giovedì 31 ottobre 2013

Profumo di biscotti: il libro c'è, c'ho le prove!!!! ;-)

Allora!
Il libro c'è e su questo non ci sono dubbi.

Clicco e riclicco sulla pagina della casa editrice dedicata ai nuovi arrivi scandendo bene il nome dell'autore (e fotografo), che poi sarei io, e cerco di mettermelo in testa.
Che la mia casa editrice preferita mi abbia inspiegabilmente voluta, (com'è che si dice? "hanno creduto in me", che però davvero è una frase così riduttiva, per tutto quello che è successo negli ultimi mesi, e per la pazienza, la condivisione, la fatica, la bellezza, il rigore, la passione, la vicinanza dimostrate).
Che quello che vedo a colori vivi sullo schermo (e tra qualche giorno anche sull'amata carta) l'ho fatto io (con la vicinanza e l'aiuto di cui sopra, ma l'ho immaginato, cucinato, sistemato e fotografato io, con le mie menine e la la mia capoccia dura ;))).
Che a casa mia quest'estate di giorno erano 38 gradi e di notte pure perchè il forno era sempre acceso.
Che più mi passava il cibo per le mani e per la macchina fotografica e più dimagrivo.
Che fino all'ultima, vi giuro, l'ultima foto, non pensavo fosse possibile, e fino all'ultima, esattamente l'ultima riga fosse vero.

All'ultima riga ci sono arrivata.
All'ultima revisione di bozze, ci siamo arrivate. 
E nonostante io abbia macinato come una pazza fino in sostanza a qualche giorno fa, insomma io quando ho visto questa anteprima che sto condividendo ora con voi, io sono saltata sulla sedia (e mi sono anche un po' commossa).
Perchè, davvero, ancora non mi pare vero.

E comunque, io adesso lo so cosa volete sapere voi.
Voi vi stete e mi state chiedendo:
Rosse', ma Q U A N D O   E S C E  ?????? 

Presto. Prestissimo.
Dopo il ponte.
E' una buona risposta?
Per ora è (ossignorecheemozione) prenotabile su Amazon A QUESTO LINK
Fra una settimanella lo avremo. 
Dico lo avremo perchè io lo sento mio come voi, ne sono certa.
Non so come spiegarlo bene.
Ma ci sono davvero io, lì dentro. Quindi, di conseguenza, ci siete voi! 

Io da parte mia, loggiuro, vi tengo aggiornati all'istante, sulle librerie, su amazon e sulla vendita tramite il sito della casa editrice...
Voi, intanto, cioè tra qualche giorno, potete cominciare a chiedere in giro, giusto così, per fare pressione psicologica al vostro libraio di fiducia (eheheheh, dite che non sono troppo ortodossa nei metodi?), e per ora, per ingannare l'attesa e già che ci siamo, se volete potete s invadere di "like" (o condividere come meglio credete, io non pongo limiti alla social-creatività ;)) le pagine dedicate sul sito di Bibliotheca Culinaria, e delle quali vi sto trasferendo qua sotto alcune immagini.... Io l'ho già fatto e vi giuro se potessi lo farei a ripetizione (occhei vabbè io so' de parte ;))

Ahhhhhh, dimenticavo, nel sito c'è anche una ricetta in anteprima, facciamo che è la ricetta di oggi e che anche se non è alla zucca, a me pare perfetta per queste festività halloweeniane in arrivo... Si tratta infatti di BISCOTTI ALLO SCIROPPO D'ACERO E CARAMELLE MOU.... Golosi e perfetti per placare bambini assatanati alla vostra porta...


Vi abbraccio, aspetto i vosatri commenti, i vostri pareri, i vostri pensieri 
Come sempre.
:*






venerdì 25 ottobre 2013

pane alla segale e semi di carvi

Ho iniziato ad impastare all'università.
Tempi non sospetti.
Niente blog, niente foto di cibo, molte foto di strade, edifici, monumenti, dettagli costruttivi e non.
Una volta mi sono anche sdraiata sull'asfalto per fare delle foto. 
Che poi non è così diverso da ora ;-)
Insomma all'università io disegnavo e basta. "E basta". 
Si fa per dire.
Disegnavo, leggevo, studiavo, cercavo di capire, pensavo, immaginavo. Ed osservavo. Osservavo tanto. Non ho mai smesso. E non ho mai smesso di impastare, e soprattutto non ho smesso di farlo per le motivazioni di allora.
Scaricarmi dalle tensioni, dai pensieri, dai piccoli (o grandi) dolori.
Ecco. Sto impastando molto questi giorni.
E' il mio cucinare senza pensare, quello degli impasti lievitati, quello che se sei come me devi salire sulle punte dei piedi per esercitare la forza giusta, e se la massa è grande anche stancarti un po', che è perfetto, se stai cercando una distanza, una piccola fuga.
E poi metti tutto lì al calduccio (e quasi vorresti essere tu, quella pagnotta cruda avvolta in una coperta), e aspetti. Aspetti che passi quel momento, che si trasformi in qualcosa. Che lieviti. Che assuma un sapore, che al primo taglio sia capace di un rumore, e che finalmente abbia un odore.
L'odore di questo pane vorrei proprio che vi arrivasse.
Ecco perchè stavolta ho scelto una foto stranamente (per me) molto zoomata.
Avvicinatevi, avvicinatevi anche voi.
Non vi sembra di sentirlo?
;)

pane alla segale e semi di carvi
ingredienti
350 g di farina di segale integrale
150 g di farina di forza
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino abbondante di semi di darvi
250 g di lievito madre a temperatura ambiente
400 ml di acqua tiepida

Mescolare in una ciotola le farine, il sale e i semi di carvi. Tenere da parte.
Sciogliere il lievito madre nell'acqua mescolando bene con un cucchiaio di legno o una forchetta con i rebbi molto larghi.
Mescolare gli ingredienti secchi a quelli umidi fino ad ottenere un composto che sta insieme e dall'aspetto granuloso.
Coprire e lasciar riposare un'ora circa in un luogo tiepido.
Trascorso questo tempo, trasferire l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e dargli la forma di un disco.
A questo punto trasferire l'impasto in un cesto da lievitazione da 900 g ben infarinato (io ho usato questo, ci stavo giusta-giusta! ;)) o su una teglia rivestita di carta da forno.
Spolverare leggermente di farina e far liavitare in un luogo tiepido fino a che non raddoppia di volume (impiega dalle 3 alle 6 ore).
Scaldare il forno a 240°C con la teglia del forno al suo interno (se usate il cesto da lievitazione) e una pirofila contenente acqua sul fondo del forno.
Una volta raggiunta la temperatura, estrarre la teglia dal forno e rovesciarvi delicatamente il pane estraendolo dal cestino e infornare (se non usate il cesto basta semplicemente infornare la teglia su cui ha lievitato).
Abbassare la temperatura a 230°C e cuocere per 30 minuti circa o finché il pane non è dorato.
Per controllare se è cotto, dargli un colpetto sotto con le nocche delle dita: deve suonare "vuoto".

Uh, dimenticavo, la strepitosa ricetta viene da uno strepitoso libro, ovvero da QUI ;-P






mercoledì 23 ottobre 2013

risotto alle nocciole, rosmarino e pancetta affumicata.

Ho voglia di questo risotto da quasi un mese.
Forse da una delle prime piogge di settembre.
Da quando realizzo che l'estete è davvero finita e che posso accendere il forno per qualche ora di seguito senza sembrare una squilibrata perchè fuori fanno quaranta gradi.
Che poi guardando a ritroso nell'archivio di questo blog mi rendo conto che la fenomenologia della cucina in casa mia si manifesta puntuale ogni anno: io, che gli insaccati non è che li veneri nonostante sia marchigiana, anzi, fabrioparigina, arriva ottobre ed inizio a sfrigolare allegramente (oltre che metterla praticamente ovunque) pancetta&co.
E poi c'è la frutta secca.
Che mi fa impazzire.
Tutta.
Ed è perfetta.
Come sapore e come consistenza. Come essenza! ;)
E le nocciole poi, oltre all'uso più sublime che se ne può fare, ovvero associate al cioccolato ;), nella piccola mia mante vanigliosa, le nocciole (che adoro) vanno con il rosmarino (che adoro, ma che barba! ;)).
Quindi questo risotto di nocciole, rosmarino e pancetta affumicata non poteva che arrivare, prima o poi, sulla nostra tavola. Ed eccolo a fare capolino con tutta la sua aria di autunno!



risotto alle nocciole, rosmarino e pancetta affumicata
ingredienti (per 4 persone)
1 cipolla bionda
olio extravergine d'oliva
60 g di pancetta tesa affumicata
250 g di riso per risotti (io ho usato vialone nano)
1 bicchiere scarso di vino bianco secco
1 litro circa di brodo leggero*
* 3 + 1 + 1 rametti di rosmarino
burro sale e pepe
100 g di nocciole sgusciate e tritate molto grossolanamente

Preparare un *brodo leggero aggiungendovi anche tre rametti di rosmarino (da togliere poi al momento dell'uso).
Tritare la cipolla insieme agli aghi di un rametto di rosmarino e farla imbiondire a fiamma dolce con poco olio d'oliva in un'ampia padella o tegame.
Aggiungere la pancetta tagliata a cubetti (lasciandone da parte una cucchiaiata abbondante da far rosolare a parte e aggiungere alla fine) e far rosolare pochi minuti, mescolando continuamente.
Versare il riso in modo che sia ben a contatto con il fondo della pentola e lasciar tostare un minuto, mescolando se occorre.
Aggiungere il vino e lasciar sfumare, poi proseguire la cottura del risotto aggiungendo di tanto in tanto mestoli di brodo.
Assaggiare e aggiustare di sale.
Nel frattempo rosolare i restanti cubetti di pancetta in una padella antiaderente e tenere da parte.
Quando il riso è al dente spegnere e aggiungere una noce di burro e quasi tutte le nocciole tritate.
Mescolare e lasciar riposare nella pentola coperta (l'ottimo sarebbe con un canovaccio pulito per evitare la formazione di condensa e che l'acqua ricada nel risotto).
Servire caldo, aggiungendo la restante pancetta, gli aghi dell'ultimo rametto di rosmarino tagliati finemente, pepe macinato al momento e la granella di nocciola rimasta.

Buon appetito!

lunedì 21 ottobre 2013

Quinoa Pudding with Maple Syrup

E poi arriva un momento d'autunno in cui inizio a congelare.
Anche se è il mio mese preferito.
Anche se il sole ancora sembra riuscire a mantenere tiepidi gli alberi, le foglie, le panchine ed i vialetti nei giardini pubblici.
Anche se fuori è tutto dorato, e l'aria umida è profumata, e la voglia di starsene col muso all'aperto sembra non volersene andare, io comincio a sentire freddo.
E' così tutti gli anni, nulla di preoccupante insomma.

Da ottobre a maggio, non c'è verso, alla Vaniglia si gelano le mani (perfetto per impastare le frolle, direte voi! ;)), e puntualmente, (in)spiegabilmente qui sul blog compaiono quelli che in gergo vengono definiti cibi confortevoli, ovvero quelli che riscaldano, rinfrancano, accarezzano l'anima e coccolano il corpo: un biscotto, una pagnotta di pane profumato, una tazza di cioccolata calda, una tisana speciale e una coppetta di risolatte...
Insomma, in questi giorni, se la coperta di Linus fosse un cibo sarebbe questo che vi sto postando oggi, ovvero un pudding alla quinoa, ovvero, in sostanza, un "risolatte" fatto con la quinoa.
Io l'ho buttato su con il latte di mucca (e l'idea mi frulla in testa da quel giorno delle tortine alla quinoa ;)), ma credo che un risultato simile (magari meno cremoso, ma nemmeno tanto), per i vegani o per chi è intollerante al latte vaccino, si possa ottenere con quello di riso (io in questo caso non metterei proprio lo zucchero), o quello di avena (questa soluzione non adatta alla versione gluten free), o quello che preferite voi.
L'acero e le sue foglie che in autunno diventano dorate era d'obbligo, in questa comfort-preparazione, e quindi sciroppo d'acero per servire, signori!
La ricetta è semplicissima, a seguire.

Dolce di latte e quinoa con sciroppo d'acero.
ingredienti - per due tazze
100 g di quinoa
300 ml di latte fresco intero
i semini estratti da una stecca di vaniglia
2 cucchiai di zucchero di canna in cristalli
sciroppo d'acero per servire

Lavare molto bene la quinoa e porla sul fuoco insieme al latte, lo zucchero e la vaniglia in una casseruola ampia e dal fondo spesso.
Lasciar cuocere per 20-30 minuti o finché la quinoa non sarà diventata morbida ed avrà assorbito tutto il latte.
Servire calda con un plaid e un filo di sciroppo d'acero! ;-P

Buon lunedì, buon autunno a tutti!



sabato 19 ottobre 2013

crostini con ricotta, fichi neri, miele, limone, vaniglia e pinoli

Arrivo lunga, quest'anno, con i fichi.
E' che ci metto sempre un po' a metabolizzarli. A capire che "ci sono".
Li aspetto un anno intero e poi, quando arrivano, sento che sono così "di passaggio", così delicati ed effimeri, da farmi prendere dalla fretta di cucinarli il prima possibile, e al tempo stesso non sapere bene come prepararli.
In realtà il loro sapore è così assoluto e puro che vorrei sempre "manometterli" il meno possibile, e questa versione, super classica con la ricotta, la vaniglia (c'è forse qualcosa di più buono dei fichi con la vaniglia? ;)), il limone ed il miele è qualcosa di indescrivibilmente buono, con i sapori che si legano e si distinguono allo stesso tempo alla perfezione. Uno ad uno.

La ricetta è una di quelle non pesate al grammo, di quelle che basta leggere il titolo per poterla rifare, di quelle che piacciono a me insomma.

Non me ne vogliate, in questo sabato di questo ottobre più duro del solito, e in cui affettare una baguette, tagliare un fico e mescolare distrattamente miele e succo di limone, può essere una cura, muovendosi lentamente e in silenzio.

Crostini di fichi neri con ricotta, miele, limone vaniglia e pinoli
ingredienti
2-3 fichi neri dolci e maturi
qualche fetta di pane
100 gr circa di ricotta fresca di mucca
2 cucchiai abbondanti di miele di acacia o millefiori
i semini estratti da mezzo baccello di vaniglia
pinoli tostati qb
succo di mezzo limone

Mescolare il miele (se si tratta di un miele solido lasciar intiepidire leggermente in un pentolino a fiamma bassa per renderlo liquido) con il succo di limone e con i semini di vaniglia.
Tostare leggermente qualche fetta di pane, spalmarla con la ricotta, poi irrorarla un poco con il sughetto di miele e limone, aggiungere qualche pinolo e distribuirvi i fichi tagliati a fette.
In ultimo ancora un po' del composto a base di miele e qualche altro pinolo.

Aspetto di sentire cosa ne pensate (se avete ancora qualche fico a disposizione ;)).



mercoledì 16 ottobre 2013

Panini all'Olio Extravergine d'Oliva, parmigiano, basilico e pinoli per il WBD 2013


Si sa ormai da tempo che Vaniglia difficilmente partecipa a contest o raccolte di ricette. Non per snobismo ma più che altro per una sorta di allergia a "calendari esterni", date, obblighi di apposizione di link e banner, etc, e difficoltà oggettive di "arrivare in tempo"...
E poi, anche questo ormai si sa, Vaniglia cucina un po' secondo il suo umore, quando può (un po' come vestirsi la mattina), o secondo quello che le suggerisce la dispensa all'improvviso, o seguendo una fascinazione subita al mercato la mattina del sabato...

Insomma. Difficili i contest, per la sottoscritta.
Però il World Bread Day, ovvero la giornata in cui, dal 2006, centinaia di blogger puntualmente, ed ogni anno, sfornano un pane per questo giorno speciale, a me è sempre piaciuto un sacco.
I primi anni del (mio) blog lo guardavo in rispettoso silenzio, leggevo le ricette che venivano proposte, e mi piaceva comunque tanto anche così.
Poi l'anno scorso ho partecipato con una brioche dolce al cacao (che ora che ci penso mi toccherà proprio rifare al più presto.... infondo il freddino è arrivato, no? E cmq cacchio, io mi dimentico le mie stesse ricette, come si fa!? ;)), e quest'anno, d'obbligo, una pane salato, a base di Olio Extravergine d'Oliva, basilico, pinoli e Parmigiano Reggiano (viva l'Italia! ;)).

World Bread Day 2013 - 8th edition! Bake loaf of bread on October 16 and blog about it!La ricetta è semplicissima, e recita così:


pane soffice all’Olio Extravergine d’Oliva, Basilico Parmigiano Reggiano e pinoli
ingredienti (per circa 10 panini)
500 g farina 0
150 g pasta madre (o 15 g di lievito di birra)
250 g acqua appena tiepida
25 g Olio Extravergine d’Oliva
2 cucchiai abbondanti di miele di castagno
50-60 g Parmigiano Reggiano grattugiato
un paio di manciate (abbondanti) di basilico lavato e tagliato a striscioline sottili
una manciata di pinoli tostati
sale 1 pizzico

Sciogliere il lievito madre nell'acqua tiepida ed aggiungere impastandola farina e l'olio d'oliva.
Mettere a lievitare finchè non raddoppia di volume (8 ore circa per la pasta madre, con il lievito di birra ne bastano una-due).
Trascorso questo tempo aggiungere il miele, il Parmigiano, il basilico e il sale, e reimpastare il tutto. Poi, aiutandosi con poca farina, dividere l'impasto in 10 pezzi uguali.
Formare con ciascun pezzo di impasto un cilindretto lungo quanto basta per essere annodato, e formare con i 10 pezzi di pasta tanti “nodini” da lasciar lievitare al riparo già disposte su una teglia ricoperta di carta da forno. Per altre 3 ore circa, o finché l'impasto non è raddoppiato nel caso della pasta madre, e per un'oretta o finché il volume non è raddoppiato nel caso si utilizzi il lievito di birra.
Cuocere a 200°C per 25-30’, finché non sono ben dorati.




lunedì 14 ottobre 2013

torta integrale di farro, nocciole e giuggiole

Così ruvida, così rustica, così dolce...

Confesso.
Io non amo il dolce.

No, anzi, io amo i dolci ma non amo lo zucchero.
Non mi piace quando supera quella linea sottile oltre la quale inibisce la percezione dei sapori del resto degli ingredienti.
Fino ad un secondo prima li esaltava, era quella nota di sottofondo che pareva legare tutto, e poi, 10 o 20 grammi oltre, e copre tutto, mangia tutto, resta in bocca in quel modo persistente che poi è quello che ti fa avere "voglia di dolce" a prescindere, a volte, dopo un pasto, o in un momento qualsiasi della giornata.
Ecco, a me non piace il "dolce a prescindere". A me piace il dolce che ha i suoi sapori. La frutta. La frutta secca, le farine integrali, un vino liquoroso, il caffè, e lo zucchero sì, ma da bravo moderatore, che dà la parola a tutti e fa sì che nulla prevalga sul resto, salvo quando serve... ;-)

L'autunno mi mette in pace con questo zucchero buono, moderato e moderatore, che d'estate è così facilmente sostituibile dalla frutta, e che ai primi freddi fa capolino in casa, accompagnato da qualcosa di ruvido, di rustico, di caldo nei colori e nei sapori, di un dolce bello e buono.

Ecco la prima torta autunnale dell'anno è quindi questa, a base di farina di farro, di nocciole tritate finemente e di giuggiole, che sono, ormai è ufficiale, la mia "frutta preferita da impasto".
La ricordate, no, la mia fissa per gli impasti soffici versus i pezzi di frutta al loro interno (cosa peraltro solo parzialmente risolta con l'utilizzo delle amate prugne)?
Bene, dissidio risolto, perchè le giuggiole (nella loro versione non troppo matura) sono il frutto croccante e perfetto da mescolare ad un impasto morbido (e non troppo umido, come questo a seguire al farro e nocciole).

Allora fate così. Preparateli, questi dolcetti autunnali, in versione torta o mini-cake, e poi incartateli ben bene e portateli con voi per una merenda nel bosco, in mezzo alle foglie marroni e alle bacche rosse. E pensatemi. :)

Buon lunedì!


torta integrale di farro, nocciole e giuggiole
ingredienti
80 g di burro
100 g di zucchero di canna in cristalli
120 g di farina integrale di farro
300 g circa di giuggiole (se 250 non succede nulla ;))
1 cucchiaino abbondante di lievito
100 g di nocciole sgusciate e tritate finemente
2 uova
un pizzico di sale
per la tortiera: 1 noce di burro + zucchero di canna

Lavorare il burro morbido con lo zucchero, aggiungere la farina di nocciole, e poi le uova, incorporandole una ad una mescolando.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e il sale.
Versare questo composto nella tortiera (diametro 22-24 cm) imburrata e cosparsa con lo zucchero di canna. Aggiungere, premendo un po’, le giuggiole tagliate in quarti (o a metà, a seconda della grandezza di queste...).
Infornare a 180° per circa 30-45minuti.


mercoledì 9 ottobre 2013

Le 'Pallotte cacio e Ovo' della mia amica Laura

Allora, questo è un post che dovrebbe stare nel giorno di lunedì, perchè è proprio uno di quelli del "lunedì delle amiche", anzi, è addirittura il sequel dell'ultimo post a tema, dato che le meravigliose polpette cacio e ovo che vedete qua sotto, non le ho mica cucinate io, ma la mia amica Laura.
Sì, Laura del Gamberorusso, la conoscete tutti, anche se nel post che vi dicevo non si è vista mica tantissimo tra le immagini... Perchè? Perchè la maggior parte delle foto che avete visto lì le ha scattate proprio lei!
Ora, diciamolo subito, io amo proprio il suo modo di fotografare (cosa che si deduce dal numero di suoi scatti da me medesima messi, appunto, nel post citato), così sensibile ed accurato, e la sua grazia nel porsi dietro alla macchina fotografica, delicatezza ecco, e la sua passione, sempre schermita da enorme modestia. A volte anche troppa. ;)
Insomma Laura è brava, brava, brava, e cucina bene, bene, bene!
Queste pallotte cacio e pepe appunto, le ha preparate proprio lei per quella bellissima domenica in cui io e le mie amiche blogger siamo state generosamente accolte a casa sua in campagna, e in cui tutte avevano portato qualcosa di buono da mangiare (tranne l'asina calzata e vestita che è la sottoscritta, che sì, aveva portato una cinquantina di biscotti ma che andavano fotografati e poi tenuti da parte fino alla posproduzione finita, sisamai, e dei quali abbiamo assaggiato un solo esemplare a testa, per motivi professionali ;-P).


Insomma tutti stavamo mangiando le prelibatezze portate dalle amiche blogger e cucinate dalla padrona di casa, quando l'asina calzata e vestita di cui sopra, nel bel mezzo del pranzo (vabè dai più verso la fine ;)), dopo aver mangiato, conversato, bevuto, presa da uno dei suoi soliti raptus (so che conoscete i sintomi: sguardo fisso sul piatto, pensiero altrove, polpastrelli che prudono, occhi che cercano la macchina fotografica) si è alzata portandosi via il vassoio delle pallotte e si è un attimo ritirata in cucina a fargli du'fotine...

Si tratta di polpette al formaggio tipiche della tradizione abruzzese, e, come racconta Laura, tipiche del modo abruzzese.
Si possono servire sia accompagnate da un sughetto (cosa che Laura consiglia nel caso si debbano cucinare un po' in anticipo), oppure fritte e consumate all'istante: irresistibili.
Per la versione al sugo vi mando dritti dritti al post della padrona di casa, mentre per la versione fritte ecco la foto rubata... e la ricetta! ;-)


Pallotte Cacio e Ovo (ricetta del Gamberorusso)

Ingredienti (per 4 persone): 
300 gr di formaggio rigatino*
300gr di mollica di pane raffermo
4 uova intere più un po’ di latte (qb)
una manciata di prezzemolo tritato
2 spicchi d’aglio tritati
sale qb
½ l di olio di arachide per friggere.

*si tratta di un formaggio di pecora bianco e semistagionato che ha un sapore delicatissimo

Procedimento: in una ciotola capiente versare la mollica di pane, il formaggio grattugiato, sale prezzemolo e le uova (una alla volta per verificare di volta in volta la consistenza dell’impasto, solo in questo modo è possibile decidere di ridurne il quantitativo, se superfluo); lavorare il tutto con le mani e raggiunta la consistenza ideale, preparare le polpette della grandezza desiderata.  Attendere che l’olio raggiunga la temperatura di 180° C è possibile cominciare a friggerle; le polpette saranno cotte non appena dorate i superficie. 



Grazie Laura sei preziosa. 

Baci.  A prestissimo ;)



PS. IMPORTANTE - AVVISO AI NAVIGANTI

se non ci siete già passati, o non vi siete accorti, da sabato scorso e fino a domani, ore 23,59, è in corso su questo blog un giveaway per cui sono in palio due copie del mio libro (giuro non mi abituerò mai a dirlo!).

Ora, un paio di cose prima dello scadere dei tempi:

  1. Siete meravigliosi, non posso commentare in risposta ai vostri sennò mi si sfasa tutto il meccanismo di estrazione (sai le risate se vince il mio commento? ;-)), quindi devo astenermi ma voglio dirvi: ogni vostro commento all'ultimo post è stata per me come una carezza. Mi sono in alcuni casi anche un po' commossa. E che dire delle persone che mi hanno detto, o scritto qui via mail e su instagram io non partecipo voglio comprarlo? Veramente siete stupendi (e cmq partecipate e magari la copia che volete comprare la regalate ad un'amica per natale! ;)).
  2. Non siate timidi! Partecipate numerosi!!!! In questo momento i commenti so' 92. NO, DICO, FATEME 'STO REGALO, Vogliamo arriva' a 100? Convincete vostro fratello a commentare, create un account-civetta a vostra nonna (io non ne voglio sape' nulla ;)), fate quello che volete, ma superiamo lo sbarramento! ;))

lunedì 7 ottobre 2013

burro, zucchero, biscotti, compleanni. e un giveaway.

Uhhh, ce l'abbiamo fatta a compiere 5 anni!
L'ultimo di questi è stato poi tanto intenso che ancora non riesco ad orientarmi.
Ed è passato così in fretta!
Quindi eccoci di nuovo nel mese meraviglioso in cui mi riconosco sempre tanto.
I primi freddi, le prime foglie accartocciate, i primi calzettoni e i primi maglioni.
La malinconia nel mettere i vestiti dell'estate via, la voglia ancora di girare per casa in calzoncini corti, di starsene all'aria aperta, e nel contempo la necessità di aggiungere una coperta in più.
Gatò che improvvisamente vuole stare sempre acciambellato in braccio, sul divano, tra me e il pc, anzi a volte direttamente sul pc, e il cesto dei gomitoli che mi guarda e mi invita.
Solo che quest'anno le lane dovranno aspettare ancora un po'.
Quest'anno siamo tutti un po' presi a chiudere (e aprire ;)) qualche cantiere.
Quindi il compleanno lo festeggiamo sì con un giveaway, come l'anno scorso, e anche come l'anno scorso il premio sarà qualcosa di fatto con le mie manine, ma molto meno "lanoso" del solito.
Diciamo più "cartaceo"! ;-)
Sissì, avete capito bene, in "palio" (mamma che paroloni) per il giveaway per il quinto compleanno di Vaniglia quest'anno abbiamo un libro in carne ed ossa, cioè in carta ed inchiostro.
Ancora non so dirvi benissimo quando uscirà (e quindi quando arriverà a casa al vincitore, anzi, ai vincitori perchè le copie in palio sono due!), diciamo a breve, molto a breve, siamo in chiusura e presto ne saprete un po' di più.

Quindi, così, a scatola chiusa, vi propongo di (se volete partecipare):

  1. lasciare entro entro giovedì prossimo, 10 ottobre, ore 23,59, un commento provvisto anche di vostro indirizzo mail a questo post (mi raccomando UN SOLO COMMENTO sennò è un casino con il meccanismo di estrazione - se dovete aggiungere qualcosa che vi siete dimenticati scrivete al mio indirizzo mail vanigliacooking@gmail.com o commentate su altri post)
  2. aspettare il giorno dell'estrazione delle due copie, che avverrà tramite random.org, e sarà comunicata entro sabato prossimo, 12 ottobre 2013.
  3. aspettare l'uscita del libro, e poi, finalmente, che quest'ultimo vi arrivi a casa (ripeto, non garantisco ancora nulla sulle tempistiche, siete buoni, magari mi faccio perdonare autografandolo (mamma mia ma che parole uso oggiiii????)? ;))
E' tutto chiaro?
Vi piace l'idea?
Se sì, al via i commenti!



Nell'attesa, e tanto per entrare nel mood del libro, vi lascio una ricettina molto a tema, che adesso che le temperature si sono abbassate sarà un piacere cucinare (e mangiare!!!!).
Si tratta di biscotti molto delicati al burro, perfetti per il momento del tè, e decorati con poco cioccolato bianco in superficie.

biscotti al cioccolato bianco per il tè
ingredienti
125 g di burro freddo a fiocchetti
125 g di zucchero semolato
1 tuorlo
340 g di farina 00
50 g di cioccolato bianco per decorare

In una ciotola, lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere il tuorlo, mescolare, poi la farina ed impastare fino a formare una palla omogenea e un po' schiacciata.
Rivestire di pellicola per alimenti e far riposare in frigo almeno mezz'ora.
Trascorso questo tempo, stendere l'impasto a 3 mm con il mattarello, ponendolo tra due fogli di carta da forno, poi ritagliarlo nella forma preferita.
Cuocere nel forno già preriscaldato a 180°C per 6-8 minuti o fino a leggera doratura (monitorare continuamente la cottura).
Sfornare e lasciar raffreddare completamente su una gratella.
A questo punto realizzare un "cornetto" con il beccuccio molto stretto con la carta da forno, fondere il cioccolato a bagnomaria e con l'ausilio del cornetto usarlo per decorare i biscotti, disegnando delle strisce su questi ultimi. Lasciar freddare di nuovo. Gustare!







giovedì 3 ottobre 2013

I'm a country girl ;-)

Quando sono un po' emozionata io in genere chiacchiero (ma che straaanooo ;-))
Allora oggi facciamo che si chiacchiera...
Niente ricetta, anzi, meglio, una vagonata di ricette, tutte raccolte in un articolo.
Ora vi racconto con calma, perchè quella di stamane è per me una notiziona.
Dieci pagine.
Dieci pagine su una rivista che amo molto e che in un certo qual modo rappresenta molto bene il mio animo doppio, triplo, quadruplo di architetto, paesaggista, fotografa, foodie.
Si tratta di Abitare Country, molti di voi la conosceranno sicuramente, che ha dedicato nel numero di novembre e dicembre, un servizio di dieci pagine a Vanigliacooking!!!

Io come al solito, prima di vederlo ben stampato nero su bianco, no anzi colorato su bianco, profumato su bianco, morbido su bianco (perchè davvero alcune immagini mi sembravano così... così vere!), non mi sono resa benissimo conto.
Poi, una volta in edicola, vista una foto delle mie nelle anteprime che si trovano in copertina, e poi una nell'indice, e poi dentro, da pagina 98, un'intera sfilza di miei scatti, enormi (anche troppo per i miei venerandi occhietti abituati alla visione web e non ad una rivista patinata), di scritti miei e su di me... Insomma momenti mi passa davanti tutta la mia vita degli ultimi anni! ;)
Nel numero di novembre-dicembre troverete infatti ben nove ricette tratte dal blog e anche un piccolo box sul libro in arrivo!
Le immagini che vedete qui sono una piccola anteprima dell'intero articolo... Chi di voi lo leggerà mi farà sapere cosa ne pensa? Io l'ho trovato bellissimo e molto "vicino" a me...



La cosa più bella è che in questo numero mi sono trovata insieme ad un'amica, Sara, che si occupa di creazioni di gioielli ed elementi per la decorazione in filo di cotone e pietre (trovate maggiori info nel suo bellissimo e romanticissimo blog Perle di Cotone), e con cui mi conosco ormai da anni, dall'apertura del blog si può dire, e che stimo e ammiro fin da allora.

Insomma sì, io e lei siamo proprio due country girls! ;-P

Un sentito grazie ad Antonella, all'attenzione e alla sensibilità con cui ha curato gli articoli e con cui ha colto, secondo me lo spirito di entrambi i blog o forse, meglio, di entrambe le blogger!

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