mercoledì 30 novembre 2011

mousse ai (gambi di) finocchi


Ecco la seconda ricetta, praticamente al volo, della settimana anti scarti-sprechi in cucina. ;-)
Anche questa viene dal libro di Lisa Casali di cui abbiamo già parlato.
Sto cominciando a capire che il frullatore ad immersione è il migliore amico della cuoca anti-sprechi.
La ricetta è semplice, semplicissima, quanto geniale, di quelle che neanche fai in tempo a scriverla, solo che non ci avevi mai pensato (perlomeno io!).
La cosa bella, di questo modo di cucinare, è il concetto che sta alla base, anzi, meglio, il modo di guardare alcuni ingredienti. Nel senso che dopo due, tre ricette, ti scatta un interruttore in testa e te ne vengono in mente tantissime altre, come se fino a quel momento non avessi mai preso in considerazione tanti ingredienti che invece avevi sotto gli occhi!

Quindi questa non-ricettina si fa così:
Lavare benbene e tagliare a rondelle i "gambi" (le "corna"?) e le barbe di 4 finocchi (o quelli che avete e disposizione, che state usando per la vostra ricetta "gemella"), tritateli finemente con frullatore ad immersione aggiungendo ad occhio olio extravergine d'oliva, sale e pepe.
Raccogliere con un cucchiaino l'eventuale acqua di eccesso e usare la mousse per farcire dei crostoni di pane rustico (e buono! ;-P).

lunedì 28 novembre 2011

passatelli alle (bucce di) carote ;-)

e la settimana della cucina low impact!


A volte sono insanamente orgogliosa della mia spazzatura. Quando cresce lentamente, quando è "pulita", e "magra". Altre volte invece mi imbarazza piuttosto sanamente. Si tratta dei casi in cui la raccolta della plastica cresce un po' troppo nell'arco della settimana. Poi ci sono i casi in cui mi vergogno da morire. Sono quelli (rarissimi, per fortuna) in cui si rovina il cibo, anche solo un pezzetto, e quindi finisce per essere buttato.

C'è questa mia vecchia, solida fissa, che mi ronza da sempre nelle orecchie, come sapete, e che periodicamente raggiunge dei veri picchi. Questo è uno di quei picchi e la fissa è quella per gli sprechi in cucina.
Spesso su questi schermi ricette improvvisate solo per usare un rimasuglio di ricotta, gli albumi avanzati, il pane raffermo.
Mi domandavo però in questi ultimi giorni cosa sia da considerarsi effettivamente spreco. Si tratta solo di un pezzetto di formaggio scamuffo o di un albume che rimane (giammai! ;-)) inutilizzato, o possiamo considerare sprechi anche quelli che abitualmente siamo abituati a chiamare scarti?
Sì perchè, bilancia alla mano, le percentuali di peso del cibo che non siamo abituati a considerare edibili, rispetto al peso totale di frutta e ortaggi, sono veramente alte.
Quindi perchè non cucinare tutto, ma proprio tutto di tali frutti della terra?
Perchè non solo questo potrebbe giovare al portafoglio individuale (cosa che di questi tempi sarebbe quasi à la page), ma anche e soprattutto all'impatto ecologico globale di quello che mangiamo: ogni singolo frutto della terra, infatti, viene innaffiato, nutrito, gestito, raccolto, trasportato. C'è lavoro dietro, ma anche acqua e risorse, oltre che, ovviamente ed in generale, energia.
Quindi buttare il 40% di quel frutto è di fatto buttare la stessa percentuale dell'acqua con cui è stato innaffiato, dell'energia che ha "succhiato", del carburante (speriamo poco) che lo ha trasportato.

Quindi è deciso: l'argomento di questa settimana (poi me la pianto, e ricominciamo con i post "misti"! ;-P) saranno ricette che impiegano (anche) parti di frutta o verdura che di solito finiscono in pattumiera (non fate quella faccia perchè vi assicuro che è una cosa ganzissima!), con l'unico accorgimento, secondo il mio modesto parere, di usare solo frutta e vedura bio, locale, di certa provenienza, della contadina, del vicino, dell'albero di casa, quello che volete basta che sia sana al 100% e non trattata con pesticidi o fitofarmaci (cosa che io già faccio a prescindere dall'uso delle bucce e/o simili, e che consiglio cmq a tutti! ;-))...

Alcune, come quella di oggi (con qualche aggiustamento di comodità), provenienti da un libretto a tema (e molto azzeccato, oltre che utile), di cui vi avevo parlato tempo fa, scritto da Lisa Casali, su ricette che impiegano avanzi e scarti; altre, made in casa-vaniglia, covate nel delirio frutto di quella fissa di cui sopra... ;-).

passatelli di carote (di Lisa Casali)
ingredienti
5 carote, la buccia* (le ho pesate, a me venivano 100gr circa)
brodo (io ho messo brodo di verdura)
2 uova
200gr di pangrattato (io ho ne ho messi 100gr)
200gr formaggio grattugiato (io ho messo parmigiano, e un poco di pecorino romano)
1 pizzico di noce moscata grattugiata
la scorza di un limone grattugiata
sale e pepe (io non ne ho messi, dato che i formaggi usati erano abbastanza saporosi...)

Tritare finemente le bucce di carota* (io ho usato il frullatore ad immersione), aggiungendo manmano tutti gli altri ingredienti (escluso il brodo! ;-P), sempre con il frullatore e finendo aiutandosi con un cucchiaio di legno e/o con le mani.
Bisogna ottenere un impasto non troppo appiccicoso, aggiungendo altro formaggio o altro pangrattato se occorre (ovvero nel caso l'impasto risulti troppo morbido, a me non è servito per ottenere una palletta compatta e unita, anzi ho messo la metà del pangrattato indicato).
Scaldare abbondante brodo in una pentola.
Cominciare a formare i passatelli utilizzando lo schiacciapatate (che io, ovviamente :-(, non avevo, e che ho sostituito con la schiumarola, ovvero schacciando palline di impasto su un tagliere di legno, alternandola alla grattugia a fori larghi per riposare la spalla! ;-P).
Se avete lo schiacciapatate la ricetta indica di lasciar cadere i passatelli direttamente nel brodo bollente, se (e non credo), procedete con i metodi rudimentali de Vaniglia, raccogliete i passatelli in una ciotola (io lo farei comunque, perchè cuociono veramente in pochissimo tempo, e non vorrei rischiare di avere nello stesso piatto due diversi livelli di cottura).
I passatelli sono cotti, e pronto per essere serviti, non appena risalgono in superficie, e cosa importantissima da dire, sono buonissimi!!!
[vi metto qua sotto anche una fotina dei passatelli crudi così vedete l'arancione, io gli ho voluto bene già mentre li impastavo, nonostante mi abbiano quasi lussato una spalla! ;)]

*per queste preparazioni io lavo benissimo le carote con l'aiuto di una spugnetta di saggina (o simili) prima di togliere loro la buccia col pelapatate


venerdì 25 novembre 2011

roma, piazza campo dei fiori.



















A volte Roma la perdono.

;-P

buon finesettima a tutti. di passeggiate e mercati e lavoretti di maglia spettando il Natale.

(in questa settimana di chiacchiere e foto mi si sono accumulate una caterva di ricette. statev'accuorti! ;-))



mercoledì 23 novembre 2011

my 7 links project (come una retrospettiva!)

Difficilissimo!!!!!

Appena letto da Labna,  questo giochino mi è piaciuto tanto (e, nonostante la mia idiosincrasia per le catene, ho addirittura pensato che mi sarebbe piaciuto farlo a mia volta).
Scoprire poi, nei giorni successivi, i post preferiti di amiche come Giulia e Maria Francesca è stato divertentissimo. Conoscere meglio attraverso questo giochino una persona incontrata di recente a causa della comune passione per la fotografia è stato utile e bello.
Ma adesso, adesso che Francesca, e poi anche Silvia, hanno invitato me (che nel frattempo stavo in quel di Sicilia e quindi sono terribilmente in ritardo su tutto), sono nel vero panico.

Motivi del panico:
  1. ci metto un sacco a fare i post con i link e le foto (il pandoro che in questo momento sta lievitando, da ore e ore, mi mette molto meno pensiero);
  2. i miei post sono per me tutti uguali: 400 e rotti figlietti e nessuna preferenza, a parte quelli che fotograficamente non mi soddisfano, emh, sì, almeno 350. ma non pensate che questo riduca il ventaglio della scelta a cui mi sto per sottoporre, perchè non si possono mica escludere le cose buone mal fotografate. o si?
  3. guardare indietro un po' mi piace un po' no. In linea di massima, ed in effetti, meglio avanti. O_o

Ppperò: avevamo in programma una settimana di chiacchiere più ricette. Quindi che chiacchiere e ricette siano!
Mi sottopongo dunque alla retrospettiva, anche se per ognuna delle 7 categorie proposte vorrei mettere almeno sette post! ;)

Il gioco consiste nel trovare tra tutti i post di Vaniglia 7 articoli: il più bello, il più famoso, il più controverso, il più utile, quello il cui successo (mi) ha sorpreso, quello trascurato ingiustamente e, alla fine, il preferito.

Comincio con il più difficile:

IL POST PIÙ BELLO

Allora, facciamo così. Quasi tutti miei post rimandano (me stessa) ad uno stato d'animo (vabbè, per l'80% dei casi lo sbraitare appresso alla foto! ;-P). E ci sono molti post che a me piacciono perchè sono l'istantanea di una sensazione (o del ricordo di questa, nel passato) legata al cibo.
Questo post più di altri: ricordo l'attimo esatto in cui ho immaginato come fare i biscotti, cioè esattamente mentre versavo gli ingredienti, un po' "a matto", o meglio "a simmetria", come spesso mi capita e tanto mi piace, la persona a cui pensavo mentre annusavo l'odore dell'impasto (un impasto scuro, sano, dal sapore deciso), e la sensazione che avevo fotografandoli, o meglio fotografando qualcosa che rimandava ad altro, e che tanto lo identificava...
I biscotti da uomini - di grano saraceno e zucchero integrale



IL POST PIÙ FAMOSO

Dunque, cosa potrebbe significare "più famoso"?
Perchè se si tratta di quello statisticamente più cliccato, allora, andate giùggiù in fondo al blog, e trovate un minipodio dei 4 post più cliccati, e non credo proprio che siano i più "famosi", come riscossione di successo di pubblico intendo, del blog (la ricetta delle mele al forno, lo ammetto, è favolosa, ma cavolo, la foto è inguardabile (e anche un po' antica), tanto che pensavo qualche gg fa di rifarle rifotografarle e sostituirle!)
Quindi, che so, potrei usare come parametro gli accessi del giorno in cui l'ho postato, oppure i commenti ricevuti, magari barando un po'.
Sì perchè ho intenzione di mettere la torta al grano saraceno che vi è piaciuta tanto (ma magari i commenti son tanti perchè io nel frattempo ero andata in vacanza e nulla scorreva su queste pagine! ;-P)





IL POST PIU' CONTROVERSO

Dunque, anche qui, sul "controverso" si può dir molto, a livello di interpretazione.
Diciamo che l'articolo scelto in qualche modo lo è, anche solo perchè nella mia ordinaria follìa avevo sì postato un must della patisserie francese, però prima parlato per ore della pasta madre definitivamente stecchita in frigo. E' controverso anche perchè ancora io stessa non riesco a spiegarmi come mai allora la pasta madre non abbia avuto seguito, mentre adesso, nel mio secondo tentativo ormai in atto da quasi un anno, io panifichi allegramente senza aver mai sprecato un solo grammo di lievito madre e senza aver mai ancora solato una lievitazione (?). E cmq., come volevasi dimostrare, questa è un'altra storia e ne parleremo più avanti:







IL POST PIÙ UTILE

Ragazzi qui non posso fare a meno di mettere un kit di link: è il kit della colazione autarchica. Cosa c'è di più utile di un inizio di giornata meno industrializzato possibile? (e soprattutto cosa c'è di più utile, nel podio di più utili, che evitare di buttare l'odiata panna liquida che quando serve manca mai e quando invece l'accattate non ricordate più il perchè a due giorni dalla scadenza?)
Vi propino questa favolosa (a mio parere) parure dell'autarchia, con gli elementi base della colazione: fette biscottate, burro, marmellata, croissant, brioche parisienne, pancarré, muesli, biscotti da inzuppo, biscotti da caffé. Se avete una mucca a disposizione, tanto meglio!


In generale, paginetta di ricette dedicate alla colazione


IL POST IL CUI SUCCESSO MI HA SORPRESO

??????
Domanda di riserva?
Ci sono dei post che ci piacciono di più, e degli altri che ci piacciono di meno. Ma successo è una parola grossa. Però c'è un post che vi è piaciuto un sacco, pur trattandosi di una specie di non-ricetta.
Le trofie spazio-temporali, cotte in 7 minuti netti in un'unica pentola insieme al sugo. Al vertice della categoria "ricette per la sopravvivenza quotidiana".
Piace anche a me, in effetti. :)



IL POST TRASCURATO INGIUSTAMENTE

Sì, vabbè che si tratta di fatto di tre anni fa, che ero praticamente all'inizio del blog, che dalla foto non si vede nulla e che ....
Forse non è stato trascurato ingiustamente, in effetti. Solo rimane un po' indietro nel tempo.
Poi ve li avevo ripropinati anche il dicembre successivo, ma postati praticamente il giorno di Natale, chi li vede???

Cookies al cioccolato (e fragole essiccate) di Pierre Hermé












IL POST PREFERITO


Credo sia questo. Non in particolare per la ricetta. Sì, buona, ma nulla da strapparsi i capelli.
Ritorno al tema della "sensazione" che alcuni post portano con sè, e alla loro capacità evocativa.
Questo post mi rappresenta "meglio", perchè ci sono foto che mi piacciono, c'è il cibo, ma soprattutto ci sono gli alberi, le foglie gialle dei tigli sotto casa, inquadrate esattamente come le vedono i miei occhi, nell'istante che preferisco, ovvero un attimo prima che si stacchino e cadano a terra!

Muffin alla zucca, ecco il post! ;-)

Non vorrei trascinare nessuno nella catena, per l'idiosincrasia di cui sopra e perchè mi sembra che questo giochino abbia già fatto i suoi giretti per il web e che abbia più o meno esaurito il suo corso...
Però, se dovessi dire da chi mi piacerebbe leggere le risposte a queste link-domande, beh, una personcina ci sarebbe... ;-P
Si tratta di Carolina di Semplicemente Pepe Rosa (chissà quanti altri l'avranno invitata, e magari lei sta facendo, come si dice a Roma, la vaga.... ;-))....
Ahhhh, e poi ci sarebbe Edda di Un Déjeuneur de Soleil!!! Che non vogliamo pure esportarla, la (seppur divertente) minitortura???

Intanto un bacio a tutti, e buone letture sparse qua e là!


lunedì 21 novembre 2011

expanificio. l'osteria.

Non un posto a caso.



Sono fritta, stanca, un po' senza forze (ma in ripresa - ho deciso!).
Avrei voluto prolungare la "settimana della colazione" con ancora un paio di ricette, e sono piena di foto ma non riesco a fare ordine nell'archivio, a scrivere, a raccontare.
Al tempo stesso però mi si sono accumulate anche un paio di cosette da comunicare.
Allora ho pensato che questa settimana (se mi passate qualche ritardo sulla marmellata di prugne tardive e vaniglia, che slitterà di qualche giorno! ;-P) la dedichiamo al chiacchiericcio (con ricette e retrospettive!), e che questo chiacchiericcio a tema può iniziare con una comunicazione che ho scritto di getto qualche notte fa, in Sicilia, al ritorno da una cena in uno dei migliori posti che mi siano capitati negli ultimi mesi (ed infatti negli ultimi mesi ho avuto la fortuna di poterci andare per ben due volte!): Agrigento, piazza Sinatra 16, Osteria Expanifico.

L'Osteria Expanificio è un ristorante nuovo, sorto dove negli anni '60 esisteva un panificio (e potete immaginare quanto per me sia evocativo un nome del genere!), curato nello stile ma soprattutto nella cucina, quella tipica del territorio agrigentino, con un pizzico di creatività ponderato, senza strafare, di quella creatività sobria che si attiene ai sapori schietti, reinterpretandoli, ma con il rispetto dovuto al cibo e al luogo.
Il menù è semlice e ricco al tempo stesso, varia stagionalmente ed è sorprendentemente "buono". Il servizio è ottimo, l'ambiente caldo ma non eccessivamente "rustico": sobrio, pulito, lascia il giusto spazio al cibo pur essendo estremamente curato.
Subito la caponata di melanzane, perfettissima, non potevamo farne a meno (la seconda volta dopo questa estate). Poi un risotto al nero di seppia, buonissimo (quest'estate avevo ordinato pesce spada alla plermitana, con mollica saporita ed aromi, ed era altrettanto buono). In chiusura il parfait di mandorle, una preparazione superlativa che mi ha fatto innamorare di questa ricetta (anche questo dolce assaggiato lo scorso luglio, e di cui ero rimasta folgorata).
Ho avuto modo di scambiare qualche parola con lo chef Mario Alfano, persona gentilissima, di quelle a cui hai il piacere di stringere la mano, che pensi che bello che il mio cibo oggi lo abbia cucinato lui. Grande esperienza ai fornelli, ed estrema cura nello scegliere gli ingredienti, tutti freschissimi, di prima qualità, locali.

Tutto buonissimo. Sì, credo di averlo detto più volte, ma vi assicuro mi mi sembra opportuno ripetere.
Se vi capita di fare un salto in zona, fate una cosa per me: andateci. Sì, andateci per me, perchè merita, e perchè in quel momento vorrei essere lì anche io.

Poi, fatemi sapere. Non vedo l'ora!!!!

info:
Osteria Expanificio

Piazzetta Sinatra, 16, Provincia di Agrigento
Telefono: 0922 595399 - 338 1656294

www.adagrigento.it/adagrigento/mangiare-ad-agrigento/ristorante/osteria-ex-panificio.html

mes coups de coeur (dritti-dritti dal menù autunnale):
parmigiana di zucca rossa
pepata di cozze
risotto dello chef (questa volta con seppie e nero di seppia, mantecato alla perfezione)
stinco di vitello allo zafferano
entrecote al nero d'avola
pesce spada alla palermitana
filetto di rombo agli agrumi
sformatino di zucchine (era nel menù estivo, provato, superbuono!)
caponata alle melanzane
parfait di mandorle
strudel di frutta caramellata

venerdì 18 novembre 2011

biscottini del buongiorno

con caffè, cioccolato e zucchero scuro di canna


Ora, io lo so che a questo punto della settimana "della colazione" avrei dovuto postare qualcosa come un plum cake o una crostata. Oppure che so, un bel ciambellone di quelli perfetti da inzuppo.
Solo che qualche giorno fa nel mio negozio biologico di fiducia, alla cassa, mi è caduto l'occhio su un cartoncino "equo e solidale" con stampata sopra una ricetta collegata alla manifestazione "equopertutti", quest'anno dedicata alla colazione. La manifestazione si è conclusa il 23 ottobre (sì, sono arrivata un po' tardi!), ed in effetti quello che io ho preso doveva essere l'ultimo di una serie di cartoncini.
Non so se anche a voi accade, se anche voi siete oggetto di quel sortilegio per cui nonostante abbiate a casa un numero infinito di libri di cucina (e tra questi anche la summa dei biscotti di Martha Stewart, e di cui abbiamo già parlato qualche altra volta), se per caso dal medico, parlando con amiche, su un volantino o dove volete voi, purchè effimero, fugace e veloce, trovate una ricettina di biscotti che vi ispira, avete subito la necessità di provarla. E dico subito. XD
Bene a me è successo così.
Da quegli ingredienti è venuta l'idea. Io poi li ho un po' variati nelle reciproche proporzioni, e questa è la ricetta che ne è uscita...

ingredienti
100gr cioccolato fondente a pezzetti
150gr burro a temperatura ambiente
100gr zucchero di canna grezzo
1/2 tazzina di caffè espresso
200gr farina
50gr fecola di patate

Mescolare in una terrina burro e zucchero fino ad ottenere una crema, poi, sempre mescolando, aggiungere le farine e il cioccolato tagliato a scagliette. Infine il caffè.
Con un cucchiaino mettere palline del composto (1,5-2 cm di diametro) del composto, distanziate l'una dall'altra almeno 4 cm, su un foglio di carta da forno e questo su una teglia.
Cuocere in forno già caldo a 180°C, per 8-10'.

Pare che siano buoni. Dicono! ;-P

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Questa ricetta è anche ospite su "The breakfast Review"!!! ;)

mercoledì 16 novembre 2011

confettura di uva bianca e mele


Ho come l'impressione di averci preso gusto, che con le settimane a tema...
Prima quella "della sorella", poi quella "del salato", mi sa che questa la facciamo "di colazioni", e credo che mi stia venendo in mente qualcosa pure per la prossima... ;-P
E comunque a tutti i costi dovevo parlarvi di questa marmellata di uva bianca.
Una mia vecchia fissa. L'anno scorso provai a fare una gelée di una bianca e muller thurgau che è venuta così solida che a tutt'oggi chi riesce anche solo ad infilarci la lama di un coltello potrebbe diventare il Re Artù del 21esimo secolo.
Quindi quest'anno, quando Monsieur Patou si è presentato con due chili di uva bianca che sapevo in due non saremmo stati capaci di mangiare tutta ed a breve, e stranamente non essendo particolarmente ispirata da torte (non dal farle, ma dal mangiarle, perchè il terzo passo, dopo cucinare e fotografare è quello), decisi di ritentare, ma non credendoci nemmeno più di tanto io stessa. 
Per due giorni mi sono "spizzata" le ricette che in qualche modo potevano essere "a tema" sul libro della Vassallo, e su questo qui. Poi, come al solito, a causa della mia chiamiamola pigrizia da dispensa (ovvero fare tutto con quello che si ha portata di mano), e a causa della mia poca tolleranza ai sapori molto dolci (ma starò invecchiando????? ;-P) ho risconvolto tutto e fatto di testa mia (però che belli i libri di marmellate!), e per non saper nè leggere nè scrivere, e dato che ne avevo in frigo, ho provato ad aggiungere alla preparazione il succo di mela concentrato. In mancanza aggiungerei una mela in più e userei il succo non di uno ma di due limoni... ;-D
E' venuta una delle più buone marmellate che io abbia mai fatto!
Come sapore, autunnale, e dolce al punto giusto (cioè poco! ;-P), e come consistenza.
Provata subito sul pane semintegrale alle mele, leggermente tostato!

ingredienti
1500gr uva bianca bio (1300gr pulita)
2 mele bio
500gr zucchero di canna in cristalli
50gr succo di mela concentrato
1 limone piccolo (il succo)

Tagliare gli acini d'uva a metà e togliere i semini. Lavare, tagliare e mondare le mele mantenendone la buccia, poi ridurle a pezzetti.
Mescolare la frutta, aggiungere lo zucchero e il limone (e il concentrato di succo di mela, se lo usate).
Lasciar macerare almeno un paio d'ore, poi mettere in una pentola ampia e a fondo spesso sul fuoco (moderato).
Dopo una ventina di minuti frullare con frullatore ad immersione (ma non finemente, perlomeno a me piace lasciare qualche pezzetto di frutta intero).
Proseguire la cottura per ancora un quarto -venti minuti.
Invasare quando la consistenza è ancora abbastanza "morbida".




lunedì 14 novembre 2011

i candidi biscotti da latte di Ann

ovvero pastarelle lievitate con pasta madre




Mi innamorai di questi biscotti qualche settimana fa, nell'istante esatto in cui li vidi da Annamaria, sul suo sito B per biscotto, pieno di idee interessanti e di ricette raccontate con estrema grazia e delicatezza.
Cercavo da un po' una ricetta per biscotti a lievitazione lenta, e questa è perfetta per svariati motivi: il primo in assoluto è che sono essenziali. Strepitosamente buoni perchè essenziali. Non hanno bisogno di niente, cioccolato, uvetta, nocciole per essere speciali. Eppure, nella loro normalità sono stupefacenti. Semplici biscotti da inzuppo che sanno di latte, che sanno di bianco ad essere precisi, di infanzia, e delle colazioni quotidiane da piccoli.
Il secondo motivo è che sono morbidi, o meglio che sono lievitati lentamente. Insomma fanno parte della categoria "cose panose" pur essendo biscotti. Non frolli, per capirci, ma panosi sotto forma di biscotto. Una cosa sublime, favolosa, geniale ;-P.
Il terzo motivo è che, nella dinamica di calendarizzazione dell''uso di pasta madre, a mio modesto parere lo scoglio più duro di tutta la storia, per chi si dedica a questo tipo di lievito, sono fattibilissimi e comodi da realizzare. Anche in mezzo alla settimana: io in genere lascio queste preparazione per il sabato o la domenica, momenti in cui, stando buona parte della giornata a casa, sono più gestibili le lunghe lievitazioni.
Questi biscotti invece, nonostante e anzi soprattutto grazie alla loro lunga lievitazione, possono essere preparati la sera prima di andare a dormire e cotti la mattina seguente, mente il caffè è sul fuoco, o fate colazione, o vi preparate per la maratona quotidiana.
Per la cottura impiegano infatti 20 minuti o poco più, ragione per cui, se come me impiegate quasi un'ora dal momento in cui mettete il primo piede a terra e a quello in cui mettete il primo piede fuori di casa, fate in tempo anche a sfornarli e metterne un paui in saccoccia da portare in ufficio! ;-P

La ricetta è para-para quella di Ann, eseguita con religioso scrupolo, e senza modificarne una virgola...

ingredienti - per 10 circa biscotti

100g lievito madre
50ml latte tiepido
50g burro morbido
80g zucchero di canna
1 uovo medio a temperatura ambiente
175g farina manitoba
i semi ricavati da un baccello di vaniglia
2 cucchiai miele
1 cucchiaio latte

La sera prima
Sciogliere il lievito madre nel lattetiepido e tenere da parte.
Montare il burro con lo zucchero, poi aggiungere l'uovo e continuando a mescolare per amalgamare bene. Aggiungere il composto al lievito sciolto con il latte e unire la farina precedentemente mescolata alla vaniglia, impastando, poco alla volta (la farina va aggiunta poco alla volta per evitare di asciugaretroppo il composto, in caso non usarla tutta - io ho comunque utilizzato esattamente le dosi di Ann).
Aiutandosi con un cucchiaio distribuireil composto in circa 10 porzioni, distanti almeno 4 cm le une dalle altre, su una teglia foderata di carta da forno.
Lasciar riposare nel forno spento echiuso tutta la notte.

La mattina dopo
(Sui biscotti si sarà formata unaspecie di crosticina molto sottile.)
Riscaldare il forno a 180°C.
Spennellare i biscotti con il miele mescolato al latte e infornare per una ventina di minuti circa o finché hannoassunto un colore leggermente dorato.


Sono buonissimi.
Grazie Annamaria!






venerdì 11 novembre 2011

Lo psicodramma del post del lunedì mattina

Devo inserire una nuova tag, per questo grazioso anarchico blog, che troppo spesso vive di vita propria.
Oggi blogger, non contento di mangiarmi i commento al mio e agli altrui blog, mi si è mangiato un post intero, di quelli a cui ti affezioni ancor prima di postarli, che ti piacciono e che scrivi nottetempo.
Vuoto, mangiata foto mangiata ricetta e mangiato testo.
Riscriverò tutto (diverso però, e se questo mi infastidisce per i commenti figuriamoci con i post!!!) questa sera, una volta ripescata la foto dal mio pc.
Sgrunf(2).

giovedì 10 novembre 2011

vellutata di zucca e cannellini, con pancetta croccante

semplice, quasi geniale!



Ok, vabbè, 'sta settimana la facciamo salata, così, giusto per compensare e perchè la scorsa l'abbiam fatta dolce. Andiamo con una di quelle ricette che, sì, sembrano banali, ma mica poi tantissimo!
Anzi, a dirla tutta, a casa mia si consuma un mistero ogniqualvolta io decida di fare la zuppa di zucca (o vellutata, se siete di quelli precisi che non confondono le confetture con le marmellate, come invece faccio io nel discorrere un po' sempre in velocità! ;-P)), l'ingrediente al secondo posto sul podio dell'essenziale, mi viene a mancare.
Trattasi della patata, che, voglio dire, più o meno nelle case di tutti si trova sempre, e direi che è addirittura meno esotico della zucca stessa, che appunto, sta al primo, dei posti-podio di cui sopra, per tale ricetta..
Insomma, la patata, in questa come in altre preparazioni di vellutate, ci sta un gran bene, un po' perchè dà consistenza al composto, un po' perchè in alcuni casi, come questo della zucca appunto, compensa, stempera un po' il sapore dolciastro della stessa.
Ma niente, quando in casa c'è l'una non c'è l'altra e viceversa, e quando ci sono entrambe magari è notte fonda e niente foto.
Ora, dopo questo incredibile saggio dal quale voi tutti avete dedotto quanto io sia una accorta pianificatrice delle preparazioni dedicate al blog, nel caso non fosse ormai lampante che nella mia cucina comanda il frigo, potrei anche degnarmi di darvi la ricetta, di questa zuppa di zucca senza patata ma con cannellini, inseriti appunto come misura compensativa.

[...]

Mi sono appena resa conto di aver utilizzato 1552 caratteri per esprimere (direi pure in modo alquanto sibillino), quello che avrei potuto dire con 178 e più chiaramente, ovvero: signori, ho fatto una vellutata di zucca, ma non avendo le patate, che in genere uso per compensare il sapore e la consistenza di tale zuppa, ho usato i canellini, ed è venuta buonissima!

abbiate tanta pazienza con me, infondo oggi è giovedì, gran dura giornata!!! XD

ingredienti (x 4 persone)
750gr di zucca pulita e tagliata a cubetti
1 cipolla bianca
1 carota
1 costa di sedano
230-250gr di cannellini già lessati*
olio EVO q.b.
sale q.b.
circa 1 lt di brodo (forse anche meno)
2 fette di pancetta tesa affumicata
100gr di creme fraiche o panna acida (facoltativo)

Mondare e tagliare sottilmente la cipolla, la carota, il sedano, poi farli rosolare 7-8' in una pentola capiente (che poi conterrà tutta la zuppa) con un filo d'olio.
Aggiungere la zucca a pezzetti, salare, cuocere altri 7-8' mescolando con un cucchiaio di legno, poi coprire a filo con il brodo, incoperchiare e lasciar sobbollire per una ventina di minuti.
Trascorso questo tempo aggiungere i cannellini lessati e scolati, proseguire la cottura per 5' a pentola scoperta, poi togliere dal fuoco e passare al frullatore ad immersione, fino ad ottenere una vellutata omogenea.
A seconda della consistenza rimettere sul fuoco per qualche minuto, ovvero solo se vi sembra ancora un po' liquida per i vostri gusti, e nel frattempo rosolare in un padellino antiaderente e senza l'aggiunta di nulla (vorrei ben vedere! ;-P) la pancetta tagliata a pezzetti.
Servire la zuppa tiepida con una cucchiaiata di panna acida e una cucchiaiata di pancetta.



Molto moto buona: zucca + cannellini + pancetta = abbinamento da ricordare! :-)
Il giorno dopo poi, come tutte le zuppe, è da leccarsi i baffi!

*o confezionati (il peso indicato è cmq quello del prodotto sgocciolato, che coincide con circa 400gr di prodotto in scatola, ovvero con il liquidino, da scolare eventualmente prima del'utilizzo)

mercoledì 9 novembre 2011

fegato + cipolle = preferito fin da piccola

fegato alla veneta, dalla mia tenera età!

Ecco, io a 3 anni circa impazzivo per questo piatto.
Non che non ne vada matta anche adesso, eh?
Ho penato un po' per capire se questa ricetta, che fa parte della tradizione culinaria veneta, fosse da definire come "fegato alla veneziana" o "fegato alla vicentina".
Non volendo scatenare risse, per diplomazia mi sono tenuta sulla definizione "alla veneta".
A questo punto direi che parte la consultazione tra i lettori veneti (Pica dove seeeeei????), che sicuramente sapranno anche dare utili indicazioni affinchè il piatto da me descritto risulti ancora più succulento.
Devo dirvi però, che anche così, è proprio buonissimo. La foto non mi fa impazzire di gioia ma la ricetta meritava, ma tanto tanto, quindi provatela, e tenete i vostri gatati ben alla larga! :)








ingredienti (x 4 persone)
400-500 gr fegato
2 cipolle bianche
40 gr burro (forse anche un pelino di meno)
prezzemolo

Rosolare le due cipolle affettatefinemente con il burro, tenendole coperte e mescolando di tanto intanto con un cucchiaio di legno.
Lasciarle appassire una decina diminuti o poco più, e quando sono imbiondite aggiungere il fegato precedentemente tagliato a striscioline, ecuocerlo facendolo saltare continuamente e facendo attenzione a non farloindurire (per la cottura bastano veramente pochi minuti). A questo punto salare epepare (io ho messo solo un micropizzico di sale), quindi servire conil prezzemolo tritato (direi facoltativo, perchè ionon l'ho messo ma era veramente buonissimo lo stesso).

Ho letto anche delle ricette in cui viene aggiunto un mezzo bicchiere di vino bianco prima della fine della cottura, da far evaporare prima di togliere dal fuoco e aggiungere il prezzemolo.
La prossima volta lo provo, ma posso assicurarvi che anche così era strepitoso! ;-)

lunedì 7 novembre 2011

olio al peperoncino

come una non ricetta del lunedì, ma autunnale ;-)


... non che non si possa preparare anche d'estate, eh?
Però con l'olio nuovo ci casca proprio a fagiolo, e soprattutto in fase di conserve, sotto la pioggia battente...

Mia mamma li prepara così:
Prendere 5-6 peperoncini (se sono quelli grandi ne bastano 4), molto piccanti, pulirli bene con carta da cucina leggermente inumidita ed asciugarli bene. Togliere il gambetto, tagliarli a pezzettini di circa 1 cm, metterli in un vasetto perfettamente sterilizzato e ricoprirli completamente di olio (deve superare abbondantemente il livello dei peperoncini).
A questo punto non chiudere il vasetto, ma coprire con una garza in modo che filtri aria, sia protetto dalla polvere, e non si formino le muffe.
Ogni tanto girare per evitare la fermentazione e aspettare circa un mese prima di procedere alla chiusura.



venerdì 4 novembre 2011

bonbons al cioccolato per super-mamme

(con collaborazione di super-figlie)

Cosa fa una mamma lavoratrice con tre figlie (vabbè, due grandicelle) quando una delle tre torna annunciando che il giorno dopo avrebbe portato a scuola un dolcetto per onorare un festeggiamento?
ovvio, si trasforma in super-mamma!!!
e nel manuale della suddetta, alla voce "improvvisare un dolcino veloce, la sera dopocena, quando siete distrutte e l'idea di accendere il forno vi schianta" è riportato esattamente qualcosa del genere: un dolce veloce, buono e di grande effetto, di quelli che ti stupiscono, tanto son semplici, apparentemente senza pretese, eppure così buoni che mentre li stai fotografando rischi di farti sopraffare dall' "uno tira l'altro"....
.. per fortuna li deve portare a scuola la pargola!
e a proposito di pargola, con questa ricettina si chiude la settimana della sorella (o meglio delle ricette a lei in qualche modo collegate), perchè il bello di questa preparazione  geniale, è che è così semplice ed immediata che la super-mamma può praticamente ad occhi chiusi farsi aiutare dalle proprie figlie nella preparazione, anche subappaltare loro direttamente tutto il lavoro... ;-P

ecco quanto, al volo, come dettato dalla sorellina e da me riportato fedelmente:
sciogliere in una pentola a fondo spesso 400gr di cioccolato fondente e una tazzina da caffè di olio di semi, mescolando; togliere dal fuoco e aggiungere 200gr di fiocchi di mais mescolando con un cucchiaio di legno.
Con un cucchiaino trasferire il composto in singoli pierottini da un paio di cm di diametro ciascuno, poi aggiungere qualche zuccherino sopra (se li avete), lasciar raffreddare in frigo.

Sono fenomenali!

mercoledì 2 novembre 2011

pancake con ricotta (e melagrana! ;-P)




Bene, direi che potrei indire ufficialmente (e pure con effetto retroattivo) la sister's week.
Me ne sono resa conto solo mentre scrivevo questo secondo post della settimana, e devo ammettere che è il secondo di tre che in qualche modo riguardano la piccola delle due sorelle.
I muffin della scorsa volta erano per la sua merenda, perchè ama la zucca, questi pancake per lei che ama le colazioni americane, e la prossima... la prossima non si anticipa ma pure lì, anzi soprattutto lì, c'è lo zampino della streghetta.
Nella mia idea di pancakes questi non devono essere bruciati, quindi li ho cotti a fuoco bassissimo, nè unti, quindi con pochissimo burro in cottura. L'impasto era perfetto. Diventano all'istante la mia versione ufficiale! XD
Ah, ultima cosa.
Mi fanno troppo pensare ad una persona che conoscete anche voi, quindi, oltre a mia sorellina, vorrei dedicarli pure a lei: Carolina di Semplicemente Pepe Rosa! (ogni tanto mi prende così, circa un annetto fa un certo panino "toscano" mi aveva fatto penasre ad una amica-blogger toscana: insomma, bello, mi piace questa cosa di associare le ricette, ogni tanto! ;-P)

ingredienti (dosi per una diciottenne e mezzo*)
50gr ricotta
1 cucchiaio di zucchero
1 uovo
60gr di farina
100gr latte
1 cucchiaino scarso(molto) di lievito per dolci
1 pizzico di sale
burro q.b. (poco!) per ungere il padellino
un paio di manciate di semi di melograno (facoltativo)

Dividere l'albume dal tuorlo.
Montare a neve ben ferma i primi con il sale, e mescolare farina, lievito, zucchero, latte e tuorli in una ciotola, amalgamandovi infine la ricotta.
Unire delicatamente gli albumi al composto alle uova (e i semi di melograno se vi piacciono**).
Scaldare una padella a fuoco bassissimo, con una punta di burro, "colarvi" sopra un cucchiaio molto abbondante del composto, e lasciar cuocere lentamente, finchè il pancake non è dorato sotto e fa piccole bollicine sulla superficie superiore; a questo punto girarlo, finchè non è dorato da ambo e parti.
mangiare caldi.

*nel senso che vanno bene per una diciottenne affamata, per una diciottenne + un novenne, oppure per due diciottenni che fingono di non voler esagerare :)
**potete anche non metterli nell'impasto e servirli a parte con un po' di ricotta!
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