giovedì 4 ottobre 2012

emozioni londinesi: food-fotografando...

... con Ellen Silverman!



Una cosa ormai è chiara.
All'inizio di ogni workshop di fotografia mi distraggo.
Guardo fuori dalla finestra. O forse no, guardo LA finestra.
Il varco nel muro mi strega, e mi tortura, da sempre.
Delle case ho sempre guardato (e immaginato) non tanto (o non solo) l'ampiezza delle finestre, ma il piano di imposta di queste, la loro altezza, il modo e l'ora in cui queste vengono attraversate dalla luce e quello in cui quest'ultima rimbalza sulle pareti interne circostanti, o anche sul soffitto all'occorrenza.
La posizione di quel varco definisce l'essenza stessa del vano che illumina.

E' per questo che sono in un certo qual modo sempre un po' riluttante a seguire un workshop di fotografia.
Perchè a forza di provare, di pensare, di studiare, manmano ho capito più o meno quello di cui ho bisogno, e  temo sempre che una tale esperienza possa sì, darmi un sacco di elementi utili per progredire, ma al tempo stesso frustrarmi un po', in quanto insieme alle maggiori conoscenze sul tema aumenta anche una maggiore consapevolezza in merito alle "carenze ambientali": se quel tipo di luce o di spazio che ti servono non ce l'hai (anche piccino, eh? ;-)), poi puoi dare le capocciate sul muro, mettere i pannelli riflettenti, i polistiroli, le tendine e i tendoni, ma quello che hai in mente e che vorresti ottenere, o che comunque vorresti studiare, provare, sperimentare, anche facendo i salti mortali, non riuscirai ad ottenerlo. O così credi. B-)

Poi con l'esperienza riesci a fare di necessità virtù (che non ho ancora capito se è una frase che mi piace o no), e magari dal "buio" e poco spazio riesci ad ottenere buone immagini. Anche se la differenza tra una foto di questo genere ed una di questo si percepiscono e tu sai anche quello che non si vede: cioè che per fare la prima ci metti un secolo e rischi l'osso del collo, mentre per fare la seconda ci metti 10' muovendoti liberamente (leggi camminando con i piedi per terra) per la cucina (dei tuoi genitori ;-)!).

C'è una cosa però che la piccola rompiscatole Vaniglia ha capito da questa esperienza londinese.
Ce ne sono molte, e belle, ma una di queste, forse la mano tangibile, è stata veramente folgorante per me.
Come direbbe la mia amica (e mezza conterranea! ;-P) Juls, una che di passione ne ha da vendere e  che a volte penso riesca a leggermi direttamente nell'animo, tutto questo "si può fare".

La fotografia, la cucina, i pensieri condivisi, il blog e tutto il resto: si può fare.

E' vero, ed ogni comunicazione del Food Blogger Connect mi sembrava trasmetterlo.
L'intervento di Sarka Babicka proprio sulla luce in fotografia, il workshop con Ellen Silverman, sembravano dire "prova, ecco come", e con un'apertura mentale nel fare le cose che certi soggetti perfezionisti e precisini come me non hanno, e a volte si impuntano, e fanno il doppio della fatica anche solo per decidere di postarla, un'immagine, dopo una vagonata di scatti.

E' per questo che ieri, conoscendomi (e ricordando la mia ritrosia dopo l'esperienza dell'anno scorso a pubblicare il post - chissà poi perchè se le riguardo adesso quasi mi piacciono, quelle foto!), vi ho lasciato promettendovi un racconto (almeno due foto, no?) di questa esperienza: sapevo che solo così mi sarei autocostretta a pubblicare, e nonostante io veda mille difetti in anche in questi scatti, e abbia in realtà fotografato molto poco (sì, è vero, mi distraggo! e poi mi sento sempre un po' strana, sposterei il cibo mille volte ma mi vergogno di sottoporre persone che non conosco alle mie paranoie fotografiche, e soprattutto farei miliardi di scatti in più!!!), l'esercizio spirituale di oggi è: non farsi trascinare dal perfezionismo, ma osservare le proprie foto immaginando in modo critico come avrei potuto fare per migliorarle... e magari, per una volta, provare a godermele anche un po'! ;)











______________________________________________
Due parole su Ellen Silverman.

Questa famosa, piccola (di statura, cosa che la colloca immantinenti nella categoria delle persone simpatiche ;-)) grande fotografa è autrice di meravigliose famose foto, tra le quali, tanto per citare un esempio, quelle dell'ultimo noto libro di Gwyneth Paltrow .
E' una persona estremamente disponibile ed intelligente, che ha dedicato la sua pausa pranzo (e anche di più) della domenica a "fare revisione" alle nostre foto, quelle dei rispettivi blog intendo, dando consigli personalizzati ad ognuno ed analizzando insieme gli scatti di tutti.
Mi ha colpita veramente tanto. Tutta la mia simpatia e la mia stima!
(E il workshop è stato meraviglioso!)





______________________________________________
Studiare, studiare, studiare.

Trai miei tanti difetti, c'è che sono una che ama studiare.
Sì, lo so, è anche un pregio.
Però il mio già citato perfezionismo mi spinge a voler a volte studiare "troppo". Mi pare sempre poco o incompleto insomma. Non mi decido a dire basta.
Certo questo ha anche i suoi risvolti positivi (imparo delle cose!).

Nel caso dei due workshop di food-fotografia finora seguiti, così, ho colto l'occasione per acquistare e leggere  con un po' di anticipo, due libri sul tema, uno per ogni workshop.
Di uno vi avevo già parlato tempo fa (eh, ma adesso che mastico l'inglese, quello scritto direi meglio va', è tutta un'altra cosa!), ed è questo:

Plate to Pixel,
di Hèlene Dujardin (e scusate se è poco!).


Allora si trattava di un workshop in italiano, e quindi ho potuto sobbarcarmi un libro in inglese, mentre stavolta che dovevo affrontare la grande montagna inglese, ho deciso di rilassarmi con un libro a tema, ma nella mia lingua, anche perchè lo puntavo da un po' e quando ho visto disponibile la versione italiana mi sono fiondata a razzo.

Si tratta del libro della Young
Fotografare il cibo: da semplici istantanee a grandi scatti


Volevo solo spendere due parole per fare un miniconfronto tra i due, e magari, se altri di voi ne hanno uno o entrambi, condividere qualche opinione.

Premetto che io ho un approccio estetico.
E che adoro qualsiasi libro sulla fotografia di cibo.
(vi sto forse dicendo che non sono tanto attendibile??? ;-))

Il libro della Dujardin ha foto più belle. E su questo non si scappa.
Ed è un buon libro per iniziare (altro mio difetto "perfezionistico", io mi sento sempre come fossi all'inizio), per chi deve cominciare ad usare la reflex e soprattutto per entrare nel merito dello styling e della composizione (chi, meglio di lei?;)).
Io ne adoro le foto e lo sto consumando a forza di sfogliarlo.
Ho letto commenti poco entusiastici (su amazon) sul livello ritenuto troppo "basale", altri "troppo tecnico". Vacci a capire qualcosa... ;-). Io, che l'ho acquistato quando già usavo la reflex da un po' e comunque non ero una "novellina", lo trovo meraviglioso.
Sarà che ritengo l'osservazione di belle foto la migliore fonte per apprendere...

Il libro della Young invece è ben fatto, meno "scintillante", a livello di immagini, ma molto chiaro e metodico come impostazione e spiegazioni.
Anche questo secondo me molto utile per iniziare, e devo dire, dal mio punto di vista, sempre lì a cercare di capire se e come cominciare a foto anche con luce artificiale (per salvaguardare il mio sistema nervoso), con più spazio per questa modalità di illuminazione

La Dujardin, come molti fotografi di food, predilige la luce naturale, e fa bene (ma avete visto in quali meravigliose condizioni illuminative scatta? ;)), anche se lei stessa dice che per lavoro si trova a dove affrontare diverse situazioni di luce per cui può risultare utile saper fotografare anche con luce artificiale.

La Young dedica, a me sembra, più spazio "tecnico" a questo tema, e quindi trovo il suo libro molto utile per quello che sto cercando di capire adesso.


Ok, dovevo fare un post breve! ;)




31 commenti:

  1. Ero scettica pure io.
    Essendo della scuola "prova, sbaglia, impara" ero dubbiosa fino alla fine. Ma appena Ellen Silverman si è presentata ho capito che era il workshop migliore del FBC.
    Mi ha convinto. Mi sono sentita a mio agio. A volte molte fotografie del web mi sembrano standardizzate, poco emozionante. Lei guidava tutti verso un proprio stile. Dava consigli, non paletti.
    Vedere poi cosa le blogger più brave di me fanno, mi ha dato un pizzico di sicurezza.

    E tu ora mi hai convinto anche ad aggiungere un libro in più in libreria :)
    Mentre sto capendo dove posso nascondere il cartoncino nero/bianco in casa.

    RispondiElimina
  2. Grazie dei suggerimenti per i libri indispensabili ad una come me proprio alle prime armi! Ho iniziato anch'io a comprare cartoncini bianchi, neri e di tutti i colori! :)

    RispondiElimina
  3. Che meraviglia deve essere stato questo workshop!
    Dovrei far tesoro delle parole che hai scritto e cercare di apprezzare le mie foto senza doverle necessariamente criticare e "smontare" sempre.
    Ci proverò!
    Intanto complimenti per i tuoi scatti

    RispondiElimina
  4. L'anno prossimo vengo anche iooo!

    RispondiElimina
  5. Cara Ross, mi sono letta il tuo post in apnea!! Sono rapita dalla FoodPh. e starei delle ore a guardare immagini di Food.
    Allora, andiamo per ordine.
    Le tue foto sono bellissime ma dato che tu sei come me non saremo mai contente e troveremo sempre mille difetti perchè noi siamo perfezioniste e studiose e questo se da un lato ci stimola ad andare avanti, dall'altra crea enormi frustrazioni (dimmi che è vero e che succede pure a te!)
    Per quanto riguarda i libri che citi, li ho entrambi. Il secondo ho scoperto solo dopo che esisteva tradotto in italiano ma io ce l'ho in inglese, pazienza, ci metterò di più e farò esercizio con i vocaboli (che mi serviranno per il prossimo FBC), mentre il primo non l'ho ancora letto. Ho letto un commento molto critico sul libro Plate to Pixel dove si riportavano una serie di errori tecnici e fotografici ma mi riservo il diritto di confermare o meno la critica quando lo leggerò (perchè devi sapere che a me piace andare a verificare le critiche quindi andrò anche a studiarmi informazioni in più). Sei bravssima e il tuo blog mi piace sempre di più!! un abbraccio

    RispondiElimina
  6. porti anche me l'anno prossimo???
    anche senza blog?
    f

    RispondiElimina
  7. Bene...leggendo il tuo post e gli altri commenti mi sento sollevata! E' da poco che ho ripreso la macchina fotografica tra le mani e da pochissimo che mi sono messa a fare foto dei piatti che preparo...ogni volta mi sembra che le foto non siano ...ABBASTANZA...belle, luminose, espressive...ma questo poi mi spinge inevitabilmente a migliorarmi anche se alle volte mi butto giù! :)
    Trovo che le tue foto siano bellissime...e per me sei fonte di ispirazione. Continua così!!

    RispondiElimina
  8. Commento di prova con annessa domanda: ma blogger è impazzito?

    RispondiElimina
  9. Risposta: no, mi sa che è il browser che si è mangiato i miei commenti! :(

    RispondiElimina
  10. non solo si può fare, ma per me ce l'hai fatta, vaniglia cara! Sarka e Regula mi hanno chiesto il tuo indirizzo di blog, sei stata simpatica a tutte e tutte hanno commentato: è venuta qui studiando inglese per 2 mesi? è pazza, ci piace!!
    vedi?!?!?!?!?
    ecco, finiti i punti esclamativi e di domanda, mi impegno a scrivere il post per domani, ma non so da dove iniziare, perché hai detto tutto, meravigliosamente e conciso, senza dimenticare nulla.. sono felicissima che tu sia venuta, la prima di tante avventure!
    baci

    RispondiElimina
  11. Bellissimo post!! E bellissimo anche il "non solo si può fare, ma per me ce l'hai fatta, vaniglia cara!" nel commento di Giulia qui sopra.. credo che riassuma un po' il pensiero di tutti noi! ;)
    Per quanto riguarda i libri, non ho quello della Dujardin, ma ho (da poco e in inglese) quello della Young che ho trovato molto utile soprattutto perchè spiega bene come fare le foto a casa sia di giorno sia di sera.. e per chi come me ha una cucina piccola (per di più esposta a nordest) ed eventualmente un piccolo balcone per fare foto quel libro offre ottimi spunti.
    Piccola nota: i commenti di amazon Italia sono molto diversi da quelli di amazon Uk (dove il libro della Dujardin ha 5 stelle su 5 su tutti gli 11 giudizi) quindi alla fin fine credo sia un ottimo libro.. anche perchè mi fido molto dei vostri giudizi :P

    RispondiElimina
  12. Beautiful images - sorry I can't read or comment in Italian.

    RispondiElimina
  13. Brava Ros! fiera di te, che sei riuscita in un'impresa per me enorme: imparare l'inglese e prendere armi e bagagli per andare a Londra :) Brava brava e brava!
    PS: ho entrambi i libri ma il primo lo sfoglio solo... ora sai il perché.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È vera solo la seconda: prendere armi e bagagli... Per la prima c'è ancora veramente molto da galoppare.. Però leggerlo adesso è tutta un'altra musica!!!

      Elimina
  14. Rossella, caspita, che meravigliosa esperienza! Posso invidiarti un pochino?
    Ti capisco, per la voglia di studiare e di migliorare sempre di più, ti capisco per il discorso sul perfezionismo. L'unica differenza (piccola eh :P) tra me e te, però, è che tu fai fotografie magnifiche!!
    Quanto ai libri, ho comprato e letto quello della Young e sono d'accordo con te: le immagini non sono bellissime ma è molto tecnico, dettagliato, ben spiegato e alla portata. Plate to pixel volevo comprarlo ma...lo ammetto: sto sperando che lo pubblichino in italiano hihihi :P

    RispondiElimina
  15. nooooooooooo !!!
    ma sei troppo forte Rossella!!
    quando ho letto che partivi per il FBC pensavo che sapessi parlare bene l'inglese :)
    ti faccio i miei complimenti per le foto, per il coraggio e per la tenacia che hai messo!
    e non parliamo dello scrivere, il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo, sembrava di essere lì accanto a te!
    sei in gamba!! ma veramente :)))
    già mi piaceva di mio andare a questo evento mah mi dicevo sempre: "ma dove vai se non sai parlare bene l'inglese?" ora mi hai talmente entusiasmato e contagiato che come faccio a venire? ed ho pure studiato a Londra?! ma non me lo ricordo più!
    son passati tanti anni oramai...
    E tempo ora per riprendere in mano i libri non ce l’ho? :)

    mi è venuta un'idea: non possiamo organizzare un viaggio con volo + hotel + guida per il translate per le food blogger che non sanno parlare bene l’inglese? :D

    Se siamo in tante ad andare ci costerebbe anche meno il viaggio e il pernottamento no?

    P.S.: dato che siamo in tema di fotografie ma con quale cellulare hai fatto le foto del primo racconto? No perché io ho l’iPhone ma così non mi vengono eheh ma anche del secondo racconto l’hai fatte con il cellullare?

    P.S. bis: certo è che deve essere stata un’esperienza impagabile conoscere tutte queste belle persone :)

    P.S ter: e Londra? Beh che dire è sempre bella da scoprire!

    a presto cara rossella :)

    RispondiElimina
  16. allora, vediamo se riesco a rispondere a qualche commento, oggi non c'è stato verso, nè qui nè in giro per i vostri blog... :(

    *rossella: hai detto bene, anche a me ha fatto sentire a mio agio, no, anzi, è stata proprio simpatica, empatica! Ma, quale libro??? ;)

    *cucinalà: tu non ci crederai, ma dovrò iniziare anche io... per ora ho solo uno striminzito cartoncino bianco!

    *elisa: come ti capisco! alla fine della fiera le mie foto che mi piacciono sono veramente poche... Esercizi spirituali. Mi sto impegnando... :D
    ps. sììììì!!!!

    *roberta: non hai sbagliato di una virgola, il tuo commento sembra scritto da me!
    Per quanto riguarda il libro della Dujardin, io finora non ho trovato errori... Mah, sarà per la mia scarsa conoscenza dell'inglese, o della fotografia??? ;)
    grazie di tutto, da quando vieni a trovarmi non faccio che aspettare un tuo commento! :)

    *franci: tu l'anno prossimo vieni come mia interprete personale. E con lo scialletto rosso. ;)

    *nadia: scatta, scatta, scatta! Io, lo confesso, non sono mai soddisfatta, però se guardo indietro non posso fare a meno di vedere i miglioramenti, quelli sì!! Grazie..

    *Juls: che carine che siete tutte!
    E che dire, sentirsi bene con la propria pazzia e in mezzo a quella degli altri e poterla condividere è meraviglioso!

    *habemus pappam: abbiamo la casa esposta uguale (ok, io no balcone...)??? Grazie per gli incoraggiamenti, e sì, è vero, avevo notato anche io la difformità di pareri su amazon italia vs altri.
    Io la adoro, la Dujardin. Non posso commentare! ;)

    *Sally: thank you so much!!! To read my post you can choose your language and translate using the tool in the right column, above the cat... ;-P
    Sorry for my not good english!!!

    *Elisa: eh, ma le tue foto non sono solo belle, ma dotate di soggetti oggettivamente buoni, si vede ad un miglio!!! (io ci ho pensato, per un attimo, ad aspettare, ma è stato un nanosecondo, non ho potuto resistere...)

    *carla, grazie!!!
    Beh, direi che ci portiamo *franci, di qualche commento sopra, come interprete!
    Le foto del primo post le ho fatte con l'Iphone.
    Confermo, non vengono un granchè. Gli "effetti"li fa Instagram, però l'inquadratura è un bene inalienabile, e questa è una cosa a cui la sottoscritta crede fermamente!
    Grazie, cara Carla, sempre belli i tuoi commenti!


    RispondiElimina
  17. cara ross, oggi è giornata di nipotine. e so che tu puoi capirmi...ho letto il tuo post in diversi momenti e ne ho ancora un'idea un po' frammentata. quella che è chiarissima invece è la tua grande emozione, la voglia di imparare come quando da piccole abbiamo fatto il primo incredibile passo per poi camminare, o come quando comiciavamo il quaderno nuovo alle elementari. sei così bella. e piena di cuore. e le tue foto, no no, non seguono mode.
    ecco, ho acceso il pc perché soprattutto avevo voglia di non lasciare vuoto il mio spazietto, di farti sentire che ci sono anche io. buonanotte.

    RispondiElimina
  18. ah ecco!

    non mi sono espressa bene prima perchè volevo intendere l'effetto che avevi usato con il cellullare, immaginavo che c'era di mezzo un' applicazione per iphone ma pensavo che fosse Tiltshif in quanto ci sono dei punti messi a fuoco e altri sfocati...invece nada :)

    per l'inquadratura delle foto sono d'accordissimo con te, ci vuole occhio per fermare in una foto le emozioni e le sensazioni che si provano in quel momento. è questo quello che più mi piace nello scattare una foto: comunicare uno stato d'animo e andare al di là della immagine per far sognare e far vivere un'atmosfera. una foto deve avere la capacità di raccontarti e trasmetterti qualcosa e tu lo sai fare bene :)

    un bacio

    RispondiElimina
  19. Eh ma mi sa che nemmeno io aspetterò ancora per molto: massimo massimo a Natale, dev'essere sulla mia libreria (anzi sul mio comodino, come una Bibbia :P)

    RispondiElimina
  20. Ross! Che meraviglia di post! Me lo sono davvero goduta. Ho appena comprato la mia *prima* reflex e... ho tutto da imparare, cosa te lo dico a fare ;)
    Intanto ordino qualche libercolo ;)

    RispondiElimina
  21. ogni volta che indosso lo scialletto rosso faccio una foto da pubblicare SOLO PER TE in instagram... poi di solito non mi piacciono (mi avrai attaccato la malattia dell'insoddisfazione fotografica???) ma prometto che mi impegno e prossimamente ci vedrai!!!!

    RispondiElimina
  22. ah... già ci vedo in giro per Londra!!!

    RispondiElimina
  23. semplicemente innamorata. non ho nemmeno uno dei due libri, tocca rimediare. bacino! sere

    RispondiElimina
  24. Hi there, it was lovely meeting you at FBC! I really love your tart carrier bags, so pretty!!!
    I'm sad I can't read your blog post but the pictures speak a million words! Take care x
    Regula

    RispondiElimina
  25. Felice di leggere questi post legati ad un'aesperienza che nonstante piccoli ed iniziali "disguidi" si è rivelata speciale per te (detto tra noi, ma i traduttori non c'erano?? non per nulla, ma di solito negli incontri a partecipazione internazionale vengono distribuiti...piccola e inutile parentesi la mia, solo una curiosità!!) E poi come sono stata contenta di conoscerti via foto, proprio molto (e non mi ricordo se già ti ho scritto di ciò...sono smemorata, sonogiorni pesantini da queste parti...in caso mi scuso!! Belle le foto, belle le tue descrizioni e assolutamente desiderabili i libri consigliati sul finale, vorrei sfogliarli entrambi per scegliere il preferito!! Un abbraccio =) Lys

    RispondiElimina
  26. Quello di Hélène l'ho preso anche io, mesi fa alla Cocotte :)
    Pieno di spunti si, perà alla fine, stringi stringi, la pratica é la sola vera maestra.
    Ciao bella scolaretta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, diciamo che l'altro è più "didattico", mentre questo semplicemente più "bello". Trovo che osservare sia fondamentale. Il senso di certe cose poi ti rimane dentro...

      Elimina
  27. Ciao! :o)
    Sono tornata dopo un bel po' e non vedevo l'ora di ritrovarti.
    Il tuo blog, se possibile, mi sembra ancora più bello.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...