venerdì 30 luglio 2010

viaggi libri e principesse

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Ieri ero qui.
O meglio, ero in un sacco di posti, ma soprattutto qui, una delle nostre librerie parigine preferite, in cui si possono trovare libri nuovi e usati a prezzi molto convenienti (l'anno scorso questo saggio di Rosario Assunto ad un prezzo sconvolgentemente basso, diciamo quasi un quinto del prezzo di copertina, nuovo di pacca: a quel punto uno è invogliato a leggersi Assunto pure in francese, all'occorrenza).

Le librerie parigine esercitano un fascino straordinario, vecchie nuove, antiche, usate, sempre piene di parisiennes che sbirciano fra i libri in offerta esposti nei panchetti di legno fuori delle vetrine.

Una pila di copie di questo libro si trovava per errore in pieno settore architecture et urbanisme (che fosse lì proprio per me???) ed ha attirato la mia attenzione per varii motivi: l'aspetto un pochino frivolo della copertina (siamo o non siamo in vacanza?), il taglio decisamente femminile della raccolta, e l'idea di poter mettere il muso nella contaminatio delle ricette rubate alle nonne e un po' riadattate in chiave contemporanea (riduzione dei tempi di preparazione) e del glossario finale yiddish/français.

Aperto il libro, mi ha colpita la ricetta della crème glacée au miel et au halva o della tourte de viande à l'ancienne...
Le ricette in realtà sono molte, e tutte molto interessanti. Mi disturba un po' l'uso costante della farina autolievitante (a proposito, chi di voi sa fare la proporzione per stabilire l'equivalente in farina + lievito?), e in qualche caso di preparati pronti (tipo l'halva appunto, di cui dovrei andarmi a cercare io la ricetta... ;-P).
Questo il racconto del libro. Per il collaudo aspettiamo settembre, quando rimetterò piede nella mia cucinetta, ormai già un po' più buia di come sarà adesso...

ciau!

domenica 25 luglio 2010

la crostata (soffice) di elisabetta

e altre amenità del pre-partenza

Il fine-settimana "dei preparativi" è iniziato giovedì notte, coda di una cinquina di giorni in cui per qualche sortilegio non si riusciva a rientrare in casa, la "sera", prima delle 22 (dopo dici uno non cucina, non posta, non abla, ma quando metti piede a quell'ora a casa, tutti i piatti ancora da lavare, allora va bene qualsiasi cosa di commestibile... oops, di nuovo ho scritto qualcosa di non fotodicibile in un blog di cucina???), in cui appunto, intorno alle 22.20, rientro con valigia "ampia" prestata da Marghe (che foraggia bagagli di dimensioni consone dopo avermi sopportata tutto il giorno agitatina con il lavoro sempre indietro rispetto alle creative impareggabili tabelle di marcia autoimpostemi la mattina stessa!), e trovo monsieur Patou alle prese col montaggio della libreria che avrebbe dovuto accogliere tutti i libri che fino a quel momento occupavano sotto forma di (parecchi) scatoloni il soggiorno.
[mi sono incasinata con le subordinate e adesso giuro la smetto, la smetto pure di parlare veloce... ho notato tuttavia che se evitate le parentesi, il discorso quasi fila, quasi si capisce, siate pazienti ;-P...]
cmq dicevamo, fin qui tutto normale. la sera, la stanchezza, le mille cose da fare.
e come ogni finesettimana, nella normalità, la casa un caos immane, e tutte le lavatrice da fare, tantopiù che siamo in partenza, quindi piani bellicosi di ventilazione incrociata (vabbè, ventilazione, de'sti tempi..), perchè senza terrazzo nè giardino i panni qui si stendono in casa.
la lavatrice, che a parimerito col pc è il gioiello della casa, buona, brava, classe energetica stellare, programmabile, garanzia estesa all'infinito, in pieno lavaggio fa un suono sgradevole (lo sto dicendo col senno di poi?) comunica tramite display la simpatica scritta "errore E54", che tradotto per noialtri sarebbe che non centrifuga.
Dentro ovviamente anche lenzuola.
Tutto ciò appunto mentre stavo cucinando al povero Patou sotto corvée del montaggio legni, una deliziosa pasta al gorgonzola (unica cosa in frigo), il cui punto di cottura è coinciso con il suono di rottura della suddetta, e la pasta formaggiosa, è venuta pure ben cotta...
All'una stavo ancora sciacquando le lenzuola.
E, hai voglia a strizzare, la mattina del venerdì alle 7.00 il pavimento del soggiorno era un laghetto.
Questo tanto per raccontavi l'incipit (e tanto per darvi dei cenni, la signorina dell'assistenza tecnica, venerdì mattina ore 8,30, non si è fatta impietosire dalla sottoscritta, che poi ha finito col passare la parte mediana della giornata - caldo, sole - a mo' di lavanderina, in giro per roma, con mezzi pubblici, verso casa di mia sorella...).
Però, in mezzo a tutti preparativi, la tortina è arrivata, un momento di relativa tranquillità del sabato pomeriggio.
L'avevo "puntata" da Elisabetta qualche giorno fa, e mi aveva letteralmente affascinata.
Poi mentre la cucinavo mi è venuta in mente anche una torta che avevo fatto l'anno scorso, con soli albumi, farina di mandorle e albicocche...
questa la ricetta (con l'essenza di mandorle al posto dell'essenda di vaniglia...)
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ingredienti
200gr di farina tipo 0
50gr di mandorle ridotte in farina
80gr di zucchero di canna
100gr di burro a temperatura ambiente
2 uova
½ bustina di lievito per dolci
½ cucchiaino di estratto di mandorle
8 albicocche
zucchero di canna un paio di cucchiai
zucchero a velo un paio di cucchiai
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Lavorare burro e farina, poi aggiungere mano a mano gli altri ingredienti. Stendere l'impasto (più morbido di quello di una vera e propria frolla) in uno stampo per crostate, a bordo alto, da 24 cm e rivestito di carta da forno.
Cospargere di zucchero di canna, affondare leggermente le albicocche lavate e tagliate a metà, poi cospargere di nuovo con lo zucchero di canna.
Infornare a 180° per 35-40 minuti.
Sfornare e far raffreddare, infine spolverizzare con zucchero a velo.

mercoledì 21 luglio 2010

estate


Che sia estate non ci sono dubbi no?
Mi sembra che le giornate, per quanto lunghe, siano ancora troppo corte, e misurarle con la luce non vale, è un imbroglio, perchè la conclusione arriva a tradimeto, ed è ora di andare a nanna, e tutto sta ancora per aria (e vi assicuro che in questo preciso istante, in questi giorni, l'espressione "per aria" non è affatto figurata, in casa)...
Ancora una manciata di giorni, un sacco di cose da portare a termine, e finalmente vacanza.
Una ricetta in mezzo ci scappa sicuro, se Roma poi avesse pietà di noi e le temperature diminuissero giusto un filino, sarebbe proprio il massimo!
Nel frattempo è successo che la magnanima Juls ;-) mi ha selezionata insieme ad altre 19 per "la finale" del suo contest, cui ho partecipato con la ricetta delle frolle, e le selezione finale la fate voi!
Quindi se vi va, potete votarla qui: basta spuntare la ricetta che più vi è piaciuta, e cliccare sul tasto "vote"!

mercoledì 14 luglio 2010

veloce riso romantico...

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Lo faccio da sempre, e da più di un anno volevo parlarvene ma non mi decido mai a postarlo: le foto sembrano venire meno bene di quanto sia buono questo riso semplicissimo e veloce...
Ma oggi "mi butto", oggi riso romantico.
Si fa mettendo a bollire riso thai in acqua leggermente salata, chiodi di garofano (3 o 4) e una o due stecche di cannella (dipende da quanto vi piace profumato): l'acqua viene un po' rosa antico ed è bellissima da vedere..
Poi si condisce con prugne secche bio denocciolate, uvetta, mandorle tostate e qualcos'altro che vi aggrada (tipo pinoli?).
Una spolveratina di cannella sopra a me non dispiace...
La ricetta viene (forse un po' cambiata nel tempo) dal libro Riso! di Guodo Tommasi... =D

domenica 11 luglio 2010

frolle

la cosa più semplice...
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La cosa più semplice, cucinare il venerdì, primo pomeriggio, dai miei, quando non c'è nessuno in casa, guardando un filmetto con gregory peck su la sette, infornare e mettersi a sferruzzare (lana, nonostante il caldo) mentre le frolle sono in forno (acceso, nonostante il caldo!), e aspettare che arrivi la sera e tutti rientrino...



Poi una volta cotte, le frolle, così friabili, così splendidamente semplici, spezzarle con la punta delle dita e sbriciolarle sopra ad una coppetta di frutta e gelato, o frutta e yogurth.
E fare merenda in religioso silenzio, sul terrazzo, "in veranda", tra i fiori di mamma, e qualche buon libro.
Questa ricetta è per la sensibile Giulia, per il suo "Ricette per la felicità", in collaborazione con macchine alimentari, a cui tenevo tanto partecipare (anche se in genere a questi "contest" non arrivo mai in tempo!), un po' per il tema, così bello, azzeccato e invitante, un po' perchè lei riesce spesso a trasmettere alcuni stati d'animo scrivendo, generosamente, delle sue ricette, che quasi mi sembrano essere gli stessi che provo io.
Insomma per farla breve questo tema sembrava proprio calzarmi a pennello. E di ricette così (sia di cucina, che di "gesti", o "rituali", come dice lei) ne ho in serbo in effetti un bel po'... sarà che la cucina mette essa stessa di buon umore...!

Ad ogni modo ecco qua, c'è ben poco da dire in più, salvo che uno degli ingredienti della mia personale felicità sono le cose semplici, e queste frolle di Donna Hay (che alla Giulia in questione va anche molto a genio (cha strano! ;-P)) sono veramete così immediate, e versatili, e rilassanti nell'essere preparate (e poi mangiate!), così sobrie nell'aspetto e al tempo stesso generose (in quanto adatte a non coprire sapori e consistenze "associate"), così squisitamente semplici, da essere elette, in questo periodo, mia personale ricetta di buon umore e felicità!
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ingredienti (x 16 frolle)
180gr burro freddo, a pezzetti
170gr zucchero
100gr maizena
190gr farina
1 uovo
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Mescolare insieme tutti gli ingredienti aiutandosi con una forchetta, o con la planetaria, o comunque cercando di non toccare (per non scaldarla eccessivamente) troppo l'impasto, fino ad ottenere un composto omogeneo.
Stendere la pasta con il mattarello (aiutandosi all'occorrenza con due fogli di carta da forno), e sistemarla in uno stampo basso delle dimensioni di circa 20 x 30 cm (rivestito sul fondo di carta da forno).
Incidere la pasta in forma di barrette (io ho praticato un incisione longitudinale -quindi creando due fasce di 30 x 10 cm ciascuna- e 8 incisioni trasversali), creandone 16, e cuocere in forno, a 170°C, per 35'-40', o comunque finchè la superficie delle barrette non risulta dorata.


Si mantengono fragranti in un contenitore ermetico per una settimana (a casa mia il contenitore ermetico non lo hanno nemmeno visto! :-))


Le altre ricette del contest le trovate qui! ;-)
Ah dimenticavo, e se vi piace la ricetta, potete votarla QUI!!! B-)



venerdì 9 luglio 2010

[pseudo] pesto alla trapanese?

Dalla Pianura Padana alla Sicilia, così, in un post!
Certo, mi sa con una discreta licenza poetica, dato che quello vero, di pesto alla trapanese, mi risulta essere un filino più lungo (tipo mortaio al posto del frullatore ad immersione?) e più complesso (pomodori spellati e privati dei semi invece che interi??).
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Ad ogni modo, e dato che la sottoscritta tende a non volersi staccare dal forno nemmeno quando fuori fanno 40°C, invidiando al contempo da morire i vostri blog pieni di sorbetti, palline di melone, bicchierini golosi alla frutta, ho deciso di cucinare un piatto "fresco" (chessò, rispetto alle brioches, o alla fonduta di formaggio, che non avrei problema a pubblicare... no, la zuppa di fagioli no, quella in effetti mi asterrei in questi giorni, conservo ancora un briciolo di senso critico, ma poco eh?! ;-P), e postarlo, così, per provare l'ebbrezza della cucina "estiva".

Magari i Siciliani possono scrivere nei commenti come si fa quello vero, se vi va... :)

Questa la versione superfast.
In una terrina: pomodorini, basilico, pinoli, mandorle (un paio di pugnetti), uno spicchio d'aglio (volendo), olio, un pizzico di sale, pepe (o peperoncino), parmigiano o pecorino.
Fullare tutto quanto e condirvi la pasta.
Servire con fogliette di basilico, un filo d'olio e ricotta secca grattugiata!

giovedì 8 luglio 2010

Pane e Co.

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La Feltrinelli al Duomo chiude alle 24.00.
Grossa svolta perchè noi, invece, a Lambrate, "chiudevamo" alle 21.00.
Quindi un salto siamo riuscite a farcelo, questa botta di vita al centro di Milano durante il workshop. L'idea era di acquistare un libro di Turri, La Megalopoli Padana , che aspettavo da un po' a prendere (insomma, paesaggio un po' diverso, da quelli cui sono abituata, e per fortuna, con rispetto parlando, quindi anche difficile da immaginare leggendo...), ma che in occasione degli ultimi studi sulle aree agricole nell'area suburbana di Milano, ci cascava proprio a fagiolo.
Quindi immaginate la mia faccia quando il tizio, nella libreriadellelibrerie che chiude di notte, mi dice che non solo non lo hanno, ma nemmeno nelle altre feltrinelli d'Italia lo si trova (ma che si può ordinare)....
Insomma tutta avvilitina me ne sono andata a bighellonare in giro fra i libri, ben conscia che mi sono autoproposta da un po' di tempo di non accattarne di cucina, e di demandare la piacevole occupazione alle vacanze estive, che stanno arrivando per fortuna....
Però questo libretto, nuovo-nuovo, tra i tanti, mi ha attirato.
Immagino sia per il tema, nonostante un fantastico libro sull'argomento già lo avrei, anche se non ho ancora capito se il lievito francese è meno concentrato di quello italiano, o se veramente lei usa le quantità che scrive e il lievito è equivalente al nostro (roba da antidoping)....
Cmq dicevamo, il tema, le immagini, le ricette.
Sì. Le ricette.
Perchè alcuni sono "pani", panini, treccine, focaccie, pain d'epices, croissantes. Ma altre sono ricette con il pane, e questa è una cosa che mi cattura da sempre, da quando "mi occupo" di cucina (;-P): come impiegare il pane. Terrina di pane, timballo di pane, crostata con pane, torta di pane, mousse di pane!!!
Molto intrigante, appena cucino qualcosa vi faccio sapere... non ho ancora provato niente. No, non c'entra il caldo... è che prima devo rendere la cucina praticabile... ;-P
ciau!

martedì 6 luglio 2010

ciliegie in torta!

da Sigrid, di Annalisa

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Ciao a tutti, eccoci finalmente dopo una vagonata di ore passate a disegnare in quel di Milano, essere tornata domenica sera nottetempo, aver passato un'inizio settimana un filino intenso, con la sensazione che quella prima, di settimana, manco fosse tanto finita....
Però contenta e soddisfatta, per aver avuto a che fare con il paesaggio del nord italia, e di aver conosciuto un sacco di persone interessanti e simpatiche (che quando ci si amazza di lavoro, sempre meglio farlo con persone amiche... ;-))
La cucina non l'ho toccata, ma ricetta ce l'ho, e da un po' a dir la verità, solo che questi giornio sono così carichi di cose da fare che non riesco nemmeno a sbirciare in giro per i vostri blog, figuriamoci nel mio! :)
Con ciliegie, ecco l'impasto stupendo (anche solo crudo mi ha creato dipendanza) della torta di Annalisa Barbagli, che viene dritta dritta da Sigrid (nel senso che l'ho praticamente copiaincollata, e chi le modifica, le ricette cavolette!?).
A proposito di modificche/spunti, e di tempo che figge via, ho "lisciato" l'iniziativa della festa del cavolo, a causa dei miei infiniti giretti per l'italia e la conseguente distanza dalla cucina (forse anche perchè io, sempre spregiudicata con le ricette, a quelle di Sigrid non cambierei una virgola che sia una... vabbè basta, che se per caso le capita di leggere queste righe/smancerie mi vergogno... ;-P)
ecco la ricetta (tratta direttamente da qui):
Torta di ciliege (ricetta di Annalisa Barbagli)
ciliege 500g
farina 100g
zucchero 100g
farina di mandorle 100g
burro 80g
uova 2
maraschino 2 cucchiai
lievito per dolci 1 cucchiaino
sale
per la tortiera: 1 noce di burro + zucchero di canna
Lavare e snocciolare le ciliege, Lavorare il burro morbido con lo zucchero, aggiungere la farina di mandorle, e poi le uove (che devono essere a temperatura ambiente), incorporandole una ad una. Aggiungere infine la farina setacciata con il lievito, il sale e il liquore. Versare questo composto nella tortiera imburrata e cosparsa con dello zucchero di canna. Aggiungere, disponendole a cerchi e premendo un po’, le ciliege e infornare il tutto a 180° per circa 45 minuti.
p.s. una modifica l'ho fatta, a dir la verità: alla fine ho messo meno ciliegie di quelle previste, e me ne sono abbastanza pentita, salvo poi rimediare preparando con le ciliegie rimanenti uno siroppetto con le ciliegie caramellate velocemente con un paio di cucchiai di zucchero, sul fuoco moderato per qualche minuto, e versandolo sulle fettine di torta.

ciao!

venerdì 2 luglio 2010

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