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Sta iniziando il finesettimana, che bello!! Ho pensato di lasciarvi con una cosetta simpatica da fare, a chi vuole e quando vuole.....
L'
idea viene da un
test che
tempo fa
girava fra i
blog di cucina, che mi aveva letteralmente entusiasmata, perchè uno inizia, poi chi vuole scrive sul proprio blog (o anche con un commento qui o sul blog che vuole e che "aderisce all'iniziativa"), che a propria volta "veicola" il questionario, e poi alla fine, tutti appassionatamente lincati l'un l'altro, possiamo leggere cosa ne pensano i "colleghi", e i lettori, dei propri libri di cucina e del proprio modo di usarli, creando così una rete di consigli e di impressioni da leggere trasversalmente....
Che ne pensate? Ci state?
Funziona così: si tratta di fotografare la propria piccola biblioteca culinaria (chi non ha il blog, può anche solo scrivere - e descrivere attraverso un commento ;)), e postarla rispondendo ad alcune domande, che ho in parte ho ripreso e in parte adattato a me (tipo una ricetta, no?).

Allora inizio eh (di chi è quella codina in alto a destra?)?
1. Secondo quale logica sono stati disposti i libri di questo scaffale?
Ovviamente, da brava maniaca, ho disposto i libri non per argomento ma per formato, non c'è niente da fa', la mia testa funziona così, ho xlo+ memoria visiva, per cui spesso, se devo ricordarmi dove ho visto una ricetta, riesco a ricordare prima il formato della foto, o il tipo di luce, o il formato del libro e il tipo di « supporto » in genere piuttosto che l'autore.
Dunque dicevo: ordine per formato, da sinistra a destra, quaderno ad anelli, più i « classici moderni » di Donna, i « robusti » con copertina telata (Jamie, Rose, ...); raccolta TOTALE della rivista di valore alimentare, quadernetto ad anelli con raccolta sulle proprietà degli alimenti, libretti vari sempre sulle proprietà degli alimenti; alcune uscite della « cucina d'estate » del corriere della sera, e i monografici della collana "l'osteria di dulcinea" della casa editrice il mulino don chisciotte, ormai rarissimi, ovver credo che sia cambiato il formato, ma a me piacevano più prima... Poi abbiamo come « rompitratta » il blocco classico della Guido Tommasi, messi in orizzontale perchè la mensola è troppo lunga, lo spazio soprastante troppo alto, lo spazio che rimane in nicchia troppo vasto, e poichè il tutto mi angosciava, e quindi dovevo limitare quel senso di indefinito con qualcosa di bello massivo e compatto, chi meglio di loro poteva farmi il blocco centrale (sopra, Sapo Matteucci e Michel Roux...)? Proseguendo a destra i « quadrati »: la piccola biblioteca culinaria e petits plats marabout, qualche inserto di rivista (ma senza la rivista), e un « quadrottino » sulle zuppe della casa editrice « Il castello ».
Andando appresso, in librone di pasticceria che mi ha regalato mia nonna Pasqualina e di cui sono gelosissima, ancora un paio di uscite del Corriere, il primo libretto di Sigrid, accanto al grande Artusi (trovo che stiano benissimo insieme (sì, va bene, ammetto che qui sono stata guidata anche dal colore (i gailli, rossi e aranci devo metterli per forza insieme, sennò mi scombinano troppo), poi ci sono un paio di quaderni rilegati in stoffa pronti per delle raccolte che ho in mente di fare da un po', (da ancora prima di aprire il blog...); ancora più avanti di nuovo verticale e di nuovo quadrati (gribaudo parragon e heinz beck, sembrano non accucchiarsi ma secondo me in entrambi, anche se i livelli non sono commensurabili, c'è qualche « lacuna », forse in un caso programmate, in un altro no, mah....), poi ancora un paio di monografie di Donna Hay, alcuni formati quadrotti, e poi finalmente quaderni, quadernoni, cartelline di raccolte di fogli di giornale e di appunti...
2. Quale libro raccommanderesti ad un amico/a che si intende di cucina?
Beh, Pentole e Provette (tra i « quadrotti », in fondo a destra), un libro sui perchè,perfetto per chi sa già i percome.
3. Quale ad un principiante che ama la cucina e vorrebbe imparare?
Assolutamente i libri del Mulino Don Chisciotte, sono splendidi, semplicissimi e ricchi, ovvero le ricette sono schiette e sostanziose senza essere pesanti, danno l'idea del cibo come nutrimento, li ho comprati apposta, anche su argomenti che pensavo di conoscere, proprio per non allontanarmi dall'idea di « cibo come frutto » (che appartenga insomma alla natura, che non sia qualcosa che si possa produrre, ma solo cogliere...), come qualcosa di cui essere grati..
4. Il più indicato per "cucinoterapia".
Sicuro Jamie Oliver, di cui ho già parlato tempo fa, lui ha un modo così allegro (scanzonato, direi) di cucinare...
5. Quale di questi libri ti ha reso quello che sei?
Credo la collana monografica della Guido Tommasi, forse in particolare i « Dolci fatti in casa » e "delizie al latte", ma credo che tutta un po' mi abbia ispirato, o condizionato? (;-))
6. Il libro di cucina più bello esteticamente? E' altrettanto valido come ricettario?
Chevvedevodì? Tanto lo sapete già, no? Donna Hay in tutte le salse. E sì, è altrettanto valido come ricettario
7. Se ne potesti salvare solo uno?
Il libro che mi ha regalato nonna: è stato il mio primo libro di cucina, le sue ricette sono infallibili e tutte particolarissime. Ogni volta che mi sono cimentata è stato un successo e sento che quel libro ha qualcosa di magico (forse perchè lei me lo ha regalato un'estate - si parla di 15-18 anni fa - in cui mi aveva visto passare i pomeriggi a copiare su un quadernino tutte le ricette che ritenevo più importanti, anche se non arrivavo mai alla fine, perchè erano troppe e troppo belle; così prima di partire, con la macchina carica di cose buone come sempre preparate da lei, come se avesse voluto darci da mangiare per l'intero anno che ci avrebbe separati fino all'estate successiva, o forse al Natale, con la macchina piena e tutti pronti per partire, lei mi ha detto con noncuranza e anche un po' burbera "prenditi il libro, va'!").
8. Se fossi un libro di cucina, o una collana, quale saresti?
Adesso come adesso forse Rose Bakery, mi scoccia ammetterlo perchè non mi piace etichettare (figuriamoci etichettarmi!), ma sarei una cosa un po' bio-chic, fatta di zuppe e piccoli assaggi finger food dolci e salati, una cosa poco impegnativa e tantotanto curata nella scelta degli ingredienti e « accogliente » nella presentazione (cucinare per altri, e porgere il cibo cucinato, è una delle cose più belle, è il gesto che demarca un legame in un modo molto forte, e che fa la vera differenza in un piatto cucinato....)
la parola a voi, ora, in tanto buon finesetimana!