venerdì 29 ottobre 2010

biscotti da uomini

di grano saraceno e zucchero integrale

Mentre li cucinavo pensavo: non saranno troppo.... troppo saporiti??? Voglio dire, grano saraceno puro, senza un grammo di altra farina, e zucchero di canna integrale tipo Muscovado... l'impasto era così scuro che mi sono preoccupata, ma poi ad un tratto ho pensato ad un uomo, uno a caso ;-P, che beve un sacco di caffè e fuma la pipa, e mi ascolta distrattamente mentre legge dei documenti, o un libro, ed io parlo e parlo, e poi cerco di propinargli una fetta di torta.
Insomma sì, lui. Questi sono perfetti per lui, in verità sono piaciuti un sacco anche a me, e alle mie amiche che li hanno assaggiati.
La ricetta è supersemplice: avevo 250gr giusti giusti di farina di grano saraceno da fare fuori (e i fondi dei sacchi di farina per me sono proprio irresistibili), ci ho aggiunto l'equivalente di peso di zucchero + burro in parti uguali, un uovo e una punta di coltello di bicarbonato, ho mescolato tutto insieme fino ad otternere un impasto compatto, l'ho arrotolato a salametto, messo in frigo un'oretta , tagliato a fette di 8-10 mm, rotolato i bordi di ciascuna fetta nello zucchero di canna cristallizzato, e cotto il tutto su una teglia rivestita di carta da forno, a 180°C per 12-15', o finchè non sono leggermente bruniti.
Riassumo gli ingredienti, che mi sa mica si son capiti benissimo! ;-)

ingredienti
250gr farina di grano saraceno
125gr zucchero di canna integrale tipo moscovado
125gr burro morbido a pezzetti*
1 uovo
1 pizzico di sale*
1 punta di coltello di bicarbonato di sodio

*io ho messo una metà di burro salato al posto del pizzico di sale

mercoledì 27 ottobre 2010

funghi + pasta sfoglia

Sfoglia semplice con funghi, provola, mozzarella di bufala
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Ma perchè perchè, perchè?
Non so se voi avete una risposta.
Per me è un mistero.
Avete notato come qualsiasi cosa, anche la più banale, venga cucinata con i funghi, diventa così buona e stupenda?
No perchè aprire un rotolo di sfoglia surgelata (o pronta da frigo, o vabbè anche fatta in casa), buttarci due funghetti cotti e qualche pezzetto di formaggio, poi schiaffarla in forno è più facile che fare una lavatrice di panni. Che ordinare ua pizza. Che cucinare una pasta al burro e salvia.
Così facile che ti pare quasi irriverente farlo, dico, dedicare loro così poco tempo. Pare brutto. E lì pensi "sarò punita" per tanta velocità. Verrà uan cosetta piatta, una ciofeca. Un enorme crackers bisunto con tre funghetti secchi immolati sull'altare del tuo temporaneo ed egoistico personale slancio di futurismo....
Invece no.
Quelli, generosissimi, ti trasformano la suddetta pasta pronta imbustata in una cosa sublime, profumata e colorata. E tu ti senti in colpa il doppio, mentre Patou dice "buona!".
Vabene, basta, la condivido con voi, la mia non-ricetta di oggi, per alleggerirmi la coscienza... ;-P

p.s. se qualcuno sa come si puliscono i funghi, me lo dice??? Io li ho puliti strofinandoli delicatamente con un panno asciutto, poi non contenta li ho immersi (senza metterli direttamente sotto il getto) in acqua pochi secondi e poi di nuovo nel canovaccio asciutto... ma non son mica convintissima nè dell'uno nè dell'altro metodo....

ingredienti
un rotolo di pasta sfoglia pronta
una confezione (3 etti? 4?) di funghi gallinacci o misti (o quelli che preferite/trovate/avete in casa)
provola affumicata q.b
qualche ovolina di bufala campana
un paio di rametti di prezzemolo
sale, pepe, olio EVO
aglio

Pulire i funghi e tagliarli a pezzetti (nel caso abbiate funghi piccoli come i chiodini si possono lasciare anche interi...), rosolateli qualche minuto in una padella con poco olio e uno spicchio d'aglio, alla fine aggiustare di sale, pepare e aggiungere il prezzemolo (quasi tutto) lavato e tagliato a pezzetti.
Stendete la pasta e rivestitene una tortiera, poi trasferitevi i funghi e la provola affumicata a pezzetti.
Cuocere in forno caldo a 180-200°C per una ventina di ninuti finchè non risulta ben dorata (cmq i funghi non devono seccare). Appena fuori dal forno aggiungere le ovoline di bufala a pezzetti e il restante prezzemolo.
Mangiare subito!

lunedì 25 ottobre 2010

la belle Hélène

smoothie pera cioccolato e latte di mandorle

Che io rimanga affascinata da certi ingredienti, o che quantomeno l'utilizzo di alcuni di questi mi tenga occupata per qualche giorno di seguito (anche perchè spesso sì, è vero, è necessario fare la prova con i diversi stati della materia), lo si sa già da un bel pezzo.
E siccome la pera e il cioccolato (introdotti a loro volta perchè mi ero messa in testa di usare il cruschello di avena in tutte le salse) mi erano piaciuti un sacco insieme (vabbè, sai che scoperta!), ve li ripropino versione smoothie con l'aggiunta di nientepopòdimeno che il latte di mandorla!
Il nastro rosa è dovuto al fatto che avrei voluto postare questa ricetta lunedì scorso, ma poi ho voluto lasciare la comunicazione "libera" da ricette.. poi però il risultato ("culinario") mi aveva soddisfatto così tanto che ho pensato che fare un recall oggi non sarebbe stato malissimo ;-P

la ricetta è supersemplice e superveloce, come per tutti gli smoothies... ;-)

ingredienti*
2 pere grandi mature e succose
400 gr latte di mandorle
40 gr cioccolato fondente frantumato a pezzetti piccoli (+ qualcosa per guarnire)
1/2 cucchiaino (scarso) di cacao amaro (a occhio)

Far fondere il cioccolato nel latte di mandorla, senza far bollire. Mettere da parte (magari cambiando recipiente per facilitare l'abbassamento di temperatura).
Sbucciare, privare del torsolo, e tagliare le pere a pezzetti, poi versarle con il latte di mandorle e il cioccolato nel frullatore e frullare finchè il composto non diventa omogeneo e leggermente spumoso. Aggiungere progressivamente (assaggiando) il cacao.
Se necessario rabboccare con un po' di latte di mandorle (regolatevi sempre assaggiando, è la cosa più bella del fare gli smoothies...).

Questo smoothie mi sembra molto autunnale (come tutti i cibi che associano pere e cioccolato, d'altronde...), pertanto non ho aggiunto cubetti di ghiaccio e simili.
Come tutti gli smoothie (nel loro significato originario più rigoroso) può essere consumato da chi è intollerante al lattosio e deve seguire una dieta priva di zuccheri, ovviamente in questo caso procurandosi un cioccolato fondente senza zucchero, e utilizzando un latte di mandorle che non ne contenga (a rigor di logica non dovrebbe, a limite credo si possa fare in casa, appena mi cimento lo posto e lo linco a questa ricetta... :-))

*per due-tre bicchieri, a seconda della grandezza di questi


sabato 23 ottobre 2010

tonnarelli cacio e pepe

aperte le consultazioni culinarie sull'argomento....

Una specie di alti e bassi.
Pseudo alti e bassi.
Perchè sfido chiunque a fare la pasta cacio e pepe perfetta.
Cioè (elegantissimo modo di iniziare una frase, ma oggi è sabato e siamo in vacanza anche e soprattutto col vocabolario... :)), fare una torta al cioccolato assoluta e/o perfetta è quasi banale, ma i tonnarelli no, quelli, così basici per la cucina romana, così perfettamente agreables nelle cene improvvisate tra amici, così BUONI, non sono affatto una sciocchezza.
Questa la mia modalità, un po' a senso un po' improvvisata dopo varie letture su internet (ecco un libro sulla cucina romana mi manca... ;-))...
La cosa che mi sembra di aver capito, la più importante intendo, è la questione dell'amido contenuto nell'acqua di cottura, e che non va assolutamente sprecato perchè fondamentale per realizzare la "cremina" al formaggio....
Quello che mi ha sconvolta, di fatto, è che non servono nè burro nè olio!
Consigli? Dritte? Astuces?
Sono tutta orecchie, e penna!

ingredienti x 4
400gr tonnarelli
150gr (almeno) di pecorino romano* grattugiato
sale e pepe















Grattugiare il pecorino romano, e cuocere al dente la pasta (tonnarelli credo sia la miglior cosa, ma credo che anche gli spaghetti non vadano male, al limite) tenendo da parte qualche mestolo di acqua di cottura.

Versarli poi ancora gocciolanti in una ciotola calda (oppure un tegame da tenere sul fuoco a fiamma bassissima) e aggiungere un mestolo di acqua di cottura e il pecorino grattugiato (ma non tutto). Mescolare bene.
Unire quindi il pepe macinato e mantecare con cura fino a quando l’amido della pasta avrà "legato" il formaggio e i tonnarelli risulteranno cremosi.
In questo piatto mi pare di aver capito che sia importantissimo il rapporto acqua/formaggio, per cui può essere utile tenere da parte del pecorino, e dell'acqua calda di cottura, e "aggiustare le dosi" se mescolando gli ingredienti si nota ancora la presenza di acqua di cottura o se al contrario, gli spaghetti risultano troppo asciutti procedendo manmano fino ad ottenere la giusta consistenza.
Quando il condimento si è amalgamato agli spaghetti, impiattare velocemente (a voler essere proprio rigorosi utilizzando piatti da portata caldi), spolverizzare con pepe macinato e servire velocemente.

Secondo me può essere un'idea , vista la grandissima importanza di questa storia dell'amido, provare a cuocerli come la pastarisotto, ovvero usando tutta e solo l'acqua che serve per la cottura, senza scolarla, cercando di azzeccare la quantità necessaria per la cottura appunto, e la residua per la cremina...

*stagionato, ma non troppo

giovedì 21 ottobre 2010

torta assoluta al cioccolato

Ohhhhh, adesso sì che si ragiona!
Si ragiona nel senso che il fredduzzo sembra arrivato, quindi finalmente posso postare QUESTA COSA SUPERIORE che mi tengo in saccoccia da qualche giorno, perchè fino a un paio di settimane fa pareva quasi brutto uscirsene con una torta necessitante di una mezza chilata di cioccolato fondente, salvo poi passare intanto sottobanco la ricetta ad una mia collega che l'aveva fortuitamente assaggiata e ne era rimasta rapita (vabbè, era passata a casa mia a ritirare il cassettone di frutta e verdura bio - vaniglia a volte fa anche da collettore GAS - e mia veva trovata, la casa un inferno, praticamente arrampicata su una libreria in muratura a scattare foto poggiata su un davanzale, che a casa mia son alti, dato che ormai a ottobre il sole ce lo siamo bello che giocato.... ;-)).
Insomma, questa segnatevela e incorniciatevela, insieme alla torta perfetta al cioccolato.
Fantastiche entrambe, con la differenza che l'altra si fa in tre secondi e ad occhi chiusi, mentre con questa gli occhietti dovete tenerli bene aperti, nonchè prevedere bene i tempi di asciugatura e "freddatura" dei vari strati. Una cosa buona può essere preparate il guscio il giorno o la sera prima, e cmq intervallare bene la posa del "massettino" intermedio di cioccolato fuso da quella della ganache superiore al cioccolato... :)
Unico consiglio generale: fatela, fatela, fatela.
Viena dal libro I love Torte (Guido Tommasi) con qualche piccola modifica (tolto un ultimissimo strato a base di zucchero e un uovo nella crema superiore al cioccolato.... ).

ingredienti

x la pasta sablée al cioccolato
250gr farina
100gr zucchero a velo (io ho usato lo zucchero normale!)
1 pizzico di sale
1 cucciaio di cacao in polvere
200gr di burro molto freddo tagliato a dadini
2 tuorli, leggermente sbattuti con un cucchiaio d'acqua

x il primo strato di cioccolato
150gr cioccolato fondente

x la crema al cioccolato
200gr panna fresca da montare
300gr cioccolato fondente
2 tuorli (la ricetta ne prevedeva 3, ma a me sembravano troppi e ne ho messi solo due)
40gr burro

pasta sablée al cioccolato
Impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un composto bricioloso tutti gli ingredienti eccetto i tuorli. Ricavare una cavità al centro e aggiungere i tuorli, poi mescolare cn un cucchiaio di legno (o una forchetta, cmq il meno possibile con le mani) fino a formare una palla un po' schiacciata (questa con le mani, sì). Coprire con pellicola e far riposare in frigo almeno un paio d'ore.
Scaldare il forno a 190°C e stendere la pasta dello spessore di 3 mm (io lo faccio mettendola tra due fogli di carta da forno perchè rimane piuttosto marbida), foderarvi una tortiera (con carta da forno, o imburrata + farina) e cuocere "in bianco"*. Far asciugare bene.

strato di cioccolato
Far fondere il cioccolato al microonde o a bagnomaria, poi rivestirvi il guscio di pasta (la ricetta dice con un pennello, ma anche semplicemente versando il cioccolato fuso e stendendolo con un cucchiaio, un coltello o una spatola va bene...). Far asciugare bene.

crema al cioccolato
Scaldare la panna e versarla sul cioccolato mescolando bene (io ho fatto l'inverso, ho versato il cioccolato fondente tagliato grossolanamente a scaglie nella panna bollente ed ho abbassato il fuoco, mescolando finchè il cioccolato non si è sciolto. Togliere dal fuoco, e sempre mescolando aggiungere prima il burro, poi i tuorli. Versare all'interno del guscio di pasta "rivestito" di cioccolato fuso e lasciar raffreddare.

*cottura in bianco: tra due fogli di carta da forno (o cmq con un foglio di carta da forno interposta), bucherellata con la forchetta e ricoperta di legumi secchi o pesi da cottura, cuocere per una ventina di minuti, poi togliere i legumi e la carta da forno superiore e proseguire la cottura per un'altra decina di minuti, o finchè non è dorata...

mercoledì 20 ottobre 2010

sformatini alle patate



Ridendo e scherzando qui son 10 giorni che non si postano ricette... ;-)
Reinizio lemme-lemme, con una ricetta che quasi non lo è, qualcosa di semplice e di estremamante domestico. Umile, umilissima, di quelle che si fanno per finire il sacchetto di patate in dispensa, per arrangiare una cena, per mangiare qualcosa per i primi freddi...

ingredienti
600gr patate
150gr crème fraiche (o formaggio tipo quark)
3 uova
1 cucchiaio raso di farina
1 cucchiaio di burro
latte (facoltativo, uno o due cucchiai, ad occho! ;-))
sale, pepe, pangrattato

Lavare le patate e cuocerle in forno a 210°C con la pelle (45' o 1 ora), poi ridurle in purè, passandole al passaverdura (o al minipimer), e lavorandole con una forchetta mescolandole con il burro, il sale e il pepe.
Separare i tuorli dagli albumi. Quando il purè si è intiepidito aggiungere prima la crème fraiche e poi, uno ad uno mescolando ben bene, i tuorli. Condire con sale e pepe. Se rimane troppo "tosto" aggiungere qualche cucchiaio di latte.
Montare gli albumi a neve ben ferma, poi incorporarli molto delicatamente al purè.
Rivestire lo stampo (15 cm di dimetro, o più stampini piccoli, anche di vari formati) di carta da forno, versarvi il composto, spolverare con poco pangrattato, poi cuocere a 120°C per 30-40'.
Servire subito caldi.
Si possono aggiungere cubetti di prosciutto cotto, pancetta affumicata  ripassati in padella, parmigiano grattugiato o pezzetti di emmenthal.

lunedì 18 ottobre 2010

con il nastro rosa


Se c'è una cosa che mi rende particolarmente di buon umore e soddisfatta, e che mi fa sentire un sacco una brava ragazza, è ricordarmi puntualmente dei controlli che una donna periodicamente deve fare per la prevenzione oncologica.
Detto in altri termini non trascurami.
Oggi c'è una cosa che mi rende ancora più soddisfatta, ed è ricordare a voi di questo genere di controlli, e di quanto sia strategicamente importante per la salute di tutte occuparsene in modo regolare e puntuale.
Detto in altri termini non trascurarvi.
Per farlo benebenino, per ricordarci e per ricordarlo, ci siamo messe di punta in "tre o quattro" (hihi!) blogger, ed abbiamo deciso di scrivere un post tutte nello stesso giorno (cioè oggi) per dare il nostro apporto, via web, alla campagna per la prevenzione del tumore al seno.

Nel sito dedicato troverete tutta una serie di informazioni utili per:
  1. iscriversi o invitare le proprie amiche all'iscrizione ad una newsletter che servirà da promemoria due volte l'anno per ricordare la frequenza dei controlli da effettuare
  2. sostenere la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori nella loro raccolta fondi
  3. conoscere uno degli oltre 390 Punti Prevenzione (ambulatori) LILT, che saranno a disposizione delle donne per visite senologiche
  4. e scoprire bene tutte le opportunità e le attività connesse all'iniziativa
Mi sembra di aver detto tutto, più o meno.
Già che ci siete, fatevi un giretto fra i blog per vedere quanto bel rosa è in cantiere in questi giorni (l'elenco completo qui!), un po' di sana ridondanza in questo caso non guasta. ;-)
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Ciao!
Rossella

sabato 16 ottobre 2010

bella cavole'



Eccoqua, finalmente riesco a parlare di qualcosa a cui tengo, che aspetto già da giorni, e di cui immagino molti di voi sapranno già un bel po': il nuovo libro di Sigrid,  regali golosi.
Ora, la settimana è stata bella impegnativa, lavorativamente parlando, e questo è il vero primo momento di calma in cui mettermi un attimo al tavolo, e aprire il blog. Il mio intendo, e forse il pomeriggio riesco anche a navigare un attimino, ma immagino che molti di voi ne abbiano già parlato ed abbiano già avuto, come me, la fortuna di sfogliare il libro e guardarlo e riguardarlo benbene.
Che dire? Sempre più difficile parlare di ciò che è bello, ma non solo, e di ciò che è quasi di casa, e di cui quindi si va orgogliosi.
La prima cosa da dire è che è diverso, diverso dall'altro intendo (oddio, la primissima cosa è che magnifico, ma stiamo parlando di Sigrid, e il commento sembra quasi banale, a questo punto, anche se non dirlo, al tempo stesso, sembra una grande mancanza....): e ciò è più che chiaro, ovvero il fatto che alla Cavoletta non piaccia fare cose sempre uguali, stesso stile, stesso formato, stessa scia: le foto più bianche, e leggermente più astratte, molto luminose e belle (come quelle del libro del cavolo d'altronde), i formati delle foto variabili, e l'occhio si diverte a scorrerle, come tante piccole e grandi declinazioni dei (sotto)temi trattati, e i racconti accompagnano le ricette ma in questo caso non sono legati ai luogi, ma a dei momenti della vita, a delle occasioni diciamo.



Questo perchè il tema stesso è diverso: l'ultimo era il Libro del Cavolo, del blog, della Cavoletta, i suoi luoghi, pezzetti della sua vita e un modo per renderci partecipi raccontandosi. Qui invece le ricette sono dedicate a piccoli potenziali eventi della nostra vita, di quelli che a noi che cuciniamo piacciono tanto, in cui il cibo portato in dono diventa protagonista, e i luoghi sono i momenti in cui le cose accadono: il momento in cui confezionare una scatolina da riempire di biscotti, quello in cui portare ad un'amica una coccola al cioccolato realizzata ad hoc con le nostre manine, i dolcetti e le decorazioni (mangiabili! ;-P) per l'albero di Natale, i piccoli gateaux alla frutta da regalare, i cadeaux per improvvisare un happy hour à porter, i favolosi barattolini dolci e salati, le salse e i condimenti da confezionare e portare in dono, e le bottiglie da riempire di cose buone, perchè anche lo stato liquido è esaltato (ed esaltante!) nel gusto e nel sapore, e perfatto per un ragalo.
Tutto diverso dicevamo, ma qualcosa di uguale c'è, qualcosa che sottende tutta la produzione libresca della Sigrid: si tratta di cose semplici, realizzabili intendo, estremamente aderenti alla realtà e alla vita di tutti i giorni, ma al tempo stesso presentate, e confezionate, con tanta tanta cura e con risultati estremanete chic.
Il libro è così: dannatamente semplice e sofisticato, come lei. :)

Prima di chiudere mi va da morire di condividere con voi quelli che sono, ad oggi (ma che vedo aumentare esponenzialmente, dalle ultima 48h, ovvero da quando ho il libro sottomano, ogni volta che lo sfoglio...) i miei coups de coeur.....

- gli shortbreads: vabene, come si sa il burro è un mio debole, ma quello che mi ha colpito di quelli proposti da Sigrid è che tengano perfettamente la forma in cottura, belli squadrati, a taglio secco e preciso... (poi stupenda la versione salata alle erbe!)
- i mendiants: mai fatti, sto sempre lì a temere la fase in cui il ciocccolato va temperato, ma vederli spiegati da lei (come mi è capitato un sacco di volte nel corso degli ultimi anni leggendo il suo blog), risulta per me molto rassicurante...
- il paté di specoulos (una vera genialata, ancora devo riprendermi dall'entusiasmo), e tutte le conserve, in tutte le forme, di frutta
- le zuppe in conserva (le farei veramente tutte adesso), la greca di riso, limone e uova, la marocchina speziata d agnello e legumi, zuppa, curry e cocco, e di pomodori speziati (per non parlare dei paté e delle rillettes, vegetali, di carne, di pesce..)
- le idee superveloci, adatte anche a chi non cucina (semplice e geniale il modo di presentare e confezionare una selezione di tavolette di cioccolato, quello di realizzare un barattolino di miele e frutta secca, o il kit in barattolo in cui sono stati gà pre-pesati gli ingredienti secchi, a cui vanno solo aggiunti solo quelli umidi, nelle dosi indicate nelle ricetta allegata...)
- il liquore di dulce de leche, che, dal settore delle bottiglie-cadeaux, tutto bellissimo ed estremamante creativo, ha letteralmente affascinato la mia immaginazione, lasciandomi tutta soddisfatta e curiosa di provarlo SUBITO...

Per orientamento, vi metto il link della lista completa dei suoi libri (a me ne manca uno solo, e giuro che la cosa comincia a pesarmi... ;-P):

Ecco, mi sembra di aver detto quel poco di tutto che forse può dare un'idea, sempre un po' confusa (ma entusiasta), come spesso capita su queste pagine di diario di cuicna.
A questo punto mi manca solo una piccola cosa, un piccolo saluto ad un'amica, cui auguro uno scatafascio di cose belle e nuove da fare, cucinare, inventare, fotografare (lo dico per me eh? e x puro egoismo...).
Bella Cavole', tanti auguri. Per tutto. ;-)

lunedì 11 ottobre 2010

biscotti salati alle olive taggiasche

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Dunque dunduqe dunque...
Dato che il nuovissimo libro di Sigrid è ormai in arrivo (siamo agli sgoccioli: dopodomani sembra, vi tengo aggironati sugli sviluppi! :)), io aspetto beatamente sfogliando la collezione cavoletta che custodisco gelosamente in casa, e continuo a sciorinarvi ricette dal suo libro sul finger food.
Questi biscottonzoli salati (che vi assicuro esteticamente sarebbero potuti riuscire anche un po' meglio, confrontandoli con il modello cui fanno riferimento, ma di cui il sapore, che alla fine della fiera è quello che conta, è una vera cannonata) saranno il vostro salvavita in caso di necessità di aperitivo per invito a cena.
Anche qui, quando si tratta di dover guadagnare tempo (tra familiari per fare foto, tra amici invitati per finire di cacciare fuori una cena decente), il libro funge da timone: quasi da fare una cena solo di finger food, stremarli tutti a forza cusette da mangiar in piedi e vinello, e rispedire allegramente amici e parenti, felici e satolli, a casa!!!
Questa ricetta in particolare ha attirato la mia attenzione per la cortissima lista degli ingredienti, per la semplicità di esecuzione e per l'eleganza del risultato finale.
Da privilegiare pesti alle olive taggiasche molto poco oleosi e belli tosti (per facilitare le operazioni di "rullaggio")....

ingredienti
150gr farina
90gr burro
70gr patè di olive taggiasche
50gr parmigiano grattugiato
scorzetta grattugiata di un limone bio

Lavorare la farina con il burro morbido, il parmigiano e la buccia grattugiata del limone, fino ad ottenere un impasto sbriciolato.
Aggiungere uno o due cucchiai d'acqua e formare una palla un po' schiacciata.
Stendere l'impasto a mezzo cm di spessore, spalmare con il patè di olive e arrotolare il rotolo nella larghezza.
Avvolgere con la pellicola e tenere al fresco un paio d'ore.
Pasato questo tempo, tagliare il rotolo a fette di mezzo cm di spessore, e disporre su una teglia rivestita di carta da forno.
Cuocere a 180°C per circa 20' o finchè i biscotti non iniziano a dorare.
Lasciar raffreddare su una griglia.

giovedì 7 ottobre 2010

alla Vaniglia non far sapere...

... quant'è buono il cioccolato con le pere!


A volte prima di pensare ad una ricetta faccio ricerche.
O nell'ala est della dimora, ove si trova la biblioteca gourmand, o nello spazio iperuranico del web, ove si trova di tutto e di più però devo confessarlo, anche se credo non dovrei, io amo la carta: le foto delle ricette stampate, le pagine sporche di farina e di schizzetti di albumi montati a neve, le minipile di libri che ritengo siano attinenti a quello che mi passa per la testa in quell'istante, e i foglietti che scrivo saltando da una ricetta all'altra, per costuirne una "nuova".
Non sempre il processo è così difficoltoso. A volte semplicemente frugo nel mio blog, soprattutto adesso che ho aggiunto la stringhetta di ricerca nella colonna di sinistra, giusto sotto l'archivio, e che mi sembra renda tutto più facile e più ordinato (siamo ormai al terzo anno eh? le ricettastre cominciano a prendere il sopravvento...).
Quindi qualche giorno fa ho scritto 'pere', uno dei frutti che preferisco e che amo mangiare (nonchè perfetto per realizzare succhi di frutta in casa!), e non ho trovato NULLA.
Non avevo scritto 'rane', o 'anatra', o 'lumache', o non so cos'altro, ma semplicemente 'pere'.
L'unica cosa comparsa è un articoletto di cui vado fiera e che appartiene proprio agli antichi natali della Vaniglia (ormai faccio la gradassa, un po' come quando alle elementari, a noi del terzo anno ci spostavano dal pianoterra al primo piano, e guardavamo i "piccoli" entrare a scuola, noi, i 'decani'...): si trattava di un libro bellissimo, ovviamente completo di informazioni preziose e ricette, nato a seguito di un progetto di protezione dal rischio di estinzione alcune varietà di mele e di pere coltivate fino a poco tempo fa e che e che rischiano di essere sostituite dalle poche varietà selezionate secondo criteri soprattutto estetico-produttivi: il Melibro.
Dopodichè niente.
Due anni di blog e niente ricette con pere (mi sono anche un po' vergognata).
Però ho riparato in un istante, anche perchè nel frattempo quest'autunno che sembra cominciare a far capolino, mi istigava un po' alla cioccolata, e allora io, per introdurla ma non troppo sfacciatamente, ho pensato alle pere del cassettone bio che avevo a casa e al fatto che questi due ingredienti dovevano essere assolutamente cucinati insieme.
A questi ho aggiunto l'ultimo mio invaghimento (di cui ormai sapete) nel settore ingredienti, e ho combinato il tutto nella forma più autunnale che conosca: il crumble.
Una piccola parte di cruschello d'avena ci sta dadio, lo rende croccante e simile al cruesli, il cioccolato a pezzetti neanche spreco parole a dirvelo.
Credo sia diventato subito dei miei preferiti! ;-P

crumble croccante alle pere e cioccolato
6 o 7 pere
100gr burro
100gr zucchero (magari canna tipo muscovado! :))
100gr cioccolato fondente tagliato grossolanamente
100gr farina
60gr cruschello d'avena*

Tagliare le pere a pezzetti e disporre in una o più teglie (regolatevi ad occhio: se vi piacciono i crumble "spessi" concentrate le pere in poco spazio, altrimenti mettetele in teglie più "comode" considerando che gli starti verranno più sottili).
In una ciotola capiente lavorare velocemente, prima con una forchetta e poi con la punta delle dita, le farine, lo zucchero e il cioccolato, il burro a fiocchetti.
"Pizzicare" con le dita fino ad ottenere briciole (non indugiando troppo nella lavorazione per non "incollare" il crumble).
Disporre lo strato di briciole sulla frutta e cuocere in forno caldo a 180°C per una mezz'oretta abbondante, o finchè lo stato superiore non risulta dorato e croccante.
Vi metto una foto della preparazione prima della cottura: è buono pure crudo!!!!! :)

*si può sostituire con altra farina o farina di mandorle (ovvero mandorle pelate e triturate finemente): in quest'ultimo caso, a voler essere proprio raffinati, diminuire leggermente il burro (di 10 o 20 grammi)...





altri crumble su Vaniglia:

-dolci-

-salati-

martedì 5 ottobre 2010

vaniglia, ricette animate

... e compleanni!
___


Beh, in verità tutte le ricette hanno un'anima, no?
O forse tutti gli stati d'animo corrispondono ad una ricetta...
Lo stato d'animo mio di adesso è quello dell'incredulità. Anzi qualcosa di misto, perchè come si sa non è che io sia questa dea dell'HTML, dunque il fatto di provare a pubblicare un piddieffino, pur piccolo che sia, mi frulla in testa da un po', e da ancora prima mi spaventa. Quindi ieri ho fatto una prova, non so come andata a buon fine, per vedere come funzionava la cosa, e della quale oggi già non ricordavo nulla, e, strano a dirsi, neanche riuscivo a riprodurre l'esito.
Alla fine, dopo una ventina di tentativi, il quasi abbandono delle mansioni casalinghe serali, quali, per esempio, preparare la cena, e dopo aver offeso il gatto (che, contrariato dalla mia poca attenzione nei suoi confronti mi ha tirato i capelli, lo giuro e non era un caso, mi sono avvicinata per vedere quanto fosse offeso e lui mi ha "zampata" e acciuffato, tirandola, una ciocca di capelli!), insomma dopo tutto questo, quasi per magia è comparsa un'anteprima che addirittura promette bene.
Dunque domani (cioè oggi, il 5) Vaniglia ne compie due!
Per l'occasione dicevamo, ecco una miniraccolta di ricette, associate ai fantastici disegnetti della brillante sorellina Irene: cucina e stati d'animo, direi i due ingredienti di base del blog, da aggiungere al grande flusso di presenze, di commenti e di sostegno da parte vostra, senza i quali questo non sarebbe che un normale quaderno di ricette.
Quindi eccoci, siam pronti: domani iniziamo il terzo!
XD

p.s. se tutto funziona il "robbo" si può scaricare, salvare e addirittura stampare. Se così non fosse, cercherò di ovviare all'inconveniente e alla mia ignoranza in materia, a costo di mandarvi uno per uno i pdf per posta elettronica! ;)
___
p.p.s. ecco, forse ce l'ho fatta: per SCARICARE e SALVARE sul proprio pc, fare clic QUI
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AGGIORNAMENTO DEL 06 ottobre 2010, ore 22.47
MANCAVA UNA PAGINA!!!!!!!
sob.... :-/
l'ho appena ricaricato (una delle più belle...)
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ciauuuu!

lunedì 4 ottobre 2010

perfetta semplicità

finocchi al forno + pain perdu


Avevo promesso di pubblicare subito e tante ricette da questo libro, no? ;-P
Ecco la prima. Diciamo che quasi ho comprato il libro, per questa.
Sì perchè a me i finocchi non è che facciano impazzire, solo che la ricetta in questione mi aveva così affascinata, con la sua sorprendente, perfetta semplicità, che dovevo avere un libro che, come accennato un paio di post fa, della sobria eleganza in cucina fa il suo punto di forza...
Ad ogni modo io il pain perdu (mai assaggiato, lo ammetto, fino ad ora intendo) lo associavo sempre a qualcosa di dolce (ma infondo non esiste pure il croque monsieur??? è qualcosa di simile, un po' più "condito" diciamo...), e gggiuro queste rondelle di pane passate nell'uovo, cotte e leggermente salate sono fantastiche!!!

ingredienti (per 4)
6 piccoli bulbi di finocchio
olio EVO
12 rondelle di pane raffermo (anche di più)
2 uova
20cl di latte
1 cucchiaino di quattro spezie in polvere
15gr burro
sale e pepe
15cl panna fresca (io ho usato formaggio cremoso bianco)
1 cucchiaino di cumino in polvere (io ho usato senape)

Preriscaldare il forno a 180°C.
Lavare e tagliare longitudinalmente i finocchi (cercando di tagliare in due anche i "gambi") in due e spennellarli con olio d'oliva, poi salare e pepare, e cuocere su una teglia ricoperta di carta da forno, per una quarantina di minuti, o finchè non sono ben grigliati.
Battere la panna finchè non diventa ferma, poi salare ed aggiungere cumino in polvere (io ho semplicemente aggiunto la senape al formaggio), poi battere nuovamente e riporre in frigo.
A parte battere leggermente le uova con il latte, salare e pepare, poi aggiungere le 4 spezie.
Far fondere il burro in una padella, intingere ciascuna fetta di pane nel composto alle uova e farle dorare in padella 2 o e minuti per ogni lato.
Servire calde con la panna, o il formaggio, e i finocchi grigliati.

p.s. ehm sì, i miei son rimasti qualche minutino in più in forno (forse ero arrampicata su un davanzale a fotografare?)... ma lo stesso superbuoni: l'importante è che diventino croccanti! XD

venerdì 1 ottobre 2010

tortini albumi prugne avena

il gioco degli ingredienti ;-)


Ottobre è il mese in cui (nella mia testolina) si passa dal viola al marrone, quindi le prugne cominciano a lasciare posto alle castagne e alle nocciole, ed anche il color ruggine, il giallo i marroni e i rossi mattoni varii si fanno spazio nel cestino delle lane di casa. C'è da dire anche che io ho un debole per le prugne tardive (non è il caso di queste, infondo siamo ancora solo al primo del mese!), che a casa, nelle Marche mi capita di trovare anche ad autunno iniziato, e semi-inoltrato.

Questi tortini vengono dai classici 4 albumi che ci rimangono in frigo dopo una supertorta per esempio, e dal fatto che io, come sapete, mi sia invaghita di un ingrediente per me piuttosto nuovo, il cruschello d'avena.
Se non lo trovate facilmente non disperate, sostituitelo in questa ricetta con il corrispettivo, in peso, di farina (magari integrale, o farro, o quella che preferite, quindi anche "normale"), o di mandorle spellate e triturate finemente (che con le prugne non ci stanno affatto male!

Ho usato lo stampo da muffin e me ne son venuti una decina. Però secondo me ho messo poche prugne, 2-3, tagliate e fattine longitudinalmente. La prossima volta le taglio a pezzetti più piccoli e ne metto di più, magari qualcosina anche affogata nell'impasto (mi piacciono troppo per averle solo in superficie, à mo' di decorazione... poca robba, melius abundare... ;-P)

ingredienti
4 albumi
125gr farina + 125gr cruschello d'avena
1 bustina (anche scarsa) di cremor tartaro o di lievito in polvere
50gr burro
100gr zucchero
un paio di cucchiai di fiocchi d'avena (facoltativo)
2-3 prugne (anche di più)

Montare a neve gli albumi e tenere da parte.
Lavorare burro e zucchero fino ad ottenere una consistenza spumosa, poi aggiungere mescolando le due farine già precedentemente mescolate con il lievito.
Incorporare delicatamente gli albumi al composto, omogeneizzando l'impasto, poi versarlo in stampini singoli o nello stampo da muffin precedentemente foderati con gli appositi pirottini.
Distribuirvi i fiocchi d'avena e gli spicchi di prugna.
Ancora più buoni secondo me con qualche altro pezzetto di prugna all'interno dell'impasto!
20-30' in forno già caldo a 180°C.
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