giovedì 25 febbraio 2010

filetto di salmone al volo

Tanto per continuare a parlare della nostra sopravvivenza culinaria, ho finalmente deciso di postare (non vedevo l'ora!!!) un filetto di salmone*, talmente nature, e sano, e buono, e veloce, che ogni volta che lo preparo gongolo come una deficente...
L'ho cucinato ormai più di una volta, mettendo a punto prima la salsetta, poi decidendo per lo spinacino di accompagnamento (con i pinolo tostati, ormai lo spinacino lo mangio solo così... viziata! ;)), infine, ormai "sicura" di me, lanciandomi in una preparazione last minute, nonchè INFRASETTIMANALE, per una cena a casa nostra la scorsa settimana.
Grande nonchalance e grande successo (anche se mi ero dimenticata di mettere la carta da forno nella teglia - forse troppa nonchalance? - e ho dovuto scollare a forza i filetti dalla teglia ostentando un sorriso amabile agli ospiti, dato che la cucina di casa è piuttosto "a giorno"...).
Comunque a parte questi trascurabili dettagli la ricetta è una vera e propria sciocchezza, e il risultato veramente sciccosissimo!
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ingredienti (x 4)
4 filetti di salmone (surgelati o no) di circa 120 gr ciascuno
sale e pepe
spinacino 250 gr circa
pinoli 1 manciata
1 limone bio
basilico 1 mazzetto
prezzemolo 1 mazzetto
olio extravergine di oliva

Salare e pepare i filetti di salmone e porli in forno, sopra un foglio di carta da forno, a 210°C (si può sfruttare il momento di riscaldamento per far tostare i pinoli, disponendoli su un unico livello sulla placca e togliendoli quando sono dorati) per circa 10' se sono scongelati, circa 20' se surgelati.
Lavare e asciugare il limone e ricavarne con un rigalimoni delle striscioline di buccia, mettere da parte.
Durante la cottura del salmone preparare la salsetta con basilico e prezzemolo precedentemente lavati e asciugati, il succo di mezzo limone sale e pepe (se graditi), olio d'oliva qb, il tutto tritato nel cutter.
In ultimo lavare lo spinacino, condire con olio, il succo di mezzo limone e sale, e aggiungere i pinoli tostati (si possono fare anche in una padella ntiaderente a fuoco molto basso, e ponendovi grandissima attenzione, abbrustoliscono che è una meraviglia) e la scorza del limone.
Mescolare bene, trsferire nei piatti.
A questo punto togliere dal fuoco il filetti di salmone e posarli vicino/sopra il letto di spinacino, condirli con qualche cucchiaino della salsetta alle erbe, e servire subito.
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* tutto è iniziato all'inizio di gennaio, una domenica pomeriggio in cui io e mia sorella ci siamo trascinate all'ikea per PRELEVARE un 120 kg di divano da montare, con tutto comodo e nottetempo, a casa mia. E mentre aspettavamo monsieur patou che ci venisse a prendere con la voiture, siamo andate (scaglionate, vistomani qualche mariuolo avesse avuto voglia di scipparci 4 colli da circa 30 kg cadauno e una volumetria piuttosto importante) a fare una capatina alla bottega svedese, ed entrambe ci siamo riportate a casa, nell'apposita sacchetta termica la nostra confezioncina di salmone sottovuoto e da mezzo chilo... eheheh, sennò che kit di sopravvivenza sarebbe stato? --- ammetto molto comodo, adesso, la mia razione di filetto di salmone, me la arraffo praticamente tutte le volte che passo da quelle parti ---

martedì 23 febbraio 2010

insalata cavoletta

cavolini di bruxelles, pinoli e mele caramellate

Credo di averne già parlato un po', ma non abbastanza nè abbastanza dettagliatamente, di questa insalata imparata a Torino da Sigrid in occasione della presentazione del suo libro.
Si tratta di una preparazione semplicissima, sanissima buonissima, di quelle che cominciano a farti bene già mentre la stai preparando, vitamina, acido folico, quel pizzico di frutta secca.
Io vi assicuro, attualmente sta al primissimo posto delle mie insalate preferite, e da novembre, ovvero dal primo assaggio, l'avrò fatta con cadenza bisettimanale, senza nessun accenno ancora di assuefazione o stanchezza... ;)
La cosa che mi ha colpito subito è 'sto fatto dei cavolini crudi, che non avrei mai pensato nemmeno potessero essere per me "commestibili", e invece sono buonissimi, anche meglio di quelli cotti...
Il giorno dopo poi la metto nel portapranzo, e la porto con me, tutta soddisfatta, dato che è perfetta anche come un leggero piatto unico (ma molto saziante), durante il lavoro...
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ingredienti (per 4)
350g di cavolini di bruxelles
50-80gr di pecorino romano
2 mela golden
1 cucchiaino abbondante di miele
mezzo limone (succo)
olio, sale, pepe
1 noce di burro
1 manciata abbondante di pinoli tostati
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Pulire e affettare sottilmente i cavoletti, tagliare le mele prima a spicchi, poi anche loro a fettine sottili e caramellarle in una padella antiaderente con una noce di burro e un cucchiaino di miele.
Condire i cavolini e le fette di mela in una insalatiera capiente con olio, limone, sale, pepe. Aggiungere eventualmente delle scagliette di pecorino, o uva passa, o entrambi, e i pinoli tostati.

lunedì 22 febbraio 2010

vaniglitudine...

risolatte alla vaniglia, in un attimo!

Non so se a voi capita, quella che io chiamo "vaniglitudine", che di fatto non è altro che necessità impellente di comfort gastronomico che non comporti ingente impiego di tempo...

Sarà che febbraio è un mese che non amo, sarà che sembra non finire mai e che le giornate sembrino sempre troppo faticose, saranno insomma un sacco di cose messe insieme, ma proprio questo è il periodo dell'anno in cui mi sembra utile ricorrere a qualche vecchio rimedio della nonna: depurativo, gozzovigliante o rilassante che sia, come questo assolutamente semplice risolatte alla vaniglia...

ingredienti (per 4-6)
1 litro di latte intero (bello grasso aggiungo io, come quello che uso per fare il dulce, in fondo...)
200gr riso tondo
100 gr zucchero
1 bacca di vaniglia

Incidere longitudinalmente la stecca di vaniglia e raschiarne i semi.
Versare il latte, i semini della vaniglia e la bacca stessa precedentemente incisa in una casseruola dal fondo spesso. Portare ad ebollizione a fuoco basso, versarvi il riso (precedentemente lavato) a pioggia, coprire e lasciar sobbollire a fuoco lento per una mezzoretta, mescolando di tanto in tanto con un cucchiao di legno.
Trascorso questo tempo, aggiungere lo zucchero (magari solo una parte se non amate sapori troppo dolci, poi vi regolate assaggiandolo e aggiungete il resto in un secondo momento, eventualmente), lasciare sul fuoco altri 5', mescolando.

Poi togliere e lasciar freddare fino alla temperatura che preferite per consumarlo, aggiungendo a piacere scorzette di agrumi canditi, dulce de leche, lemon curd, cioccolato....

venerdì 19 febbraio 2010

zuppa di lenticchie "io + mia sorella"

un po' per celia, un po' per non morir

Questo è un periodo della mia vita da cuoca, in cui il mio cervello tende a suddividere sempre più nettamente le "cucine infrasettimanali" dalle "cucine del week-end".
A volte durante la settimana arrivo a casa così tardi da non avere la forza non solo di cucinare, ma nemmeno di mangiare, e al tempo stesso, "appoggiarmi" ai cibi pronti o pseudo pronti (che ne so, i tortellini dentro quelle orrende confezioni di plastica per esempio, ma mai le paste precotte, o i minestroni in busta, eh?) mi tolglie ancora più energia.
Anche se a volte è una vera salvezza, quelle in cui non fai nemmeno in tempo a comprare il pane, figuriamoci prepararlo...
Comunqe per tornare a noi, dall'inizio del 2010 uno dei propositi di Vaniglia è stato quello di postare ANCHE ricette fattibili in poco tempo e con pochi ingredienti, anche dopo 8-9 ore di lavoro e 3-4 ore di mezzi pubblici.
Ecco perchè vorrei approfondire un po' l'etichetta "kit di sopravvivenza", che magari riguarda ricette non delle più ortodosse (non so se ricordate la scandalosa torta con crema pronta ikea), ma che possono risultare utili per assorbire un po' dell'allegrezza che ci contagia cucinando, rimanendo ANCHE vivi, a fine giornata...
Alcune di queste ricette comportano l'ausilio di alcuni "trucchetti", come l'utilizzo di sfoglia pronta (o la previdenza di farla da sè, e congelarla...), altre solo poco organizzazione, secondo me, come questa zuppa di lenticchie, che in realtà non è il cavallo di battaglia di escoffier, anche se devo dire è buonabuona, oltre che calda, utile per "svoltare" l'inverno, per finire le lenticchie biologiche prima che inizi la primavera, e per scaldarsi una delle solite noiose sere di pioggia di questo mese troppo lungo per essere corto... ;-)
Mia sorella fa le lenticchie partendo da un "sofrittino di porco", così, giusto per non sbagliare, io di mio ci ho aggiunto 2 carote (al limite anche una mezza costa di sedano!), per pareggiare!

ingredienti (2-3 persone)
250gr lenticchie seche
100gr pancetta tesa
2 carote medie
1/costa di sedano (facoltativa)
1 cipolla media
1lt brodo vegetale
sale, pepe, olio
parmigiano a scagliette

NB. PASSAGGIO DA FARE LA MATTINA MENTRE USCITE PER ANDARE AL LAVORO: mettere le lenticchie a bagno in un recipiente.

(appena rientrate a casa, sfatti, ho come l'impressione) Preparare un brodo bio con cubetto apposito (se lo fate da voi, il brodo - brave! ;-) - meglio la sera prima...), mettere a soffriggere la pancetta in una pentola a fondo spesso e aggiungere le carote pelate e tagliate prima longitudinalmente in due, poi a lunette di 5-8mm, la cipolla tritata sottilmente. Fare insaporire 3-4'. Aggiungere le lenticchie scolate e far tostare 3-4 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il brodo e cuocere a fuoco lento per una mezzoretta.

Monitorare ogni tanto, ma nel frattempo potere fare altro, le lenticchie vanno da sole...

Verso la fine aggiungere un po' di acqua se occorre, aggiustere di sale e pepe, un filo d'olio e qualche ricciolo di parmigiano.

mercoledì 17 febbraio 2010

inverno

gatòone* nella bufera
*questa mattina sono stata svegliata da un certo quadrupede che cercava di attirare l'attenzione leccandomi la faccia (e chi ce la farebbe, atrimenti, ad alzarsi con il freddo dell'inverno?)
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p.s. Il Sergente Pepe mi ha appena detto che oggi si festeggia la giornata del gatto (neanche a farlo apposta!!!). [grazie!]
ecco le notizie in merito che ho tratto da wikipedia, con il relativo link "allegato":
La festa del gatto è celebrata in Italia tutti gli anni il 17 febbraio. La festa viene celebrata dal 1990.
La scelta della data non è casuale, infatti il mese di febbraio è il mese del segno zodiacale dell'
Acquario tipicamente considerato il segno degli spiriti liberi, mentre il giorno 17 è stato scelto appositamente per sfatare tutti i miti che hanno accompagnato la storia di questo felino




lunedì 15 febbraio 2010

frollini succo di arancia ed olio d'oliva

altri biscotti, ma senza burro!


Leggende metropolitane mi attribuiscono uso disinvolto di burro in cucina, ma, sentiteammè, so' tutte fandonie! ;-P
La verità è che il burro ci vuole quando ci vuole, quando si cucinano alcune cose intendo, quelle che devono sapere di burro appunto, mentre in altri casi no, il burro non serve, punto e basta... Insomma non so se si capisce cosa intendo, è il sapore che comanda, e dato che io preferisco mangiare abbastanza poco di una cosa "buona" (sempre seconso i miei gusti, eh?! poi c'è chi non traova gradevole il sapore, e questo è tutto un altro discorso), piuttosto che "abbastanza molto" di una cosa "monca", devo dire alla fine della fiera mi trovo abbastanza facilitata.
Dunque per riassumere (questa settimana parte con l'aforisma, eh?), i biscotti al burro devono sapere di burro, quelli al cioccolato di cioccolato, e quelli di arancia e olio, di arancia e olio.....
Dopo queste perle di saggezza infinite, vi racconto una ricettina di Sigrid che io faccio da quasi tre anni, praticamente da quando lei l'ha postata, e che mi ha creato strettissima dipendenza nel corso del tempo: i biscotti all'olio di oliva e succo di arancia (con quelche minima variazione, a forza di farli...).

ingredienti
2 arance
olio d’oliva stesso peso del succo delle arance (nel mio caso circa 200gr)
zucchero a velo stesso peso del succo delle arance
400gr farina (nel mio caso oltre 700gr)
2 tuorli
1 cucchiaio latte (per spennellare)
6gr lievito per dolci

Grattugiare la buccia delle arance, poi spremerle entrambe. Pesarne il succo, e a parte lo stesso peso di farina e zucchero a velo. Mescolare il succo di arancia con l’olio d'oliva, i 2 tuorli, la buccia grattugiata, lo zucchero e il lievito, poi aggiungere 400 gr di farina, mescolare, e aggiungere man mano altra farina fino a ottenere un impasto dalla consistenza di una frolla. Formare una palla, avvolgerla con della pellicola e tenere in frigo per 30' circa. Stendere la pasta al matarello (circa 3mm), e ritagliare i biscotti con la rotellina dei ravioli, poi disporli su una teglia da forno ricoperta di carta da forno. Spennellare con il latte la superficie dei biscotti, poi cuocere a 180° per circa 15'.

A seconda della "succosità" delle vostre arance, i biscotti verranno ogni volta diversi (perchè uova e lievito cambiano in proporzione al resto), ed ogni volta per me sono buonissimi.


Questo sfata un'altra leggenda metropolitana, e conferma un altro dei miei aforismi, ovvero che alcune ricette sono "dinamiche", o che per lo meno hanno un alto livello di "elasticità" alla trasformazione.....


venerdì 12 febbraio 2010

... per scaldare inverni lunghi e nevosi ;-)

cioccolata calda perfetta


Dicono che a Roma nevichii (!!!!!!)
In realtà nevica anche qui, al confine tra Marche e Umbria.
Solo che qui, questo accade spesso e volentieri, mentre a Roma NO (è dal '96 che aspetto un evento del genere), e si mette a nevicare proprio ora, che ho appena raggiunto l'altro lato dell'appennino....
Freddo-freddissimo da tutte e due le parti, cmq.

Dicono pure che tra qualche giorno sia una certa festa degli innamorati.
Sì, sì, lo so, è una festa un tantino commerciale. Ma dato che la "commercialità" molto dipende da chi "accatta" e non dalla festa in sè, direi che un pensiero romantico, e che scalda, si può fare, soprattutto se si ripete nel tempo, quando meno ce lo aspettiamo, anche in tempi non sospetti.

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ingredienti - per 2
100gr cioccolato fondente di ottima qualità*
25ml panna
25cl latte
10gr cacao in polvere
1/2 stecca di vaniglia
15gr burro

Portare il latte ad ebollizione in una casseruola a fondo spesso insieme alla stecca di vaniglia tagliata longitudinalmente e ai sui semini, precedentemente raschiati con un coltellino e "versati" nel latte.
Spegnere il fuoco e lasciare in infusione qualche minuto.
Unire il cioccolato, spezzettato a scaglie con l'aiuto di un coltello, e farlo sciogliere nel latte. Mescolando continuamente con una frusta, incorporare cacao in polvere e panna.
Rimettere sul fuoco, basso, e mescolare continuamente per evitare che il composto si attacchi al fondo.
APPENA comincia a bollire, togliere dal fuoco. Aggiungere il burro e mescolate ancora con la frusta.
Versare nelle tazze, e servire con un ciuffetto di panna, se volete, e con una briochina calda =D.

Aggiungerei alla preparazione un buon libro, una coperta molto calda, e un divano.
Facoltativo, direi anche un caminetto (per chi lo ha - chi non lo ha, come dicevo tempo fa, qui e qui, si può sempre immaginare....)
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* il cioccolato da fondere deve essere di ottima qualità, io ho usato Valrhona. Penso non sia male anche Lindt, o altro, secondo le vostre preferenze (l'importante è che sia buono!)
e mi raccomando, piantonate il fornello, a fuoco bassissimo, che 'stacioccolata qui è tanto buona mentre la mangi, qualto bastarda mentre la prepari!!!

mercoledì 10 febbraio 2010

cavoli e cavolesse

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M'ha preso così, nel finesettimana.
La situazione che si presentava sabato mattina era la seguente:

1. 1/2 cavolo verza del peso originario di quasi 2 kg
2. 1/2 cavolfiore di circa 2 kg (emh, sì, quantitativi importanti, patou mi arriva co'sti mazzi di fiori un po' fuori dal comune...)
3. 1/2kg di broccoletti
4. 8 etti di cime di rapa (acquistate giusto sabato da me medesima, non si sa mai, meglio non rimanere senza verdura)
5. 3 etti di cavoletti di bruxelles (anche questi fanno parte della spesa recente, per via di una insalata cavoletta da cui sono rimasta affascinata e che faccio almeno ogni 15gg.)

Il megacavolfiore e la verza erano i più "anziani", il primo è stato trasformato in una zuppa divina con cipolla, noce moscata e tanto, ma tanto pecorino romano... nott, buio e niente foto, ma appena lo rifaccio lo posto. La verza, sempre "zuppata" sul modello della minestra povera di tanto tempo fa, solo con 2 carote al posto della cipolla... (sabato e domenica sera, tutto molto sano!)
I broccoletti sono andati per il lunedì sera, "alla catherine", insieme a un quintale di formaggini...
I cavoletti stanno lì che aspettano l'insalata, e anche loro prima o poi devo postarveli a modino...
Finalmente invece le cime di rapa, cucinate semplicemente, e velocemente, su un'idea di una rivista che ultimamente mi capita di citare spesso.....

ingredienti
800gr cime di rapa
40gr arachidi sgusciate
olio extravergine d'oliva
paprica, sale

Mondare le cime di rapa, togliendo la parte più fibrosa dei gambi, portare ad ebollizione abbondante acqua salata, e farvi cuocere le cime di rapa per 5-6', scolarle e tenerle da parte.
Tagliare l'aglio in due, longitudinalmente, togliervi l'"anima", farlo rosolare in padella con due cucchiai d'olio d'oliva e con le arachidi per 4-5'.
Aggiungere le cime di rapa e far isaporire per circa 5', aggiungendo sale e paprica a metà cottura.
Contorno perfetto.
Poi il giorno dopo hanno costituito il mio pranzo farcendo una enorme fetta di piazza bianca tagliata di traverso... =D


libri di me!

Ecco, brava brava ho fatto i compitini del finesettimana, dopo aver visto il meme sui libri da Salsa di Sapa, e tutta entusiasta, ho provato a compilare la mia bella lista.
Risultato?
Non riesco a ricordare tutti i libri che ho letto (ecco perchè negli ultimi anni cerco di appuntarmeli...), e in alcuni casi HO LASCIATO LO SPAZIO VUOTO! ;-P.....
In altri ho messo fumetti, o libretti di teatro.... insomma vedete voi, io son due giorni che ci penso, magari domani riesco a compilare il resto !!!!


SEI UN UOMO O UNA DONNA?
Il canto di Penelope - Margaret Atwood

DESCRIVITI:
L'eleganza del riccio - Barbery Muriel

COME TI SENTI?
Manifesto del terzo Paesaggio - Gilles Clement

DESCRIVI DOVE VIVI AL MOMENTO:
La vita istruzioni per l'uso – Georges Perec

SE POTESSI ANDARE OVUNQUE, DOVE ANDRESTI?
Le città invisibili – Italo Calvino

COSA AVRESTI VOLUTO FARE DA GRANDE?
Giselle - Théophile Gautier

LA COSA CHE TI FA SOFFRIRE MAGGIORMENTE:
Omero, Iliade - Alessandro Baricco

UNA COSA CHE NON FARAI MAI:
Sorvegliare e punire – Michel Foucault

TU E IL /LA TUO/A MIGLIORE AMICO/A SIETE...?
Piccole donne - Louisa May Alcott

COSA TI MANCA:
Il paesaggio e il silenzio - Eugenio Turri

LA STAGIONE IN CUI TI SENTI PIU' VIVO:
L'ombra del vento - Carlos Ruiz Zafòn

MOMENTO PREFERITO DELLA GIORNATA:
Delizie di latte - Laurence e Gilles Laurendon

SE LA TUA VITA FOSSE UNO SHOW TELEVISIVO, COME SI CHIAMEREBBE?
Pirati, Fantasmi e dinosauri - Osvaldo Soriano

COS'E' LA VITA PER TE?
Fiori blu - Raymond Quenau

UN ANNO CHE NON SI PUO' DIMENTICARE:


LA TUA RELAZIONE:
Storie di cronopios e di famas - Julio Cortazar

HAI PAURA DI:
Questi fantasmi - Edoardo de Filippo

IN ALCUNI MOMENTI TI SENTI...
Mafalda - Quino

UN LUOGO IN CUI NON SEI MAI STATO:
Il giardino segreto - Frances Hodgson Burnett

MEZZO DI TRASPORTO PREFERITO:
Il mondo a piedi - David Le Breton
Elogio della bicicletta – Ivan Hillic

QUAL E' IL MIGLIOR CONSIGLIO CHE TU POSSA DARE?
Siddharta – Hermann Hesse

UNA COSA DI CUI SEI CONSAPEVOLE:
Miti d'oggi – Roland Barth

OGNI TANTO PENSI CHE...


DI COSA HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO:
La casa del sonno – Jonathan Coe

OGNI TANTO TI DOMANDI...
Se questo è un uomo - Primo Levi

PENSIERO DELLA GIORNATA:


SE POTESSI RIAVERE INDIETRO QUALCOSA DALLA VITA COSA VORRESTI?
Momo – Michael Ende

IL TUO MOTTO:
Il vero giardiniere non si arrende - Paolo Pejrone

venerdì 5 febbraio 2010

zuppa porro e aglio...

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Questo è un periodo in cui si gironzola fra le ricette delle amiche blogger.... anzi no, in verità è un momento in cui il tempo per gironzolare in rete, è piuttosto poco, e anche quello per cucinare, creare, immaginare ricette a volte sembra pochissimo.

E allora cosa fa, la Vaniglia, si appella alle ricette preferite delle "colleghe" blogger, le ricette che memorizza e prima o poi sbucano...

Questa è un po' che volevo farla, e, come sempre succede con quelle ricette che ti folgorano al primo sguardo, anche prima di leggere gli ingredienti a volte, il palato non ha smentito nè gli occhi nè e l'istinto della prima lettura, tanto che tale bontà, come l'ultima postata, va dritta dritta nel Ricettario De Casa....

Izn l'ha vista da smitten kitchen, ed io l'ho vista da lei....








Ingredienti (dosi x 2 persone):
brodo vegetale 1lt
spicchi d’aglio 22
porro 1/2
olio extra vergine d’oliva
latte intero ½ bicchiere scarso
parmigiano reggiano 100gr circa
sale
pepe

Forno a 180°C.
Mettere 13 dei 22 spicchi d'aglio, con la pellicina, in una piccola pirofila con un paio di cucchiai d’olio, sale e pepe, copriere con un foglio di alluminio e metterli in forno fino a quando saranno diventati molto teneri (circa 40').
Far intiepidire fuori dal forno e liberarli dalla pellicina.
Tagliare il porro sottilmente, mescolarlo con un filo d'olio e farlo dorare in una pentola, a fiamma bassa, finchè non diventa traslucido.
Aggiungere i 13 spicchi di aglio arrostiti e gli altri 9, senza pellicina, tagliati a metà e privati della loro « animella » (questa operazione li rende più digeribili).
Cuocere a fiamma media per due o tre minuti, poi aggiungere il litro di brodo, coprire, e lasciar sobbollire a fuoco basso, fino a quando l’aglio sarà tenero, per circa 20'.
Togliere la pentola dal fuoco, frullare con il minipimer e rimettere a fuoco moderato.
Aggiungere il latte e lasciar sobbollire qualche minuto, poi aggiustare di sale e pepe.
Dividere il parmigiano in due scodelle, versarci sopra la zuppa, aggiungere un po' di pepe appena macinato, un filo d'olio evo e qualche crostino di pane rustico tostato al forno.....
La ricetta originale prevede l'aggiunta alla fine di succo di limone, ma a noi è piaciuta tanto così.... così « rotonda »....

martedì 2 febbraio 2010

mini-tartes aux poireaux

crostatine salate porri e taleggio!

Era da un po' che cercavo una ricetta di tarte au poireau che mi inchiodasse al tavolo.
Perchè dovete sapere che tendo a stare molto più ai fornelli che seduta a tavola, deve essere un riflesso della perfetta educazione impartita dai nostri genitori da bambine ("non ci si alza finchè non si è finito di mangiare!", anche durante lunghi e noiosissimi matrimoni mentre tutti gli altri bambini scorrazzavano come selvaggi per la sala, che invidia! ;-))...
Cmq dicevamo dei porri, e di una tarte, e di qualcosa di buonobuono, che guardacaso, ho trovato da Sigrid. O meglio, come dicevamo tempo fa a proposito delle ricette che si sedimentano in fondo al nostro cervelletto semidormiente, io quella preparazione me la ricordavo, era una di quelle ricette-cavolette che ti si imprimono nella mente a non si sa perchè aspetti tanto a farle, e che finalmente, in presenza di porri bio di cassettone bio, e conseguenti chili e chili varii di verdura da smaltire, ti rivengono in mente all'improvviso, e realizzi tutta soddisfatta!
Non avevo il cumino, altra misteriosa spezia che mentre cerchi in casa nell'apposito reparto, E NON TI SERVE, fa capolino in continuazione, ma quando sembra indispensabile, si è andata a ficcare nei meandri della cucina e non sbuca manco a cannonate.
Comunque pure senza cumino, una bomba, sorprendentemente buona e sorprendentemente facile, quasi che la prossima volta la rifaccio identica.
La ricetta (rispetto a sigrid ho sostituito il timo al cumino, e il latte alla panna, dimezzandolo):

ingredienti
pasta sfoglia o brisée pronta
2 porri
200gr taleggio
1dl latte
2 uova
sale
pepe
timo

Stendere la pasta sfoglia e rivestirne degli stampini di circa 12 cm di diametro (o uno stampo grande). Lavare e tagliare il porro a pezzi di 1-2cm e farlo ammorbidire in una padella antiaderente con una noce di burro e qualche fogliolina di timo. Dividere il porro nelle crostatine, aggiungere in ciascuna una fettina di taleggio tagliata a pezzettini e infine il latte leggermente sbattuto con le uova, il sale e il pepe.
Cuocere a 180° per circa 20 minuti (più di mezz’ora nel caso della torta grande), o finché la superficie delle crostatine sia dorata.
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