mercoledì 27 febbraio 2013

cake al cioccolato al latte e fior di sale

Ci sono strane serate, a metà settimana, in cui rientri tardi e stanca e non hai neanche un po' voglia di metterti a cucinare.
E allora cominci a rovistare nella dispensa in cerca di un'ispirazione, e invece di trovare l'ingrediente illuminante per la cena trovi due etti di cioccolato al latte finissimo, come dicono quelli che ci capiscono ;-).
Si tratta di quello che è rimasto della cioccolata che avevi usato per farcire una torta di compleanno speciale, e che da allora in realtà non ha più trovato una esatta collocazione culinaria nella tua testa.



Tra l'altro in realtà quei due etti avrebbero dovuto essere tre, e dopo un paio di domande al tuo Patou scopri che un etto sano se lo è pappato lui nel pomeriggio, lavorando.

Continui a non sapere cosa preparare per cena e intanto ne tagli un pezzetto e te lo mangi. E poi un altro pezzetto. Poi pensi "è freddo", e intanto ne mangi un terzo. Poi, in un momento di improvvisa lucidità , capisci che di quel passo tu e il tuo Patou diventerete due autentiche botti, e pensi che il cioccolato rimanente (siamo sui 170 grammi) deve essere subito trasformato in qualcosa. Così, su due piedi.

E allora ok, si fa un cake con il cioccolato al latte nell'impasto, magari anche con un pizzico di fleur de sel, che è da un secolo che pensate di fare un dolce che associ questi due sapori.
Un dolce semplice semplice, da gustare con un bel bicchierozzo di latte.
O la va o la spacca, pensi pure mentre osservi l'impasto finale crudo alla fine per i tuoi gusti un filino troppo denso, che però, nonostante le mie previsioni, è lievitato alla grande!!!.

Quindi l'è andata. ;-P
Si tratta di una ciambella da colazione, perfetta per l'inzuppo ma che pure per l'ora del tè, con un filino di crema di cacao e nocciole, giusto per una sua versione ton sur ton, ve lo consiglierei proprio senza pensiero.

La cena poi, quella, l'abbiamo un po' arrabattata. Modalità "Vaniglia-off". O "on-superspeed" ma dedicata a tutt'altro... ;-P

Cake con cioccolato al latte e fior di sale.
ingredienti
180 g di farina
3 uova
150 g di zucchero
150 g di burro
150 g di cioccolato al latte
1 cucchiaio di ccao amaro
1/2 cucchiaino di fleur de sel
1 bustina di lievito

Scaldare il forno a 180°C e imburrare uno stampo a ciambella da 24 o 28 cm di diametro.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e mescolare.
Sbattere insieme l’uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungere la farina manmano mescolando, poi il cioccolato con il burro fuso, poi il cacao.
Aggiungere infine il sale e il lievito, mescolando con cura, e versare il composto nello stampo.
Cuocere per 30 - 40 minuti nel forno già caldo.


lunedì 25 febbraio 2013

Vellutata con fagioli di Pigna, broccoli, pecorino romano e pinoli.

Ci sono delle volte in cui in un solo post di questo blog riescono a convergere molteplici mie vicissitudini mentali, domestiche, emotive, programmatiche, trasformative.
In sostanza delle volte la ricetta che arriva qui non è solo qualcosa di bello e buono visto su una rivista, per esempio, o di utile per svuotare il cibo, come spesso accade, o di "necessario" per una cena tra amici, di energetico per affrontare una nuova settimana, o di "coccoloso" per riparare ad una fatica.
La ricetta postata a volte è una specie di crocevia, un punto in cui arrivano insieme molte di queste cose, magari anche altre, e mentre la cucini ti senti stranamente pieno, e felice, perché un semplice piatto caldo diventa una specie di microcosmo, per te (cioè, per me... ;-P).
Nel caso di questa vellutata (che è anche una zuppa perché sì, infondo, son mica tutti frullati gli ingredienti! ;)) è stato un po' così.


Febbraio segna in qualche modo la fine dell'inverno, anche se le giornate fredde proseguono in genere abbondantemente fino a marzo. Con la testa siamo già alle primizie, anche se in realtà la scelta ortofrutticola non è che sia delle più ampie. Pensiamo alla primavera e siamo coi piedi nella neve. Ce ne stiamo chiusi in casa col mal di gola e diamo fondo alle scorte.
A me, per l'appunto, e come vi raccontavo anche l'anno scorso, in questo periodo dell'anno (vabè, sì, non solo in questo ;-P) piace usare la frutta secca in cucina, perché mi da l'idea di "fine stagione dei freddi", e di "pulizia della dispensa prima di rinnovarla a primavera", e piacciono le zuppe e le vellutate, che scaldano me medesima freddolosa e con la pressione sempre sotto ai piedi.


Insomma in questi giorni di neve e acciacchi e guardarsi intorno in cucina vagheggiando imminenti inizi di nuove stagioni, mi sono imbattuta in questa ricetta qui ed ho pensato che avrei potuto adattarla ai miei osannati fagioli bianchi di Pigna, di cui avevamo abbondantemente parlato anche qui, e che se da un lato vorrei veramente centellinarmeli, dall'altro avendo abbastanza chiaro il fatto che non sono eterni, uno o due pugnetti per volta, i miei piccoli amici pallidi, me li devo cucinare, anzi prima che arrivi il caldo vedo dovrò veramente far fuori tutto il sacchetto! ;)



La vellutata (o zuppa) di fagioli bianchi e broccoletti è stata per me una vera rivelazione, perché mi ha permesso di dare fondo alla scorta di legumi secchi (come da tradizione di cui sopra! ;-)) e al tempo stesso ha appagato la mia voglia di qualcosa di verde, e con l'aggiunta di pecorino romano e di pinoli tostati anche di saporoso!
Insomma per le serate di fine febbraio in cui sognamo verdi prati marzolini, ma abbiamo al tempo stesso ancora bisogno di una coperta aggiuntiva, ecco, a mio parere è proprio perfetta!!!

Buona ultima settimana di febbraio, signori! ;)


VELLUTATA DI FAGIOLI BIANCHI EBROCCOLETTI, PINOLI, PECORINO ROMANO.
ingredienti (x 4)

150 g di fagioli bianchi di Pigna*
250/300 g di broccoletti
1 litro circa di brodo vegetale
80 g di pecorino romano a scaglie**
1 pugno di pinoli tostati
olio e sale qb
1 spicchio di aglio

Il giorno prima mettere a bagno ifagioli per circa 24 ore.
Il giorno successivo lessare i fagiolicon poco sale, scolarli e metterli da parte.
Ridurre i broccoletti a cimette piccolee il gambo, una volta pulito delle parti dure, a dadini piccoli, poicuocerli per qualche minuto in acqua bollente, poi scolarli emetterli da parte.
In un’ampia casseruola far imbiondirelo spiccio d’aglio poi far insaporire qualche minuto i fagioli. Aquel punto togliere l'aglio e versare il brodo e i broccoletti (tenendo un mestolo dicimette da parte).
Cuocere il tutto ancora 10-15’, poifrullare.
Servire caldo con l’aggiunta dellecimette croccanti, dei pinoli e del pecorino romano.


*si possono sostituire con i cannellini
** si può sostituire con il parmigiano




venerdì 22 febbraio 2013

filetto di maiale arrosto con sesamo e patate

Allora facciamo che io in questa settimana sarò brava fino in fondo.
Lunedì un dolce, poi un primo salvacena a metà settimana, e adesso un piattino di carne che ammicca al week-end...
Anzi, si tratta proprio di un secondo di carne domenicale, esattamente come cucinato da mia mamma.
Non avrebbe dovuto essere nemmeno fotografato, questo filetto di maiale, né postato, ma quando ti trovi davanti un arrosto così buono non puoi che armare in fretta e furia il tuo obiettivo preferito e scattare alla bell'e meglio, senza incasinare troppo il regolare ordine del pranzo domenicale in famiglia, e non tenere in ostaggio tutti i parenti nel frattempo.... Nonostante tutto questa foto "rubata", per nulla pensata, scattata tre i fumi della cucina della domenica, col via-vai dei piatti, il vociare dei familiari, e il dolce preparato all'ultimo minuto ma sempre perfetto di mia mamma, mi piace, mi fa pensare alle domeniche mattina passate in cucina, al caldo dell cucina anche in inverno, alla mia famiglia...
Mia mamma quindi non prepara solo dolci perfetti, ma interi pranzetti, e gli arrosti, gli arrosti che se solo me ne segnassi uno su dieci, sarei a cavallo con l'intero settore carne del blog!
Quindi ho deciso, quando si presenta l'occasione, foto rubata o meno, traffico in cucina o calma, qualche arrosto di mamma devo (perchè di dovere si tratta! ;)) trasferirvelo!


In questo caso, come dicevo, si tratta di un filetto di maiale che mia mamma ha deciso "lì per lì" di cuocere con il sesamo, e che noi "famigli", sempre "lì per lì", ci siamo mangiati a quattro ganasce.
Uno di quei piatti che vorresti aver cucinato tu.
E infatti la ricetta me la sono segnata al volo, per rifarlo io, e magari anche voi!
Buon finesettimana a tutti, e che le nostre menti siano illuminate! ;-)



 
Filetto di maiale arrosto con sesamo e patate
ingredienti
700-800 g di filetti di maiale
olio q.b. e burro q.b. (facoltativo)
una manciata abbondante di sesamo + un cucchiaio o due
farina q.b.
500 g di patate
mezzo bicchiere di vino bianco
sale

Infarinare bene il filetto di maiale.
In una pentola riscaldare un filo d'olio (apiacere anche un po' di burro), poi aggiungere il filetto e far rosolarea fuoco vivace per una decina di minuti, girandolo su se stesso in modo che tutto intorno si formi una leggera crosticina.
Salare leggermente, aggiungere una manciata disesamo, e poi ½ bicchiere di vino bianco e far sfumare per 2-3'.
Trasferire il filetto di maiale in una pirofila, con tutto il sughetto, cospargere con il restante sesamo (uno o due cucchiai)e mettere il tutto in forno a 200°C per una decina di minuti.
A questo punto aggiungere le patate sbucciate a tagliate a tocchetti, e un filod'olio in caso sia asciutto, procedere con la cottura per altri 25-30' girandolo a metà cottura.
Salare le patate solo alla fine, e lasciar intiepidire prima di tegliere a fette.


mercoledì 20 febbraio 2013

il risotto istantaneo di metà settimana: spinacino burro e parmigiano!

Questa è la ricetta lampo per il mercoledì sera. Anche se io l'ho preparata di domenica in un'operazione di salvataggio-spinaci... (ma tutte cose veloci 'sti giorni? Dovro forse farmi qualche domanda esistenziale? ;-)).

Si tratta di una di quelle ricette fatte dal nulla, e fotografate in tempi record per non costringere Monsieur Patou a decidere tra "mangio con te ma freddo" e "mangio caldo mentre te stai sul trespolo cercando di scattare"...
Ovviamente poi quando vai di fretta ci metti ancora più tempo e lasci sempre qualcosa!
In questo caso (in foto) la preziosissima e buonissima stracciatella, che insieme allo spinacino e ad una manciata di pinoli tostati (più il riso, off course! ;) costituiscono gli unici ingredienti di questo piatto!



Però dato che mia mamma dice che la stracciatella (il formaggio fresco, intendo) è sprecata per il risotto, per non parlare poi della pasta (nella quale mi sono dilettata a usarla per il DH Challenge, quest'estate, ricordate??? ;-)), e Patou dice che con lo spinacino e basta è ancora più buono, il risotto (lui che ha fatto il doppio assaggio), in effetti anche togliendo il formaggio e i pinoli, non si fa mica un gran danno.
Cosa che pare quasi assurda, a leggerla così su due piedi, perchè 'sto risotto qua è fatto veramente di niente, non c'è nemmeno il soffritto!!!
Insomma avete presente gli spinaci burro e parmigiano, quelli scaraventati in padella e meravigliosamente burrosi e filanti?
Beh, sono loro, però col risotto dentro! ;)
Senza trucco nè inganno!
Vabè, io avevo in dispensa giusto quel pugnetto di pinoli in più, da tostare e da aggiungere a fine cottura, e quel paio di cucchiaiate di stracciatella fresca e carica di latte (che ad essere opulenti potete anche sostituire con pezzetti di mozzarella di bufala, o di burrata!) e che a fine cottura, una volta spenti i fornelli, ci stavano così bene!!!
Però, ripeto, se avete solo gli spinaci (anzi meglio spinacini!), un po' di burro e del parmigiano (o pecorino romano ;-)), non disperate, bastano e avanzano, ci aggiungiamo il riso e da un contorno tiriamo fuori un primo piatto coi fiocchi! ;)

risotto spinaci burro e parmigiano
ingredienti
500 g di spinacino fresco
300 g di riso carnaroli o vialone nano
80-100 g di formaggio cremoso (facoltativo)
1 litro di brodo vegetale
1 bicchiere scarso di vino bianco
un pugno di pinoli tostati (facoltativo)
una manciata di parmigiano, abbondante
sale,
burro q.b.

Lavare e tagliare grossolanamente a pezzi lo spinacino, poi saltarlo velocemente con una noce di burro in un’ampia padella a fondo spesso.
Aggiungere il parmigiano e mantecare mescolando con un cucchiaio di legno.
Creare uno spazio al centro della padella allontanando verso i bordi gli spinaci, poi versare il riso al centro e mescolare un minuto o due, finchè i chicchi di riso non sono tostati.
A questo punto aggiungere il vino bianco e lasciar sfumare.
Abbassare il fuoco e procedere alla cottura del risotto aggiungendo il brodo a mestoli, e proseguendo per
quanto indicato sulla confezione del riso. Nel frattempo tostare velocemente i pinoli in un padellino antiaderente.
Una volta terminata la cottura, impiattare aggiungendo i pinoli, e, in ultimo, il formaggio cremoso.
Servire caldo.


lunedì 18 febbraio 2013

cake al caffè espresso per il lunedì mattina...


Eccoci qua!
Dopo una settimana di haute cuisine (per lo meno per come la intendo io ;)), ritorniamo per un po' alle atmosfere soffici e tendenzialmente coccolose del monday morning in casa Vaniglia...
Non so voi, ma io per il lunedì mattina ho proprio bisogno di una ricetta che sia da un lato incoraggiante per affrontare la settimana alle porte, e dall'altro ancora un po' evocativa della casa, del silenzio, dell'odore del caffè appena fatto, della lentezza e della concentrazione...



Allora per oggi ho deciso di postare un cake dolce che fa mia mamma, e che viene a sua volta dalla favolosa cucina di zia Milla, della quale avete avuto modo di assaggiare varie prelibatezze, come la Torta tipo Barozzi, o la spettacolare torta con pere cioccolato, amaretti e Moscato(ora che ci penso sempre riguardanti ingredienti principeschi come il caffè e il cioccolato!) che sono tra le torte più buone e chic del blog! ;-)
Questa in particolare è soffice e buona e di quelle pret à porter per la colazione e la merenda (il rhum non si sente a livello di sapore, ma aiuta la lievitazione, soprattutto in questi dolci compatti, dice mamma, che mi ha fatto anche notare che dalle nostre parti si usa mettere nel ciambellone per i bambini un pochino di mistrà), ma anche perfetta se vestita "da sera" con una ganache al cioccolato o al caffè, o con un frosting al cacao, con qualche scaglietta di cioccolato o chicco di caffè rivestito di cioccolato sopra... ;)

ingredienti
200 g di farina
200 g di farina integrale
200 g di zucchero
1 tazzina di caffè ristretto
1 tazzina (scarsa) di rhum
1 cucchiaio di caffè solubile
1 cucchiaio di cioccolato fondente a scaglie
120 g di burro morbido
3 uova
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale per montare le chiare (facoltativo)

In una ciotola unire le due farine con il lievito e il caffè solubile e mescolare.
Separare i tuorli dagli albumi.
In un'altra ciotola lavorare il burro a crema con lo zucchero, poi aggiungere i tuorli continuando a mescolare.
Nella ciotola delle farine aggiungere il caffè, il rhum e mescolare (rimane ancora piuttosto secco).
Aggiungere il composto di uova e zucchero e in ultimo gli albumi montati a neve.
Versate il tutto in uno stampo da cake lungo 30 cm rivestito di carta da forno.
In superficie le scagliette di cioccolato.
Infornare a 180-190°C per circa 45-50' (prova stecchino!).





venerdì 15 febbraio 2013

Curry d'agneau à l'indienne, façon La Coupole

Curry d'agnello all'indiana (ricetta del 1927)

Eccoci, siamo all'ultima ricettina della settimana!!!
Settimana intensa, in pratica mi sa che è la prima volta che posto cinque giorni su cinque, in quattro anni... Commento di Patou: "poracci, non ti reggeranno più!".
Quindi, oggi è venerdì, tenete duro ancora per un po', che poi sabato e domenica ci riposiamo!
Poi tutto sommato questa ricetta si può "reggere", anzi come dicevamo ieri, nel caso vi serva un buon piattino di carne per domenica, beh, questo potrebbe essere un'idea!
La foto tradisce forse un po' troppo un passato di studi geometrici ;-P, forse un po' a compensare il soggetto per niente facile...
Uhm. Agnello spezzettato, umidino e sugosetto, servito con riso bianco abbacinante e con mele a pezzetti che paiono proprio delle patatine fritte... Come non essere un po' pensierosi?
Così pensierosi che la sottoscritta, cromofobica quanto basta come dicevo a Barbara, il pomodoro a pezzetti poi ha deciso di non metterlo (ma è una cosa da nulla, nella ricetta qua sotto potete vederlo, e voi aggiungetelo tranquillamente!!)...
E comunque va bene, pensieroso da fotografare, ma estremamente spensierato da mangiare, nonostante sia un piatto a dir poco mitologico, in quel di Paris!
Sì, si tratta del famoso Curry d'agneau che servono dal 1927 (escusateseèpoco) al leggendario ristorante brasserie La Cupole à Montparnasse, la brasserie in cui sono passati Derain, Léger, Man Ray, Picasso, Simenon e Joséphine Baker, Breton, Henry Miller, Matisse e Joyce, Camus e Jean-Paul Sartre e che nel libro di Barreau di cui abbiamo parlato l'altroieri (e quest'estate) fa parte del "Menù d'amour di Aurélie",  canovaccio della nostra mini-maratona fotografica della scorsa settimana... :)
Ora, tanto per inciso, e per chiarire le cose, io in questo ristorante non ci sono mai stata di persona, ma in fondo a cosa serve quando hai una Barbara che cucina così bene, e una ricetta a prova di bomba, e soprattutto, testata scrupolosamente da noi due?????  ;-P



La ricetta in realtà non è compresa nel Menù d'amour di Aurélie, ma si trova comunque tra quelle infondo al libro perchè se ne parla all'interno, quindi io e Barbara, che non ci facciamo mancare nulla, abbiamo messo dentro pure questa!

Anzi, facciamo così, in coda a ciascun post dedicato al libro, comincio a mettere un elenchetto riassuntivo di tutte le ricette che lo compongono, con i relativi link, in modo che voi possiate comodamente scegliere quale cucinare... <3<3<3

Curry d'agneau à l'indienne, façon La Coupole (ricetta del 1927)

Ingredienti (per sei persone, ma io direi anche per otto!)
3,5 kg di coscia o spalla d'agnello (Barbara ne ha messo un chiletto, per 4)
500 g di riso Basmati
250 g di cipolle (il doppio, consiglia Aurélie, così il piatto sarà più saporito)
200 g di pomodori
50 g di burro
30 g di lamelle di cocco
20 g di farina
3 mele Golden Delicious (Aurélie ne usa 5, Barbara ne ha messa una e mezza))
1 banana (Aurélie ne usa 4, Barbara una! ;))
3 spicchi d'aglio
3 cucchiaini di curry in polvere (Aurélie consiglia di usare il curry indiano e comunque si raccomanda di assaggiare, perché non è detto che 3 cucchiaini bastino)
1 cucchiaino di paprika dolce
1/2 cucchiaio di sale grosso
50 cl di fondo di cottura o acqua
10 cl di olio di semi di girasole
50 g o un mazzetto di prezzemolo
1 bouquet garni
salsa al pimento, chutney di mango, relish e lamelle di cocco per servire (noi abbiamo soprasseduto... ;))

Preparazione:
Fate rosolare la carne nell'olio per circa 5 minuti, unite una mela e la banana sbucciate e tagliate a pezzetti e amalgamate, poi aggiungete l'aglio tritato e le cipolle a dadini, mescolate e lasciate insaporire per altri 5 minuti.
Amalgamate con cura il curry, la paprika e le lamelle di cocco, spolverizzate con la farina e coprite con il fondo di cottura o con l'acqua.
Aggiungete il sale e il bouquet garni e lasciate sobbollire per 60-90 minuti a fuoco basso, finché la carne sarà quasi pronta (in alternativa potete far cuocere in una casseruola nel forno preriscaldato a 180°C per 2-3 or, in questo modo la carne sarà più morbida).
Se preferite una salsa omogenea, passate il fondo di cottura, poi lasciate rosolare la carne per altri 30 minuti a fuoco basso. Accompagnate il curry d'agneau con riso cotto al vapore condito con pezzetti di mela saltati nel burro, pomodori a dadini e prezzemolo, e servite con coppette con salsa di pimento, chutney di mango, relish e lamelle di cocco.

giovedì 14 febbraio 2013

Dal menù d'amour di Aurélie: gateau au chocolat con parfait à l'orange

esercizio di fotografia + dolcetto al volo per cenetta romantica

Allora dal breve sondaggio di ieri fatto a voialtri, risulta oggi il giorno deputato al dolcetto, mentre domani avrete a disposizione un piattino di carne niente male e con ricetta franzo-chic di inizio secolo scorso (sì, quasi un secolo fa!), con buona pace delle mie preoccupazioni quaresimali e forte del fatto che sicuramente quella lì sì che è una cosa che non cucinate in quattroequattrootto perché l'avete letta la mattina qui e dopo una estenuante giornata di ufficio riuscite ad andare dal macellaio e poi a prepararla per la sera stessa.

Quella di oggi invece è una ricetta lampo e più che perfetta se vi viene improvvisamente voglia di festeggiare il giorno di San Valentino, fulcro in pratica della maratona di foto e successiva serie di post che io e la mia amica Barbara del blog Pane&Burro abbiamo dedicato questa settimana al libro di Nicolas Barreau e al menù d'amour ivi contenuto e raccontato.

Inoltre, tanto per aggiungere chiacchiere alle chiacchiere, le foto qua sotto mi permettono di fare due parole con voi sul tema food fotografia e anche un po' di autoanalisi psicofotografica (sì, io son quella psyco e fotografica, ricordate il test??? ;)), non tecnica, non aspettatevi rivelazioni tecniche che io tra l'altro non sono nemmeno tutta 'sta scienza. Diciamo piuttosto un po' di sana esternazione.
Si tratta infatti delle prime foto realizzate a casa di Barbara.
Di quelle che ancora non hai capito dove sei, quanta luce hai e soprattutto quanto spazio hai!
Quindi tu, che fotografi in genere appesa e protesa, e soprattutto in poco-poco-poco spazio, la prima cosa che fai è che minimo-minimo "gli vai subito addosso, al soggetto", non c'è verso, non ce la fai ad allontanarti manco un pelino.
Poi, astutamente, decidi, perchè pensi di avere esperienza, che sei in grado di farlo, il ragionamento, che puoi iniziare a scattare senza gelato, perchè poi si scioglie.


E ti sembra di procedere bene, e lo scatto qua sopra, di prova, ti garberebbe pure, se il vento (tra l'altro siberiano), ti graziasse dallo spostamento continuo del cucchiaino, mantenendolo almeno un attimo dentro alla foto...
A quel punto ti sembra di aver anche imbroccato l'inquadratura, al che, al grido dalla cucina di Barbara "porto il gelatoooo????" tu rispondi ganza "vai, vai!"


E da qui inizia il panico. Pensi che il freddo oltre a preservare la tua gioventù (un pochetto di meno la tua salute), ti manterrà il gelato non dico per i tuoi abituali 40 scatti "semi-uguali" (che comunque da Barbara causa condizioni favorevoli si ridurrebbe a 20), ma almeno per 5, 6, 8!!!
E invece no, quello si scioglie, l'assassino!
E allora Barbara che sta lì e ti assiste, tecnicamente e psicologicamente, ti chiede "cosa faccio, tolgo???". E tu "sì, e mi pulisci l'arancia?". Per fortuna che siete pazze alla stessa velocità e lei ti capisce al volo, mentre tu nel frattempo fai la pensata, e accrocchi il gelato che continua inesorabilmente a sciogliersi, nel cucchiaino, e pensi quasi quasi lo fotografo così.





Barbara approva.
Tu rilanci: ci vorrebbero le zestes!!!!!
Lei più veloce della luce è già tornata col rigalimoni.
Un secondo esatto dopo la scena che si propone è la seguente: il gelato si scioglie, non si capisce come mai perché è un freddo boia, e tu e Barbara tutte infagottate che cercate di sistemare la scorza d'arancia....
Viste "da fuori" (però in sostanza chi può stare più "fuori" di quelle due?), tutte con quei movimenti piccoli e veloci, vestite di 50 sfumature di grigio e con in mano props delle restanti 50, sembrate un film muto di Chaplin!!!!







Tutto questo per dire che alla fine, freddo, e ancora poco orientamento ambientale alprimo scatto, oltre all'imminente liquefazione del parfait, io una foto vera e propria per la ricetta di oggi non ce l'ho. Una serie di scatti sì, però, che mi fanno da "diario delle avventure delle piccole food fotografe", e che mi fanno ricordare questa esperienza bellissima, e che mi aiutano a riflettere sul mio modo di vivere lo spazio fotografico...

A questo punto, voi, magari, vorreste sapere, più che le mie elucubrazioni e i racconti fotografici in pillole, anche come tutto quello che sta semi-immortalato qua sopra va cucinato?

State lì che pazientemente vi siete sorbiti tutto il fotoromanzo e temete che io mi dimentichi del dolce?
Avete ragione, perchè in effetti me lo ero dimenticato.... Troppi post, troppi post 'sta settimana! ;)


Parfait à l'orange
Ingredienti (per due persone)
3 arance rosse
2 tuorli d’uovo
100 g di zucchero a velo
2 bustine di zucchero vanigliato
250 ml di panna da montare
sale

Lavorate con il mixer i tuorli, lo zucchero a velo, un pizzico di sale e 3 cucchiai d’acqua calda fino a ottenere un composto compatto e omogeneo, unite il succo di 2 arance e amalgamate.
Montate a neve la panna e lo zucchero vanigliato e incorporateli al composto.
Versate la crema in uno stampo e lasciatela nel freezer per una notte.
Decorate con un’arancia tagliata a fette e servite insieme ai gâteaux au chocolat.

Gâteaux au chocolat
Ingredienti (per due persone)
100 g di cioccolato fondente con almeno il 70% di cacao
2 uova
35 g di burro
35 g di zucchero di canna
25 g di farina
1 bustina di zucchero vanigliato*
1 bustina di zucchero a velo*
4 pezzi di cioccolato extra
sale (io ho messo fleur de sel)
burro e farina per gli stampi

Fate sciogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria con un pizzico di sale.
Sbattete le uova e lo zucchero di canna fino a ottenere un composto spumoso, amalgamate lo zucchero vanigliato e incorporate delicatamente il cioccolato fuso e la farina.
Imburrate due stampi individuali e cospargete di farina il bordo e le pareti, distribuitevi un terzo del composto, i pezzi di cioccolato e coprite con il composto rimasto.
Fate cuocere nel forno preriscaldato a 220 °C per 8-10 minuti, i gâteaux au chocolat devono cuocere
all’esterno e restare cremosi all’interno.
Spolverizzateli con lo zucchero a velo e serviteli tiepidi, accompagnando con il parfait à l’orange.

*io ho messo 20 g di zucchero a velo e i semini di un baccello di vaniglia




Le ricette del menù d'amour di Aurélie (riassunto)
Insalata di valeriana con avocado, champignon e noci in vinaigrette di patate
Ragù di agnello, da servire con il Gratin di patate


mercoledì 13 febbraio 2013

Dal menù d'amour di Aurélie: Insalata di valeriana con avocado, champignon e noci in vinaigrette di patate



Stamattina ho aperto gli occhi e il mio primo pensiero è stato: "Arghhhhh, mercoledì delle Ceneri, inizio Quaresima!!!!!!".
Lo sgomento arrivava dal fatto che io lilla-lilla avevo scritto, ieri sera-notte, un bel post tutto dedicato ad un succulento piatto di carne di agnello, così, beatamente.
Ora, non che siamo super-rigidi, in casa, sull'argomento, ma dato che in questo blog non è che abitudinariamente pullulino piatti di carne, e che oggi ne sarebbe comparso uno così polposo e ammiccante, beh, insomma, me pareva propro 'na cattiveria!
E allora, durante la colazione sono addivenuta alla risoluzione "no, devo mette' la valeriana".
Il post è stato quindi scritto un po' di corsa, voi sarete pazienti con me, e la carne vediamo un po' come piazzarla al'interno della settimana... Avevo pensato venerdì, così vi trovate un'idea per il pranzo della domenica.. solo che, a rigore, sarebbe il primo venerdì di Quaresima... Quindi non so se per fare un bene ho fatto peggio...


Ma voi, voi, per domani, che, Quaresima o non Quaresima, sarebbe comunque San Valentino, cosa preferite, un piattino di carne o un dolcetto al cioccolato, eh??? Ditemi ditemi, che quasi-quasi mi faccio guidare da voi...
<3<3<3<3
Ad ogni modo ieri con Barbara osservavamo che l'agnello è "fuori menù" (rispetto al menù d'amour di Aurélie, che vi stiamo in tandem raccontando nel corso della settimana e di cui vi ho parlato giusto lunedì... :)), e poi vi racconteremo meglio....

Questa qua sotto, o sopra, come preferite, è, invece, la meravigliosa  Insalata di valeriana con avocado, champignon e noci in vinaigrette di patate di Aurélie, che, sì, ha la pancetta croccante, ma direi che si può soprassedere, e al limite voi potete toglierla (ma siete proprio sicuri???).


Come spesso accade, ve la scrivo sia nell'immagine che nel testo, perchè, chissàcomemai, mi pare che non si legga benissimo qua sopra... ;-P.

Baci, baci, e buon mercoledì!!!!!! :)

Insalata di valeriana con avocado, champignon e noci in vinaigrette di patate
Ingredienti (per due persone)
100 g di valeriana
100 g di champignon
60 g di pancetta affumicata a dadini
10 noci di macadamia
1 avocado
1 cipolla rossa
1 patata
100 ml di brodo vegetale
2-3 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di miele
3 cucchiaini di olio extravergine di oliva
20 g di burro
sale e pepe

Lavate e tamponate delicatamente l’insalata, pulite gli champignon e tagliateli a lamelle, sbucciate e affettate l’avocado e tagliate la cipolla ad anelli sottili.
Fate cuocere la patata con la buccia in acqua in ebollizione finché diventa morbida, quindi scolatela, pelatela
e schiacciatela con una forchetta.
Fate dorare i gherigli di noce in una padella con il burro e a parte friggete la pancetta finché sarà croccante.
Portate a ebollizione il brodo, unite sale, pepe, aceto, olio e miele e mescolate con cura. Aggiungete la patata
e sbattete con la frusta fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi.
Distribuite la valeriana, gli champignon, l’avocado, la cipolla e le noci nei piatti di portata, coprite con la pancetta, velate con la vinaigrette tiepida e servite subito.

martedì 12 febbraio 2013

Dal menù d'amour di Aurèlie: Ragoût d’agneau, il ragù d'agnello!

Certo, stavo pensando giusto ieri, presentarsi al marito di una vostra nuova amica, la prima volta che vi conoscete e dopo avergli messo a ferro e fuoco casa riempendola di props, un cavalletto poi manco tanto usato (dalla impaziente sottoscritta), una pentola di ghisa, e un paio di obiettivi depositati sul divano manco fossero la Numero Uno di Zio Paperone, con un "Ciao, io sono l'altra delle 50 sfumature di grigio, e tu devi essere uno dei fortunati che mangiano piatti potenzialmente meravigliosi assaggiati per lo più sempre freddi..." non è proprio il migliore degli incipit.
Però che vogliamo fa', ormai la casa pullulava di foodblogger (due, e pure piccolette, ma mooolto molto espandibili, con macchina fotografica in mano), e le 50 sfumature di grigio erano tutte lì, spaparanzate sul tavolo, e quindi dopo le strampalate presentazioni, sono andate avanti le foto del seguito, e dunque eccolo, il ragù d'agnello che va servito insieme al gratin di patate di ieri,
In realtà io e Barbara, assaggiando diligentemente, osservavamo che anche con due tagliatelline non ci andrebbe affatto male...
Nel farlo avevamo convenuto di non mettere la melanzana, che insieme alla melagrana ci faceva un po' effetto, a livello di stagionalità... Poi non so per quale motivo la melagrana non è stata più messa e quindi è uscito un buonissimo, tradizionalissimo, meraviglioso classico e succulento ragù di agnello, che voi potete scegliere di usare a vostro piacimento come accompagnamento ad un gratin o come condimento per un primo piatto ...



Ragoût d’agneau alla melagrana con gratin di patate
Ingredienti (per due persone abbondante)
400 g di coscia d’agnello
200 g di pomodori
2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla rossa
1 melanzana (facoltativa)
2 melagrane (facoltative)
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di timo
1 cucchiaio di farina
250 ml di vino bianco secco
30 g di burro
olio extravergine di oliva

Eliminare il grasso dalla carne e tagliarla a piccoli pezzi, lavare e pelare le carote, lavare la melanzana e il sedano e tagliare tutto a dadini; sbucciare l’aglio e la cipolla e tritarli.
Tagliare a metà le melagrane ed estrarre i semi con un cucchiaino, sbollentare i pomodori, passateli sotto l’acqua fredda, eliminare la buccia e tagliare la polpa a dadini.
Far soffriggere l’aglio e la cipolla in una padella con il burro, saltare brevemente le carote, il sedano e la melanzana, poi insaporire con sale, pepe e le foglie di timo.
Far rosolare a fuoco vivo la carne in una casseruola con l’olio, salare e pepare, spolverizzare con la farina, mescolate con cura e versate il vino. Unire le verdure saltate e i pomodori e lasciar cuocere con un coperchio nel forno preriscaldato a 150 °C per circa 2 ore, eventualmente bagnando con altro vino.
A fine cottura aggiungete i semi di melagrana.


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Le ricette del menù d'amour di Aurélie
Ragù di agnello, da servire con il Gratin di patate

lunedì 11 febbraio 2013

il lunedì delle amiche: gratin di patate

San Valentino's week, il menù d'amour di Aurélie, e la mia amica Barbara

Buongiorno a tutti!
Ah, finalmente un post per la rubrica "i lunedì delle amiche"...
Anzi, la settimana entrante sarà un'intera "settimana dell'Amica"!
Qui, in effetti, è tutto un fibrillare di coordinamenti interblogghistici, in virtù dei quali, da oggi a venerdì, aspettatevi una raffica di ricette dedicate all'amore e all'amicizia, realizzate e fotografate in tandem da me e da una "collega" blogger della quale fra poco vi parlerò, e pubblicate su doppia piattaforma, ovvero sui blog di entrambe!!!


Mi spiego meglio, in merito al TEMA:
  • l'amore. Sì. In questa settimana ricorrerà la famigerata festa di San Valentino. Che non è che io e Patou siam soliti festeggiare. Anzi, negli ultimi dieci anni mai una che sia una cena fuori, a parte una parentesi accidentale una sera del 14 febbraio duemilaqualcosa, nel ristorante di ikea, quando ci siamo "steccati", come si dice a Roma, un menù bio, in una infernale giornata in cui tentavamo di trovare un top (dopo averne distrutto uno con esperimenti di falegnameria homemade) adatto alla minicucina della vecchia casa, e in cui ci siamo accorti che il negozio era letteralmente vuoto e che quel giorno era nientepopòdimenoche la festa degli innamorati. Unica cena "fuori" in data romantica di nostra vita. Stop.
  • l'amicizia. Sìììì, l'amiciziaaaaa! Quale settimana migliore per festeggiare l'amicizia? Io poi includerei pure l'amore filiale, quello tra fratelli, quello tra colleghe di lavoro, che nel mio caso sono amiche, tutti, oggi mi sento molto buona (dev'essere l'effetto del gratin di patate che è buono da paura!), quindi, sapete che vi dico, che il 14 febbraio non mi abbasta, no, a me serve un'intera settimana per festeggiare San Valentino, ed io e Barbara, per fare questo, abbiamo deciso di cucinare e fotografare insieme per l'occasione l'intero menù d'amour di Aurélie, e postarvelo in questa settimana.

Ora procediamo con ordine, in merito ai PERSONAGGI,

dato che Barbara è vera, reale, e molti di voi la conoscono perchè è la superbrava cuoca e fotografa del blog Pane&Burro, mentre Aurélie invece è il personaggio di un libro di cui quest'estate vi avevo parlato, che sia io che Barbara abbiamo letto, e che in coda contiene alcune ricette...
tra l'altro ve lo avevo detto, no che avrei voluto provarle? 

Anzi, a dirla tutta, la cuoca vera di tutto il menù è stata proprio lei, la Miss Pane&Burro, dato che io la settimana scorsa sono stata sbattuta, come spesso accade, per lavoro, in giro per l'Italia, e che quindi ho potuto preparare giusto i gateaux au chocolat, appena rientrata da una trasferta, e ho dato una piccola mano alla preparazione del gratin di patate di questo post... ;)



Dunque, quello che abbiamo pensato di fare, è stato di organizzarci una giornata per fare qualche scatto insieme, da lei (potevo mica farla arrampicare sulla scaletta, a turno con me, a casa mia, per raggiungere il davanzale? :))... Ed è stato bellissimo, vederci (beh, ci conoscevamo già da un po'...), parlare, mescolare i rispettivi props, condividere le nostre follìe da foodblogger e da foodfotografe, morire di freddo sul terrazzo in una giornata tersa e gelida, mettere a ferro e fuoco casa con piatti, piattini, stoffe e posate, e chiacchierare, chiacchierare, chiacchierare...

Insomma quello che troverete qui sono le quattro, anzi cinque ricette del menù d'amour di Aurélie, come fotografate dalla sottoscritta, mentre sul blog Pane&Burro troverete le stesse ricette fotografate in modo diverso, tipo qui i cibi interi e lì tagliati o viceversa, qui in teglia o pentola e lì impiattati o viceversa, il tutto in un ordine assolutamente arbitrario.

Nel corso della settimana potrete così man-mano visualizzare il menù protagonista del libro di Nicolas Barreau, e magari perchè no, provare qualche ricetta per una cenetta romantica chez vous! ;)

In verità, anche se forse non si vede direttamente dalle foto, oltre alle ricette, al libro, alla festa degli innamorati, c'è anche la storia, da leggere tra le righe, di due ragazze, due amiche, con la stessa passione per la cucina e la fotografia, che si incontrano un pomeriggio per il puro gusto di pelare patate e fotografare... ;-P

Vado con la prima ricetta eh?

Si tratta di un semplice quanto buonissimo gratin di patate che va servito insieme al ragout d'agnello che troverete su questi schermi a seguire, ovvero nella giornata di domani!


Gratin di patate
ingredienti (per due persone - abbondanti)
400 g di patate novelle
2 uova
250 ml di panna da cucina
burro per la pirofila
sale e pepe

Lavare le patate, pelarle, tagliarle a sfoglie sottili e disporle in una pirofila imburrata, salare e pepare.
Lavorare con il mixer le uova e la panna, regolare di sale e versare la crema sulle patate. 
Cospargere con fiocchetti di burro e passare nel forno preriscaldato a 180 °C per circa 40 minuti (mano se si preferisce usare ramequins monoporzione).



Riassunto delle puntate precedenti
Le ricette del libro "Gli ingredienti segreti dell'amore"




giovedì 7 febbraio 2013

frittielle di riso (di Juls!)

Oggi è giovedì grassooooo!!!!!
No, dico, tanto per capirsi, tipo che domenica prossima è Carnevale, e martedì martedì grasso, e lasciamo stare la questione San Valentino, che a volercele mettere tutte le festività ci starebbe anche quella.
Ah, e poi la Pasqua. Fine mese (prossimo). Tutto a febbraio (quasi, tutto). Meglio. Così questo mese per me sempre difficile passerà in fretta. ;)


Facciamo così, procediamo con ordine.
Partiamo col Carnevale e per il resto si vedrà!
Ecco, vi posto un frittino, una ricetta superspeciale, che avevo preparato anche l'anno scorso. Per carnevale, appunto.
Solo che la foto non mi andava giù. Nemmeno un po'. Quindi ho aspettato (grande cacciatore Vaniglia!! ;)), e le frittelle di riso di Juls (perchè è da lì che vengono, e la ricetta come l'ho letta l'ho voluta provare, e come l'ho provata l'ho voluta rifare! ;)) le ho cucinate, per l'appunto, anche quest'anno, aspettandole al varco.

Ed eccole, ora sono lì. Anzi, solo solo lì, perchè noi quelle "vere", ossia non di pixel ma di farina e uova e zucchero, ce le siamo pappate in un attimo.
Vi metto la dose per una ventina, ovvero un terzo di quelle di Giulietta mia <3
Perchè così quest'anno rifaccio pure le castagnole al miele, va'... Il dolce di carnevale della mia infanzia!

frittelle di riso
ingredienti
330 g di latte intero
50 g riso originario
1 cucchiai di zucchero semolato + quello per spolverare le frittelle
1 uovo, albume e tuorlo separati
buccia grattugiata di 1 limone non trattato
1 cucchiaio di rum (nel moi caso cognac)
1 cucchiaio rasi di farina 00 (nel moi caso 2-3)
olio extravergine di oliva per friggere

Cuocere il riso nel latte a fuoco molto basso, mescolando spesso con un cucchiaio di legno per 30 - 40 minuti, in modo che il riso diventi cremoso e pian piano si disfaccia e alla fine sia morbido, ma con i chicchi ancora facilmente distinguibili.
Versate il riso in una ciotola, coprirlo con un piatto in modo che non secchi e farlo raffreddare completamente.
Aggiungere poi al riso i tuorli, lo zucchero, la buccia di limone grattugiata, il cognac e la farina, mescolando per amalgamare il tutto.
Infine, incorporare delicatamente l'abume montato a neve ben ferma.

Scaldare almeno 3 dita di olio in una padella a bordi alti per friggere. Quando l’olio raggiunge 180°C versare l’impasto – che rimane abbastanza morbido – con l'aiuto di due cucchiaini, in modo da ottenere frittelle non più grandi di una noce.

Girare le frittelle in modo che diventino dorate su tutti i lati e assumano una forma sferica. Cuocere le frittelle in più volte, per circa 5 minuti ogni volta, e una volta pronte metterle in un piatto con qualche foglio di carta da cucina, in modo che questa assorba l’olio in eccesso.

Servire calde cosparse con abbondante zucchero semolato.


nb. questa ricetta, una delle mie preferite, che sono tante, ma tante-tante, di Giulia, la potete trovare anche nel bel libro di Juls, I LOVE TOSCANA, di cui avevamo già parlato qui, anche se sono sicura che ormai lo conoscete tutti! ;)


lunedì 4 febbraio 2013

biscottini al farro (per sorella! ;))


La settimana appena passata è stata intensa, stancante, sorprendente.
Ho cucinato, sì, tanto, e fotografato. Direi a ciclo continuo.
Ed è stato bello.
Il Clark Kent che alberga in Vaniglia (ma quanti siamo quiiii??? ;)), che in genere veste il costume turchese con la grande ESSE sul petto ed il mantello rosso solo nel finesettimana, in questi giorni è stato interpellato, con macchina fotografica, cavalletto, stoffe e stoffette, posate e piattini, anche in zona infrasettimanale.
Ed ha cucinato, dicevamo, il nostro supereroe, mane e sera (più sera che mane dato che la luce d'inverno scarseggia e non si può mica sprecare, di giorno..).
Poi, stanco e soddisfatto, ha cominciato a raccogliere i pezzi, a cercare di ristrutturare la cucina, suo ostaggio per qualche giorno, a riporre tutto, finalmente.
Ma prima, prima di sbaraccare veramente, il nostro Superman, anzi, la nostra Vaniglia, ha avuto bisogno di preparare un paio di teglie di biscottini, che, se da una parte erano stati gentilmente richiesti da sua sorellina che l'aveva vista cucinare a fotografare senza posa per giorni, ma mai in effetti cibo direttamente dedicato a lei, dall'altra sono, e credo rimarranno sempre, il mio cibo defatigante, sia da preparare che da consumare.
Quindi, prima di rimettere il completo scuro, la cravatta, la camicia e gli occhiali dalla montatura nera, in quattro e quatto otto, dal mantello rosso ho fatto uscire questi, che vi assicuro, non serve un supereroe per prepararli, anzi, si fanno proprio ad occhi chiusi...
E sono anche piuttosto sani.
A parte il mio solito amato burro, contengono zucchero di canna integrale, e farina di farro biologica.
Insomma se non ne mangiate 12 per volta, direi proprio che possono entrare nella cartellina "salutare"... ;)


Buon inizio settimana dai vostri affezionati

 Clark, Superman, Rossella, Vaniglia       



ingredienti
200 g di farina di farro
50 g di fecola di patate
50 g di burro
60 g di zucchero di canna integrale
1 uovo
4 cucchiai di latte + 1 per spennellare
1 punta di coltello di bicarbonato di sodio
zuccherini bianchi e cioccolato a pezzetti per decorare

Realizzare una frolla con le farine e il lievito (a fontana), l'uovo (nel centro della fontana ;)), il burro a pezzetti e lo zucchero (sopra). Impastare, aggiungendo il latte, fino ad ottenere una palla.
Far riposare in frigo (ma anche no, se è inverno e avete fretta!) una mezz'oretta.
Stendere con il mattarello ad uno spessore di 1/2 cm circa e tagliare con l'aiuto di un tagliapasta della forma che preferite, spennellare con il latte restante e decorare con gli zuccherini e il cioccolato.
Cuocere in forno 180°C per 10-12'.



venerdì 1 febbraio 2013

pain d'epice alla segale... Piernik babci!

Facciamo che oggi in questo post convergono tutte le mie manie degli ultimi giorni: i dolci polacchi, la farina di segale, il momento della giornata più bello, ovvero la colazione, e anche un pizzico di Francia, con questo dolce che ormai negli anni ho preparato un po' in tutte le salse (al cioccolato.... e al latticello! ma pensa te ;))


Anzi sai che faccio? La ricetta la metto pure in polacco, uau, sono anche un po' emozionata...
Si tratta della ricetta della nonna della mia amica Malgorzata, che si chiamava Mira.
Io adoro questo sapore di miele e spezie, che sa di nord.
E quando Marghe (la Malgorzata di cui sopra) mi dice "come fai a sapere che ti piace la Polonia se non ci sei mai stata?" io le dico sempre "se ami i sapori di un luogo ami quel luogo!" ;)
Non trovate anche voi?
Non ci sono luoghi che conoscete anche, o soprattutto, o addirittura soltanto, come me in questo caso, attraverso i suoi sapori?
Bene, vi lascio un luogo, che ormai conoscete un po' anche voi, attraverso un dolce.
E vi auguro un finesettimana di meritato riposo.. ;)

ingredienti
356 grammi di miele
220 grammi di zucchero
340 grammi di farina 00
272 grammi di farina di segale
4uova
1 raso cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di chiodi di garofano triturati finemente

Lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere il miele tiepido poi tutti ingredienti e mescolare
Una volta aggiunte le farine l’impasto risulta molto denso.Versarlo in uno stampo da cake 
Cuocere a 150 gradi circa 50 minuti (fino allo stuzzicadenti asciutto).



In originale, invece, è tutto misurato con i bicchieri…

składniki
1 szklanka miodu
1 szklanka cukru 
2 szklanki mąki pszennej 
2 szklanki mąki żytniej 
4 jajka 4 uova
Płaska łyżeczka cynamonu 
1 łyżeczka zmielonych goździków 
2 płaskie łyżeczki sody 2 cuchiaini rasi di bicarbonato
Jajka utrzeć z cukrem, dodać letnimiód i pozostałe składniki (po dodaniu maki ciasto jestbardzo gęste). Piec w temperaturze 150 stopni do tzw. suchegopatyczka – około 50 minut.


NB. importante: da consumare spalmato abbondantemente con il vostro burro preferito!


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