mercoledì 17 settembre 2014

I LOVE banana bread 2/3: Buttermilk berry crumb cake

o la torta che era di Heidi, poi di Sara, poi mia….

Il banana bread di oggi è un po' particolare. E' innanzitutto più ricco, diciamo.
Ha una base simile a quello di lunedì scorso, ma oltre ad essere un banana bread è anche un crumble cake. Non solo un dolce alla banana dunque, ma anche un dolce con le briciole croccanti sopra.
Erano secoli che volevo farlo, un crumble cake.
Di quelli morbidi intendo.
Morbidi sotto e croccanti sopra, ecco.
Perché di crumble ne abbiamo comunque già "piazzati" sulle crostate, ricordate?
No, stavolta volevo una torta morbida. Una torta la cui idea mi gironzola in testa ormai da un po'.
Poi, finalmente, trovo un input da Sara di Sprouten Kitchen, che a sua volta veniva da Heidi di 101 cookbooks, e come avviene di mano in mano, di foglio in foglio, di tastiera in tastiera e di fotocamera in fotocamera, la ricetta cambia e si arrotonda, aggiustandosi un po' nei panni e nella cucina di ci la sta preparando, fino a diventare questa che vedete qui oggi, una rivisitazione alla me di una torta a base di banana, latticello, farine e zuccheri integrali, con la frutta secca invece di quella fresca all'interno e sopra nel crumble.




Mi sono un po' aggiustata le proporzioni, poi, dato il mio non troppo amore per la frutta fresca negli impasti (di cui vi parlo spesso ;-P), ho utilizzato frutta rossa secca mista.
Non so se alcuni di voi lo hanno notato, ma ultimamente sto collaborando con alcune aziende produttrici di ingredienti, elaborando per loro delle ricette ad hoc.
Potete trovare le collaborazioni in corso nella pagina dedicata, e sempre lì i link alle ricette, che trovate nel blog stesso.
Avendo una pagina dedicata cerco quando è possibile (finora lo è stato ;)) di non lincare direttamente il produttore nella lista degli ingredienti per non creare confusione in queste pagine di diario personale (ovvero, se trovate un link è un link fine a se stesso, a meno che, appunto, in caso contrario questo non sia dichiarato), però oggi, data la natura particolare del mix di frutta secca e immaginando che possa essere per voi utile anche sapere che esiste, un mix del genere (io l'ho scoperto quando il pacco è arrivato a casa! :)), vi anticipo che si tratta di 100 grammi misti di mirtilli, lamponi e fragole essiccate Ventura.
Non appena arrivato dunque, il panico: che ci faccio che non sia la "solita" (e manco tanto! ;)) granola?
Poi la genialata di cui vado ancora tanto fiera.





Della composizione della frutta utilizzata, ovvero 100 grammi di mirtilli fragole e lamponi secchi in parti uguali, una volta aperta la confezione e tagliate a pezzetti le fragole, ho pensato di "ubriacare" queste ultime e i lamponi ammorbidendoli con un po' di fragolino (botta de vita 'sta Vaniglia, eh? ;)), mettendo poi queste ultime nell'impasto, e di tenere da parte invece i mirtilli da utilizzare nel crumble.
Delle spezie previste nella ricetta di riferimento poi non ho usato nulla, né zenzero né cannella, né vaniglia, ma, sia nell'impasto che nel crumble, ho messo un cucchiaino di una miscela di fiori e spezie a base di pepe rosa, pezzetti di fragola e di lampone, fiori di rosa, vaniglia in polvere, coriandolo e fiordaliso… (ora era la volta della botta di romantico :)).
Nel tradurre poi e passando da cups a grammi, ho dato una ritoccatina finale al tutto, ed eccoci col risultato che non mi dispiace nemmeno un po'.



Buttermilk berry crumb cake

ingredienti 
170 g di latticello
220 g di banane mature schiacciate (due piccole o una e mezza grande)
50 g di burro fuso
2 uova
120 g di farina 00
120 g di farina di farro integrale
60 g di zucchero di canna integrale tipo muscovado
5 g di lievito in polvere
5 g di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
60 g circa di frutti rossi misti essiccati (fragole e lamponi) ammollati per una mezzoretta in 40 g circa di fragolino
1 cucchiaino di di miscela di frutti rossi secchi, pepe rosa e fiori tritati

per il crumble
40 g di burro morbido
30 g di fiocchi d'avena
50 g di farina 00
40 g di zucchero di canna in cristalli
30 g di zucchero di canna integrale tipo muscovado
40 g circa di mirtilli essiccati
1 cucchiaino di di miscela di frutti rossi secchi, pepe rosa e fiori tritati

Pesare e preparare tutti gli ingredienti poi preriscaldare il forno a 160 °C.
Imburrare e infarinare una tortiera da 24 cm (magari a fondo mobile, io cmq ho usato una teglia di ceramica a fondo fisso e una farina "grossolana").

In una ciotola, mescolare bene con l'aiuto di una forchetta alle banane schiacciate il latticello, il burro fuso e le uova.

A parte mescolare le farine con i due tipi di lievito e il sale e le spezie.

Aggiungere gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolare velocemente.
In ultimo aggiungere i frutti rossi ammollati nel fragolino e versare l'impasto così ottenuto nella tortiera.

Mescolare rapidamente tutti gli ingredienti per il crumble (lasciando da parte qualche mirtillo) pizzicandoli con la punta delle dita.

Finire la torta con il crumble e in cima i mirtilli secchi rimasti.
Infornare per un'ora o finché una lama di coltello inserita al centro della torna non ne fuoriesca asciutta.




lunedì 15 settembre 2014

I LOVE banana bread 1/3: torta al grano saraceno con noci e cioccolato

15 Settembre, si torna a scuola!!!
Cioè, non per tutti, perché in alcune regioni d'Italia le lezioni sono già iniziate, mentre in altre ci saranno ancora alcuni giorni di vacanza.
Però a casa mia è oggi che si parte, ed ogni anno è quasi come dovessi andarci di nuovo anche io: la sensazione è quella vivida dell'aria frizzante che se ti svegli la mattina presto e raggiungi il liceo a piedi ti pare già automaticamente più fresco, già "più autunno".
Una colazione veloce e a metà mattinata già hai fame, o forse è solo la voglia di fermarsi quei dieci minuti e divagare un po'. Fare due chiacchiere, ripassare una lezione, confrontare la versione di greco con gli altri, ripetere tra l'incosciente e l'agitato "se mi chiama a storia non so niente".
Ogni anno è così.
Settembre è così, è il mese delle merende, per me.
Settembre è un mese dolce, lo dicevo già qualche anno fa autoanalizzando la "situazione-postaggio" in questo periodo dell'anno.

Dopo un'estate di sete e tutto sommato poca voglia di zuccheri e di forno, e di carboidrati di quelli da "dolcetti di casa", settembre diventa inspiegabilmente il mese della cucina curativa, dei cibi confortevoli, delle torte rustiche, soffici e semplici, delle fette da inzuppare, dei bicchieri di latte o delle tazze di latte e cacao.
Settembre diventa il mese delle merende per la scuola, delle colazioni, delle coccole che arrivano dalla cucina non solo per i piccoli, ma anche per i genitori che devono accompagnarli, per gli insegnanti come mia mamma e mia cugina che se fossero entrambe più a portata di mano mi piacerebbe viziare con una fetta di torta di queste qui, impacchettargliele la mattina in un pezzo di carta da cucina da infilare di nascosto nella borsa, in modo da fare capolino nel momento opportuno.
Settembre è un mese dolce per tutti, pertanto la sottoscritta ha deciso di dedicare la settimana intera a alla merenda, ed in particolare a quello che per me è uno dei dolci secondo me più adatti al rientro: il banana bread.
Quelle che vi proporrò in sostanza sono delle variazioni sul tema del tanto da me amato dolce con la banana schiacciata nell'impasto.
E' perfetto con il cioccolato e la frutta a guscio, superbuono con la frutta essiccata, insuperabile con le farine integrali e gli zuccheri scuri...
Lo avevamo già visto su questi teleschermi in una versione con il latte e senza burro (per una mia svista ;-)).
Quella di oggi invece ha sia latte che burro, e zucchero di canna integrale che a me spesso piace associare alla farina di grano saraceno, e poi il classicissimo abbinamento con noci e cioccolato.
Così, tanto per iniziare soft... ;-P

banana bread con grano saraceno, noci e cioccolato
ingredienti per una teglia di circa 22 cm
80 g di latte
120 g di banane mature schiacciate (circa una banana di media grandezza)
30 g di burro fuso
1 uovo
60 g di farina 0
60 g di farina di grano saraceno
30 g di zucchero di canna integrale tipo muscovado
5 g di lievito in polvere + una punta di coltello di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
50 g circa di noci tritate
50 g circa di cioccolato fondente a scaglie
zucchero a velo per decorare

Pesare e preparare tutti gli ingredienti poi preriscaldare il forno a 160 °C.
Imburrare e infarinare (o rivestire di carta da forno) la teglia.

In una ciotola, mescolare bene con l'aiuto di una forchetta alle banane schiacciate, il latte, il burro fuso e le uova.

A parte mescolare le farine con i due tipi di lievito e il sale.

Aggiungere gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolare velocemente.
In ultimo aggiungere le noci tritate e il cioccolato, mescolare velocemente e versare l'impasto così ottenuto nella teglia.
Cuocere per circa mezz'ora o fino a che infilando al centro della torta una lama di coltello questa non ne esca asciutta.


Buon inizio a tutti!

venerdì 12 settembre 2014

patè di granchio al lime e paprika e buon finesettimana!

Dicevamo giusto nell'ultimo post che in questo periodo dell'anno la voglia dei cibi-coccola si mescola a quella degli aperitivi?
Bene.
Allora dato che mercoledì il cibo era giusto una coccola, quello di oggi sarà giusto un aperitivo!
E siccome la scorsa settimana mi ero impuntata su una ricetta vista nel numero di settembre di Jamie Magazine Italia, fino a che non la preparavo non ero contenta, e nonostante fino a ieri non fossi riuscita a trovare l'ingrediente principale (la polpa di granchio), non volevo arrendermi all'idea di augurarvi un buon finesettimana a base di aperitivi sfiziosi e tutto sommato ancora non troppa cucina.
Ora, lo ieri di qua sopra sarebbe l'oggi di mentre scrivo, e l'oggi di quando leggerete sarebbe ieri, cioè ieri sera.
Giusto una manciata di ore, perché è notte e il suddetto patè è stato appena cucinato e schiaffato in frigo, con la speranza domattina di strappare una foto alla luce del previsto temporale su Roma e alla fin fine riuscire a postare.
Io intanto scrivo, e sull'assaggio, beh, facciamo che vi fidate (anche se la ricetta è stata un po' rivista alla me), perché io non credo che domattina alle 7.00 riuscirò a mettere sotto ai denti qualcosa che sia diverso ad una fetta del vaniglia-pane integrale tostato, con burro e sciroppo d'acero e la quotidiana "pinta" di latte e caffè...




Nel caso quindi sia riuscita a fotografare, ecco la ricetta, per un vasetto da 200 g (scarsi) di patè.

ingredienti
40 g di burro (+ 10 g per sigillare il barattolino)
succo e scorza di un piccolo lime
120 g di polpa di granchio già cotta (peso netto e scolato)
noce moscata
pepe
paprika
sale

Far sciogliere in un pentolino il burro, poi aggiungervi il succo e la scorza del limone.
Quando poi avrà raggiunto la temperatura ambiente, aggiungere la polpa di granchio, la noce moscata, il pepe e la parika.
Tritare il tutto un poco col il frullatore ad immersione.
Assaggiare e se è il caso aggiustare di sale (e di lime e/o noce moscata, ma io non faccio testo perché adoro entrambi).
Versare nel barattolino e sigillare con il restante burro fuso a coprire la superficie superiore del patè.



Dicevamo?

Buon finesettimana a tutti! ;)

mercoledì 10 settembre 2014

porridge all'avena integrale, mirtilli e mandorle

Ci sono quelle due tre volte l'anno che realizzo che l'avena si può usare anche per fare un dolce al cucchiaio, insieme ad altre millecinquecento cose, come i pani, i crumbles, le torte.
Mi rendo conto anche che tendo ad associarla, verso la fine dell'estate e all'inizio dell'autunno, ai mirtilli o alle mandorle, e sempre in questo periodo dell'anno, magico momento in cui il caldo si mescola al fresco, l'esterno all'interno, il mare al bosco, e la voglia di aperitivi a quella dei cibi coccola mi ritrovo a voler mangiare ancora una volta, con il ritmo periodico rassicurante del susseguirsi delle stagioni, un cibo semplice ma anche tanto completo, di quelli che sai che fanno bene e che proprio per questo non ti sogneresti mai di consumare in piedi, o di corsa, o senza nemmeno pensare un po' al buono che stai mangiando.
A me è successo così.
Ho scattato, poi ho preso tra le mani la coppetta che vedete qui, ancora leggermente tiepida (come piace a me mangiare il porridge), e mi sono seduta sul gradino di muratura che forma il mobile su cui mi arrampico (? ;-P !!!) per fotografare.
E ho mangiato.
In silenzio, ad occhi chiusi, col gatto che faceva le fusa perché intuiva quella mia pausa.


Il mio porridge preferito è fatto con l'avene integrale, senza acqua e col latte intero, quindi cremoso, non troppo cotto, senza aggiunta di zucchero (poi lo sciroppo d'acero farà il suo quando si mescolerà, insieme alla frutta, al resto), con la frutta di stagione leggermente caramellata sopra, e con qualcosa di croccante (frutta secca magari un po' tostata a sottolineare bene il sapore) per compensare la morbidezza dell'insieme.
Eccolo qui.

porridge all'avena integrale, mirtilli e mandorle
ingredienti per due
150 g di fiocchi d'avena integrali
520 g di latte fresco intero*
125 g di mirilli freschi
1 cucchiaio di zucchero di canna in cristalli
30 g di mandorle a lamelle leggermente tostate
sciroppo d'acero

*più un po' d'acqua per diluire alla fine se occorre

In un pentolino far cuocere per circa 5 minuti l'avena con il latte, e nel frattempo caramellare in un padellino antiaderente i mirtilli con un cucchiaio di zucchero di canna.
Una volta pronto il porridge lasciar intiepidire leggermente, aggiungere poca acqua per diluire se si è asciugato troppo, versare in due coppette e finire con i mirtilli, le mandorle tostate e un cucchiaio di sciroppo d'acero...

Ciao!!!

lunedì 8 settembre 2014

Gli spaghetti con gli ingredienti delle vacanze: tonno, capperi, origano e limone...

Sì, la pasta.
Cerco sempre di evitarla io, la pasta.
E, confesso, non la mangio nemmeno tanto.

Mi piace, a dire il vero, e molto. Ma non da mangiarla tutti i giorni.
Dev'essere il mio "ramo francese" che mi fa fare confusione ;-P...

Poi c'è da dire che odio fotografarla.
Passino le peste "corte", ma i tagli lunghi sono la mia dannazione. Sempre scapigliati mi escono in foto, proprio loro che sono i miei preferiti!
Insomma, a me bastano 3 linee per scattare infinite possibilità di foto, millimetro più millimetro meno, figuriamoci quando abbiamo un'infinità di linee tutte affastellate dentro al piatto...
Solo che mi sono messa in testa che voglio imparare a fotografarla, la pasta. E come per tutte le cose per imparare ci vuole esercizio.

E poi ci sono le ricette di fine estate, quelle di cui parlavamo venerdì scorso, quelle facili che nemmeno si pesano, che servono a ricordare e a raccontarsi l'estate, e a condividerla o a farcela condividere dagli altri...
Questo finesettimana avevo infatti a casa i regali dalle vacanze degli amici... Il tonno da Lampedusa portato da mio cognato (Maniglia, poche storie in cucina, vi ricordate di lui??? ;-P), e poi i capperi da Favignana della nostra vicina Mirella. Unirli al succo e alla scorza di limone e all'origano di mia nonna Pasqualina è stato d'obbligo, in una pasta che mia mamma fa da sempre. Soprattutto l'estate.
A casa mia si chiama "pasta fredda al tonno".
Io la mangio in verità calda perché non resisto nemmeno un secondo dal momento in cui la condisco.
E' una di quelle ricette semplici che vanno secondo me preparate con ingredienti d'eccellenza.
Vi prego non usate le scatolette del supermercato, se volete provarla, o comunque il tonno sceglietelo tra i migliori di quelli che riuscite a reperire anche "in città".
Fate la vostra selezione. I limoni bio, l'origano meglio che c'è, i capperi più buoni, raccogliete il meglio e poi semplicemente mescolatelo. Buttare la pasta. Condite.
E' sorprendente ve lo assicuro!

spaghetti al tonno limone, capperi e origano
ingredienti x 4 persone
2-3 etti di filetti di tonno
1 manciata abbondante di capperi
un limone biologico, la scorza e il succo
olio
origano secco
spaghetti

Mettere sul fuoco una bella pentola di acqua salata e mentre si aspetta che cominci a bollire versare in una ciotola capiente il tonno a filetti leggermente spezzettato, il succo di un limone (dopo averne prelevata la scorza ben lavata) e qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva.
A parte tritare finemente al coltello i capperi (lasciandone da parte i più piccini per finire) e la buccia del limone. Aggiungere questo trito alla ciotola del condimento. Aggiungervi anche un po' di origano secco e mescolare.
Scolare gli spaghetti al dente e ancora grondanti (perfetto sarebbe "alzarli" e non scolarli), versarli nella ciotola, mescolare velocemente.
Aggiustare di olio e di origano.
Servire


venerdì 5 settembre 2014

ricette di fine estate: orecchiette al pesto di pistacchi e maggiorana

Buongiorno!
Ce l'abbiamo fatta, a superare quasi indenni la prima settimana di settembre, i rientri, i ritorni?
Da queste parti l'umore è alto, i ritmi sono buoni, si cucina si fotografa e si regge ancora abbastanza bene botta! ;)
E se il collegamento mentale, di fine estate si intende ;-P, tra la ricetta di lunedì e quella di mercoledì erano i frutti di bosco, quello tra mercoledì e oggi, seguendo quel filo rosso vivace e a volte fin troppo spensierato tra un piatto  e l'altro, è, diciamo in questo caso, la speditezza di esecuzione?
La leggerezza? La velocità? In non dover praticamente pesare nulla? La possibilità di andare ad occhio a colori e a sapori?
In effetti a pensarci bene alla fine dell'estate ci sono due cose che mi porto in cucina
La prima è la voglia di non starci poi così tanto, nella suddetta cucina: o meglio, mi va di stare in cucina per quelle cose tipo "conservare l'estate", come fare marmellate, cucinare passate di pomodoro, tentare di racchiudere tutto il buono della stagione in un barattolo in un modo o nell'altro, e al tempo stesso mangiare ancora leggero, privilegiare lo stare fuori, anzi portarsi un po' del "fuori" dentro casa...

La seconda è invece un po' il desiderio di prolungarla, la vacanza, nel tempo ma anche nello spazio, e quindi usare gli ingredienti di cui abbiamo fatto razzia nelle nostre vacanze, o gli ingredienti che in qualche modo possono restituircele.
Il pistacchio per me è uno di questi.
E un pesto al pistacchio, una cosa da nulla, praticamente una non-ricetta, a cui aggiungere al volo qualche foglia di maggiorana rubata all'orto del terrazzo di mamma, è il meglio che c'è, quando si ha voglia di scappare di nuovo ancora fuori. A sgambettare, a fotografare, a rubare ancora qualche ora di sole e di sabbia al mare, a fare quattro chiacchiere tra amici.

La pasta è semplice-semplice, posso dirvela chiacchierando? ;)

Tritate grossolanamente al coltello 20-30 grammi di pistacchi sgusciati (non salati, ma se faticate e trovarli così regolatavi di sale nella preparazione), e scottate e poi spellate altri 80-100 grammi di pistacchi, poi pestate o tritate questi ultimi con qualche cucchiaio d'olio d'oliva (un pizzico di sale se i pistacchi non sono già salati) e le foglioline di 3-4 rametti di maggiorana.
Versare il pesto in una ciotola e stemperate con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
Aggiungete il resto dei pistacchi sminuzzati e mescolate bene.
Scolate le orecchiette al dente, versatele nella ciotola con il condimento, mescolate bene e irrorate con un filo d'olio d'oliva, finendo con abbondanti sottilissime scaglie di parmigiano reggiano, e, se piace, un po' di pepe.

Un bacio, buon appetito, e buonissimo finesettimana a tutti!



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