lunedì 14 gennaio 2013

io e Parigi: tartelettes chèvre et confiture d'oignons

#cuisine parisienne 1



Ci sono dei posti dove ti senti a casa.
Dal momento esatto in cui ci metti piede per la prima volta.
La mia prima volta a Parigi era ormai qualche anno fa.
Avevo 17 anni e non avevo mai visto "l'Estero", e non solo non avevo mai preso l'aereo, ma anche le volte in treno e su un autobus si contavano sulla punta delle dita.
E Parigi, per me, è stata una vera e propria rivelazione.
Sì, la grandeur, les lumières, lo splendore ovunque, ma quella città aveva qualcosa di più, qualcosa che mi aveva stregata fin dalla corsa in taxi dall'aereoporto al centro della città, dai cornetti al burro, così adorabilmente burrosi, dai liscissimi trottoirs così facilmente "camminabili" da me e mia sorella che ci mettevamo la sveglia prima di tutti per uscire alle sette di mattina e passare un po' di tempo insieme a respirare l'aria degli Champs Elysées..
Quella voglia di vivere la città non è cambiata da allora, anche se poi, a Parigi, ci sono tornata, e tornata, e tornata, e tornata...
E adesso, appena ho la fortuna di passarci anche solo qualche giorno, il rapporto tra me e lei è proprio quello dello "stare". Niente corse pazze per vedere tanto a tutti i costi, niente tappe obbligate in centro, niente tirate fino a tardi quando invece ho voglia di tornarmene a casa a sferruzzare, salvo poi concederci qualche piccola "pazzia" turistica come un giro sulla ruota panoramica o mettere il muso a sbirciare dentro Notre Dame. Però così, quasi casualmente. Senza meta, se possibile.
Parigi è da respirare, in ogni suo piccolo istante, che sia di magnificenza o di quotidianità, e così cerchiamo di fare io e Monsieur Patou, ogni volta.
Quest'ultima, a cavallo tra le vacanze di Natale e Capodanno, la quotidianità l'abbiamo esercitata tutta, tra la lettura, le passeggiate e la cucina.
Sì perchè avevo la fortuna di essere ospite di una persona che di cuisine ci capisce,e  che che quindi oltre che la sua casa mi aveva lasciato in dotazione la sua cucina, con annessi e connessi.
Cosa potevo fare, se non usarla???
Devo molto a questa amica, perchè credo che nonostante i viaggi in quella che la mia città del'anima ormai ad oggi siano un bel po', quest'ultimo è quello che certo me l'ha fatta sentire più mia.
Perchè la cucina è da un lato, per me, la lente attraverso cui guardare le cose, e dall'altro, la stanza attraverso al quale sentirsi a casa.



E quindi eccola la prima ricettina parisienne: o meglio, la prima ricetta tratta dal libro acquistato esattamente il primo giorno che ho messo piede a Parigi, e realizzata lì per lì.
Il libro si chiama Quand Katie Cuisine, ed è la traduzione francese del famoso e appena uscito volume di Katie Quinn Davies, What Katie Ate, bellissimo, come libro in carta ed inchiostro, appunto, come foto (dannatamente belle), come ricette, tutte di semplice realizzazione ma con un certo quid, tipo da bistrot chic... ;).
Questa si fa veramente in un attimo, compresa la confettura di cipolle caramellate. Se volete farvela da voi, la ricetta arriva a seguire nel prossimo post!

ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia (della migliore qualità) pronta 
1 tuorlo d'uovo mescolato con poco latte
4 cucchiai di confettura di cipolle caramellate (la ricetta al prossimo post! ;-))
175 gr di formaggio di chèvre* tagliato a fette di 1 cm circa
3-4 rametti di timo fresco
aceto balsamico, sale, pepe

Con un tagliapasta tagliare 4 dischi di pasta sfoglia del diametro di 12 cm di diametro (oppure tanti piccoli dischetti delle dimensioni che volete), e disporre questi ultimi sulla placca del foro ricoperta di carta da forno.
Praticare su ciascun dischetto, con un coltellino affilato, una leggera incisione distante 1 o 2 cm dal bordo, poi bucare la pasta con l'aiuto di una forchetta.

Spennellare i bordi della pasta con l'uovo e il latte (io ho usato solo il latte).
Distribuire su ciascun disco la confettura di cipolle in modo omogeneo, poi adagiarvi sopra una fetta di formaggio, poi il timo e il pepe.

In forno a 200°C per 15-20'.

Io a questo punto ho sfornato e servito calde con un filo di aceto balsamico ed una insalatina.

Nel libro si consigliava invece di realizzare con lo sciroppo realizzato portando ad ebollizione 25 cl di aceto balsamico fino a che il suo volume non si riduce della metà. A questo punto aggiungere 3 cucchiai di zucchero di canna e prolungare la cottura fino ad ottenere la consistenza di uno sciroppo (ovvero fino a che il composto non vela il cucchiaio). 
Lasciar raffreddare e usarlo per servire le tartelettes.


*appello ai parigots che leggono: in Italia questo superversatile formaggio Francese lo trovo ma mica facilissimamente... Nel caso lo si voglia sostituire... Come si fa? ;-P

42 commenti:

  1. Queste tartelettes riflettono perfettamente lo chic et le charme della cucina francese! Brava...e complimenti per il bellissimo post, che mi ha fatto rievocare il mio amore per la ville lumiere. Concordo pienamente: Parigi è da respirare! Un abbraccio.

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  2. Buongiorno cara! Questa mattina mi hai fatto sospirare moltissimo leggendo il tuo post, anche io provo gli stessi sentimenti per Parigi.. Di solito quando viaggio mi piace stare in appartamento, visitare mercati e supermercati e fare un po' più mia la città, anche perchè è uno dei modi più immediati per capire il posto e le persone che lo abitano! Bellissime le tue tartelettes.. Buona giornata! ^_^

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  3. Considerale già fatte! :)
    Oggi volevo proprio una ricettina così...
    Buona settimana speciale vaniglia!

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  4. Caro ma buongiorno!!!
    Lo sai che giusto qualche minuto fa stavo commentando il tuo bellissimo post di oggi, commento che a quanto mi pare di capire è stato puntualmente fagocitato? :(

    Cristina: bello, l'appartamento, vero? Arrivare, posare le valigie e pensare come primissima cosa a fare la spesa... Io lo trovo meraviglioso!

    Orecchini di perle. Respirare, sì, e a pieni polmoni! :)

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  5. ciao cara.
    "cara" perchè lo sei per me, che ti leggo sempre sempre.

    oggi son qui per dirti che io lo chevre lo trovo al bancone gastronomia dell'ipercoop!! (torinese, sono...sarà mica perchè torino è così francese? :)) )

    un bacio da un altro architetto con velleità di pasticcera.

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    1. Isabella! Devo dirti subito che Torino è sempre stata la mia città del nord preferita, insieme a Genova e a Venezia, entrambe pero città "fuori categoria"... E mi piace proprio perché così francese!!!
      Vediamo nelle Coop del centroitalia che mi verranno a tiro...
      Grazie, di tutto!

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  6. ... eh... e sono anche a dieta... ma tu mi tenti con queste bontà allo stato puro!
    Elli

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  7. Buongiorno Rossella.
    Questo post mi è piaciuto tantissimo e poi le coincidenze... il libro l'ho appena ordinato su amazon (molto meno romantico, me ne rendo conto :o) e quanto ai cornetti al burro (e chi se li scorda quelli mangiati rintanati al calduccio in un caffè a Parigi a fine dicembre, seduta vicino alla vetrina per vedere la vita scorrere), se ti va fa' un salto da me.
    Le sensazioni che descrivi io le provo a Londra, è un amore e un senso di benessere e completezza che non si spiega.
    Ti abbraccio.

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  8. Carissima! Che bello quando dici dello 'stare'. E' vero.. sai quando accade? Quando finalmente in un posto ci si sente 'a casa'. Ed è stupendo! Così come questa ricettina! Una meraviglia di sapori e accostamenti! Un abbraccio tesoro! Fortissimo!

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  9. E CHE TE LO DICO A FARE!!!
    beh, dell'amore per questa città magica che ci accomuna ne abbiamo già parlato, così come del piacere di godersela da cittadini e non da turisti.. ah! Parigi.. sogno ad occhi aperti, è passato già troppo tempo dalla mia ultima visita. bisogna rimediare al più presto! e questa ricetta è buonissima (il libro l'ho preso anche io su amazon, e me lo sto centellinando piano piano, non ho ancora deciso cosa cucinare perché mi piacerebbe cucinare tutto!!!)
    p.s. ti ho mandato una email!
    baci,b.

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  10. ci vado questo weekend per la mostra di Edward Hopper, e non vedo l'ora.Ahimè, per una volta non avremo una cucina, ma cercheremo di farci sentire a casa lo stesso. Chissà, magari da qualche parte troveremo un bar à vins che serve queste tartelettes....:)

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  11. parigi (la mia città preferita) + vaniglia (la mia blogger preferita) = voglia di partire!!!!
    per quanto riguarda la sostituzione io proverei con formaggi di capra italiani (che hanno quella piccola acidità che sta benissimo sia con la sfoglia un po' burrosa che che la dolcezza della confiture d'oignons)chessò anche un classico caprino fresco - ma di vera capra - o una robiola di roccaverano a stagionatura media o come lo vedresti un erborinato un po' forte tipo gorgonzola piccante??? certo in quest'ultimo caso il gusto sarebbe completamente diverso...

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  12. Post letto sognando immaginando la Parigi, come l'ho vissuta io e vederla riflessa in un racconto di un altra persona.
    Una grande emozione, una ricetta meraviogliosa e un libro che vorrei avere da qualche tempo tra le mie mani.
    Rossella i tuoi post finiscono sempre per essere così incisivi sulla mia psiche!! Come fai!?

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  13. ma allora sei sta qui? ma allora hai acquistato il libro di Kate che io ho acquistato in già dalla sua prima uscita...favoloso bello esattamente come lo definisci tu cosi' come bene definisci Parigi :)

    sai che dopo l'arivo della tua copritazza sto sferruzzando anch'io?

    un'abbraccio e la prossima volta avvertimi magari scorrazzeremo insieme sui lisci trottoirs de Paris ;)

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  14. che onore rossella! mi fa strano vedere la mia quotidianità nelle tue belle foto. Sappi che l'onore è stato tutto nostro, anzi ci tenevo molto che utilizzassi la mia cucina.Spero che tu abbaia trovato tutto quello che ti serviva, ammetto che visti gli spazi ridotti abbiamo utilizzato ogni angoletto per insaccare di tutto.Non vedo l'ora di vedere altre belle foto e altrettante ricetttine.

    Daniela

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  15. Ah Paris, ti rapisce l'anima e il cuore. Ci sono stata tante volte ma non basta mai! Con queste tartelettes poi che sanno tanto di parigino hai completato il quadretto, che bellezza e che bonta'!

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  16. Amici, ciao a tutti!!! :)
    Che bello, quanta gente innamorata di Paris come me!

    Ely, sei sempre così affettuosa che mi riesci ad ammorbidire anche i terribili lunedì! ;)

    Barbara, e noi tutto, cuciniamo (e fotografiamo... vedrai, "l'1" potrebbe anche essere solo il primo di una serie di fotoappuntamenti... ;)

    Franci. (mi fai troppo ridere ;)) Eccolo, il punto, la capra vera. Ma perchè qui in Italia c'è scritto caprino sul formaggio di muccaaa???? per la forma?
    io l'erborinato un po' forte cmq non lo disdegnerei... :D

    Elisa-Kitty: forse perchè incidono forte anche sulla mia, di psiche... ;)

    Patrizia, lo sai che ci avevo pensato? Solo che alla fine, partendo a ridosso delle vacanze natalizie, il tempo per organizzarmi, per scriverti, per capire anche solo che giorno era mi è volato tra le mani... Però sai una cosa? Colleziono motivi per tornare presto,c che sarebbero in primis tutte le persone che avrei voluto vedere senza riuscire....

    Danieeelaaaaa!!!!!! Stavo per mandarti il link sai? Ma tu, cara, mi hai preceduta...
    Grazie di tutto. Veramente, come stare a casa... :)

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  17. la prima volta che ho visitato Parigi non mi è piaciuta, poi ci ho trascorso 3 settimane e me ne sono innamorata!!
    Il formaggio di capra dalle mie parti si trova con grande facilità e di tutte le stagionature, quindi segno e rifacci ;-)

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  18. Cara Rossella, tanti complimenti per questo blog così pieno di belle foto! Vogliamo invitarti a conoscere un nuovo modo di divulgare, condividere e cercare ricette on line. Viaggia fra le più belle immagini food italiane, in un portale da mangiare con gli occhi...

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  19. è tutto così pieno d'incanto...

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  20. Bellissimo post! :D
    What Katie ate è spettacolare, lo adoro! Lei è bravissima e fa delle foto incredibili.. e l'attrezzatura fotografica che ha me la sogno la notte :P
    Tornando al post, capisco perfettamente le emozioni e l'amore che descrivi verso una città che non è la tua ma che senti come tale: leggendo le tue parole mi sembrava di leggere il mio amore per Londra.
    Parigi non l'ho ancora vista (mea culpa!) ma è tra le primissime città nell'elenco per il prossimi viaggi. Anzi, vado direttamente alla ricerca di un volo ;)

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  21. Roberta, no, non ci credo!!! Io l'ho amata all'istante. Quando ci ho "vissuto" un mese buono poi è stato il colpo di grazia!

    *vale: <3

    *laura: io la luce mi sogno la notte, la finestra bassa che si vede nella foto con lei che scatta a inizio libro. E i suoi fondi scuri, anche quellii sogno!!!

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  22. questo post è fantastico!mi sembra di leggermi nel pensiero perchè sono le emozioni e gli stati d'animo che provo anch'io....e alcuni quando dico che Parigi è il nostro rifugio sicuro in qualsiasi periodo dell'anno,mi prendono per pazza,ma è la verità!
    un abbraccio cara Rossellla e complimemti come sempre,Marika

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  23. Beh, che ti devo dire. Il mio blog ospita già svariati post su Parigi, dove ritorno per devozione almeno una volta l'anno. Malattia condivisa con il consorte e la figlia , quindi inguaribile.
    Ho fatto la sfoglia in casa. Sto preparando qualsiasi cosa perché la soddisfazione è alle stelle ed il sapore inimmaginabile. Devo aggiungere anche la tua ricetta: mi fa salivare solo a guardarla. So già che sarà da urlo.
    Sulla foto che dire? Ormai sono innamorata! Un bacione, Pat

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  24. *marika: ehehhe, ma io ti capisco assai!!!! ;) e grazie a te...

    *patty: anche questo blog ospita ormai (forse) troppi post su Parigi, tanto che a volte temo di stancarvi... ma se la passione è condivisa allo stesso modo, allora forse no...
    Dove, dov'è la pasta sfoglia? L'hai postata in questi giorni? O più in là nel tempo?
    E grazie per il complimento sulle foto, perché anche le tue sono bellissime e allora me lo godo proprio! ;)

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  25. Parigi? Qualcuno a detto Parigi? Eccomi, anch'io amo Parigi! ;D
    Non ci crederai ma sto scrivendo il post sulla mia ultima breve vacanza a Parigi e come te sostengo che mi piace viverla, senza frenesia e quest'ultima volta è stato proprio così!
    E ti confesso che mi sono lasciata sfuggire il libro in questione, ne avevo già presi troppi e mio marito mi ha messo il freno :( Mi sa tanto che lo ordino su amazon ;) un baciotto e bellissima foto, bella, bella davvero

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  26. Oh, Parigi. [si sente il mio sguardo sognante e malinconico? xD]
    Queste tartelettes sono splendide, mi piace moltissimo il formato mini :)

    Buona settimana Ross! :*

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  27. Marina, allora corro subito a leggerlo!!! (non entro nel merito della questione libri... Il mio record è stato 14!!!! ;))

    Agnese: sììì!!!! È quello che ho adorato anche io! ;) la ricetta ne prevedeva 4 di media dimensione... Ma il piccolo funziona sempre bene, no?

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  28. l'erborinato darebbe un bello sprint!
    a proposito di erborinato.... stasera mi faccio il tuo crumble con cavolo rosso
    PS poi compito per il fine settimana riprodurre almeno una ricettina da whatkatieate

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  29. Ciao Rossella, che bello il tuo racconto su te e la città
    :-) hai goduto della tua città preferita nello stesso modo in cui io, ancora oggi, godo Roma pur vivendoci da sette anni. Certe città vanno godute con lentezza :-)
    un bacio e a presto!

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  30. Proprio ieri leggevo su MarieClaireIdees la recensione di questo libro e pensavo: "Devo assolutamente averlo, fosse anche solo per le foto e per la grafica".
    Dal tuo post è chiaro che anche le ricette sono squisite,quindi DEVE essere mio!
    Lo chevre puoi trovarlo sicuramente all'ipermercato Auchan; la confettura di cipolle è meravigliosa: io metto anche una puntina di vaniglia, che ci sta benissimo. ciao ciao;-)

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  31. Oh Oh: mi sa che a Parigi c'é una daniela di troppo :))

    Abbracci

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  32. Le tue foto sono bellissime, complimenti :)
    Pecorella di Marzapane

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  33. Sono capitata qui per caso, ma possibile non averti mai letta prima? Queste tartelettes sono una meraviglia e in frigo ho tutto il necessario! ^___^ Buona giornata!

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  34. Laura, come vorrei imparare a vivere Roma come fai tu.... Dimmi: il segreto??? XD

    Francesca: ma frequentiamo le stesse riviste e (all'occorrenza) gli stessi supermercati!!!!

    Tiziana: <3 grazie!!!

    Sweetie: ti ho appena scritto! ;) piacere di conoscerti!

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  35. Ma lo sai che mi hai fatto venire la voglia di farle come ho visto la foto? Sembrano buonissime oltre che molto sfiziose ^^

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  36. quello che scrivi è davvero vero.. Io ho vissuto a LLeida, in catalogna... puoi non tornarci, per svarito tempo, ma ripetutamente suoni, profumi, squarci di città ti riconducono lì.. e quando ci ritorni tutto sembra non essersi mai mosso, i ricordi non svaniscono e nemmeno le amicizie che durano, nonostante la distanza. Persite anche poi l'influenza in cucina, io ad esempio ho il vizio di fare tutto in miniatura, stile tapas... complimenti per il piattino, delizioso!

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  37. Mi fai sognare, anche io amo Parigi e quando posso ci torno..e la cosa più bella è proprio quando arriva il momento di godersela..senza dover far la turista!

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  38. Can anyone print the recipe in English, it sounds wonderful, but I can't read italian

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  39. Looks YUMMY.. wish I could read the recipe :-(

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