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Dunque da brava mi accingo a fare i compiti che mi ha assegnato
Carolina qualche gg. fa, o meglio a raccontarvi 10 cose di me che ancora non sapete.
Sì, suona un po' poco riservato, come post, e abbastanza impertinente nel finale, che consiste nel passare la palla ad altre 10 persone; non so ancora se avrò il coraggio di totalizzare un numero così cospicuo di potenziali "antipatizzandi", ma vado avanti per fasi, e fra qualche riga si vedrà.
Intanto affrontiamo la fase 1, le dieci cose che non si sanno di me...__
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1. come ho iniziato a cucinare (tanto).
A cavarmela me la sono sempre più o meno sempre cavata. Ovvero dolci, quelli prima di tutto, e in varie salse (il dolcetto della domenica per mio papà); ma di fatto la necessità (e poi la curiosità) della cucina viene dai tempi dell'università. Per necessità della cucina non intendo quella relativa al bisogno di mangiare, quello si può soddisfare anche con pane e ricotta, e credo che l'essere studenti offra ampii diritti in merito, ma quella relativa al bisogno di distrarmi, di scaricare la tensione, o superare la stanchezza. Così ho iniziato a cucinare, con le mega-pizze a casa (che condividevo con mia sorella, le mie due cugine e mio cugino -
quello della torta perfetta al cioccolato per intenderci), a cui venivano inviatati gli amici di tutti, e i colleghi di università con cui studiavo e che erano (e sono tutt'ora) un pezzo importante della "famiglia allargata".
Diciamo tra le 10-14 persone alla volta (pizza, birra e un dolcetto, la cosa che economicamente si sosteneva di più!), e vi assicuro che impastare tutta quella massa di roba era efficacissimo.
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2. cucina - fotografia: cinque a zero!
Sì, mi piacciono tantissimo le belle foto di ricette ben realizzate. Adoro la fotografia (da sempre, da prima ancora di preparare pizza per tutti!), ma preferisco di gran lunga cucinare. Forse molto dipende dal fatto che a Roma non ho molta luce, molti fondi neutri, molto "campo di azione" (oddio, non oso immaginare al mio campo di azione ideale, effettivamente). Per dirla diversamente, se sono stanca stanca o sotto pressione,e mettiamo che è notte fonda ma ho l'adrenalina ancora un filino in circolo, se la giornata è uggiosa, se è troppo caldo e sento che la pressione mi si abbassa sensibilmente, se sono arrabbiata o preoccupata, mi viene da cucinare, e non da fotografare....
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3. immagine del frigo vuoto.
5 mele bio, mezzo chilo di carote bio, sciroppo d'acero, glucosio liquido e una chilata di burro (4 panetti da 250 gr)
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4. immagine della dispensa vuota.
1 confezione di orzo perlato, mezzo pacco di riso, 1 pacco di lasagne di kamut, 3kg di cioccolato fondente (versione invernale).
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5. carattere.
sono un pochetto ansiosa, no, mi correggo, sono molto appassionata delle cose. mi butto a capofitto nelle attività che mi incuriosiscono (quasi tutte), e vorrei che le cose venisse sempre come dico io. Vorrei che venisse tutto sempre bene, anche se questo è impossibile, o forse anche "sbagliato". Quindi mi infastidisco quando ciò non avviene (ma poi mi passa subito).
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6. carattere2.
Sono cocciuta e anche un po' disobbidiente. O meglio, sono molto obbidiente alla mia capoccetta. Quando questa decide che vuole fare un cosa, non c'è verso, sono una specie di ariete; se invece non mi va giù, diventa molto, molto difficile convincermi...
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7. amici.
Quando ero piccola avevo due amici immaginari (carolina, che te ne pare? ;-)): bombo e cippo. Cippo era molto disobbediente e faceva un sacco di cose sbagliate, la pipì in terra o nel lettino, giocare con l'acqua in bagno, ... (ok, sì, in verità ero io!). Bombo invece era buonissimo, chiedevo a mamma che apparecchiasse anche a lui la tavola, papà al mare ha avuto anche la pazienza di comprargli un salvagente, era mio amico! Cippo è sparito prima, Bombo ha resistito un bel po', poi è scomparso esattamente come era apparso, appena nata la prima delle mie due sorelle...
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8. magia?
So indovinare i gusti delle persone. L'ho scoperto lavorando appena laureata in una delle migliori gelaterie di Roma (la migliore, lo posso dire, tanto non la nomino e non sto facendo pubblicità): 60 gusti di gelato, variabili secondo le stagioni (quindi per almeno più di 120 ricette).
"Sentivo" cosa volevano gli avventori prima ancora che entrassero, anzi, ad essere precisa lo sapevo ancora prima di alcuni di loro. Una forma di istinto, una specie di stregoneria: quella ragazza dai ricci rossi e le lentiggini mi chiederà il gusto con riso venere e petali di rosa, quel signone magro, canuto ed elegante deve assaggiare il gelato alla ricotta abbinato a quello ai fichi, quel giovanotto deve sentire lo zabaione al recioto, con il cioccolato fuso...
E' una sensazione molto bella....
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9. disordine.
Faccio un discreto casino quando cucino, mi cadono le pentole dalle mani in continuazione, e odio lavare i piatti, sono così tanti e non so mai dove appoggiarli.
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10. passaparola.
Non sopporto le catene di S.Antonio, ed è per questo che adesso mi farò forza e passerò il giochino delle "10 cose di me" a qualche sfotunato avventore.....
10 proprio non ce la faccio, e spero che intanto questi sei non me ne vogliano troppo... ;-P