mercoledì 31 dicembre 2008

cappelletti in brodo di nonna aurelia

... ottimo 2009!

Questo blog deve molto a molte donne, ma ce n'è una, una che lo so che mi vede quando cucino in pigiama, quando non porto i capelli superlegati anche solo a varcare la soglia della sala da pranzo e quando non mi tolgo i maglioni di lana scura mentre mi appresto a mescolare e impastare, e che mi guarda sorridendo con finto rimprovero, perchè mia nonna Aurelia a noi nipoti avrebbe permesso tutto, anche in cucina...
Questo essere sovrumano aveva un tale istinto nel cucinare, un tale sesto senso, che se io ne avessi anche solo un decimo, sarei già una chef... Beh dài, una souschef! :-P
Tutto questo per dire che sono molto gelosa di questa ricetta (e la mamma più che mai, alla quale tra parentesi spetta la paternità della realizzazione dei tortellini in foto, che però a dirla tutta, sono stati "montati" da me e dalle mie due sorelle...), che di gioiello di famiglia si tratta!! ;-)

ingredienti
per la sfoglia:
300 gr circa di farina
3 uova
per il ripieno:
1 uovo
grattugia di un limone
grattugia di noce moscata
25 gr di burro fuso
parmigiano grattugiato quanto ne raccoglie (200 gr abbondanti, ma dipende da quanto è stagionato...)

Preparare un impasto con la farina e le uova (deve rimanere morbido) e mettete da parte.
Preparare il ripieno mescolando tutti gli ingredienti.
Tirare la pasta sottilissima e ricavarne tanti dischi di circa 3-4 cm di diametro, disporre al centro di ognuno una pallina di ripieno (circa 1 cm), anche se in realtà quelli in foto vengono da ritagli quadrati, e "chiuderli a tortellino". Tenere il ripiano ben infarinato durante le operazioni.
Perfetti in brodo.
Perfetti per festeggiare il 2009, e salutare il 2008.

Buon anno a tutti!



lunedì 29 dicembre 2008

FUORITEMA: pappa al pomodoro

JAMIE OLIVER+ADRIANO

Dunqedunquedunqe!
La mia mente sta un attimo cercando di divagare, da varie cosette impegnative di questo periodo (la giornata è stata devastante, e l'orario di postaggio lo conferma....), e dato che sono in vena di tentativi di svago, proverei anche per un attimo ad uscire dal tema nataleccio, e non solo, visto che oltre ad essere fuoritema, siamo anche fuoristagione.....!!

Ad ogni modo procediamo con ordine.

Riassunto delle puntate precedenti:
metà novembre: compro il libro « La mia cucina naturale », ed. TEA, Jamie Oliver.
Mi piace tanto, ve ne parlo, lo leggo e lo rileggo, vado a curiosare sul sito del tipo...
primi di dicembre: arriva il pregiato olio extravergine d'oliva (EVO) di Adriano.
Mi piace tanto, ve ne parlo, lo assaggio e lo riassaggio, cerco una buona ricetta in cui impiegarlo (ma senza che il suo sapore prezioso venga sopraffatto).
Ora, a prescindere dal fatto che secondo me Adriano e Jamie Oliver si assomiglino un po' (forse solo nella mia testa), magari perche entrambi amano cucinare, magari perchè entrambi curano un orto con cui cucinare, qualche giorno fa ho comprato dei pomodori ciliegino molto «accattivanti», alla faccia della cucina sostenibile (non mi sembrano tanto di stagione, o sbaglio? ;-P), e avevo veramente voglia di fare qualcosa di caldo e «zupposo» («zùppico»?) con codesti affari, e siccome ero un po' distrutta dai biscottini natalizi (quelli postati + quelli « fuori onda »), ho pensato che una sterzatina «mediterranean-verace» mi avrebbe fatto veramente bene.
Ed ecco che vi propino la ricetta della «PAPPA AL POMODORO» di Oliver, come da me molto liberamente tradotta.

ingredienti
500 gr pomodori ciliegino
2 x 400 gr (due barattoli) di polpa di pomodoro, o pelati, o pomodoro a pezzetti
3 spicchi d'aglio
un paio di manciate di foglie di basilico fresco
olio, « il migliore che riuscite a trovare », dice Oliver (e per me niente di più facile a questo punto, dato che avevo l'extravergine di oliva di Adriano)
sale
pepe
500 gr ottimo pane casareccio (io ne ho messo molto di meno, ma ci si può regolare facilmente a fine cottura sulle quantità)

In una teglia mettere i ciliegino tagliati a metà (o anche interi, bucherellati magari con una forchetta), con due spicchi di aglio, una manciata di foglie di basilico tritate (secondo me anche grossolanamente), sale e pepe, e cuocere in forno a 180°C per una ventina di minuti.
Nel frattempo in una pentola far dorare l'aglio rimanente in un filo d'olio con il basilico a pezzetti, versarvi il contenuto dei barattoli di pomodoro, più l'equivalente di uno in acqua, o meglio la quantità d'acqua che serve a riempire un barattolo una volta svuotato dei pomodori, un pizzico di sale e un filo d'olio e cuocere per circa 15 minuti, poi aggiungere il pane tagliato a fette, poi a listerelle di circa 1 cm ciascuna, e infine i pomodorini appena tolti dal forno completi di sughetto. Rimestare di tanto in tanto finchè il pane non si è ridotto bene in « pappa ». Tenere sul fuoco altri 5' (in realtà i tempi di cottura sono piuttosto « relativi », dipende anche un po' dai gusti e dall' «istinto per il pomodoro» che si possiede...
Aggiungere un filo d'olio a fine cottura e q ;-P

mercoledì 24 dicembre 2008

BUON NATALE: Mud cake al cioccolato bianco

Dolci di Natale, in bianco.

Ecco, dopo tanto cioccolato (nero!), per questo Natale mi è venuta voglia di bianco, e non parlo solo di neve (desiderio che affiora ogni anno, da ex-bambina appenninica quale sono) ma anche di torta, bianca soffice ma compatta, insomma mud!

Ora, cosa sia una mud cake, è un problema che mi sono posta solo dopo averla cucinata, e dato che non sono proprio "una spada" in inglese, il fatto che il significato letterale fosse "torta-fango" non mi aveva nè sfiorato nè tantomeno impensierito.... Poi, per curiosità, e anche un po' per raccontarla a voi, mi sono posta il problema filologico, ma senza scoprire più di tanto.

Le notizie che ho trovato in rete riguardano però torte al cioccolato (nero!), e questo ingrediente, secondo tali informazioni, giustificherebbe l'accostamento con il fango*. Ma nel mio caso non è così, e dato che la mia prima mud è bianca, quello che secondo me è il tratto caratterizzante è la consistenza, dovuta alle proporzioni relative degli ingredienti, e ai tempi di cottura (che si aggirano intorno alle 2 ore, alla faccia del risparmio energetico! Ma a Natale qualche strappetto si può fare, anche perchè una tortina di tale "consistenza" non si mangia proprio tutte le settimane...).
Insomma nella mia testa la mud cake è una torta compatta dolce e superbuona che ha bisogno di circa due ore di cottura e di una generosa copertura a base dell'ingrediente che la caratterizza (nel mio caso cioccolato bianco).

Se qualcuno conosce l'argomento e sa dirmi qualcosa in merito, si faccia avanti! sarei ben contenta di scoprire qualcosa in più (oltre a mangiare e cucinare! :-)).

Ad ogni modo torniamo al sodo (è proprio il caso di dirlo) e scriviamo 'sta ricetta va', che viene dalle manine sante di Donna Hay, in particolare da un libretto di cui vi parlerò poi (scovato a Parigi), quando avrò la cucina sottosopra causa trasloco e molti libri (già promessi) da postare....

ingredienti
250 gr burro tagliato in cubetti
200 gr cioccolato bianco
495 gr zucchero in polvere
375 gr acqua
400 gr farina
5 gr lievito
3 uova leggermente sbattute
1 cucciaino di estratto di vaniglia

per la copertura al cioccolato bianco
250 gr cioccolato bianco
125 ml di panna liquida
70 gr burro

Far fondere burro, cioccolato, zucchero e acqua in una casseruola a uoco medio rimestando di tanto in tanto. Versare il composto così ottenuto in una ciotola capiente e incorporare la farina continuando a mescolare. Aggiungere le uova sbattute e la vaniglia, sempre mescolando. Versare il tutto in una tortiera (io ne ho usata una a bordo mobile) del diametro di 24 cm rivestita di carta da forno e cuocete per 2 ore in forno già caldo, a 120°C. Verificare la cottura inserendo nella torta una lama di coltello. Aspettare 10' prima di rimuovere lo stampo. Lasciar freddare.
Nel frattempo, mettere il cioccolato per la copertura, la panna e il burro a fondere a bagnomaria, finchè il composto non è ben mescolato e liscio. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare completamente. Poi sbattere con lo sbattitore elettrico finchè il composto non si è inspessito ("jusq'à le mélange soit épais et mousseux"). "Spalmarlo" sulla torta con l'aiuto di una spatola.

Ecco.

Con questo siamo arrivati al Natale. Non mi resta che fare TANTI TANTI AUGURI A TUTTI, di riposo, e felicità, e calduccio, e ognuno secondo i propri desideri totto ciò che desidera...


*in merito ho trovato anche qualche informazione su un composto tipo intonaco, ma sorvolo, per il mio ed il vostro bene, dato che in questo periodo della mia vita intonaci, argille e rasanti occupano anche più spazio (già abbastanza) del solito!



sabato 20 dicembre 2008

cookies al cioccolato

Dolci di Natale: in nero...

Sarò breve (anche perchè il cantiere mi aspetta, :-/): questa non è una ricetta, è un ordine!
E soprattutto, questi non sono dei cookies qualsiasi, ma sono nientepopodimenoche i Sablés au chocolat et fleur de sel de Pierre Hermé, con "ingrediente segreto", aggiungo io, anche se poi così segreto non è dato che dopo 15 gg. che avevo la confezione in casa, mi sono accorta che la lista degli ingredienti si trovava SOTTO LA CONFEZIONE, e che quindi tutto il mio entusiasmo per aver decodificato i pezzetti di fragole essiccate poteva anche essere riposto. Ad ogni modo non divaghiamo, e procediamo con ordine: 1) A Parigi ho acquistato una preziosissima (in tutti i sensi) confezione di Sablés au chocolat et fleur de sel direttamente chez Pierre Hermé e ovviamente sono rimasta folgorata. 2) Siccome la ricetta (insomma, quella che è stata destinata alla divulgazione popolare, ;-)), si trova facilmente su carta, e su web (1, 2, e 3... mentre mi accorgo con terrore che 4/4 foto di post, me compresa, hanno il fondo o qualcosetta di rosa...), me ne sono appropriata, e l'ho messa in pratica, con una minima sottrazione (sulla quantità di bicarbonato), ed una minima addizione (sulla presenza delle fragole essiccate!), ed ora, ve la propino, no, anzi, come divecamo, VE LA ORDINO (e mi ringrazierete, hihi!):
D O V E T E A S S O L U T A M E N T E F A R L I !!!

ingredienti230 gr cioccolato fondente ( 70% )
270 gr farina
46 gr cacao in polvere
5 gr bicarbonato di sodio
225 gr burro
165 gr zucchero di canna
40 gr fragole essiccate tagliate a pezzetti piccolissimi
75 gr zucchero
5 gr fior di sale
3 gr estratto di vaniglia liquido
Tagliare il cioccolato in piccoli pezzi. Unire la farina, il cacao e il bicarbonato. Incorporare al burro zuccheri, sale e vaniglia. Aggiungere la farina e il cioccolato a pezzetti, poi le fragole. "Smaneggiare" l'impasto il meno possibile! Formare dei rotoli di 4 cm di diametro e lasciare riposare almeno 1 ora in frigo. Tagliare in fette di un buon cm di spessore (monsieur Patou ha assaggiato e dice « anche di più »), mettere su una placca da forno rivestita di carta forno e cuocere 11'-12' a 170°C a forno già caldo.

mercoledì 17 dicembre 2008

torta salata bieta e ricotta

__Avrò cucinato questa torta salata veramente un sacco di volte, e giuro, giuro che si contano sulla punta delle dita (vabbè, anche con quelle dei piedi! ;-P) le ricette "fisse" in casa (che vogliamo fare, il brivido dell'esperimento prevale spesso!)...
Ed è anche l'unica ricetta di CAT che io abbia mai realizzato, anche se lo leggo molto spesso, con grande curiosità, e con gusto, e con stupore per le bellissime immagini di fiori piante ed arbusti di cui si occupa [cat è architetto, e "giardiniere", nonchè cuoco, ovvero lavora su cose che riguardano molto da vicino anche me (adesso mi immagino Wenny che si incuriosisce e va a vedere il nostro collega!)]. In realtà la mia è un po' semplificata, e credo possa trattarsi di una "ascuigatura" dovuta a carenza occasionale di ingredienti da un lato, e dalla mia tendenza a ridurre il numero degli elementi, soprattutto per alcuni piatti rustici, quasi poveri come questo, dall'altra.
Pazzesca la pasta, a sua volta "imprestata" da un'altro blog, che invece conosco molto meno ma che devo dire mi ha tanto colpita per l'utilizzo di una pasta così buona.... (occhio va cotta bene sotto, io per esempio aggiungerei 5' di cottura limitata alla sola parte bassa del forno....)

ingredienti
½ bicchiere di vino bianco secco
½ bicchiere d’olio evo
150 gr farina integrale
150 gr farina 0, o 00
un "mazzo" di bieta
250 gr ricotta (anche 300 gr va bene però!)
sale, 1 pizzico per la pasta e un po' per le verdure
olio per cuocere la bieta

Impastare le farine con un pizzico d sale, olio extravergine di oliva e vino bianco. Fare una bella palletta e riporre in frigo ricoperta di pellicola.
Nel frattempo lavare e mondare le verdure, tagliarle trasversalmente della grandezza (o meglio della piccolezza) che preferite, e ripassarle in padella con olio e sale (se volete anche con aglio e peperoncino (io le faccio quasi semre "semplici"), per 10' - 15'. Poi versare direttamente nella pentola la ricotta e aggiustare di sale.
Stendere la pasta della grandezza e spessore desiderati (diciamo non più di 4 mm...), foderarvi una tortiera (direi rotonda...) e farcire con il composto di verdure e ricotta.
In forno caldo a 180°- 200°C per almeno 30'.
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lunedì 15 dicembre 2008

torta di cioccolato mele e arancia

dark con le mele!
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Questa sarebbe la sorella scura, compatta e trendy di quella chiara, soffice e classica della mia mamma... ed è la torta a cui mi dedico a fasi alterne da un po' (ne avevo anche parlato in un'altra occasione, in cui stavo mettendo a punto le quantità, nella sua versione meno "cioccolatosa", se così si può dire).

Siccome ogni ricetta-promessa è debito (vedi nota a fondo post...), mi affretto a postarla, noncurante del fatto che il livello di saccarosio negli ultimi giorni è un po' salito, ma dato che è Natale, tutto è permesso, tutti siamo più buoni e che avremo tanto tempo per recuperare con ricette salate et altro....

ingredienti
120 gr cioccolato fondente
50 gr cacao in polvere
200 gr farina 00
200 gr zucchero
4 tuorli
60 gr burro
1 bustina di lievito
3 arance, succo e scorza (o cmq circa 250ml)
3 melette tagliate a cubetti (se bio, con buccia!)

Mescolare in una ciotola farina cacao e lievito. Tenere da parte. Fondere a bagnomaria cioccolato e burro. Una volta tolti dal fuoco aggiungere il succo di arancia e amalgamare. Sbattere in un recipiente capiente tuorli e zucchero, finchè il composto non diventa spumoso. Versare il composto di cioccolato, burro e succo di arancia su quello alle uova e amalgamare velocemente. Aggiungere il resto degli ingredienti e mescolare. Aggiungere all'impasto circa la metà dei cubetti di mela, versare in una tortiera a bordi alti (diametro 24 cm, bordo mobile e preferibilmente a ciambella), precedentemente imburrata e infarinata, cospargere dei restanti cubetti di mele. Cuocere in forno a 180°C per 40'. Togliere dallo stampo solo quando è ben fredda.

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Con questo post, come promesso da circa un mesetto, e assieme alla torta soffice di cui sopra, partecipo alla raccolta di ricette di essenzadivaniglia!




sabato 13 dicembre 2008

minibiscotti burro miele e spezie

primi timidi biscottini natalizi


Non potevo resistere alla tentazione di cominciare a preparare qualcosa di natalizio, e solo facendoli, mi sono resa conto della straordinaria semplicità di questi biscotti, sia come procedimento, che come ingredienti... praticamente già tutti contenuti nel titolo (salvo la farina)!
Sono privi di lievito e privi di uova, e così a occhio e croce (e a palato, =)), direi che si potrebbe provarli anche sostituendo la farina di grano con quella di riso, e non farebbero una piega, quindi volendo potenziali gluten free!
La ricetta viene da un libretto di quelli che si trovano in edicola, allegati alle riviste di cucina, ma a loro volta "estratti" da libri di case editrici note, come questo (e dovrebbe esserci anche il "fratello italiano della Luxury Books, ma io sul sito non sono riuscita a trovarlo....), ed è stata solo un po' "aggiustata di farina", e pocopoco ridotta la cannella (io adoro il burro, per non parlare dell'accostamento col miele, e non volevo che "il natale" prevalesse un po' troppo ;-P))...
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ingredienti
180 gr. di farina
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere
1/4 di cucchiaino di spezie miste macinate (si trovano già così al super, ingenere si tratta di chiodi di garofano, cannella, zenzero e noce moscata, pa la combinazione può variare...)
85 gr di burro freddo, a cubetti
3 cucchiai (abbondanti!) di miele liquido
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Mesolare prima la farina e le spezie, aggiungere il burro a cubetti e lavorare con i rebbi di una forchetta finchè il composto non è ridotto in briciole, aggiungere il miele e continuare ad amalgamere con la forchetta formando un impasto soffice.
Aggiungere farina se necessario (l'impasto rimane un po' appiccicoso, ecco perchè la variante sulla quantità di farina, e se ne serve ancora, al limite quando più avanti la pasta viene stesa, se ne può aggiungere ancora un po').
Far riposare 10' in frigo.
Infarinare leggermente il piano di lavoro, stendere l'impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 5 mm, ricavare le forme dei biscotti. Possono essere fatti anche di media grandezza, ed in questo caso con uno stecchino si possono fare dei forellini alla sommità di ogni biscotto, e passarci, una volta cotti, un nastrino di stoffa per appenderli...
In forno preriscaldato, su una taglia foderata di carta da forno, a 180°C per 10'.
n.b. i biscotti vanno conservati in un barattolo di vetro, o in una scatola di latta, ammesso che ne resti qualcuno....

giovedì 11 dicembre 2008

marmellata di limoni

marmellatina per piera, che non le piace...
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Grammatica perfetta, no? adoro fare questo, anche se in realtà non credo sia del tutto sbagliato, forse ci vorrebbe un accentino, tipo "chè (=poichè) non le piace...." e comunque l'idea di sparpagliare un po' i costrutti devo dire mi affascina abbastanza (vecchia sana educazione di una volta, che scherzi che ti combina eh?). E comunque dicevamo, pare che a Pieretta (Piera, sì, lei, quella della mamma, delle polpette e di Heinz Beck....) non piaccia tanto la marmellata di limoni....Allora che ti combina la Vaniglia (lei che invece l'adora, come tutte le marmellate di agrumi)? Gliene porta una barattolino superpreferito, e annette ricetta sul blog, và!
Va detto che in famiglia gli agrumi vanno alla grande, e a suo tempo vi propinerò pure la fantastica marmellata di arance della mia mamma, ma quella di limoni è appannaggio mio, ragion per cui vi inoltro la suddetta; uso questo procedimento da circa tre anni: l'ho trovata qui, e mi sembra il migliore, per il risultato, anche se un po' lunghetto...

ingredienti
1 chilo di limoni non trattati (bio meglio)
750 gr di zucchero semolato

_Primo giorno
Lavare i limoni spazzolandoli sotto il getto dell'acqua, poi asciugarli, togliere le estremità e tagliarli a rondelle finissime, eliminando in corso i semini. Mettere le fette di limoni in una terrina, coprire di acqua fredda e lasciarli in macerazione un giorno intero (24 ore)

_Secondo giorno
Scolare i limoni raccogliendo l'acqua di macerazione e facendola bollire a parte. Riversare l'acqua bollente sui limoni e lasciare ancora macerare per 24 ore

_Terzo giorno
Scolare i limoni e questa volta buttare l'acqua. Farli bollire una decina di minuti in una grande quantità di acqua e scolarli. Poi preparare uno sciroppo mescolando lo zucchero con 25 cl di acqua in una pentola a fondo spesso, scaldare dolcemente, fino a quando lo zucchero sarà completamente dissolto.

Portare ad ebollizione e aggiungere i limoni precedentemente scolati e lasciare cuocere a fuovo vivo per cinque minuti.Ripresa l'ebollizione cuocere a fuoco dolce fin quando i frutti hanno assorbito bene lo sciroppo e questo è aumentato di consistenza.La marmellata è pronta quando scivola lentamente dal cucchiaio.

Mettere in vasetti precedentemente sterilizzati in acqua bollente.
Togliere la pentola dal fuoco, versare la marmellata ottenuta nei vasetti perfettamente puliti.
Chiudere subito i barattoli e aspettare il sottovuoto...
Da provare sul pane con ricotta di bufala freschissima......

martedì 9 dicembre 2008

scones al latticello e frutti rossi

io, rose bakery e gli scones...

Domanda: perchè quando "provo" (si può dire forse "compongo"?(!)) una ricetta non mi scrivo mai gli ingredienti? Aspetta, siamo più precisi, io SCRIVO QUALCOSA, per l'esattezza su foglietti microscopici e atti allo smarrimento, o peggio ancora, sui retro delle buste delle bollette (ovviamete quelle ancora da pagare!!!) che appendo con una pinzetta (di quelle nere da ufficio di vari formati) al muro (a sua volta provvisto di chiodino apposito), ma sulla quale appunto SOLO ALCUNE QUANTITA', chissà perchè secondo me fondamentali, mentre per esempio tralascio alcuni ingredienti (nel becero foglietto), che chissà perchè in quel momento secondo la mia testa devono avere quel peso e nessun altro... che sono ovvii, insomma (in quel momento sublime e compositivo però!).

Affermazione parellela: finalmente a Parigi ho assaggiato gli scone di rose bakery. E non uno, ma ben tre, e non in una sola volta (beh, isomma...), ma in due, o meglio un giorno ci abbiamo mangiato (e lì ho assaggiato uno scone salato), e un un'altra volta sono andata a prendermi appunto un crumble di mele à porter e un paio di scones (dolci) per degustazione, più un libretto per cucinarvi qualcosa della tipa, e che vorrei recensire al più presto...

Commento all'affermazione parllela e introduzione alla ricetta (finalmente!): dunque, lo scone salato è più precisamente fatto con farina di mais e cheddar (strepitoso), mentre i due dolci sono rispettivamente uno all sciroppo d'acero e l'altro semplice. La consistenza perfetta (da scones insomma, un robo panoso e paffuto lievitato con baking, lievito in polvere e non di birra, per capirci), il sapore era ottimo, in particolare quello all sciroppo d'acero, ma anche in quello "semplice" si sentiva la grattugia del limone come se lo avessi fatto io con le mie manine. Però in questi due dolci, c'è stato qualcosa che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia, ovvero il lievito. Mi coreggo, il sapore di lievito. Oddio, ammetto di essere un po' paranoica (soprattutto con me stessa) rispetto al sentire il sapore di lievito nelle preparazioni, per cui cerco di starci moolto moolto attenta, ma in questo caso, soprattutto in quello degli scones al limone, era veramente eccessivo, tanto che per un attimo ho pensato ad un errore, del tipo che il lievito fosse stato messo due volte.... Mah, lo sapremo solo quando li cucinerò pari-pari dalla ricetta dell'autrice.

Per ora dobbiamo accontentarmi dei MIEI! :-) Ovvero i cosetti che ho fatto al mio ritorno prendendo la ricetta del libro della Guido Tommasi, "Le Basi-La pasticceria", e cambiando tutto perchè non volevo farli con il burro, ma con il latticello, e mettendo al posto dell'uvetta dei mirtilli rossi essiccati, che faceva tanto esotico e chic al tempo stesso.... Sto ancora un po' spremendo le meningi per ricordare le proporzioni.....

ingredienti
300 gr di farina tipo 00
80 gr di burro freddo
50 gr di zucchero
1 uovo
50 gr di mirtilli rossi essiccati
125 gr di latticello*
12 gr di lievito per dolci
1 pizzico di sale

*il latticello si può sostituire con un composto di metà yogurt e metà latte

Mescolare in una ciotola farina lievito e sale, aggiungere il burro freddo tagliato a pezzetti, mescolare con una forchetta fino ad ottenere un coposto sabbioso. Poi aggiungere i mirtilli e formare una cavità al centro.
Sbattere uovo e zucchero in un'altra ciotola, aggiungere il latticello e continuare a mescolare, poi unire agli ingredienti secci e mescolare con una spatola fino ad ottenere un impasto.
Infarinare il piano di lavoro, versarvi l'impasto, mescolare velocemente e stendere (ma non troppo:altezza finale 3-4 cm).
Tagiare con tagliapasta infarinato del diametro di circa 5 cm e posare delicatamente su carta da forno con cui è stata precedentemente foderata una teglia.
In forno a 220°C per 15 min. (sono buonissimi e facilissimi!!)
Vi lascio con la bilancia di Rose, in rue des Martyrs 46, Paris. A' bientot!

lunedì 8 dicembre 2008

ritorno a casa, natale e olio di adriano

EVO, ci piace un sacco!

Ecco, anche Vaniglia, (pur scombussolata dal ritorno da parigi, e da un trasloco imminente (tasto che non voglio toccare, per ora, tanto molto presto vi farò una capoccia così.....)) HA MESSO LE SUE DECORAZIONI DI NATALE!!!!!!

In più, gusto ieri, è stato recapitato a casa l'olio evo di adriano, perchè in famiglia non ci basta di fare il burro in casa, ma pure l'olio non guasta, anche se per questo ci vuole molta più pazienza e devozione... Io, indegnamente, non ho nemmeno partecipato alla raccolta delle olive, e qiundi sono stata premiata al di là di qualsiasi merito personale (;-P).

Una piccola opera d'arte di sapore, che non ha bisogno di essere associato a nulla di particolare se non una semplice fetta di pane, anche se al primo assaggio ha suggerito alle mie papille gustative il nobile impiego in una serie illimitata di ricette illustri.... chissà se tra il Natale e tutto il resto riuscirò a mettere in pratica le 1000 e più idee in proposito di cucina?

Beh, di questo sublime estratto non ho ricetta, ma aspetto con molta impazienza un commento dell'artefice dell'olio, piccolo scorcio gustativo verso le colline Aretine, a San Polo....




venerdì 5 dicembre 2008

parigi la belle

Eccomi qua!
Scusate ma sono ancora tutta scombussolatina..... =-)
A Parigi era un freddo pazzesco.
Mi fa molto impressione dirlo dopo una giornata come ieri a Roma, di sole quasi accecante dopo il grigio (adorebile grigietto!) parigino....
Dunque freddo. E vento freddo.
Ma a questa città cosa non si potrebbe perdonare? (e scusate per il puro abbandono alla retorica...)
Allora, come da vostro consiglio, ho staccato completamente la spina, e il risultato è stato sorprendente. Poi ho riposato, e mangiato, e visto un sacco di cose stupende. Aggiunto a tutto ciò monsieur Patou ha fumato pochissimo e questo mi ha portata all'apice della felicità...
Intanto grazie per tutti i messaggi lasciati in mia assenza (ci speravo un po'!! ;-)), poi ho un sacco di cose da dirvi, e non so da dove iniziare....
Pertanto ho pensato di procedere così: per oggi carrellata commentata, e poi, in pillole, fra un po', in mezzo a ricettine e cosette natalizie, qualche recensionuccia sparsa, perchè ne vale proprio la pena...

LA CASETTA_ a ridosso dell'unica (più o meno....) parte bozzoluta della città, la Butte Montmarte. La strada finisce con una scalinata che (ops, che peccato...;-)!) impedisce il transito alle automobili. Poi altra cosa stupenda, della casa. Fare la spesa nei dintorni, al mercato, in boulangerie, in epicerie....


LA BOULANGERIE_ per l'appunto (che c***o, e scusate il francesismo...). A salire quella scala che "chiude" la strada, c'è una delle migliori boulangeries, o meglio la mia baguette preferita (anche se il pane, non lo dico nemmeno, è tutto buonissimo..)
coquelicot, 24 rue abesses (18e)
http://www.coquelicot-montmartre.com/intro.php


IL PARCO_ la prima cosa che abbiamo visto... non so perchè, forse la grandezza, o forse ancora il coraggio di starsene esposti all'aperto in un posto così vasto (qualità che purtroppo non si addice ai parchi molto disegnati, come questo, ovviamente secondo il mio parere...): la sensazione in generale corrisponde a quella che si ha guardandolo in pianta (disegnata, intendo), ovvero non sono riuscita a smentire la mia tendenza a diffidare della linea retta (e a 90°) in natura, o forse no, non si tratta solo di ortogonalità, ma anche credo, di scala, di dimensioni, e di assialità. Molto francese, e molto anni 90, e très architectural. Belle le collezioni, ovviamente, ma le grandi stanze all'aperto si fanno sentire un po' tanto, secondo me... Bello lo stesso però.... (è che io sono un po' difficile...)
Quai André Citroën (15e, rue Balard - rue Saint-Charles)
Patric Berger paysagiste
Gilles Clément paysagiste

LA SOUPE_ Questo è assolutamente uno dei miei preferiti, a Paris... Ottime le zuppe, splendide le persone che te le porgono... (ma non voglio dirvi troppo perchè avrò modo fra un po' di parlarne meglio....)
Le bar à soupes
33 rue de charonne
http://www.lebarasoupes.com/

LA PIAZZA_ quattrocento anni fa....
Place des Vosges (4e)

piazza, luogo_ oggi
Institut du monde Arabe
1, rue des Fossés Saint-Bernard, Place Mohammed V
http://www.imarabe.org/
Jean Nouvel architecte
Logements rue de suisse
17/19, rue de Suisse
Herzog & De Meuron architectes
Musée du quai Branly
37, quai Branly
Jean Nouvel architecte
Gilles Clément paysagiste
PADIGLIONE SVIZZERO_attraverso il tempo
Non sono mai stata un'assatanata di Le Corbousier, ma questo non è solo un bell'edificio, ma è come se fosse mille edifici insieme (non intendo solo formalente, ma anche e soprattutto concettualmente), tanti venuti prima, e tantissimi venuti dopo....
Cité Universitaire

CERAMIQUES_ senza tempo Astier de Villatte - 173, rue Saint-Honoré
http://www.astierdevillatte.com/

LA BOULANGERIE-2parte_ Ancora non capisco perchè solo in alcuni posti i francesi smentiscono smaccatamente la loro caratteristica di essere un tantinello distaccati e presuntuosi... Ma quando questo accade, scovi delle persone veramente carine...
Le moulin de la Vierge
105, rue Vercingétorix

E stavo per concludere con un'altra (delle tante che ho visto) speciale boulangerie, se non fosse che sì, le foto sono solo un piccolo riduttivo spaccato di tutto quello che ho visto e assaporato e di cui vi parlerò un po' per volta, ma a questo piccolo parziale spaccato non potevo evitare di aggiungere il "bottino di guerra", in cui sono mescolati libri miei e di monsieur Patou.... ma non pensate che sia così facile distinguerli, eh? ;-)
Un bacio e ben trovati

lavaniglia
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