domenica 29 gennaio 2012

finesettimanale dose di grazia

e di freddo, e di cose morbide

L'altroieri avrei dovuto postare altro.
Sempre robe morbide e lanose, ma tutt'altro genere e tutt'altra tipologia.
Ma poi mi sono autoincartata ed autobloccata (non temete, il post è stato solo procrastinato! ;-)). A quel punto ho deciso di chiudere la serie di torte della settimana postando un'ultima, sorprendente tortina. L'ho fatta e fotografata, però, non so perchè, non ero convinta di metterla subito online....
Non so se a voi succede, idea bella, sapore buonissimo, foto passabile, ma momento non "ideale" (brutta storia il mio carattere umorale a volte ;-)). Quindi niente, Vaniglia c'ha le paturnie e procrastiniamo anche la tortina!

Poi guardandosi intorno la Vaniglia lunatica fa un breve inventario in casa e riscontra un fatto "curioso"... Siam pieni di cose morbide qui. Cioè una marea di sciarpe (e non solo) ancora non caricate nello shop etsy, una marea di stoffette imbastite e pronte per essere cucite, e una marea di pezzi in lana montati sui ferri e in attesa di essere chiusi.




Dunque ecco, una piccola parte delle cose morbide in corso adesso si trovano qui, e qui.

Per quello che resta di questo fine settimana vi auguro di andare a fare una passeggiata con vostra sorella, divertirvi  nel freddo come due pazze, e fingere di essere un fotografo... (o una modella? ;-P), e poi tornare a casa nel freddo e trovare lo scaldino appallottolato che vi aspetta!!!! 









mercoledì 25 gennaio 2012

torta alla guinness

o torta da guinness? ;-P



Questa ricetta stampatevela carattere 24 e appendetela sulla porta della cucina (la mia cucina non ha una porta ma credo che potrei anche scavare una nicchietta nel muro per alloggiare cotanto splendore culinario): mentre l'ultima torta postata è classica, chiara, soffice, profumata, perfetta per i bambini, questa è modaiola, scura, compatta, dal sapore profondo e deciso, perfetta per i mariti (e i fratelli, e i papà... poi, occhei c'è la copertura a base di zucchero e formaggio spalmabile, che compensa il sapore e piace da morire anche a noi donne e che serve a rendere questo dolce una "torta-guinness" anche, diciamo, "iconicamente": scuro + schiuma sopra, no?)
Molti di voi la conosceranno, molti l'avranno vista in giro per il web, molti l'avranno preparata e/o assaggiata.
Io la tenevo d'occhio da quando la vidi da Sigrid, poi da Monica di un biscotto al giorno: in giro c'è anche la versione di Nigella Lawson, ma Sigrid e Monica propongono quella attribuita a Gary Rhodes (che poi sarebbe il tipo dal quale Pascale aveva preso la ricetta dei digestive di cui qualche post fa - fantastico sembra la novella2000 dei ricettari), quindi io, di fronte a cotanta bibliografia amica, ho bypassato a pie' pari la Nigella e mi so' buttata sulla versione Gary_Sigrid_Monica.
Mentre preparavo l'umore era talmente alto che mi sono anche permessa un paio di variazioni delle quali vado particolarmente fiera (anche se si tratta di piccole cose, in effetti).
La prima riguarda la quantità di cacao: dato che il mio riferimento come livello massimo del rapporto cacao/farina è questa torta qui, mi sono fatta due conti e ho deciso che 100gr di cacao mi spaventavano un po' per una torta che doveva avere anche il sapore della birra, quindi ho ridotto del 25% il cacao, passando dai 100gr previsti a 75gr, e aggiunto 25gr alla farina, per compensare, alleggerendo un po' il sapore di cacao in favore della guinness.
La seconda riguarda il topping: brandy al posto del whisky. Li avevo entrambi e confesso di non essere esperta di distillati, ma il risultato mi è piaciuto un sacco, quindi, dato che questa torta uscirà di nuovo più e più volte dalla cucina di Vaniglia, la ricetta, sigillata, sarà questa:

ingredienti
birra guinness 400gr
zucchero di canna in cristalli 350gr
farina 250gr
burro morbido 225gr
uova 4
cacao amaro in polvere 75gr
bicarbonato 2 cucchiaini
lievito per dolci mezzo cucchiaino
topping
formaggio spalmabile (tipo philadelphia) 400gr
zucchero a velo 250gr
brandy 2 cucchiai

Montare il burro con lo zucchero con l'aiuto di una frusta. Continuare a mescolare aggiungendo le uova una per volta. Mescolare a parte la birra con il cacao, poi setacciare la farina con il lievito e il bicarbonato in una ciotola.
Aggiungere all'impasto a base di burro prima la farina, mescolando, poi il composto liquido di guinness e cacao, amalgamando l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Versare l'impasto in una teglia foderata di carta da forno [io ho usato uno stampo a bordo amovibile da 25cm di diametro, e ho foderato solo il fondo, trascurando beatamente i bordi (dev'essere stato il buon umore di cui sopra, collegato alla consapevolezza che in fondo la teglia è antiaderente: tutto è andato liscio, cosa che si può constatare a malapena dalla foto, vista la mia nulla capacità di mettere a fuoco con la macchina nuova.... eh, umh, sì! ;-P)].
Infornare in forno già caldo, a 180°C, e per un'oretta buona.
Sfornare e lasciar freddare.
Con le fruste elettriche montare il formaggio spalmabile con lo zucchero a velo, aggiungendo i 2 cucchiai di brandy. Tenere un poco in frigo e poi usarla per coprire la torta. Anche questa dovrebbe essere tenuta un'oretta in frigo prima di essere servita.





lunedì 23 gennaio 2012

torta soffice all'arancia

dolce con dedica...



Buona settimana a tutti!!!
Chiudo coi biscotti e apro con le torte. Eh, sì, mi sa di sì. Sarà il freddo, o l'inverno ancora lungo e le giornate ancora troppo corte.
Inizia quello che per me è il periodo "agrumi" e mi va tanto di cucinare torte.
Questa in particolare è estremamente semplice soffice e di effetto, oltre che superprofumata, perfetta come dessert (anche se molto molto versatile). Fa parte di questo blog da sempre, anzi fa parte di questo blog da prima che il blog nascesse, o meglio quasi da prima che io imparassi a cucinare, da piccola.
Era la torta preferita di mio nonno, ed ancora oggi prepararla e mangiarla racchiude per me ricordi dolci e significati profondi.

Eccola qui, dalla ricetta di mia mamma! ;-P

ingredienti
uova 3 (albumi a neve)
zucchero 100gr
burro morbido 60gr
farina 150gr
lievito 1/2 bustina
la buccia grattugiata di 2 arance bio
latte 3 cucchiai
per la crema all'arancia
uova 2 intere
succo di 3 arance (4 se piccole) e di un limone
zucchero 180gr
fecola 4 cucchiai rasi
zucchero a velo per guarnire

Montare gli albumi a neve e mettere da parte.
Lavorare i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere mescolando il burro morbido a fiocchetti e la farina setacciata con il lievito (questo permette, dice mamma, di ottenere una lievitazione "livellata", piuttosto che "a montagnola", più adatta ad una torta da farcire), la scorzetta dell'arancia infine il latte.
Incorporare il composto di tuorli agli albumi (o viceversa gli albumi al composto di tuorli, come vi viene più comodo!) delicatamente, mescolando in circolo dall'alto verso il basso, trasferire in una teglia imburrata ed infarinata (o rivestita di carta da forno), cuocere in forno già caldo a 125°C, per 35'-40' 8o finchè non è ben cotta (il forno di mamma è una specie di altoforno, verificate la cottura infilando la lame di un coltello al centro della torta: deve uscirne asciutta e pulita).
La torta deve essere bassa (sui 3-4'), io ho usato una teglia da 24cm di diametro.

Nel frattempo preparare la crema (anzi, potrebbe essere utile prepararla in anticipo dato che va fatta freddare prima di procedere alla farcitura): mescolare "a freddo tutti gli ingredienti, poi cuocerli a bagnomaria finchè la crema non vela il cucchiaio.

Quando la torta e la crema sono fredde, tagliare la torta in due dischi, e farcire.
Spolverizzare con lo zucchero a velo, se vi va anche con poca scorzetta grattugiata di arancia.

E' buo-ni-ssi-ma! :)


sabato 21 gennaio 2012

finesettinamale dose di grazia, e un regalo dal passato!!

(...il fascino discreto dei bottoni :-))


Immaginate.
Immaginate di avere in casa un tesoro nascosto. E di non saperlo. Cioè. Di sapere che c'è ma non sapere che è un tesoro (vostra madre invece lo ha benissimo presente, siete voi gli incoscienti ;-P).
Poi immaginate voi, e l'illuminazione (tardiva ma efficace): la voglia di guardare quella scatola e in quella scatola.

Si tratta di una spedizione fatta nel 1961 da una fabbrica di bottoni di Milano alla sartoria di mia zia Adelaide, LA sarta. Si perchè se mia nonna era LA cuoca, mia zia era LA sarta. Di quelle di cui han buttato via lo stampo, antico e solido, di chi sapeva farti stare un vestito addosso bene sempre, in qualsiasi caso, e di quei tempi lenti ed eleganti in cui non esisteva lo shopping e chi aveva la possibilità andava dalla sarta per farsi realizzare i capi che avrebbero composto il proprio guardaroba di base (pochi, ma sicuramente buoni e duraturi): il tailleur, il cappotto, il vestitino, il soprabito, le gonne, le camicette, il vestito da sposa e il vestito da sera! Con la sarta ci si dava appuntamento per uscire insieme a scegliere le stoffe, e la sarta ordinava fuori i bottoni.

Non so se leggete bene l'etichetta: quasi due chili di bottoni. E una parte di questi è arrivata fino a me, alcuni ancora con il cartellino (scritto a mano). Non vi sembra un tesoro inestimabile?


















Sono sicura che avete anche voi una scatola del genere a casa, qualunque sia il contenuto.
Sono i vostri Lari che vi stanno accanto. ;-)
Per questo finesettimana vi auguro di trovarla, questa scatola. Pensateci bene. Sono sicura che l'avete... :)


venerdì 20 gennaio 2012

cookies integrali al cioccolato

come non detto! ;-P


Dunque, ho dato un rapido sguardo alle pratiche inevase 2011, qui nell'hard disk.
Situazione drammatica: due vellutate, due diversi tipi biscotti, un cheese cake un po' alternativo-rustico-chic, una roba molto estiva che aspetterò l'estate a dirvi, e, dulcis in fundo, un contornino a base di taccole che, cometesbagli, ho di nuovo cucinato d'inverno (me fregano sempre, 'ste farabutte!), e non contenta c'ho messo pure una foglietta marrone. Adesso non so bene che fare di questo bottino, e la crisi è arrivata dopo il penultimo post, del quale la foto non mi convinceva tanto, e invece a voi è piaciuta...).
Cmq vabbè, tanto per cominciare a smaltire un po' di queste foto arretrate pesanti come macigni, e tanto perchè ho pensato che nelle anteprimine qui in alto a destra (che forse sarebbe meglio definire postprimine dato che arrivano sempre dopo) infondo tre biscotti di fila non ci sarebbero stati male, eccovi dei simpatici biscottini impastati velocemente facendo riferimento alla ricetta di Heidi Swanson della "torta" megacookie al cioccolato e farina integrale....
Giusto un'approssimatina alle quantità nell'atto di dimezzare le dosi, poi biscottini e via.
Però la prossima volta vado di cookie-cake anche io, magari quando trovo un bel tegame da forno come quello di Heidi.... ;-)

ingredienti
190gr farina integrale
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
110gr burro morbido
160 zucchero di canna
1 uovo
120gr cioccolato fondente a scaglie piccole
i semini estratti da una stecca di vaniglia

Lavorare il burro con lo zucchero, poi aggiungere l’uovo mescolando bene. Unire i semini di vaniglia, la farina e il bicarbonato, infine i pezzi di cioccolato al latte.
Dall'impasto (simile a quello della pasta frolla) ricavare delle palline di circa 3 cm di diamtetro, appoggiarle ben distanziare sulla placca del forno ricoperta di carta antiaderente, poi schiacciarle leggermente col dorso di un cucchiaio.

Infornare per 15-20 circa, o fino alla consistenza desiderata, nel forno già caldo a 180°C. Devono dorare leggermente.
Lasciar raffreddare nella teglia.


mercoledì 18 gennaio 2012

winter for cook

for knit, for read... :)

dalle librerie ai libri, perchè manmano mi si stanno accumulando, e passano i giorni e penso che vorrei raccontarvi questo o quello, e poi mi si aggiunge qualche fuoriprogramma, in cucina come tra i libri, e insieme ai gomitoli arrivano i libri di tricot, perchè come dice mia mamma raccontando di un aneddoto dei tempi dell'università, le genti non si nasce imparate, e quindi sì, d'accordo, in fatto di libri siamo un tantinello invasati, però quant'è bello imparare qualcosa leggendo (o guardando)!

Internet ha il suo fascino e la sua velocità di scambio, però le pagine da sfogliare sono tutta un'altra cosa. E non lo dico perchè sono nata nella città della carta ;-P. Dev'essere per il contatto con la materia, il piacere di passare in rassegna le coste davanti alla libreria, di accatastare 4, 6 tomi, prendere una coperta patchwork e una tazza di tè bollente e fumante, poi trovarsi una cuccia sul divano, portarvi il malloppo e dimenticare il tempo... :D

Quindi per oggi ho deciso di parlarvi di tutto un po', cucina, come sempre, tricot, e una piccola cosa sul cucito.. Filo conduttore, Paris, o meglio libri comprati a Paris, perchè questo ultimo viaggio ve lo voglio raccontare in pillole, un pezzetto per volta, sparsi qua e là tra le ricette...

Inizio con la cucina, facile, classico, no? Con i tre libretti di cui vi parlavo venerdì scorso....


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La pâtisserie maison : Authentique, saine et gourmande (CUISINE)
Marlette, Elodie Rambaud, foto di David Japy  

Ok lo ammetto: il primo aspetto che mi ha folgorato è stato lo styling: le foto,  l'aria semplice e rustica ma curata e coccola al tempo stesso fa tutto molto "colazionoso", e questo non dispiace affatto (scones, donuts, muffins, pancakes, bagels, biscotti, pound cake, crepes, piccoli e grandi pani dolci dei quali sembra sentire il profumo, e il sapore, ancora caldi, appena spalmati di burro..).
Poi, sbirciando su internet, cosa ti viene fuori? Che David Japy è anche il fotografo di alcuni libretti che gironzolano in casa, tipo questo, questoquesto (e uno che sa fotografare bene il pesce, a mio parere, non è poi così male come fotografo, no? ;-))


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Un déjeuner de soleil en Italie,Recettes, histoires et parfums de ma cuisine italienne...
Edda Onorato  

Come vi raccontavo giusto un paio di post fa, a Parigi mi sono fiondata alla librairie gourmande soprattutto per un motivo. Per acquistare il suo libro. Francese, di ricette italiane. Dell'italia familiare, regionale, di strade e cibo da strada, di paesaggio ed ingredienti. Ci sono le ricette che piacciono a me, quelle semplici, che non si sa mai come cucinarle, e quelle più sofisticate, ma sempre così caratteristiche del nostro territorio. E' stato bellissimo vedere una Edda così, lei, la mia personale referente di patisserie, quella seria, raffinatissima (ma perfetta in qualsiasi altra preparazione), attraverso i piatti semplici della tradizione italiana, come gli spaghetti cacio e pepe, la pasta e fagioli, gli arancini, la parmigiana, o come i piatti immediati della cena da improvvisare (e a quella in casa in Italia proprio non si può rinunciare!), dagli spaghetti aglio, olio e peperoncino con pomodori secchi, ai crostini con porcini e fontina, ai fiori di zucca fritti. E poi i dolci, classici e tradizionali: caprese nocciole e fiori d'arancio, crostata di frutti di bosco, granita di caffè, fino ai ricciarelli o alle ciambelline al vino....


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cuisiner




















Succulents spéculoos : 40 recettes sucrées et salées (MEILLEUR)
Christophe Felder

Dunque, io subisco il grande fascino degli spéculoos. In Francia al supermercato mi aggiro rintronata tra gli scaffali dei biscotti guardando le diverse marche di spéculoos e non sapendo mai cosa scegliere, mentre qui in Italia quando li cerco (e li chiedo), mi guardano tutto come fossi un'invasata (e forse sì, hanno ragione, e forse sì, meglio farseli -come faccio- in casa, ma non rimane comunque bellissimo trovarne tanti tipi al super manco fossero i wafer, o i frollini???? B-)).
Ecco, come a Paris i tipi di spéculoos al supermercato sono tanti, così nella librairie gourmande i libri su questo tema sono varii. Che fare? Chefarechefarechefarechefare (se nel frattempo dovete pure fotografarla, la suddetta libreria, intrattenere conversazione - in una lingua che non è la vostra - con la proprietaria, oltre che cercare di concentravi, appunto, sui libretti, tra millemila disponibili, da scegliere, mentre il vostro cavaliere aspetta pazientemente fuori - e so che sapete a cosa mi riferisco!)????? Andare a botta sicura, ecco cosa fare, e rivolgersi al supremo. Ovvero colui del quale avete già l'opera omnia sulla patisserie francese (della quale vi avevo già raccontato qui).
Quindi ora Vaniglia ha in casa il libretto di Christophe Felder sugli speculoos, che comprende ricetta di base (che farò appalla, perchè poi tra l'altro ci devo fare la cremina che sta sull'ultimo libro di Sigrid!), spéculoos sucrés, spéculoos salés.
Ci sono dentro cose inenarrabili, tutte a base di spéculoos: dal semplice cake alle maddalenine, ai rochers (ohh, i rochers, con perlappunto la cremina di spéculoos che dicevamo pocanzi), verrines, risolatte, creme varie, parfait ed Iles flottantes, crepes, gaufres, crumbles e claufoutis, gratin de potimarron e qualche altra cosetta di salato, fino al gateaux de foies de volaille au streusel de speculoos (non so se rendo).


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Ecco, come non sono una chef , non sono nemmeno una sarta. Anzi, sono molto meno "sarta" di quanto forse non sia cousinier. Eppure mi piace e mi diverto nel cucinare (ma quando mi gira e come dico io!:-)), e nello sferruzzare. Poi a volte mi capita di cucire, un poco, e veramente quanto mi piacerebbe imparare. Per ora non smetterò mai di ringraziare mia madre per avermi dato da piccola qualche ritaglio di stoffa avanzato da quello che stava cucendo lei, perchè con le piccole basi che io e mia sorella abbiamo imparato allora, alcune cosette in effetti si possono fare. Sono un paio di anni che in Italia cerco libri sul cucito e il lavoro a maglia senza grandi risultati, mentre in Francia mi capita di trovare facilmente quello che cerco. Non conosco l'editoria di settore in altri paesi, ed immagino (e spero!) che presto anche da noi si possano trovare libri sull'argomento sfiziosi e completi come questi...

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coudre




Sacs et pochettes : Des sacs pour tous les jours, pour toutes les occasions (Mes carnets de couture)
Emiko Takahashi, Marie Maurin, Illustrazioni di Ozaki Tamami, Foto di Jyugame Masahito

Borse, sacche e sacchettine da cucire. Modelli semplici, stoffe deliziose, dettagli curatissimi. Lo sfoglierei all'infinito. Quando comincia a fare meno freddo mi metto all'opera! :)








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tricoter

Hikaru Noguchi, Koji Udo, foto di Hiroko Mori

C'è una differenza sostanziale tra questi libri e quello  di cui vi avevo parlato qui. Ve lo dico perchè io mi sto chiarendo la differenza praticamente solo ora. Quello è un manuale, e illustra le tecniche. Di tutto: avvii e chiusure, lavori in tondo, di sbieco, trecce, giunti, colli, asole. Qui (come nel libro a seguire) invece ci sono i progetti da realizzare, di quelli semplici, come sciarpe, berretti, più qualche babbuccia e calzino!!!




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tricoter

Debbie Bliss, Penny Wincer

Ecco il libro preferito del periodo. Pieno di "ricette" semplici per realizzare cosette di complemento d'arredo (cosy e superchic!) e piccoli accessori di abbigliamento.
Diviso per stagioni, le foto sono pulite e molto belle, ed io mi sono innamorata praticamente di 48 dei 52 progetti.... Chissà che a breve qualcosa di realizzato non venga a trovarsi nello shop etsy di vanigliacooking! ;-P



NB. nè in questi 2 ultimi libri, nè in quello appena citato di Sharon Brant ci sono punti. O meglio, nel manuale viene spiegato come eseguire dritto e rovescio ed alcuni punti base (come la rasata, le coste, o alcuni tipi di chicco di riso), negli ultimi due ci sono gli schemi spiegati di punti combinati, ma in nessuno dei due casi ci sono capitoli che costituiscono veri e propri "campionari di punti" (per quello io ho un vecchio favoloso libro della mamy, quando si dice le fortune! :))


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altri libri su vanigliacooking

verba volant
fall for cook

pane e cioccolata
carnet de lecture
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