venerdì 29 maggio 2009

madeleines



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Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)


ingredienti (per 25 maddalene piccole)

60 gr burro salato

2 uova

60 gr zucchero

60 gr farina 00

3 gr lievito chimico


Far sciogliere a bagnomaria il burro e togliere dal fuoco. Mescolare in una terrina la farina, il lievito e lo zucchero, aggiungere le uova e mescolare. Poi aggiungere molto lentamente, a filo, il burro fuso, continuando a mescolare. Coprire e mettere in frigo circa otto ore (io ho messo in frigo anche lo stampo).
Dopo questo tempo, accendere il forno a 200°C e imburrare lo stampo* (non se è in silicone), versarvi l'impasto aiutandosi con un cucchiaino e infornare immediatamente. Mantenere la temperatura a 200°C per 5', poi abbassare la temperatura a 180°C e proseguire per altri 5'. Piantonare il forno. Sono pronte quando i bordi delle maddalene sono dorati...
p.s. questa è la seconda ricetta dedicata a mio cugino Alberto, che mi ha fatto amare Proust....







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lunedì 25 maggio 2009

cheesecake ai mirtilli

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Caldo bestia.
Passaggio urgente da cioccolata a mirtilli.
Le foto (sembrano un po' "squagliate" pure loro, no?) rendono appena il 3% della bontà di questo dolce.
L'idea della panna acida è di Donna Hay (io a volte metto il mascarpone, cosette light, come al solito, ;-P), ma lei, il top, lo "marmorizza"..
Il resto è una libera interpretazione del classico cheesecake, ma a modo mio, perchè con la tipa mi sono indignata (sempre bonariamente, si intente), dato che il suo cheesecake, come altre ricettuccie, si trova paro paro in un paio di libri diversi, che ho entrambi, e la cosa non mi aggrada molto (un po' come quando ti tocca comprare un disco solo per un paio di canzoni perchè le altre le hai già tutte, ma non puoi farne a meno...)

ingredienti
150 gr biscotti tipo digestive
50 gr burro
200 gr formaggio tipo philadelphia
200 gr panna acida
1 cucchiaio di farina
1 bustina di vanillina o i semini di mezzo baccello di vaniglia
1 uovo
50 gr zucchero
250 gr mirtilli + 2 cucchiai di zucchero

Sbriciolare finemente i biscotti e sciogliere a bognomaria il burro, mecolare bene biscotti e burro (con l'aiuto di una forchetta) e foderarvi il fondo di una tortiera a fondo mobile (io ne ho usata una da circa 30 x 10 cm).

Mescolare a parte i due "formggi", aggiungere lo zucchero, la vaniglia, l'uovo e la farina, poi ricoprirvi la base biscottata.
Cuocere in forno a 160°C per circa 20'.
Nel frattempo lavare i mirtilli e lasciar caramellare qualche secondo lo zucchero in un pentolino a fondo spesso. Poi aggiungere i mirtilli e mescolare delicatamente (io neanche mescolo, ma faccio ruotare il pentolino, per non farli rompere!), mantenendoli qualche minuto sul fuoco finchè non si è formato uno sciroppetto.
Versare sulla base, una volta raffreddata dopo la cottura.
Figurone.
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venerdì 22 maggio 2009

vellutata di asparagi e gamberi

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asparagi e gamberi, un classico direi, e la zuppetta della settimana (oddio, la seconda zuppetta della settimana?) non ce la leva nessuno ;P...

ingredienti (per due abbondanti)
400 gr asparagi
800 ml brodo vegetale
2 cipolle 
1 costa di sedano
1 mazzetto di prezzemolo 
1-2 foglie di alloro
15 - 20 gamberi (a seconda della grandezza)
2 spicchi di aglio
olio sale pepe

Lavare gli asparagi ed eliminare la parte dura e bianca finale. Con un pelapatate "pelarle" leggermente il gambo. Mettere da parte alcune punte per la decorazione e tagliare il resto a pezzetti piccoli.
Far stufare in una casseruola in un filo d'olio la cipolla tritata sottile, il sedano a pezzetti e gli asparagi, poi aggiungere il prezzemolo tagliato finemente e una o due foglie di alloro e coprire a fili con il brodo. Far cuocere circa un 40', aggiungendo brodo ogni tanto e rimestando.
Nel frattempo pulire i gamberi e farli rosolare in forno a 200° C, con olio, sale prezzemolo , e un paio di spicchi d'aglio tagliati, per 15-20 minuti.
In una padella cuocere in un filo d'olio le punte messe da parte tagliate a metà (ci vorranno 3 minuti!).
Frullare la vellutata con frullatore ad immersione, assaggiare e aggiustare di sale, e comporre il piatto unendo alla vellutata i gamberi, ed una ulteriore spolverate di prezzemolo fresco, più le punte degli asparagi cotte in padella.
Buon finesettimana!


p.s. quella "cosa nera e bianca" in alto a destra nella foto, di cui si vede l'inequivocabile nasetto rosa, è gatòo, in piedi sullo sgabello, affacciato a vedere da dove venisse quell'irrefrenabile odore di gamberi, e molto frustratino che non fossero per lui...

mercoledì 20 maggio 2009

torte, crumble, fragole e fragoline

streusel!
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Questa torta vien da Sigrid, ed è stata da me testata un bel po' di volte perchè mi è piaciuta fin da subito, da quando l'ho letta l'anno scorso sul "cavoletto"...
Sostanzialmente unisce due delle cose di cui vado più golosa: i lieviti, e i crumble... ovvero si tratta di una torta soffice e lievitata, con top di frutta e briciole, veramente una cosa da leccarsi i baffi (una briciolina è caduta e se l'è pappata gatòo, che ha gradito a dismisura, per 3 mm cubi di cibo!)
Cambia qualcosa di poco nelle proporzioni, nella dimensione della teglia e nei tempi di cottura, il tutto un po' dovuto al fatto che mi raccoglieva più farina di quella indicata, e allora mi sono adattata!
Consiglio anche a voi di tenere vicino un po' di farina e un goccio di latte caldo, per aggiunstare l'impasto "in corso d'opera", come sempre nel caso di impasti di questo genere!
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ingredienti
farina 360gr
latte 125ml
uovo 1
burro 40gr
zucchero 40gr
lievito di birra 25gr
fragole + fragoline di bosco 600gr
sale una pizzico
per il top
farina 175gr
zucchero 100gr
burro 100gr

Sciogliere il lievito nel latte intiepidito. Mescolare la farina con lo zucchero e il sale, aggiungere l’uovo e il burro a fiocchetti, e versarvi il latte con il lievito. Impastare il tutto finchè non si forma una palla molto morbida e liscia). Coprire e lasciar lievitare per una mezz’oretta.
Lavare fragole e fragoline e tagliare le fragole a metà.
Preparare lo streusel “pizzicando” tutti gli ingredienti con la punta delle dita fino a ottenere delle briciole, esattamente come un crumble.

Disporre l’impasto in una teglia di 24 x 38cm (o equivalenti), foderata con carta da forno. Stendere con le mani in modo che l’impasto ricopra tutto il fondo della teglia, e ai lati sia un po’ più alta, in modo da formare dei bordi, aggiungere le fragole premendo leggermente.
Coprire la torta con il composto sbriciolato.
Infornare per 30-45’ a 180° o finché la torta sia lievitata e leggermente dorata.
Servire a temperatura ambiente (a me piace molto anche tiepida …) __

lunedì 18 maggio 2009

zuppa di carote e nocciole

Dato che l'accostamento verdura-frutta secca ci piace da impazzire, e che carote e nocciole sono praticamente un must (anche se per la versione lievitata, in "cake", per intenderci, ancora non sono riuscita a trovare una soluzione soddisfacente), e dato che da queste parti non si disdegna la zuppa nemmeno in primavera, ho improvvisato questa zuppetta che mi ha dato una soddisfazione ENORME, superbuona, in particolare il giorno successivo, e tanto-tanto-tanto salutare...
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Altra cosa che amo, nocciole e rosmarino. uindi, perchè non provare? ;-)
Ecco i risultati:

ingredienti (per 2, abbondante)
600 gr carote bio
100 gr nocciole tostate
1 cipolla
1 lt brodo vegetale
1/2 bicchier di vino bianco secco
1 rametto di rosmarino
olio, sale, pepe qb

Tritare la cipolla finemente e farla dorare con un filo d'olio. Aggiungere le carote tagliate a rondelle (non troppo sottili, qualche pezzetto alla fine ci sta bene!) e il rosmarino lavato e sminuzzato a piccoli pezzi. Salare e pepare. Aggiungere il vino, lasciar sfumare mescolando.
Tutta questa prima fase dura intorno ai 5'.
Coprire con brodo vegetale e lasciar cuocere una ventina di minuti. A questo punto (il brodo si sarà asciugato QUASI tutto), assaggiare e verificare che le carote siano abbastanza cotte (non troppo però!), aggiungere le nocciole tostate e sminuzzate grossolanamente, frullare ad immersione, ma senza esagerare (chi si vuole togliere il gusto di sentire la granella di nocciole insieme alle carote ogni tanto, no? ;-)), aggiustate di sale e pepe, e di un filino d'olio evo.

Lasciar riposare almeno 10'

venerdì 15 maggio 2009

zenzero yogurt e cioccolato, per festeggiare!


Dunque si diceva festa!
E quindi festa = cioccolato...
Mentre li cucinavo pensavo "ultima cioccolata della stagione", ma poi, mentre cuocevano, mi son detta "non diciamo panzanate! tanto lo so che se mi parte la brocca sono capace di cucinare cioccolata anche in agosto! (e non sarebbe la prima volta...)".
Quindi perchè mentire a me stessa?

Piuttosto procedere con il festeggiamento annunciato, e passarvi la ricetta, della quale non mi bastava un solo ingrediente invernale, ma ho voluto forzare la mano con una buona dose di zenzero (ci paresse primavera, non si sa mai!), ingentilito da yogurt. 
Yogurt e zenzero non fa una piega, no? Zenzero e cioccolato pure, no? Beh, per la proprietà transitiva possiamo accucchiare yogurt e cioccolato e non se ne parli più! ;-)
E cmq qui a Roma il tempo fa un po' schifetto, e c'è pure lo sciopero dei mezzi, per cui siamo proprio obbligati.....

ingredienti
200 gr di cioccolato fondente
2 uova
150 gr zucchero semolato
150 gr farina 00
1 vasetto di yogurt intero (125 ml)
5 gr di lievito in polvere
70 gr di olio di semi
2 cucchiai (rasi o abbondanti, a seconda dei gusti) di zenzero in polvere*
zenzero candito q.b. (facoltativo)*

Fondere il cioccolato a bagnomaria e sbattete con una frusta, in una ciotola, uova e zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. A questo composto aggiungere lo yogurt, la farina (precedentemente mescolata con lievito e zenzero*), e l'olio di semi.
Mescolare, versare in 4 piccoli stampi del diametro di 10 o 12 cm (io ho usato stampi di ceramica, ma vanno bene di qualsiasi tipo), e infornare per 20 (meglio 25!) minuti in forno già caldo, a 180°C.
A volte li servo con una cremetta fatta mescolando un vasetto di yogurt bianco con una crema al cacao e nocciole (ma non nutella per favore, diciamo una buona crema bella densa e al cioccolato molto amaro)

Ogni minicake "nutre" 2 persone! Ecco, in verità, si prestano molto bene ad essere mangiati romanticamente in due, ovvero 1 tortino = 2 cucchiaini (anche se 5' fa io ne ho pappato uno intero senza fare troppi complimenti).
Per fare delle monoporzioni basta cuocerli nello stampo dei muffin (nella foto qua sotto), ma secondo me, senza pierottino (io ho usato carta da forno), perchè con il classico muffin non c'entrano nulla, ad ogni modo eviterei l'operazione "imburrare ed infarinare", perchè rimangono molto morbidi al centro (vedi sempre foto qua sotto), come dei moelleux?


* x quanto riguarda la quantità dello zenzero, molto dipende dai gusti e dalla qualità di questo (a me sembra che alcuni siano molto più forti, e altri più delicati...), per cui io procederei provando prima con i due cucchiai rasi, e poi di volta in volta, a secondo dei gusti, aumentandone le dosi (io in alcuni avevo messo nell'impasto pezzetti - diciamo 3x3x3 mm - di zenzero candito, x chi piace!)....


mercoledì 13 maggio 2009

.. di ciò che può essere cotto o crudo ma non va mangiato.

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Siori tutti, ci siamo!
Cioè ecco che finalmente usciamo in libreria, col capolavoritto (vabbè, ogni scarrafone....) sugli edifici laterovestiti, con caratteri di sostenibilità ambientale e con un sacco di cose belle da dire che solo a pensarci mi manca la forza. ;-)
Cerco di procedere con calma e di spiegare, nonchè rassicurarvi, perchè in 8 giorni di silenzio non mi sono trasformata (anzi!), ma dato che l'assenza non è ingiustificata, ho pensato di "porvi innanzi" il risultato di uno degli impegni che spesso mi tengono lontana dal blog (anche se dovrebbe essere il blog l'arma segreta nata apposta per tenermi lontana da codeste impegnative cosette...).
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Si tratta di un libro, e tutti sapete quanto ami l'argomento (e condividete!).

Tema "difficillimo", per quanto mi riguarda, la sostenibilità in edilizia, e variabili in gioco tante: ambiente, paesaggio, progettazione bioclimatica, ciclo di vita dei materiali e recupero di materie prime, efficienza energetica, processi partecipativi e sviluppo locale, risparmio ed autoproduzione energetica.

Il tutto in mattone, laterite, o qualsiasi altro materiale a base di argilla, cotto o crudo che sia, per l'appunto.
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Circa un annetto di lavoro [non l'ho scritto io, eh? diciamo io ho fatto da "legante", a voler mantenete un termine edilizio (ma anche culinario?)], qualche notte insonne e qualche festività passata in pena (e qui non sapete che aiuto avete dato voi seguendo il blog e portando spesso la mia concentrazione "altrove"), data la mole di lavoro abbastanza impegnativa (immaginate solo gestire il materiale tecnico, fotografico e descrittivo di 35 progettisti sparsi in tutto il mondo, per un totale di 192 paginette bbellebbelle)

La squadra che ne ha permesso la realizzazione è nutrita e determinata, e non saprei come ringraziare ognuno, se non con una torta virtuale, dato che siamo dislocati in tutta Italia....__
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Basta, domani si cucina qualcosa a base di cioccolato per festeggiare (oggi sono troppo emozionata)!

Questo è "lui": vi rimando ai link per saperne di più e per avere delle anteprime, in pdf (ovviamente oggi sono tutta entusiasta e accetto solo complimenti! ;-) )
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Questo è quanto, da Vaniglia con la cazzuola (mi perdonate la latitanza allora?)!






martedì 5 maggio 2009

carbonara alle zucchine

verde al top!
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In realtà per fare la carbonara Perfetta (leggi non "a frittatina") ci vuole solo un po' di concentrazione....
Ovvero la ricetta (sia della carbonare classica, che delle versioni "verdi", o "altre", tipo questa) è di una semplicità disarmante. C'E' SOLO quel PICCOLO passaggino in fine cottura che rende tutti un filino nervosi (relativamente, eh? In fondo la carbonara è il piatto da fare tra amici per eccellenza...), sì, abbiamo tutti presente quale momento, ed alcuni tipi di risultati.... Alla fine, niente di drammatico, perchè, come dicevamo, si sta tra amici, e avere le uova un po' cotte nella pasta, a livello di sapore, non è la fine del mondo, non siamo mica così sofisticati!
Però la SODDISFAZIONE di avere un risultato setoso, liscio e di consistenza impeccabile, ci piacerebbe un sacco (almeno tipo una volta ogni 6! ;-P)
Mi ci sono messa con metodo. Ed è andata!

Ecco quanto.

ingredienti (per 2)
300 gr zucchine (avevo romanesche, messo quelle)
250 gr di penne (di ottima qualità, io ho usato quelle lisce)
2 tuorli
50 gr panna liquida
50 gr parmigiano grattugiato
1 pugnetto di basilico
1 filo d'olio EVO
sale, pepe qb
1 spicchio di aglio
fiori di zucca(ina) (facoltativi)

Pulire e tagliare le zucchine a rondelle sottili (un paio di millimetri), tagliare l'aglio in due spicchi e togliere l'"anima", poi farlo rosolare nell'olio d'oliva, in una padella molto capiente (io ne ho usata una da sauté), aggiungere le zucchine a rondelle, e lasciarle cuocere finchè sono dorate (ma ancora croccanti, ovvero ancora intere e non "arrostite"). Aggiustare di sale e di pepe. In una terrina sbattere i tuorli con la panna e metà del parmigiano.
Aggiungere un filo d'olio alle zucchine (che staranno finendo di cuocere e nel frattempo saranno abbastanza asciutte).
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e scolare al dente, lasciando da parte un po' dell'acqua di cottura. Versare la pasta nella padella delle zucchine e rimestare. A questo punto togliere la pasta dal fuoco, aggiungere un piccolo mestolo di acqua di cottura e aggiungere il composto alle uova. Mescolare, aggiungere il basilico, il restante parmigiano, e servire.

domenica 3 maggio 2009

brioches ai fiori d'arancio

sunday morning

Ieri sera (leggi "ore 22.00") avevo voglia di croissant per questa mattina, ma non mi andava nenche un po' di fare preparazioni complesse nottetempo e oggi all'alba. Mi andava una cosa "slow", ma
non troppo, e qualcosa che potessi preparare appena sveglia, da mangiare caldo oggi...
L'idea è venuta da qui, cambiando solo pochissime cose....

ingredienti
250 ml latte tiepido
25 gr lievito di birra fresco
500 gr farina di manitoba
75 gr zucchero bianco + 1 cucchiaino
75 gr burro fuso
1 pizzico di sale
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio

Mettere in una ciotola la farina a fontana e crearvi al centro una cavità in cui versare il latte appena tiepido, il lievito sbriciolato e un cucchiaino di zucchero. Dare una mescolatina delicata al latte e il lievito con la punta di un coltello. Coprire e mettere da parte per 15' (se è inverno in un luogo caldo, o protetto). Aggiungere tutti gli altri ingredienti e impastare (prima con una forchetta, poi con le mani). Eventualmente aggiungere farina, l'impasto deve risultare molto soffice e staccarsi facilmente dalle pareti della ciotola.
Far lievitare al caldo per 45' o finché non raddoppia di volume.
Nel frattempo foderare con 12 pierottini uno stampo da muffin e accendere il forno a 200°C (beh, diciamo verso la fine dei 45'.... diciamo che nel frattempo si può impostare il timer del forno e tornare a ronfare un po' :-)).
Quando l'impasto ha raggiunto il doppio del suo volume, trasferirlo delicatamente su una spianatoia leggermente infarinata e dividerlo prima in due parti, poi in ognuna di queste in due, e poi le quattro risultantii in tre ciascuna, per un totale, se la matematica non mi inganna, di 12 pallette, da adagiare nei pierottini e schiaffare 15' in forno.
Mettere su cafè, cappuccino, thè, fare spremutina d'arancia o quello che volete.
Portare il tutto direttamente nel letto, stando attenti al gatto che ha già mangiato ma tende a non essere mai sazio e non vi molla con lo sguardo nemmeno un attimo mentre armeggiate in cucina, e svegliate il principe, che apporrà strati e strati di dulce de leche, mentre voi, con finto ritegno, opterete per marmellata di mirtilli.....
(ottimi con tutte le marmellate, e con cremette varie.....)

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