dolcezza che ti fa respirare a pieni polmoni e che ti avvicineresti fino a metterci il naso dentro, a quella fetta...

A Montedinove (provincia di Ascoli Piceno, Marche! <3<3<3 ;)), dove sono stata in occasione della IV Edizione della manifestazione Sibillini in Rosa, oltre ad aver finalmente assaggiato questo frutto strepitoso (non esagero, ed ora ho anche qualche piccolo problema a mangiare altre mele... ehm.. ;)), ho scoperto l'esistenza della composta di Mela Rosa dei Monti Sibillini e di Mosto d'uva.
E' buonissima, si chiama Nova Rosa, ed è il frutto di un progetto sperimentale del Comune: si tratta in sostanza di una composta fatta con la Mela Rosa dei Sibillini ed il mosto d'uva, ed io, io che ho nel codice genetico l'impasto dolce e che serbo nella memoria come primo ricordo culinario me in cucina con un cucchiaio di legno a mescolare uova zucchero burro e farina, non ho potuto fare a meno di immaginare di mettere anche questa composta perfetta nell'impasto, per renderlo ancora più profumato, e per fare sì che questa torta di mele diventasse una "torta di mele alla seconda", perchè lo fosse insomma fino alla singola, ultima piccola morbida mollica.

E quindi eccola, la torta che sa così tanto di mela da farti venire voglia di farla alle sorelle, alle amiche, alle cugine perchè a colazione ti pensino un po'... :)


Torta di farro e mele con composta di Mela Rosa dei Monti Sibillini e mosto d'uva
ingredienti
360 g farina di farro
1 bustina di lievito
4 uova
120 g di zucchero di canna in cristalli + un paio di cucchiai
100 g di burro morbido
120 g di latte
100 g di Composta di Mele Rosa dei Monti Sibillini e mosto d'uva*
1 o 2 melette rosa dei Monti Sibillini

Lavorare burro e zucchero a pomata, poi sempre battendo aggiungere le uova ad una ad una.
a questo punto aggiungere la farina ed il lievito (meglio mescolarli insieme a parte, prima), poi il latte ed infine la composta di mele*.
versare il composto così ottenuto un una teglia imburrata e cosparsa di pangrattato, e disporvi sopra, come più vi piacciono, le melette tagliate a fettine sottili sottili, e uno o due cucchiai di zucchero di canna.
Infornare a 180 °C per circa 40' (importante la prova coltello: io ho tenuto il dolce in forno fino a che la lama di un coltello infilata al suo interno non ne usciva pulita)


*se (come è possibile), non avete la composta di Mele Rosa dei Sibillini, potete usare un'altra composta di mele (si trovano facilmente nei negozi bio), oppure, che so, fra qualche giorno vi posto pure quella! ;)




lunedì 25 novembre 2013

Perchè non sei... una mela?

La settimana della Mela Rosa dei Monti Sibillini #1: mele essiccate home made.

Devo raccontarvi un sacco di cose questa settimana.
Devo raccontarvi di una mela speciale.
Ma ho tante foto, e tante ricette, e tante informazioni.

Allora ho deciso di fare così.
Di partire "low profile", che i giorni che arriveranno come quelli appena passati si preannunciano belli intensi e anche un tantinello stressanti.
Iniziamo facile, e poi se ce la faccio vi metto un post al giorno.
Dai, ci provo. Facciamo la Settimana della Mela. ;)
Ma partiamo piano.
Piano-piano.

Perchè oggi, per iniziare, io ho davvero voglia di qualcosa di semplice.
Di semplice come una mela.

Mele Rosa dei Monti Sibillini, tagliate a fettine sottili circa un millimetro e mezzo, disposte in un unico strato sulla teglia rivestita di carta da forno e fatte essiccare a 100 °C per un'ora abbondante, fino a che non si arricciano e si asciugano bene ;-)
Ricette consigliate per impiegarle subito-subito: Pane di segale, mele secche, miele di castagno e noci.


Perché non sei una mela con la buccia tutta lucida e croccante?
Io ti vorrei una mela, vera, semplice, spontanea, rilassante.
E non un orologio dal meccanismo sofisticato, complicato, incomprensibile.
Non generale, tattico, romantico crudele né schiava umile né santa con candele.
Io ti vorrei una mela, bella liscia senza spine luccicante.
Perché non sei una mela naturalmente forte viva, indipendente?
Non una mosca che si avvicina e quando fai per prenderla s'allontana.
Non una formula chimica eccitante di gelosia più frasi come "non sono tua!"
Perché non sei una sfera, rotondamente logica affascinante?
Perché non sei una sfera, dove guardare il mio futuro sorridente?
Certo sospetti un imbroglio! Perciò non sei come voglio!
Che sia così forse meglio? E chi lo sa? Chi lo sa?

Comunque io ti vorrei una mela

Lucio Battisti



mercoledì 20 novembre 2013

spritz, ancoooora biscooooottiiiiii?????

:D

Buongiorno!
Il post di oggi è figlio della caparbietà.
Direte voi, quale post, in assoluto, non lo è?
Ne convengo.
Ce li difendiamo con le unghie e coi denti, noi, i nostri articoli scritti di notte, cucinati il finesettimana e fotografati la mattina presto prima di scappare in ufficio.
Questo no, questo è stato cucinato con tutti i crismi e fotografato con calma in quel di Parigi quest'estate, perché sai com'è, meglio farne di più del necessario, di biscotti per il libro, che non si sa mai bene, magari all'ultimo, quanti possano servirne, e quali sceglieremo...
Poi però la cucina e la foto, sì, sono la base, ma poi mettere nero su bianco sui nostri blog è un'altra cosa, e stasera (cioè ieri rispetto a stamattina! ;)) manco avrei potuto scriverla, questa ricetta, perchè il genio che alberga in me aveva lasciato in ufficio computer e hard disk, salvo poi accorgersene in autobus a metà tragitto. In mezzo al traffico feroce di Roma.
Dopo aver aspettato mezz'ora che passasse, il suddetto.
E a quel punto scendi, aspetta altri 20' l'autobus dall'altro verso, desisti (senza cambiare idea, giammai, desistere ad aspettare sennò l'ufficio poi ti chiude e ciao pc e hard disk, quindi prosegui a piedi), comincia a camminare di nuovo verso l'ufficio, traffico, rumore.

Cammina-cammina, corri anzi.
Tu Vaniglia coi tuoi tacchi e la tua sportina di stoffa contenente anche una teglia ormai vuota in ceramica (che quando porti le torte in ufficio spostandoti coi mezzi, è noto che la ceramica sia proprio il materiale più leggero, no? ;)).
Corri dietro all'autobus che non ti aspetta, corri a passo veloce fino all'ufficio, fino al tuo pc, fino al tuo hard disk.
Chissà dove avevi la testa, cara Vaniglia di nuovo fuori quasi 2 ore dopo l'orario di uscita ufficiale, dopo aver fatto avanti e dietro nel traffico romano, di nuovo allegra per aver recuperato il malloppo, perchè lo sai che devi scrivere stasera, e una volta fuori sei tornata l'adorabile essere che eri prima di trasformarti in una furia all'idea di lasciare il pc solo di notte e il blog all'asciutto ancora per un giorno... ;-P
E quindi ecco, la caparbietà fa il suo, in questi casi, e questo post è figlio della caparbietà, non c'è dubbio... ;)
E, dicevamo, il menù oggi prevede biscotti.
Sembro una matta, lo so.
Com'è che non sono stanca di propinavi biscotti?
Mi domano: com'è possibile????
Voi siate buoni, siate pazienti, che a me 'sti biscottini burrosi qua fanno impazzire e non potevo non raccontarveli!
Si chiamano spritz, sì, proprio come l'aperitivo veneto, solo che si tratta di tutt'altro, nella fattispecie biscottini di origine alsaziana friabili e perfetti per il tè.

Vi metto la ricetta. Facile-facile. Perfetta per iniziare a d usare il sac à poche... Io ho cominciato praticamente così... ;)

spritz con crema al cioccolato bianco

ingredienti
220 g di farina
180 g di burro
70 g di zucchero a velo
30 g di albumi (1 albume, nel mio caso)
i semini raschiati da un baccello di vaniglia
1 pizzico di sale

per la crema al cioccolato bianco
100 g di cioccolato bianco
100 ml di panna fresca liquida
10 g di burro

Lavorare a crema il burro con lo zucchero, il sale, ed i semini di vaniglia.
Aggiungere l'albume e mescolare fino ad ottenere una crema, poi aggiungere la farina ed incorporare al resto mescolando velocemente.
Mettere il composto nel sac à poche con una punta a stella e formare delle "chiocciole" (o delle "s" strette-strette) mettendole ben distanziate direttamente sulla carta da forno su una teglia da forno.
Cuocere a 180°C per circa 10' o fino a doratura.

Per la crema fondere insieme tutti gli ingredienti, poi lasciarli raffreddare e montarli con l'aiuto di uno sbattitore elettrico.

uff, mi è già venuta voglia di rifarli! ;-P


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