martedì 11 novembre 2008

Jamie Oliver - La mia cucina naturale

nuovo e antico modo di cucinare?

Questo libro di Jamie Oliver non è solo quello che avrei da sempre voluto leggere, ma soprattutto il libro che avrei sempre voluto SCRIVERE: immediato, stagionale, molto molto "umano", e soprattutto fortemente legato al giardino e all'orto..
L'ho comprato esattamente 10 giorni fa, praticamente ancora stoccato alla Feltrinelli, senza che ci avessero messo nemmeno l'adesivetto verde "Novità", e l'ho lasciato decantare. Sì, perchè sapete com'è, la prima fase, quella dell'esaltazione, dura minimo-minimo cinque gg. o comunque finchè non ho cucinato la prima ricetta. Ma questo, questo sta continuando a catalizzare fortemente la mia attenzione, nonostante lo abbia già sfogliato più e più volte, e anche ospitato "a nanna" per i primi tre dei cinque giorni di cui sopra (sì, da queste parti ci si addormenta con libbretti di cucina novelli....).
480 pagine di ricette, immagini, informazioni interessantissime sulla cucina ma soprattutto sul "cucinato", edito da TEA, come, dello stesso autore, Il mio giro d'Italia .
Prima cosa, il volume è strutturato secondo un ordine diverso dal comune modo do organizzare i libri di ricette, ovvero non "per portate", ma come una raccolta scandita dalle quattro stagioni.
E questo già mi folgora, dato che il rapporto stagionale con il giardino-orto è un tema molto importante per come vedo io il modo di cucinare, e di coltivare (ma anche di acquistare) il proprio cibo. Ogni sezione (stagione!) comprende una serie di minicapitoli dedicati ai vari ingredienti e presenta una serie di ricette. Alla fine di ogni capitolo (cosa che mi ha letteralmente conquistata) sono presenti consigli e piccoli suggerimenti su come piantare, curare e far crescere gli ortaggi.
Grande spazio quindi ad asparagi, fragole, pisellini e fave, uova, pomodoro, cacciagione, porcini, zucca e patate (solo per citare alcuni miei preferiti...).
Piccolo appunto su qualche foto di troppo di cacciagione (comunque non molte, rispetto al totale di immagini e ricette fornite, più di 100), che ai più sensibili (come me), toccheranno sicuramente il cuore. Al tempo stesso, però, Jamie non trascura di raccontare come intende lui la caccia, il suo grande favore per l'allevamento biologico degli animali e la denuncia dell'allevamento dei polli in batteria (completa di immagini anche qui piuttosto toccanti).
Il tutto corredato da un apparato grafico eccellente, e da foto ottime, che esulano dallo stile un po' astratto che contraddistingue il food styling contemporaneo (che a me piace molto!) e che salva spesso il soggetto della foto dall'essere ridotto a "natura morta", come spessissimo può capitare fotografando cibi.... Qui, nonostante la "naturalità" e il basso grado di astrazione delle foto, il cibo non corre questo rischio, rimane perfetto, fermato nell'istante prima di essere assaporato.
La suddivisione stagionale, il realismo delle foto (dovuto anche all'ambientazione, quasi sempre all'aperto), e la scelta dei piatti, semplici, tradizionali, sfiziosi, a volte anche umili, rendono il libro estremamente interessante. Di quelli che danno l'idea di cucine vecchie e "usate", di mani sporche di farina e di sugo di pomodri, di odori.
Sì, questo libro ha sapore, le foto odorano, ecco cosa cercavo di dire.

9 commenti:

  1. Ho seguito Jamie Olivier, guardando in TV tutti i suoi programmi e adoravo soprattutto quelli in cui si poteva sentire la sua viva voce.. sottotitolata. I programmi più recenti, in cui è stato tradotto, mi piacciono decisamente meno, motivo per cui ero poco propensa all'acquisto del libro... ma tu mi hai fatto decisamente ricredere!!

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  2. Io seguo le sue trasmissioni su Gambero Rosso Channel. E' davvero molto bravo, mi piace soprattutto il suo rispetto per le materie prime e la sua inclinazione verso una cucina di chiaro stampo italiano. Fantastiche le ricette con le verdure del suo orto
    Un libro che mi riprometto di comprare
    Un bacio
    Fra

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  3. per me invece è il suo primo libro (che acquisto, intendo), e per ora mi soddisfa, ma effettivamente, consiglio di spulciarselo prima, magari "de gustibus".....

    e poi riguardo a quello che dice fra, se ci pensiamo bene, CHI NON SI ISPIRA A PIENE MANI ALLA CUCINA ITALIANA? (basta pensare alle polpettine di heinzbeck che ho postato il mese scorso, chi se lo immaginerebbe, da un nordico come lui? ;-))

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  4. ciao carissima,
    stamattina sono passata dalla mia libreria preferita e questo biondone occupava quasi la metà di un ripiano-novità :)
    non ho letto il profilo e ignoro la sua data di nascita, sembra così giovane eppure con un'esperienza di vita così... intensa? Ho una preferenza netta per i libri di cucina d'autore di mano femminile, chissà se dovrò ricredermi :)
    grazie per le recensioni, sono utili!
    wenny
    p.s.: credo di aver risolto il mio problema con feedburner. vediamo se magari nel tuo blogroll compaio ;)

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  5. wenny ciao!
    anche io ho propensioni per libri di cucina di mano femminile!
    basta eh, con le affinita!?

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  6. wenny ciao!
    anche io ho propensioni per libri di cucina di mano femminile!
    basta eh, con le affinità!?

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  7. Sai che non ho mai letto un suo libro? e non l'ho neanche mai visto cucinare in tv. Però questo libro mi attira, forse per via dell'argomento, e dopo questo tuo post potrei metterlo nella mia lista dei prossimi acquisti :)

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  8. Gli "allevamenti biologici" uccidono gli animali ritenendoli alla mercè dell'uomo e comunque (se vogliamo parlare di salute) sono per legge vaccinati ect. Gli animali o li ami o li mangi. Non c'è alcuna filosofia che può giustificare la caccia. Scusami,ma leggere "cucina naturale" nel titolo e sfogliare cete ricette fa ridere ed è irritante. Di naturale si vede ben poco,anzi sono classiche con i soliti ingredienti. Buona serata

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  9. Cara Miss Serena, il merito di Jamie è ed è stato quello di concentrarsi sull'attenzione, sulla sensibilità al cibo "reale" opponendosi ad una tendenza alimentare ormai molto diffusa che vede il cibo pronto e già preparato protagonista della maggior parte degli scaffali dei supermercati. E' bello nel suo libro il tema della stagionalità, la sensibilizzazione agli odori e ai sapori, all'idea di "sbucciare", di arrostire, di annusare, di sporcarsi con la terra. Il contatto con il territorio è importante, anche indirettamente ai fini di altri aspetti che riguardano la natura (pensa ai rifiuti, per esempio...), e per quanto riguarda la caccia (alla quale io non sono assolutamente favorevole, bada bene), o il vegetarianesimo, credo che ognuno abbia il diritto di esprimere il suo amore per l'ambiente e gli animali secondo le propria sensibilità. Sono comunque contenta di aver appreso anche il tuo punto di vista, sull'argomento, che è "uno dei", quindi sicuramente un arricchimento per me e per chi legge questo blog!

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