domenica 27 settembre 2009

post parigino .2

... i libri
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Questa la seconda parte dell'ultimo post parigino... quella sui libri!
Sono paricolarmente soddisfatta da questi 6 libretti parigini, acquistati tra Gilbert Joseph e la libreria La Cocotte. Vorrei chiudermi in casa un mese e cucinare l'80% delle ricette che raccolgono!



Cercavo un libro del genere da un po', e la penultima volta che sono stata a Parigi mi sono dedicata al reparto pane delle librerie culiarie come prima tappa.. Solo che succedeva la stessa cosa che in italia (solo con maggiore scelta): tutti libri dedicati a macchina del pane. Ora, si dà il caso che Vaniglia non abbia molti elettrodomestici da cucina, anche se non nego che le piacerebbe. Per ora però va bene così, e devo dire che impastare mi piace un sacco... Questa volta però lo scaffale era dal mio punto di vista molto evoluto (quindi forse regredito??), molto pane fatto a mano!
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ricette sotto osservazione: petits pains complets bio; pain de chataigne aux noix; petits pains aux sucres multicolores; pain d'epices croquant; briochettes; pain au muesli; ...
Pains exquis : 80 Recettes de pains (AS.SIMPL.)
Namour, Brigitte
Minerva , Genève (Suisse)
collection Les as de la simplicité __


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Io questi libretti monografici marabout quest'inverno non li avevo notati. Immagino che siano nuovi, ma questo che ho acquistato è il numero 44, quindi non so che dirvi, solo che a questo "giro" mi hanno folgorato..
Avete presente quella sensazione in cui vi rendere conto che state acquistando un cd solo per una canzone? Beh, questo fascicolo ha avuto su di me lo stesso effetto. Mi sono impuntata su una ricetta di torta al formaggio, limone e pinoli (che tanto vi faccio presto! :)), ma in realtà le ricette sono belle tutte...
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ricette sotto osservazione: gateau citronnè au fromage blanc; molleaux aux myrtilles; genoise à la cassonade; gateau au chocolat et cerises au piment; gateau aux pommes caramélisées; craquelines au chocolat; ...
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Gâteaux, biscuits et carrés gourmands (Marabout Chef) 
traduit et adapté par : Gilles Mourier et Elisabeth Boyer
Marabout , Paris
collection Marabout chef , numéro 44
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Questo, che vi devo dire, è fantastico. Cioè per me lo è, perchè avere un librone tutto sui biscotti è veramente molto gustoso. Non solo, ci sono un sacco di idee per confezionarli, e ragalarli, il che, intendo regalere un pacchetto di biscotti, fa proprio parte delle natura stessa di questi!
E' il primo libro di Martha Stewart che possiedo, e devo dire che io non sono quella che si può definire una sua fan, forse perchè mi ha sempre dato l'idea di reginetta delle casalinghe statunitensi... a parte il sito, il libro è il primo suo "prodotto" che mi capita sotto mano, e si è piazzato subito in cima alla classifica dei miei preferiti!
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ricette sotto osservazione: carrés au beurre de cacahuèts et à la confiture; bisquits au thym; biscuits fourrés au chocolat; barres fourrés aux figues; carrés aux raisines secs; sablés au café; sablés à l'orange; cookies sans levure aux pépites de chocolat; mini-biscuits domino; biscuits au thé earl grey; ...
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Marabout
collection Beaux livres cuisine - hors collection


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Quando vado a Parigi ed esagero con i libri di cucina, con il numero dei libri di cucina acquistati intendo, cerco di tacitare la mia coscienza concentrando i miei acquisti su temi culinari locali, o che non sarebbe la stessa cosa comprare altrove.
Come les madeleines.
Dopo lo stupore provocato dalla riuscita del mio primo ed ultimo esperimento in materia, ho pensato di dedicarmi un po' (chissà poi quando troverò il tempo) allo studio delle maddalene, dolci e salate. Il libro, molto friendly, piccolo, agile e con foto e food style molto azzeccati, ne propone di varii tipi, anche in forme diverse dalle classiche e insuperabili conchigliette...
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ricette sotto osservazione: madaleines à l'orange confite; madeleines au cappuccino; medaleines caramel au beurre salé, madeleines au chocolat, coeur praliné; madeleines au miel; madeleines aux noix et au roquefort; madeleines à la pancetta, au romarin et au pecorino; ...
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Madeleines
Lucia Pantaleoni
Solar Editions (ora anche Guido Tommasi)
Collection Nouvelles Variations Gourmandes (Variazioni Golose)


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Amo i libri sulle confetture. Amo anzi tutti i tipi di confetture. E con i libri sull'argomento sono piuttosto selettiva. Questo, nonostante le belle foto, non ha un progetto grafico eccezionale. Eppure mi ha fatto simpatia da subito: è diviso nelle 4 stagioni dell'anno e questo già va benone (per me, intendo), poi è corredato di un calendario della stagionalità dei frutti, ed una tabella fantastica sui livelli di pectina e di acidità dei frutti (e questo, lo ammetto, assieme al fatto che vi ho trovato la ricetta per la confettura d'uva, mi ha letteralmente conquistata). Poi, come dicevo, mi sembra fatto bene, e molto ricco di idee..
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ricette sotto osservazione: gelèe de rose; confiture de tometes vertes au basilic; gelée de raisin au vin blanc; confiture de poires à la vanille; confiture de potimarron à la vanille; confiture de bananes au chocolat; ...
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Mes confitures (Le bon geste)
Aglaé Blin
Rustica
Collection Le bon geste
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Ed infine come poteva mancare un libretto sulle zuppe? Piccoletto, quasi tascabile, con ricette che non mi danno grande affidamento, lo ammetto, ma che serve come ideario più che ricettario. Tanto, con le zuppe, ormai si sa che faccio un po' di testa mia... ;-P
L'ipostazione grafica in generale è molto semplice, come per tutti questi mini-libri di Hachtte (ne ho comprato l'anno scorso uno sui biscotti a mia sorella, ieri gliel'ho rubato un attimo per sbirciarlo un po'..), e abbastanza in controtendenza rispetto alle modalità fotografiche di adesso, cioè molti fondi bianchi e sovraesposizione, mentre in questo caso al contrario tutte le ricette sono fotografate su fondo scuro. E questo caonferisce alle preparazioni una colorazione molto "calda", molto "ambiente", che per una zuppa non è affatto male....
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ricette sotto osservazione: velouté de potiron au lait de coco; soupe de pomme de terre au gruyère; soupe à l'ail; velouté d'endives au lait; velouté de mais à la coriandre; velouté de champignons de Paris à la moutarde; ...

Soupes (Collection)
Valéry Drouet
Hachette Pratique
Collection Cuisine



venerdì 25 settembre 2009

post parigino .1

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eccolo qua, il post promesso (certo, un po' in ritardo...).
All'inizio avevo pensato ad un pdf. Ma i dati mi sembrano sempre un po' troppo incompleti per affrontare l'idea di istruire un libello sulla vastissima casistica di posti gustosi e gourmands à Paris.
Pertanto, scarabocchiando sui lucidi della moleskina parisienne che ci «giriamo» tra sorelle per scambiarci e ricordare l'una all'altra a distanza di tempo i posti belli visitati e vagheggiando di tornare insieme, mi è venuto in mente di procedere attraverso "appunti sparsi visivi".
A voi è mai capitato di sfogliare una guida parigina di luoghi da visitare e posti buoni in cui mangiare o da vedere? Io ho notato che per quanto spesso vi si legga lo sforzo di raggrupparli per tema o per quartiere, e per quanto io mi organizzi con listarelle e promemoria varii, alla fine capita con grande probabilità di passare vicinissimo ad un posto tanto ambito non mettendo a fuoco che è nella parallela lì accanto!
Quindi, dopo aver «lisciato» un paio di tappe importanti e averle puntualmente rincorse il giorno successivo, ho pensato di raccontarvi il mio viaggio, questa volta, attraverso alcuni dei mini-percorsi che mi sono costruita ricalcando su carta lucida, appunto, alcuni tragitti parigini, dei miei preferiti*....
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itinerario 1_Montmartre _
1. Casa di Tristan Tzara
2. Coquelicot
3. Maison Collignon
4. Rue Trudaine
5. Rose Bakery

Questo è l'itinerario "di casa", perchè vicino al posto in cui di solito alloggiamo.
La linea trasversale a tratto lungo che il tragitto segnato "scavalla" è il Boulevard de Clichy, zona Pigalle, e quello che gli sta sopra nel disegnetto, a nord per capirci, è il quartiere Montmartre.
Per caso abbiamo scoperto che avevamo praticamente sotto casa una delle boulangeries più buone di Parigi: Coquelicot, 24 rue des abbesses (2), baguette e brioche hanno preso anche il volo per Roma, tanto ci avevano creato dipendenza! ;-).
Sempre camminando da quelle parti, e sempre per caso, abbiamo incontrato un edificio progettato da Adolf Loos, la casa di Tristan Tzara (1) al 15 avenue Junot (1926-27). La cosa bella è che non abbiamo riconosciuto la casa, l'opera intendo, ma qualcosa di Loos, le proporzioni, il rapporto pieno-vuoto e le progressione di questi in verticale sul prospetto, e, se così si può dire, una sorta di dualismo nella composizione... E' stato così emozionante, poi abbiamo visto la targa e i conti sono tornati!
Passeggiando all'interno del quartiere Montmartre ci siamo imbattuti nell'Epicerie de Montmartre, la Maison Collignon (3), 53 rue des Trois Frères, in cui è stato girato il film Il fantastico Mondo di Amelie.
Come accennavo prima, attraversando Boulevard de Clichy, si può raggiungere Rue Trudaine, dove la domenica c'è un mercatino del modernariato (4) stupendo... io mi ero innamorata di una lampada da fotografo anni Trenta, perfettamente funzionante, con il tripode in legno... il tutto più alto di me. Monsieur Patou ha impiegato un po' di tempo a farmi capire che non c'era verso di portare un aggeggio del genere in aereo... però piaceva tanto anche a lui! :-/
Da lì, scendendo in rue des Martyres, al 46, c'è l'immancabile tappa di Rose Bakery (5), dove consumare, tutto bio, per il Breakfast, Lunch, Tea.
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itinerario 2_Promenade Plantée
6. Promende Plantée
7. Le bar à Soupe
8. Libreria La Cocotte

Il secondo invece è un itinerario di cui vado particolarmente fiera, quello della Promenade Plantée - Viaduc Daumesnil (6), che l'ultima volta non ero riuscita a vedere (causa freddo bestia che ci faceva rintanare ogni circa 2ore per evitare l'assideramento), una delle più interessanti e belle operazioni verdi urbane che io abbia potuto studiare e conoscere (grazie al mo prof. di arte dei giardini, durante la tesi...): sostanzialmente si tratta di un vecchio tracciato ferroviario sopraelevato convertito in passeggiata lineare verde che dalla Bastiglia al Bois de Vincennes bypassa la città. Vi rendete conto avere a disposizione quasi 5 km di corsia superprotetta (sta in alto, l'ex binario, le macchine non ci arriveranno mai finchè non ne inventeranno con le ali ;-P) per raggiungere a piedi o fischiettando in bici in mezzo agli alberi e al verde il centro della città????? Vi assicuro è un posto splendido. Oltretutto, com'è bella Parigi vista dalla Promenade Plantée... si vedono le finestrone e i tetti di ardesia praticamente dalla loro altezza e attraverso gli alberi, non solo quelli della promenade, ma anche attraverso le chiome dei platani della strada che rendono più "ciccia" anche la "visuale verde" di chi cammina.

Per chi è interessato un progetto simile è in corso anche a New York, con la realizzazione della High Line, un progetto che "seguo" ormai da quando è stato bandito il concorso di idee nel 2005, e che mi soddisfa sempre di più andando avanti...

Noi abbiamo attraversato la Promenade Plantée partendo dal fondo, ovvero dal Bois de Boulogne, e risalendo fino alla Bastiglia. Poi, per rifocillarci, ci siamo tuffati da Catherine, 33 rue de Charonne (Le bar à Soupe ndr), dove ormai siamo di casa (anche perchè lei ti fa sentire sempre a casa) e dove abbiamo chiacchierato un po' con lei del suo libro.... E infine, pomeriggio in libreria in rue Paul Bert. Quando dico libreria, non intendo una libreria qualunque, ma una assolutamente speciale, esclusivamente dedicata alla cucina nella scelta dei volumi e nella programmazione delle attività... una specie di paese dei balocchi per me. Si tratta della libreria La Cocotte, 5 rue Paul Bert. Ho passato in rassegna ogni (ho detto ogni, e non sono pochi) libro che avevano. Roba da andare in rovina, qiundi andateci in uno stato di grande equilibrio psicofisico, altrimenti ci lasciate lo stipendio. In più hanno un dulce de leche famoso (di cui parla anche Bob nel suo libro).... Insomma, godetevi questo momento. Il posto è bellissimo....



itinerario 3_Sevre-Babylone

Il terzo è un po' più "turistico e sbarazzino", o meglio un po' più centrale e di shopping. Ma Gilbert Joseph (12) è obbligatorio segnalarlo, perchè ha libri nuovi di cucina a prezzi piuttosto competitivi (e qui mi sono veramente sfogata! ;)). Per lo shopping culinario è necessario anche un piccolo salto a La Grande Epicerie de Paris (9). Anche qui (come per la libreria La Cocotte) prendetevi un paio di orette di congedo dal mondo....


Per ora mi accontento. Ulteriori notizie anche nell'altro post dedicato un po' di tempo fa.

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*questi piccoli itinerari sono essi stessi molto "parziali"... chi conosce un po' parigi vedrà che nei pressi dei tragitti segnalati ci sono un mare di luoghi interessanti da segnalare che ho tralasciato, ma che potrebbero trovare posto in futuro in un vero e proprio pdf-guida.
Quindi, se avete segnalazioni da fare e vi va, magari mi mandate una piccola nota da archiviare e trasformare in qualcosa di più "completo" in un secondo momento!

giovedì 24 settembre 2009

..Julie & Julia!




Trailer fornito da Filmtrailer.com
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Scusate, ma a voi non ricorda qualcosa????? _
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Il film mi ha incuriosita durante l'ultimo viaggio a Parigi, un paio di settimane fa.
All'inizio me ne stavo un po' sulle mie, dato che le vetrine di alcune librerie erano letteralmente invase da immagini e libri sull'argomento.
Poi ho cominciato a sbirciare un po' più a lungo del dovuto le suddette vetrine, ma il film usciva la settimana dopo la nostra partenza (con grande sollievo di Monsieur Patou, che ha visto "sfumare" la possibiltà di vedere in francese un film che in buona parte parla di esperimenti culinari).
Si tratta della storia, vera, di Julie Powell, una trentenne che ha bisogno di qualcosa che spezzi la monotonia della sua esistenza, e che decide di cucinare nell'arco di un anno tutte le 524 ricette del libro "Mastering the art of French Cooking", scritto da Julia Child.
Io solo a vedere il trailer mi sono sbellicata dalle risate (forse sono un po' troppo partecipe...), e ho prenotato subito per il 23 ottobre (data di uscita in Italia) la mia paziente sorella...

lunedì 21 settembre 2009

crumble di fine estate

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Ecco, ci siamo, l'autunno arriva ufficialmente a farci compagnia, con i maglioni a trecce e le sciarpe, i cappelli, e gli ombrelli che a volte sembrano non riparare affatto.
E le nostre torte di mele, le zuppe (!!!), le focaccie, le castagne, le foglie secche, le tisane le zucche, e le montagne che arrossiscono. O ingialliscono.
Allora vado con una ricettina che mescola gli ultimi sapori (e colori!) dell'estate con i primi dell'autunno: la pesca, le prugne, e l'uva bianca e nera.

Questo è il secondo crumble con fiocchi di avena che faccio, ed entrambi mi hanno soddisfatto molto. Immagino si possa proporre con qualsiasi altro tipo di frutta, "a macedonia", regolando la quantità di zucchero di volta in volta...
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ingredienti (per 4 persone)
2 pesche
4 prugne
un etto circa di una bianca
un etto circa di uva nera
1 cucciaio di zucchero
2 cucchiai di succo di limone

per le briciole
110gr burro freddo
80gr zucchero
110 gr fiocchi d'avena
70 gr farina integrale

Riunire in una ciotola la frutta lavata e tagliata a pezzetti (con la buccia se bio), aggiungere lo zucchero e il succo di limone. Riporre in frigo.
Nel frattempo preparare il top lavorando velocemente con la punta delle dita ("pizzicando") il resto degli ingredienti, fino ad ottenere delle briciole grossolane.
Distribuire la frutta in una pirofila o in singole ciotole resistenti al forno (eventualmente scolare il liquido in eccesso), ricoprirla con il crumble di avena, e cuocere in forno a 190°C, per una ventina di minuti....


sabato 19 settembre 2009

Pain d'epices

buttermilk 1/3

Amici parigini ci hanno regalato, proprio mentre eravamo in partenza per Roma, un pain d'epices ottimo e molto ricco, con arancia candita all'interno e frutta secca come copertura (mandorle e nocciole intere che mi rendono sempre piuttosto su di giri!)....
Così mi sono ricordata che da qualche anno a questa parte anche io lo faccio in casa, ma molto più semplice, e tarato giusto giusto per la colazione (mi sa che dal prossimo post devo cambiare tema, ma come facevo, per il finesettimana, a non lasciarvi una ricettina-coccola?)
L'idea viene dal plurinominato Dolci fatti in casa.
Ma stavolta (eheh!), latticello al posto del latte*, a causa di un bicchierone da mezzo litro di buttermilk acquistato tempo fa e che andrebbe fatto fuori il prima possibile
Tutto bio, ma proprio tutto.

Ingredienti300 gr miele
250 gr farina integrale
50 gr mandorle in polvere
120 gr latticello*
1 uovo
1 bustina di lievito (io ne ho messo un po' meno..)
1 cucchiaio di « 4 spezie » (cannella, chiodi di garofano, zenzero, anice stellato in polvere)

Sciogliere il miele nel latte (o latticello) caldo.
Mescolare le farine, le spezie, il lievito.
Versare nel composto secco quello umido e mescolare. Poi aggiungere l'uovo, sempre mescolando.
Imburrare e infarinare uno stampo da cake 8 x 24 cm (io stavolta ne ho usato uno da 10 x 20 circa).
In forno già caldo, a 170°C per 50 minuti.
Uno dei miei dolci preferiti per la colazione, con un filo di burro sopra....

*ho aumentato leggermente le quantità del latticello, meno liquido del latte, per non avere un impasto finale troppo duro

venerdì 18 settembre 2009

giardini e segreti

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Io ho sempre pensato che gli alberi assomigliassero alle persone, o le persone agli alberi.
Si vede bene in genere quando sono spogli, in autunno (dato che quasi ci siamo, no? :))
Ogni albero ha una sua postura, un suo carattere.
Si è spesso parlato poi, da queste parti (per lo più nei commenti però...), della mia passione per il verde, per il paesaggio, per gli orti, e per i giardini...
Qua e là (nei commenti appunto) mi è capitato di raccontarvi di quanto mi piaccia cucinare con i frutti degli alberi, anche se personalmente non possiedo nessun giardino, nessun terrazzo e periodicamente il basilico che cerco di mettere sul davanzale muore in tempi brevissimi, dato che il davanzale è interno e riceve scarsissima luce (manco bionico il basilico avrebbe campato, quindi! ;)
Però io un posto speciale e segreto in cui rifugiarmi tra alberi e piante ce l'ho (eheh!).
Ed è questo posto.
Se amate i giardini, e l'animo che ogni pianta di un giardino possiede, mettete il muso in questo giovane blog mio amico, che racconta i segreti, a metà tra il giardinaggio e la poesia, di un posto magico a me tanto tanto caro.
Il blog, come si diceva, è giovane e ancora agli inizi, ma se pensate che la webmaster un paio di anni fa non sapeva nemmeno accendere un computer, capirete che la forza di questo luogo è veramente portentosa, come tutte le essenze che lo popolano!
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Mi raccomando, se vi va, lasciate un commenticcio di incoraggiamento, all'inizio ci vuole proprio! ;-)

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martedì 15 settembre 2009

confettura di meloni

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Ciao!
A questo punto, come posso non mettere una marmellatina?

Quindi vado con gli ultimi meloni... per metterne da parte il sapore per l'inverno, dopo che per tutta l'estate mi hanno salvato la vita ogni volta che non avevo la forza di cucinare, o che avevo la forza di cucinare solo quello che mi passava per la testa in quel momento! ;-P

Una sorta di ringraziamento e arrivederci ala prossima estate. Per ora, me li spalmo sulle fette in casa, con burro in casa ;)
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ingredienti
1.200 gr polpa di melone
600 gr zucchero
succo di 1,5 limoni

Tagliare il melone a pezzetti, cospargerlo di zucchero e del succo del limone, coprire e far riposare almeno un paio di ore in frigo. Trascorso questo periodo di riposo, mescolare e mettere in una capace pentola a fondo spesso e a fuoco moderato, rimestando di tanto in tanto per 45'.
A questo punto passare velocemente al minipimer, e proseguire la cottura per una quindicina di minuti.
Fare la prova del cucchiaino per stabilire il giusto punto di cottura.
Abbassare il fuoco al minimo e trasferire nei vasetti percedentemente sterilizzati in acqua bollente, poi chiudere immediatamente.
Aspettare il sottovuoto.
Poi ancora un mesetto per far «fermare» la confettura prima di assaggiare.


sabato 12 settembre 2009

fette biscottate fatte in casa...

... in 6 semplici mosse! ;)




Diciamo che quest'estate mi sono fatta scappare un po' la mano con le ricette di cibi che siamo soliti acquistare, e che invece possono essere fatti in casa. Che sono tante e nemmeno troppo difficili. L'ostacolo sembra sempre essere il poco tempo a disposizione, ma io, a questa cosa, più di tanto non voglio crederci.
Per esempio queste fette biscottate. Le ho iniziate a fare durante l'università (dire "ho fatto le fette biscottate" lascia sempre i propri interlocutori un po' basiti, soprattutto se sono giovani e state studiando insieme come si dimensiona un impianto termico), e il tempo da dedicare alla preparazione in sè non è mica elevato, poi ceeerto, ci sono quelle tre orette inframmezzate di lievitazione.... Però che c'entra, se uno ha in programma di fare pulizie il finesettimana, o fare il cambio di stagione, o leggere un libro, cosa costa andare ogni tanto in cucina, prendere l'impasto e sbatacchiarlo violentemente contro il tavolo, per poi rimetterlo buono buono a lievitare? (hihi, vi spiego fra un attimo...)

Anche questa è una ricetta provata più e più volte (viene da un vecchio numero di "Cucinare Bene"), ed è sempre venuta a puntino.

Insieme ai croissants è una delle mie preferite, quelle che danno più soddisfazione, praparandole e mangiandole!

Ovviamente a questo punto sizzarritevi con le marmellatine (e anche io)!
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ingredienti
gr 500 farina 0
80 ml latte
3 uova
80 gr burro (+ 10 circa per spennellare)
40 gr zucchero
25 gr lievito di birra
1 pizzico di sale fino
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1. In una ciotola setacciare la farina, poi aggiungere il sale e lo zucchero.
Sbattere leggermente le uova, e aggiungerle al composto mescolando, poi aggiungere il burro fuso, a filo, sempre mescolando, e poi il latte intiepidito, dopo avervi sciolto il lievito di birra sbriciolato.
Impastare il tutto per una decina di minuti.
L'impasto risulta sodo e piuttosto omogeneo, e si stacca dalle pareti del recipiente (io ho usato l'impastatrice della mamma, ma si può procedere anche su una spianatoia infarinata, o direttamente dentro la ciotola).

2. A questo punto (NON CHIEDETEMI PERCHE'), ma bisogna trasferire l'impasto sopra una canovaccio pulitissimo precedentemente immerso in acqua bollente e strizzato alla meno peggio (io ovviamente mi sono un filino ustionata), ripiegare il telo formando un fagotto, e trasferire il tutto in un sacchetto di plastica per alimenti (quelli da freezer).
Ora, nanna al coperto per 60 minuti.

3. Poi si prende il fagotto, e lo si sbatte con una certa violenza sul ripiano da lavoro, per circa una decina di volte. Questo serve ad interrompere la lievitazione per avere una consistenza dell'impasto più compatta dopo la cottura.
Di nuovo riposo per 60 minuti.

4. Trasferire l'impasto in uno stampo da cake della capienza di un litro e mezzo (siamo sui 30 cm circa di lunghezza, ma anche 28 secondo me va benissimo) rivestito di carta da forno.
Far riposare l'impasto ancora 60 minuti, finchè non raddoppia di volume e ha riempito abbondantemente lo stampo.

5. Fondere il burro rimasto a bagnomaria, o a fuoco dolcissimo, ed usarlo per spennellare l'impasto.
In forno già caldo a 200°C per 25 minuti.
Abbassare il forno a 170°C.

6. Sfornare il panetto e tagliarlo con un coltello seghettato a fettine di circa mezzo centimetro (molto lentamente, dato che è caldo e un po' delicato.
Disporre le fette in un unico strato sulla placca del forno rivestita di carta da forno, e cuocere per altri 10-15 minuti. (io le ho girate a circa metà del tempo perchè sono una maniaca e volevo la doratura su entrambi i lati!!!).
Lasciar raffreddare.
Sono buonissime


Variante 1: sciogliere un chcchiaino di malto (10 gr) nel composto di latte tiepido e lievito, poi procedere come indicato sopra
Variante 2: aggiungere all'impasto la scorza grattugiata di un' arancia o un limone bio



giovedì 10 settembre 2009

bonjour!

croissant ph, fatto a casa.

Eccomi qua!
Parigi è stupenda e non abbisogna di commenti, anche se un postarello a tema è più che prossimo..
Per festeggiare "la rentrée" (definitiva e totale, per ora all'orizzonte solo lavoro! :-/) mi sembra perfetto proporvi una delle cosette fatte durante l'estate, che allora proprio non si addiceva alle signorine per bene. Intendo 'ste robe di doppio tournage di burro, con 40°C di temperatura all'esterno, più accensione forno e cottura mattutina.

Questa preparazione fantastica di Pierre Hermé a me è arrivata da Sigrid attraverso un suo post di qualche tempo fa, che mi ha folgorato fin dalla prima immagine, riga, idea... (non è la prima volta che li faccio.. solo serve un attimo di tempo da dedicare alla cosa, direi almeno un finesettimana per organizzare il tutto...)

Sullo stato mentale della sottosritta invece scriveremo più avanti un post dedicato, perchè da queste parti, più o meno nella terza settimana di agosto, si procedeva così...*

ingredienti
500 gr farina manitoba
35 gr burro
8 gr fior di sale
70 gr zucchero
12 gr lievito fresco
200 gr acqua
80 gr + 80gr burro per il tournage

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida e mescolare tutti gli ingredienti, a parte il burro per il tournage.

Impastare per 5'. Formare un rettangolo di circa 40 x 20 cm (o cmq non più grande di quanto possa entare nel frigo), coprirlo con pellicola e far riposare in frigo per un paio di ore.
Tagliare intanto il burro per il tournage, molto freddo, a fettine sottilissime, disporle in piano e passarle in freezer durante gli ultimi 10' di questo « tempo di riposo ».
Riprendere l’impasto e stenderlo al matarello nella lunghezza finchè non diventa lungo il doppio di quanto è largo, di 1 cm di spessore circa.
Prendere 80g di burro per il tournage, freddo e già tagliato a fette, e disporlo sui due terzi della pasta. Ripiegare il lato senza burro sulla parte centrale, poi la parte rimanente, con burro, anch’essa sul centro (in modo da ottenere un « portafoglio » fatto di tre strati di pasta e da due di burro, con « ritmo » A(pasta) – B(burro) – A(pasta) – B(burro) - A(pasta).
Stendere di nuovo col matarello (sempre un rettangolo largo il doppio della sua altezza), ripiegare un’altra volta nello stesso modo (a portafoglio) ma senza aggiungere burro, stendere di nuovo, poi coprire con pellicola e rimettere in freezer per 10', poi in frigorifero per 2 ore.
Trascorso questo tempo, con gli 80g di burro rimasti, ripetere l’operazione del burro a fettine (anche qui passare prima in freezer il burro tagliato per una decina di minuti) sui due terzi, stendere due volte l’impasto, procedendo come prima.
Poi rimettere la pasta al frigo per un’ora.

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Io a questo punto sono andata a nanna e ho ripreso l'impasto il giorno dopo...

Per formare e cuocere i croissants (sveglia ore 6.00, o 5.00, o un due orette abbondanti prima che il resto della famiglia si svegli... se volete!):

ingredienti
1 uovo
1 cucchiaino scarso zucchero
1 pizzico di sale

Dividere la sfoglia in due parti, poi stendere ogni metà in un rettangolo alto circa 25cm e lungo 50, di 3-4mm di spessore.
Con un coltello ritaliare dei triangoli rettangoli alti 25 cm, con una base di 12 cm (il che equivale a ritagliare il rettangolo in tanti rettangoli di base 12 circa e altezza pari al lato minore del rettangolo di pasta « grande », poi dividere ogni rettangolo sulla diagonale...) .
Poi arrotolare i croissants e sistemarli su una teglia rivestita con carta da forno, coprire con pellicola e mettere a riposare in un luogo tiepido per 2 ore.



Scaldare il forno a 180°C.
Mescolare gli ingredienti, poi spenellarvi i croissant, cercando di non toccare i bordi tagliati della sfoglia per non sigillarli.
Infornare per circa 20', lasciando la porta del forno aperta per un paio di cm.
Controllare la cottura, non mollare il forno finchè non escono i pupi, leggermente dorati....
Secondo il mio parere perfetti, poco zuccherosi e molto burrosi, comme il faut!


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* ho arrotondato di un po' i pesi, anche in seguito al fatto che io non avevo il latte in polvere!

giovedì 3 settembre 2009

torta con le prugne dell'albero

Rientro 3/3_le prugne, le mandorle, la cannella.


E sono tre.
Poi me la pianto di sciorinare ricette tutti i santi giorni. No, non ho crisi di astinenza da postaggio accumulata Durante le vacanze da smaltire ;-). Solo che mi è Rimasta una piccola coda di ferie ancora da "Usare" e mi assento per qualche gg., Quindi ho pensato bene di lasciarvi qualche ricettina in questo inizio settimana, tanto per non farvi dimenticare di me ... ;-P.

Dopo le zucchine dell'orto, le prugne dall'albero!
Secondo me non c'è niente di più bello e più "romantico" che cucinare i frutti del giardino ....
Soprattutto alla fine dell'estate.

Questa torta ha un po 'la struttura di un crumble, ma al contrario (viene, modificata un po', da un vecchio libro di Mary Berry Che non sono riuscita uno ttovare Nemmeno online ....

Il Guscio è senza uova, di Zucchero Farina,, Burro e Cannella. E sta sotto.
Il ripieno Invece assomiglia ad una composta, cotta in forno Direttamente nel guscio stesso.
E 'molto molto buona, ma consiglio a tutti di preprarla Almeno un giorno prima e tenerla in frigo, in modo da lontano compattare la base. In ogni caso non va Serita Calda. Perfetta con un po 'di panna montata, o il gelato alla crema ....

Ingredienti
180 gr farina
120 gr burro morbido
60 gr zucchero
Cannella ½ CUCCHIAINO
1 pizzico di sale fino
ripieno
600 gr prugne rosse
80 gr zucchero
1 cucchiaio raso di maizena
30 gr mandorle uno filetti

Lavorare gli ingredienti per la pasta con la punta delle dita, finchè non si forma una palla compatta. Stenderla in una teglia a fondo mobile (NB. SAREBBE meglio. Appena cotta la base Risulta molto morbida)) del diametro di 24-26 cm.
Lavare le prugne, tagliarle a metà, privarle del torsolo e tagliarle a fette, poi mescolarle in una terrina, con tutti gli altri ingredienti (a parte le mandorle).
Mettere le prugne all'iterno del guscio di pasta ancora crudo. Cospargerle uno filetti di mandorle ed infornare il tutto a 190 ° C per circa 40 '. Poi un 5-10' solo sotto, per farla "asciugare", al limite coprendola con un foglio di alluminio.

ci vediamo tra qualche gg.

destino I Bravi! ;)



mercoledì 2 settembre 2009

vellutata di zucchine patate e cipolle

rientro 2/3_ quelli che la dieta...
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Fase due del rientro.
Prova grembiule.
Sì, qui si fa la prova grembiule. Vuoi mettere quanto è più difficile risultare belline in grembiule, piuttosto che in costume?
Mi sembra di aver sentito voci che parlavano di rientro tra i fornelli per ritornare in forma... e sono perfettamente d'accordo con questo principio, per il quale alla fine quando si mette mano agli ingredienti «di casa», si riprendono i propri ritmi e i propri equilibri....
Dunque vado con questa ricettina piuttosto «light» e termicamente versatile (calda, tiepida o fredda, a scelta vostra e clima permettendo, magari con aggiunta di crostini di pane...), anche perchè ad un certo punto, quest'estate mi è stato regalato un chiletto di zucchine, che volevo cucinare in un'unica soluzione (sempre per quel discorso del caldo, del tempo e della pigrizia vacanziera...).

Ingredienti (x 4 persone)
800 gr zucchine
400 gr patate
1 cipolla
1 lt scarso di brodo (di pende dai gusti, e da che tipo di consistenza si vuole ottenere...)

olio, sale, pepe q.b.


Mondare e tagliare le verdure a pezzetti (la cipolla, come al solito, affettata sottilmente), poi cuocerle tutte insieme al vapore, salare e pepate.
Poi trasferire tutte le verdure in una pentola, aggiungere il brodo (se capiente, anche quella del brodo stesso), e frullare il tutto con minipimer.
Nel mio caso (cioè temperatura ambiente abbastanza alta), la preparazione è finita qui, con l'aggiunta di un filo d'olio, e sale q.b.
Quando fa meno caldo, si può proseguire la cottura per 5', prima di aggiungere sale e olio.
Da provare con crostini, come si diceva.

La ricetta è semplice, quasi "povera", come piacciono a me insomma, ma molto molto buona (mia sorella l'assaggiatrice mi ha detto che le ricordava il sapore di una vellutata che mangiavamo da bambine in un ristorante al mare, ed è vero, è un sapore che appertiene ai nostri ricordi, quindi ha un doppio valore....)

A questo punto aggiungo una persona alla lista del gioco di Helena, perchè è un'esperta di vellutate, perchè si è appena occupata di una raccolta di ricette di zucchine, e perchè non posso fare a meno di collegare anche lei (come Wenny), all'elemento libro: evelyne!!! come ho fatto a non pensarci prima!?

(alla fine 'sto giochetto mi è piaciuto, eh? ;))





martedì 1 settembre 2009

crostoni al mais

rientro 1/3_voja de cucina', sartame addosso!
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Dunque partiamo con una cosa molto molto poco cucinata, ma particolarmente adatta a questo pigro rientro all'opera. A Roma è ancora un tantinello caldo, e non mi va di propinarvi subito cose molto elaborate... (ancora per poco!)
Secondo me perfetta per una cena improvvisata con gli amici in terrazza, o in giardino, alla ricerca di un po' di fresco...
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ingredienti (per 8persone_16 crostoni)
8 paninetti tondi al mais (io li trovo in quasi tutti i supermercati, oltre che nei forni)
250 gr di ricotta
1 confezione di mais in scatola
20-30 gr parmigiano grattugiato
20-30 gr di scamorza, o mozzarella o altro formaggio a scelta (stagionato, semistagionato, anche spalmabile va bene, se ne possono anche mischiare 2 o 3, ed aumentarne le quantità: nei "miscugli" tutto è lecito!) tagliato a pezzetti piccoli (mezzo cm di lato)
olio, sale, basilico q.b.
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tagliare i paninetti a metà e tostarli leggermente. far freddare per qualche minuto.
mescolare i formaggi, aggiungere un filino di olio EVO, un pizzico di sale, e il mais ben scolato.
spalmare il pane con la farcia così preparata, e gratinare al forno.
Aggiungere una foglietta o due di basilico e mangiare.

con birra. rigorsamente.



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