Da qualche giorno a questa parte la data di oggi, o meglio, quella di domani, mi ronzava in testa senza ben capirne il motivo.
Un impegno, un qualcosa da ricordare, da fare, da preparare per tempo.
Dopo aver escluso (adempiendole, ahimè ;-)) alcune amenità tipo pagare la prima rata dei contributi previdenziali all'Inarcassa, il cui termine utile scade appunto domani, finalmente ho capito che il mio promemoria mentale riguardava qualcosa di più bello, verde, piacevole, sano.
Qualcosa che avevo letto su pagine amiche (;-P), che mi era piaciuto da subito, e che avrei voluto provare anche io: il Donna Hay Challenge.
Ora, io, e forse lo sapete, evito di collegare a Vanigliacooking qualsiasi scadenza: la nostra vita ne è fin troppo piena, quindi contest, gare, giochi a premi ed estrazioni raramente fanno breccia nel mio pavido cuore che trova in queste pagine (e tra quelle dei vostri blog) un vero balsamo alla frenesia quotidiana, ai calendari e alla necessità di programmare molte cose, di organizzarsi...
Però stavolta non so cosa sia successo. Dev'essere l'idea di fare un piccolo esercizio di fotografia, di "studiare" insomma (confesso, io adoro studiare, è inutile girarci intorno!), magari addirittura di migliorare un po'. O forse il fatto che la mia amica Elisa abbia rotto il ghiaccio anche per me mi ha dato coraggio. O forse era solo una scusa per cucinarmi un bel piatto di pasta? ;-P
Fatto sta che ho deciso di partecipare al Donna Hay Challenge #9, in sostanza una "sfida" in cui, di mese in mese, si cerca di replicare una foto del numero della rivista di Donna Hay, scelta appositamente per la competizione. Per "replicare" si intende tentare di riproporre, attraverso la foto, le stesse sensazioni che il fotografo (William Meppem) e l'autore dello styling (David Morgan) hanno cercato di trasmettere con la loro foto. Interessante vero? Qui trovate tutti i dettagli e le istruzioni per partecipare (anche se mi rendo conto che arrivo un po' tardi per promuovere, e spero che abbiate già letto tutti il posta di Elisa e vi siate potuti organizzare per tempo...)
Ecco la foto e la ricetta di riferimento:
PASTA con RUCOLA, LIMONE, PISELLI e FORMAGGIO FRESCO (x2)
200gr di penne
200gr di piselli freschi
la scorza grattugiata di un limone bio
1 cucchiaio di succo di limone
1 spicchio d’aglio
150g di formaggio fresco di capra (che io ho sostituito con stracciatella di bufala, )
25 gr di rucola
sale
pepe
olio evo
200gr di piselli freschi
la scorza grattugiata di un limone bio
1 cucchiaio di succo di limone
1 spicchio d’aglio
150g di formaggio fresco di capra (che io ho sostituito con stracciatella di bufala, )
25 gr di rucola
sale
pepe
olio evo
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
Lessare per 15 minuti i piselli, poi ripassarli, giusto per farli insaporire, 5 minuti in una padella con l' olio e uno spicchio d’aglio.
Una volta che la pasta è cotta, togliere l'aglio e versare la pasta nella padella di cottura dei piselli: a questo punto a crudo aggiungere formaggio, rucola, limone. Saltare il tutto in padella con olio e pepe.
(io ho aggiunto formaggio e rucola "fuori dal fuoco" per non farli "cuocere").
Questa che vedete qua sopra invece è la mia foto.
E' stata scattata con una reflex Canon EOS 60D, obiettivo 50mm, f/1.4, ISO 200, modalità manuale, tempo di scatto 1/80, apertura diaframma 2.0 (bilanciamento bianco: temperatura colore pari a 5200K).
Se trovo la forza (perchè questo post mi ha veramente sderenata), la prossima settimana provo a parlarvi un po' delle vicissitudini fotografiche della mattinata (per fortuna S. Pietro e Paolo e quindi a Roma è vacanza!!! ;-)) e delle mie riflessioni su piatto (che è molto buono), e foto.
Per oggi vi anticipo solo che ho cucinato anche la versione linguine, che a mio parere è molto meglio, sia a livello di sapore che a livello di resa fotografica (e cmq io son convinta che le due cose coincidano, per chi sa fare le foto, e non mi sto includendo BADATE), ma mi sono astenuta dal pubblicarla perchè avevo già sostituito il formaggio (speriamo che mi perdonino, dicevano che qualche piccola variazione era permessa! ;-P), sempre per motivi di gusto/foto.
In sostanza per questi piatti conditi a crudo secondo me è fondamentale (sia a livello di occhio che di palato, ribadisco ;-)) che il sapore finale non risulti slegato, e quindi le linguine, scivolose quanto basta ma anche capaci di "raccogliere" bene, unite ad un formaggio leggermente più cremoso, ma che fosse il più possibile fresco, per mantenere il "senso" del piatto, erano perfette.
Però non volevo prendermi troppe licenze, quindi alla fine ho scelto la foto "penne".
Per il celestino, ovvero per la sfumatura che contraddistingue molti degli scatti di Donna Hay e che ormai ha segnato da anni il suo stile, è stato un vero sbattimento.
All'inizio avevo pensato di non farlo e basta. Oppure di trasmettere quella sensazione di "astratto e fresco" in altra maniera. Ma diciamo che i 36°C romani di oggi non aiutavano in tal senso e quindi mi sono dovuta arrangiare e ho decisi di fare l'"esercizio-celeste".
Ho usato una tovaglietta turchese che odiavo perchè di un colore troppo acceso per fare da "fondo", e che invece ho benedetto perchè abbastanza "sparata" per riflettere un po' di luce.
Ho sudato sette camice perchè come al solito mi sono arrampicata sul davanzale e ho dovuto incollare dei cartoncini bianchi allo stipite della finestra, e agli ultimi scatti stringevo la tovaglietta tra i denti per avvicinarla il più possibile e tenerla "alta".
Un vero incubo.
Però mi è piaciuto un sacco!!! Quasi quasi partecipo anche a quelli degli altri mesi!
Lessare per 15 minuti i piselli, poi ripassarli, giusto per farli insaporire, 5 minuti in una padella con l' olio e uno spicchio d’aglio.
Una volta che la pasta è cotta, togliere l'aglio e versare la pasta nella padella di cottura dei piselli: a questo punto a crudo aggiungere formaggio, rucola, limone. Saltare il tutto in padella con olio e pepe.
(io ho aggiunto formaggio e rucola "fuori dal fuoco" per non farli "cuocere").
Questa che vedete qua sopra invece è la mia foto.
E' stata scattata con una reflex Canon EOS 60D, obiettivo 50mm, f/1.4, ISO 200, modalità manuale, tempo di scatto 1/80, apertura diaframma 2.0 (bilanciamento bianco: temperatura colore pari a 5200K).
Se trovo la forza (perchè questo post mi ha veramente sderenata), la prossima settimana provo a parlarvi un po' delle vicissitudini fotografiche della mattinata (per fortuna S. Pietro e Paolo e quindi a Roma è vacanza!!! ;-)) e delle mie riflessioni su piatto (che è molto buono), e foto.
Per oggi vi anticipo solo che ho cucinato anche la versione linguine, che a mio parere è molto meglio, sia a livello di sapore che a livello di resa fotografica (e cmq io son convinta che le due cose coincidano, per chi sa fare le foto, e non mi sto includendo BADATE), ma mi sono astenuta dal pubblicarla perchè avevo già sostituito il formaggio (speriamo che mi perdonino, dicevano che qualche piccola variazione era permessa! ;-P), sempre per motivi di gusto/foto.
In sostanza per questi piatti conditi a crudo secondo me è fondamentale (sia a livello di occhio che di palato, ribadisco ;-)) che il sapore finale non risulti slegato, e quindi le linguine, scivolose quanto basta ma anche capaci di "raccogliere" bene, unite ad un formaggio leggermente più cremoso, ma che fosse il più possibile fresco, per mantenere il "senso" del piatto, erano perfette.
Però non volevo prendermi troppe licenze, quindi alla fine ho scelto la foto "penne".
Per il celestino, ovvero per la sfumatura che contraddistingue molti degli scatti di Donna Hay e che ormai ha segnato da anni il suo stile, è stato un vero sbattimento.
All'inizio avevo pensato di non farlo e basta. Oppure di trasmettere quella sensazione di "astratto e fresco" in altra maniera. Ma diciamo che i 36°C romani di oggi non aiutavano in tal senso e quindi mi sono dovuta arrangiare e ho decisi di fare l'"esercizio-celeste".
Ho usato una tovaglietta turchese che odiavo perchè di un colore troppo acceso per fare da "fondo", e che invece ho benedetto perchè abbastanza "sparata" per riflettere un po' di luce.
Ho sudato sette camice perchè come al solito mi sono arrampicata sul davanzale e ho dovuto incollare dei cartoncini bianchi allo stipite della finestra, e agli ultimi scatti stringevo la tovaglietta tra i denti per avvicinarla il più possibile e tenerla "alta".
Un vero incubo.
Però mi è piaciuto un sacco!!! Quasi quasi partecipo anche a quelli degli altri mesi!











